Politica
Strage Crans-Montana, il Governo italiano: “L’Ue si costituisca come parte civile”
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18 ore fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, l’avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, oltre a rappresentanti dei ministeri degli Esteri, dell’Interno, degli Affari europei e della Protezione Civile hanno incontrato a Palazzo Chigi i familiari delle vittime dell’incendio di Crans Montana avvenuto la notte di Capodanno.
Una riunione convocata per coordinare una linea comune sul fronte giudiziario, sia in territorio elvetico che in quello italiano, e per valutare le possibili iniziative da intraprendere.
“L’attenzione del governo, in particolare della presidente del consiglio, fin dall’esplodere di questa tragedia non intende limitarsi ai primi momenti, ma intende proseguire per affrontare tutte le questioni che sono rimaste e che chiamano in causa dati oggettivi”, ha detto Mantovano riferendosi alle difficoltà che derivano dalla non appartenenza della Svizzera all’Unione Europea. “Questo rende ancora più necessario, ed è una delle ragioni dell’incontro, un coordinamento tra le famiglie e gli avvocati che le rappresentano – ha aggiunto -. L‘Avvocatura generale si sta già attivando nella prospettiva per la costituzione di parte civile nel procedimento aperto in Svizzera e facendo questo diventa punto di riferimento per coloro che intendono far valere le proprie ragioni in tale procedimento. Questo avverrà nella individuazione di interlocutori in territorio elvetico”.
Il sottosegretario ha specificato che l’attenzione, nonostante questo incontro fosse rivolto ai familiari delle vittime, è rivolta anche a quelli dei feriti. “Intendiamo come Governo”, ha aggiunto Mantovano, “proporre alle nazioni europee che, come l’Italia, hanno visto i propri cittadini vittime o feriti in questa tragedia, una sorta di coordinamento per affiancare, nel rispetto del diritto elvetico ma in coerenza con le esigenze e i diritti dei danneggiati, l’autorità giudiziaria elvetica. Intendiamo chiedere“, infine, “come Italia, alla Commissione europea che essa si costituisca parte civile nel procedimento in Svizzera. Esistono dei precedenti. Qui ci sono interessi di carattere finanziario ed economico perché l’Italia sta sostenendo delle spese ma esiste qualcosa di più significativo che non può non trovare una sede rappresentativa anche da parte della commissione europea”.
“La giurisdizione italiana in delitti commessi all’estero, anche a danni di cittadini italiani, è sottoposta a dei vincoli rigorosi. Uno dei quali è la presenza nel territorio dello stato degli eventuali responsabili per dolo e dolo eventuale. In questo caso questa presenza non c’è ed un difetto di giurisdizione”, ha detto il ministro Nordio. “Abbiamo notizia che la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo contro ignoti per i reati di incendio e omicidio colposo aggravato – ha aggiunto -. Per cui saranno chieste delle rogatorie all’autorità svizzera per conoscere tutte le circostanze che possono essere utili alla ricostruzione dell’evento. La giurisdizione Svizzera è sovrana ma noi abbiamo assicurato ai parenti e ai loro rappresentanti legali tutta la nostra vicinanza e collaborazione per tutto ciò che può servire anche per il coinvolgimento di organi sovranazionali”.
“L’idea è di essere presenti e seguire la parte iniziale delle indagini e avere accesso agli atti. Al momento non abbiamo indicazioni sulle modalità, perché non le conosciamo. Vogliamo dare un significato alla presenza dello Stato non solo formale ma anche sostanziale di aiuto alle famiglie”, ha detto l’avvocato generale dello Stato Palmieri Sandulli, che ha spiegato la natura della riunione volta alla formazione di “un coordinamento e di una linea comune giudiziaria per ottimizzare e dare l’immagine coesa e coordinata di tutta l’azione dello stato e delle singole famiglie”.
A proposito dei parenti l’avvocato ha messo in evidenza l’inento di dar loro sostegno in “un momento emotivamente difficile. Il segnale deve arrivare chiaro e forte: vogliamo essere a loro sostegno”. “Il Canton Vallese ha deciso di stanziare diecimila franchi per ogni vittima o ferito. I familiari verranno contatti direttamente dalle autorità cantonali, ma possono prendere contatto diretto attraverso un indirizzo mail”, che poi verrà comunicato.
“Vi è un altro strumento: l’aiuto alle vittime di reati fornito dai cantoni in generale. Le famiglie possono rivolgersi al Canton di loro scelta”, ha affermato l‘ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, che ha riferito in sintesi le decisioni dei cantoni, del cantone generale e del governo federale, rispetto agli aiuti messi a disposizione dei parenti. “I termini per presentare le domande sono di cinque anni dalla conoscenza del reato. Questi contributi saranno di notevole dimensione per cui il governo svizzero ha deciso, ieri in sede di consiglio dei ministri, di chiedere al Parlamento l’autorizzazione a dare un ulteriore finanziamento ai cantoni per far fronte a queste richieste di risarcimento che superano le disponibilità attuali”
“L’incontro di oggi è stato molto importante. Abbiamo accolto il ricorso a un coordinamento perché siamo in un paese che non fa parte della comunità europea, quindi parlare con una voce unitaria ci porterà a dei risultati”, ha affermato l’avvocato di una delle famiglie delle vittime di Crans-Montana, Alessandro Vaccaro. Vaccaro che ha messo in evidenza il supporto di governo e forze presenti alla riunione tanto significativo da dare “una spinta ad andare avanti. Non è una questione di risarcimenti perché il dolore delle famiglie è ben lontano da questo discorso”, ma si tratta, ha aggiunto, di “accertare i fatti e c’è tanta strada da fare. Quindi il sostegno del governo italiano ci aiuterà a far sentire la nostra voce che sarà unitaria”.
“La prima fase è conclusa”, ha detto il capo Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano. “Resta in Svizzera una cittadina che è ancora ricoverata all’ospedale di Zurigo e restano i ragazzi ricoverati all’ospedale Niguarda, uno dei quali è stato trasferito ieri al Policlinico di Milano per una complicanza. Questa attività ha dei costi che saranno messi nelle mani dell’Avvocatura generale dello Stato per proporre la costituzione di Parte Civile”.
-Foto xl5/Italpress-
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ROMA (ITALPRESS) – “Sono molto contenta di essere qui oggi a Tokyo, a fianco del primo ministro Takaichi. Ci tenevamo a incontrarci di persona, avere l’occasione di avviare un dialogo ancora più strutturato, di programmare il lavoro, fissare i nostri prossimi obiettivi. È un cammino che prende il via dall’inizio di un anno molto significativo per le relazioni tra le nostre Nazioni, che è il 160mo anniversario delle relazioni diplomatiche. È un’occasione che dobbiamo saper cogliere appieno”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel coreso del punto stampa congiunto con il primo ministro giapponese Sanea Takaichi a Tokyo. “Penso che le potenzialità che i legami profondi tra Roma e Tokyo vantano siano molte e che dobbiamo saperle esplorare tutte. In questi 160 anni noi abbiamo saputo spesso adattare il nostro rapporto ai mutamenti globali. Sono convinta che, in un quadro del genere, che serba molte incognite ma anche molte opportunità, Italia e Giappone insieme possano fare la differenza”, ha aggiunto.
“Abbiamo anche approfittato di questa occasione per dare nuovo impulso all’attuazione del Piano d’Azione triennale 2024-2027, che individua i settori prioritari della nostra cooperazione. Chiaramente la complementarità tra i nostri sistemi produttivi, la nostra vocazione all’export, la qualità delle nostre interazioni industriali, ci offrono l’occasione di accrescere le sinergie, di potenziare gli investimenti reciproci in ambiti ad alto valore aggiunto”, ha spiegato Meloni. “Ci siamo impegnati con il primo ministro a lavorare assieme per proteggere le tecnologie strategiche, per rendere le catene del valore più forti e resistenti, in particolare sul fronte dei minerali critici”, ha poi sottolineato la premier, osservando come con la premier giapponese “condividiamo anche il fatto di essere le prime due donne a guidare i loro popoli e questo per noi rappresenta un grande onore ma rappresenta soprattutto una grande responsabilità. Responsabilità che io penso possiamo onorare facendo leva su quell’approccio che nella cultura giapponese si riassume con una parola che io considero molto affascinante che è ‘Ganbaru’. Non vuol dire solamente fare del proprio meglio, significa fare più del proprio meglio, cioè ambire a superare sempre i propri limiti, non accontentarsi mai di dove si è arrivati”, ha concluso.
“Questa è anche un’occasione per fare il punto sulle tante crisi aperte a livello globale, sulle tante questioni globali in agenda, per confermare il nostro impegno comune per arrivare a una pace giusta e duratura in Ucraina, per consolidare il processo di pace in Medio Oriente, per garantire la sicurezza e la stabilità dell’Indo-Pacifico. Italia e Giappone – ha aggiunto – condividono anche la stessa proiezione verso l ‘Africa, dicevamo di due iniziative molto simili, il Piano Mattei per l’Africa sul lato italiano e il Ticad sul lato giapponese, dimostra una capacità strategica che Italia e Giappone hanno sempre condiviso. Penso che insieme possiamo rafforzare reciprocamente un modello di cooperazione vantaggioso per tutti” ha concluso Meloni.
TAKAICHI “ELEVATE RELAZIONI A PARTENARIATO STRATEGICO SPECIALE”
“In occasione del 160mo anniversario delle relazioni diplomatiche e della visita in Giappone di Giorgia, abbiamo concordato di elevare ulteriormente le relazioni bilaterali a un partenariato strategico speciale mirando sempre più in alto”. Così il primo ministro giapponese, Sanae Takaichi, nel corso delle dichiarazioni congiunte con la premier Giorgia Meloni a Tokyo. “Nell’ambito di questo nuovo partenariato intendiamo rafforzare la collaborazione bilaterale in molti settori, tra cui sicurezza, economia e scambi culturali e tra le persone”, ha aggiunto. “Ci sono notevoli progressi che vogliamo accelerare insieme”, ha spiegato Takaichi che ha sottolineato poi come ci sarà “una collaborazione anche nel campo spaziale” e ha espresso gli auguri “per il successo dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina”. Per la premier “con l’Italia, divenuta partner strategico speciale del Giappone e nel rapporto con Giorgia, la distanza fra di noi si è ulteriormente ridotta. Collaboreremo sempre più strettamente per affrontare le molteplici sfide delle comunità internazionale”.
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Politica
Conte “Le primarie del centrosinistra non sono l’unico criterio, ma si possono fare”
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14 ore fa-
15 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Le primarie del centrosinistra “si possono fare. Non è l’unico criterio ma si possono fare”. Così il leader del M5S, Giuseppe Conte, ospite di “Nessuno escluso”, sul canale Youtube di Will Media. Per l’ex premier “il problema non è il Conte ter ma lavorare per le fasce deboli della popolazione come avevamo iniziato a fare ma ci hanno interrotto prima Salvini e poi Renzi, con le coalizioni che siamo stati costretti a formare. Lavoriamo perché ci siano le condizioni per continuare il processo di cambiamento”.
“Non si può cancellare il fondatore di un movimento che è stato la cosa più rivoluzionaria degli ultimi anni nel sistema politico italiano. Non possiamo cancellare il fatto che c’è stato chi è riuscito con una grande capacità propositiva, rivoluzionaria, a portare tantissimi cittadini che non votavano a credere nel rinnovamento della politica, nel cambiamento, e a portare addirittura tantissimi cittadini che non avevano mai fatto politica ad assumersi anche la responsabilità, essere eletti, partecipare, creare un movimento. Oggi se io sono qui è grazie a questa iniziativa”, ha detto Conte rispondendo a una domanda su Beppe Grillo.
Rispetto alle origini del M5S, “quando c’era l’esigenza di contrastare la casta dei politici abbarbicata ai propri privilegi, rompere in qualche modo questo muro autoreferenziale è stato assolutamente un passaggio fondamentale – spiega Conte -. Abbiamo però aggiunto anche la necessità che rispetto all’onestà, che deve essere la premessa indispensabile per l’azione politica, ci deve essere anche competenza e capacità. Ancora oggi siamo fortemente radicali, non lo dico per vendere il mio prodotto politico, lo dimostra il fatto che siamo attaccati da tutti. Tutto l’establishment, di destra, di sinistra, ci attacca sempre, è il segno che siamo scomodi e rimaniamo assolutamente radicali”.
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Politica
Mattarella “In Iran un efferato sterminio di manifestanti” / Video
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16 ore fa-
15 Gennaio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Ogni oppressione, ogni manipolazione dei principi di libertà passa, anzitutto, dalla repressione contro i giornalisti. Non è un caso che i regimi più efferati provvedano subito a comprimere gli spazi della libertà di informazione, non appena viene posto in discussione il loro operato. Pensiamo a quanto sta accadendo in questi giorni in Iran: insieme alla efferata crudeltà dello sterminio dei manifestanti, occultare quanto avviene – le manifestazioni di piazza, la repressione, le uccisioni – è stata la prima preoccupazione di un regime, che, fin dall’inizio, ha tentato di bloccare l’accesso alle fonti di informazione, la diffusione delle notizie”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo nel pomeriggio al Quirinale i partecipanti al 30° anniversario del Seminario di Venezia per la stampa britannica.
“Si tratta soltanto dell’ultimo esempio dei tentativi di nascondere il dissenso, il malessere sociale, la verità, attraverso l’oscuramento dei fatti che i giornalisti sono invece chiamati a testimoniare in ogni circostanza, particolarmente in quelle più drammatiche, come i conflitti dai cui teatri si cerca di escluderli, censurandone il lavoro o addirittura proibendo loro l’accesso – ha aggiunto il capo dello Stato -. Un impegno, quello del giornalismo, di verità e di libertà, che viene spesso pagato a caro prezzo. Nel 2025 – come segnala la Federazione internazionale dei Giornalisti – oltre 120 giornalisti e operatori dell’informazione hanno trovato la morte nei conflitti, molti di essi a Gaza”.
“Un impegno, quello del giornalismo, di verità e di libertà, che viene spesso pagato a caro prezzo. Nel 2025 – come segnala la Federazione internazionale dei Giornalisti – oltre 120 giornalisti e operatori dell’informazione hanno trovato la morte nei conflitti, molti di essi a Gaza”, ha sottolineato Mattarella.
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-Foto ufficio stampa Quirinale-
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