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Referendum, Meloni “La campagna resti nel merito, vedo un tentativo di trascinarla in una lotta nel fango. Giusto il richiamo di Mattarella”

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ROMA (ITALPRESS) – “Penso che sia molto importante che questa campagna referendaria rimanga sul merito e sul contenuto di ciò di cui stiamo parlando, senza cercare di trasformarla in altro: una polarizzazione o un referendum sul governo interessa chi non può stare nel merito, non noi perché la conferma della riforma può solo fare il bene dell’Italia”. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, intervistata dal direttore di Sky Tg24 Fabio Vitale.

“Vedo un tentativo di trascinarla in una sorta di lotta nel fango, che interessa più quelli che hanno una difficoltà ad attaccare una riforma che in passato hanno per varie parti sostenuto e proposto – aggiunge Meloni – Credo che sicuramente non convenga a chi, come noi, ritiene di aver fatto una riforma di buon senso. Questa non è una riforma di destra o di sinistra, lo dimostra il fatto che è stata nei decenni proposta dalle più svariate componenti politiche: essa consente di avere una giustizia più giusta, liberare il merito dei magistrati dal giogo delle correnti e stabilire il principio che anche il magistrato quando sbaglia deve essere giudicato da un organismo terzo”.

“Non ho sentito il presidente della Repubblica in queste ore: c’eravamo visti la sera prima, nel tradizionale incontro di anniversario per i Patti lateranensi. Ho trovato le parole del presidente giuste, direi anche doverose: penso che sia giusto il richiamo al rispetto tra istituzioni, così come il passaggio in cui dice che è importante che il Csm si mantenga estraneo dalle diatribe di natura politica”.

“Credo nella democrazia, quindi più gente partecipa e più penso di aver fatto bene il mio lavoro: penso valga lo stesso per tutti i partiti politici. A sei settimane dal voto, quando sappiamo bene che la maggior parte dei cittadini decidono negli ultimi giorni se andare a votare o no e cosa, i sondaggi lasciano il tempo che trovano: la vera campagna referendaria deve ancora cominciare. Siamo a un mese dalla data del voto e faremo quello che possiamo, per fare in modo che ci sia più gente possibile che vada a votare e che vota consapevolmente – prosegue Meloni -. A me fa molto sorridere chi dice che se il governo perde il referendum va a casa, chi non può parlare del merito della riforma deve spostare l’obiettivo per fare in modo di portare i suoi sostenitori a votare; le elezioni politiche saranno fra un anno, lì gli italiani decideranno se mandarmi a casa o no. Io, a differenza di altri, non rimango abbarbicata al potere se gli italiani non vogliono che continui a governare: dopo tutto il lavoro che è stato fatto credo che sia giusto che il giudizio sia sul complesso di ciò che abbiamo fatto, la riforma della giustizia è importantissima ma è una cosa sola tra altre 500″.

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“Il 22 e 23 marzo non si vota sul governo, ma sulla giustizia: qualunque sia la decisione che gli italiani prenderanno inciderà sulle loro vite molto oltre la durata di questo governo, perché una riforma costituzionale su un tema così importante incide sulla vita nostra e dei nostri figli. Il mio consiglio agli italiani è ‘andate a votare, ma votate con coscienza guardando a quello che state votando e non ad altro’: non personalizzo un tema così importante per la vita dei cittadini, penso banalmente che migliorare lo stato della giustizia italiana non si fa per il governo ma per se stessi, per l’Italia, per avere una nazione più moderna – conclude Meloni -. Ogni volta che si cerca di far qualcosa per migliorare lo stato della giustizia i toni diventano apocalittici: migliorarla vale anche per i magistrati, questa non è una riforma contro i giudici. Si può non essere d’accordo, ma senza toni da fine del mondo”.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Spagna-Italia, botta e risposta sulla questione migratoria. Madrid: “Governo non all’altezza”. Tajani: “Irregolari calati del 60%, il nostro modello funziona”

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MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Sulla questione migratoria, ed in particolare sulla situazione che si è creata a Ceuta nei giorni scorsi, “ci sono stati degli Stati, dei governi, che non sono stati all’altezza delle aspettative” per affrontare la situazione come una questione europea. Lo ha detto il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, in una intervista a Tve. “Il governo italiano è stato uno di questi. Qui in Spagna sento dichiarazioni irresponsabili da parte del Partito Popolare e di Vox”, ha proseguito il ministro. Albares ha dichiarato che prima della crisi a Ceuta si è registrata “un’attività insolita” sui social media che ha “amplificato e distorto” la sentenza della Corte Suprema spagnola, la quale, all’inizio di luglio, stabiliva che le persone arrivate a nuoto non potevano essere rimpatriate “a forza” nei loro paesi d’origine. Secondo il ministro, c’è stata anche una “sincronizzazione dell’internazionale reazionaria che si è subito mobilitata per amplificare l’accaduto”. “E anche per diffondere menzogne e notizie false sull’area Schengen, sulla sua integrità e sulle azioni della Spagna”, ha aggiunto. “Questo è un momento in cui esigo e invoco l’unità di tutte le forze politiche attorno a due città spagnole, Ceuta e Melilla, e l’unità di tutti gli europei attorno a queste due città europee”, ha dichiarato, convinto della “natura specifica” del confine in entrambe le città autonome. “È l’unico confine esterno dell’Unione europea che si snoda via terra con l’Africa. Non possiamo affrontare questo confine come affrontiamo qualsiasi altra città di confine in Europa”, ha osservato.

Il ministro ha quindi chiesto che anche Bruxelles si assuma la responsabilità di questa situazione, tema che verrà affrontato nella riunione dei ministri dell’Interno che si terrà domani, su richiesta del governo spagnolo. “L’Africa e l’Europa sono due continenti molto diversi, e questa situazione deve essere gestita congiuntamente con il Marocco e con la solidarietà europea, che è ciò che cercheremo di trasmettere in quell’incontro”, ha dichiarato. Sempre riguardo all’Italia, Albares ha affermato che il Paese ha il maggior numero di ingressi irregolari in Europa, mentre la Spagna ha il minor numero.

TAJANI AD ALBARES “IN ITALIA IRREGOLARI CALATI DEL 60%”

“Al ministro degli Esteri spagnolo non rispondo io, ma i numeri. Dal 2023 i migranti irregolari in Italia sono diminuiti del 60% su base annua. Da gennaio a luglio 2026 gli sbarchi sono scesi dell’80% rispetto allo stesso periodo del 2023. Gli arrivi irregolari via mare al 15 luglio 2026 sono stati 15.323, -54% rispetto al 2025 e -50% sul 2024. Questi numeri sono il frutto di un duro lavoro, di accordi bilaterali con otto Paesi di origine e transito che oggi promuovono flussi migratori regolari e sicuri e contrastano il traffico di esseri umani”. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, replica su X a José Manuel Albares.

“Il modello italiano ha dimostrato che si può ridurre drasticamente l’immigrazione irregolare, da quando siamo al governo è diminuita del 60%, noi non siamo contro l’immigrazione purché sia regolare”, ha poi aggiunto ospite di “Zona Bianca”, su Rete4. “Noi abbiamo fatto accordi con i paesi di partenza, di passaggio, abbiamo dato vita ad un hub in Albania, alla fine l’Europa ci ha dato ragione – ha aggiunto Tajani -. Nel vertice europeo di domani mi auguro si prenderanno delle decisioni importanti. Noi abbiamo posto il problema delle migrazioni con forza perché non vogliamo vedere più quelle scene di Ceuta”.

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VON DER LEYEN “ORA RAFFORZARE I CONFINI EUROPEI”

FONTI VIMINALE “CON GOVERNO MELONI CROLLO DEGLI SBARCHI DEI MIGRANTI”

In Italia da gennaio di questo anno a oggi si è verificato un crollo degli sbarchi di migranti irregolari “che è stato ottenuto proprio grazie alle politiche del governo Meloni. Si tratta di un calo del 55% rispetto all’anno scorso e di circa l’82% rispetto al 2023 primo anno di insediamento del nostro Esecutivo che dovette fronteggiare una situazione ereditata da precedenti governi che era completamente fuori controllo. Quanto alla presunta ‘invasione’ di Lampedusa, al momento sono presenti 98 migranti sull’isola e da tempo non si vive nessuna situazione di emergenza sul posto”. Lo si apprende da fonti del Viminale.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Schlein replica a Conte sul nodo Ucraina: “Non funziona così, prima il programma e poi le primarie”

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ROMA (ITALPRESS) – Non funziona così. Prima il programma condiviso da tutta l’alleanza e poi le primarie, perché chi le vince deve guidare tutta la coalizione, non soltanto il proprio partito”. Lo ha detto la segretaria del Pd, Elly Schlein, rispondendo alla giornalista del Tg3 che le chiedeva di commentare le parole del leader del M5S. “Ma adesso non perdiamoci in discussioni tra di noi e concentriamoci sui fallimenti di questo Governo e sulle nostre proposte concrete, come quella che abbiamo firmato tutti sul congedo paritario, per sostenere milioni di famiglie italiane con cinque mesi pagati al 100% per entrambi i genitori”, ha concluso.

Sul confronto con il Pd e sulle differenze in politica estera nel campo progressista, Conte ieri nel corso della manifestazione PiazzAsiago, aveva affermato: “Le differenze? Le scioglieremo con le primarie”. E ancora: “Faremo decidere agli italiani”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Conte si dimette dalla Commissione Covid: “Domani in audizione spazzerò via tutto il fango”

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ROMA (ITALPRESS) – “In vista dell’audizione di domani mattina mi sono dimesso dalla Commissione Covid e spetterà a me, finalmente, parlare in modo da spazzare via tutto il fango”. Così il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, in un post sui social, allegando un’immagine della sua lettera di dimissioni.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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