Economia
Orcel “Ruolo centrale delle banche per rilanciare la competitività dell’Europa”
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3 settimane fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – “Quando parliamo di come l’Europa possa recuperare la propria capacità di competere, non possiamo trascurare il ruolo centrale delle banche per vincere questa sfida. Il nostro continente dovrà mobilitare capitali significativi – nell’ambito della difesa, dell’industria, della tecnologia e delle infrastrutture – e questo sarà possibile solo con un sistema finanziario che abbia le dimensioni, la solidità e la capacità di allocare risorse in modo efficiente”. Lo afferma Andrea Orcel, UniCredit Group CEO, in un intervento pubblicato oggi in prima pagina de Il Sole24Ore.
“Fortunatamente, sta emergendo un consenso sempre più ampio sulla direzione da intraprendere e disponiamo già delle leve necessarie a questo scopo: dal completamento dell’Unione Bancaria al rafforzamento dell’Unione dei Mercati dei Capitali, fino alla netta semplificazione del quadro regolamentare. La chiave ora è utilizzarle nel modo più appropriato, per ridurre la frammentazione e sprigionare il nostro pieno potenziale. La diagnosi è chiara da tempo. Ciò che farà differenza, adesso, è la capacità di esecuzione”, aggiunge.
Per Orcel, però, “questa è solo una parte dell’equazione. Anche il sistema bancario ha una responsabilità diretta. Il nostro settore sta attraversando una trasformazione tra le più marcate degli ultimi decenni, perché la tecnologia non si limita più a ottimizzare processi esistenti: sta ridefinendo radicalmente i modelli operativi, così come i criteri di allocazione del capitale e di gestione del rischio. Nel frattempo, stanno evolvendo anche le aspettative dei clienti – consapevoli, come noi, delle opportunità offerte da questi nuovi strumenti”.
Secondo Orcel “per le banche europee tradizionali, questo richiede una riflessione di fondo. Legacy, reputazione e miglioramenti marginali non bastano più. In un contesto segnato da volatilità e incertezza, il rischio maggiore è l’inerzia. Fintech e hyperscaler continuano ad alzare l’asticella, fissando nuovi standard in termini di velocità, efficienza e reattività digitale. Chi non saprà adattarsi, rischia di perdere progressivamente terreno e rilevanza nelle economie in cui opera”.
“In UniCredit – evidenzia – siamo abituati al cambiamento. Quando ho assunto la guida del Gruppo, ci trovavamo di fronte a sfide complesse che imponevano una decisa inversione di rotta. Con UniCredit Unlocked abbiamo avviato un rinnovamento che molti ritenevano irrealizzabile. Abbiamo ristabilito disciplina finanziaria, semplificato il nostro modello operativo e riunito l’organizzazione attorno a un’unica Visione, una strategia chiara e una Cultura condivisa. I risultati parlano da soli: la migliore performance della nostra storia e venti trimestri consecutivi di crescita di qualità. La trasformazione, tuttavia, è un percorso, non un traguardo. In un mondo che evolve a questa velocità, fermarsi equivale a retrocedere, a essere superati. Così come l’Europa non può permettersi di rallentare di fronte a un’impresa di questa portata, allo stesso modo le sue banche devono continuare ad avanzare. Per questo abbiamo annunciato UniCredit Unlimited: la prossima fase del nostro sviluppo strategico”.
“Un piano che – parole ancora di Orcel – segna l’inizio di una nuova era: ambiziosa, innovativa, e fondata su un ripensamento profondo di ciò che una banca europea può e deve essere. E soprattutto, che riflette una convinzione chiara: il futuro del banking sarà guidato da istituzioni capaci di superare ogni limite, integrare pienamente le tecnologie emergenti e operare con maggiore scala, agilità e determinazione. Per rimanere al vertice, dobbiamo valorizzare i punti di forza della tradizione bancaria europea, non abbandonarli. Relazioni solide e durature con i clienti, conoscenza dei territori, rigorosa gestione del rischio rimangono condizioni non negoziabili e tuttavia non sufficienti. Oggi, vanno integrate con competenze e attitudini proprie dei player nativi digitali: velocità decisionale, eccellenza tecnologica, spirito di adattamento. Il nostro obiettivo non è inseguire chi è entrato da poco nel settore. È posizionarci un passo avanti, guidare anche questa evoluzione rafforzando i nostri vantaggi competitivi con l’innovazione e la flessibilità che il mercato richiede. Al centro, come sempre, ci sono le nostre persone. Si parla molto di intelligenza artificiale. E come ogni nuova tecnologia, anche questa è in grado di generare valore solo se integrata adeguatamente nei processi, nelle dinamiche e nella cultura aziendale. Senza investimenti mirati in competenze, formazione e incentivi, l’IA rischia di rimanere un esercizio solo teorico”.
“Per noi, tutto questo, rappresenta una priorità strategica. Per cogliere appieno il potenziale dell’IA, serve una forza lavoro sempre più qualificata, capace di integrarla nei processi decisionali quotidiani e di tradurne i benefici in maggiore efficienza e capacità di innovazione. Allo stesso tempo – dice ancora Orcel – dobbiamo preservare ciò che nessuna macchina può sostituire: il giudizio umano, fondamento della fiducia su cui si basa il sistema bancario. Noi crediamo nelle nostre persone. Sappiamo che sapranno trovare il giusto equilibrio. Nessuno meglio di loro conosce i nostri clienti e le comunità in cui operiamo. I recenti sviluppi geopolitici hanno evidenziato con chiarezza la posizione delicata in cui si trova l’Europa e l’urgenza di un confronto franco su competitività e resilienza. Ora è fondamentale che tutto ciò si traduca in progressi concreti. Un quadro regolamentare più integrato potrà generare risultati tangibili solo se gli istituti finanziari saranno messi nelle condizioni di operare in un contesto sempre più rapido, digitale ed esigente. Se l’Europa vuole trasformarsi davvero, le sue banche devono essere in prima linea. Il nostro settore evolve a grande velocità e su scala globale, e noi dobbiamo essere in grado di sostenerne il ritmo: allocare capitale oltre i confini nazionali, agire con tempestività, e assecondare le aspettative sempre più alte dei nostri clienti”.
“Nel 2026 – conclude – il nostro continente deve trasformare l’ambizione in azione. E con l’avvio del nuovo piano Unlimited, UniCredit è determinata ad assumere un ruolo guida: indicando la direzione, dando l’esempio e dimostrando con i fatti cosa significa superare ogni limite”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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UniCredit lancia OPS per superare il 30% di Commerzbank
Pubblicato
19 ore fa-
16 Marzo 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – UniCredit ha annunciato il lancio di un’offerta pubblica volontaria di scambio avente a oggetto le azioni Commerzbank. L’offerta è finalizzata a superare la soglia del 30% prevista dalla normativa tedesca in materia di offerta pubblica di acquisto nonché a favorire, nelle prossime settimane, un confronto costruttivo con Commerzbank e con i suoi principali stakeholder. Si prevede che UniCredit raggiunga una partecipazione in Commerzbank superiore al 30%, senza tuttavia acquisirne il controllo. Ciò consentirebbe a UniCredit di evitare di aggiustare costantemente la propria partecipazione per rimanere al di sotto della soglia del 30% in ragione del programma di acquisto di azioni proprie in corso da parte di Commerzbank, nonché di poter successivamente incrementare liberamente la propria partecipazione sul mercato o con altre modalità. Il rapporto di cambio dell’Offerta sarà determinato da BaFin nei prossimi giorni sulla base del prezzo medio ponderato per i volumi degli ultimi tre mesi delle azioni Commerzbank e UniCredit. Il rapporto dovrebbe essere pari a 0,485 azioni UniCredit per ciascuna azione Commerzbank, che corrisponde ad un prezzo di 30,8 euro per azione Commerzbank, ovvero un premio del 4% rispetto al prezzo di chiusura del 13 marzo scorso.
Si prevede che l’offerta sia formalmente avviata all’inizio di maggio, con un periodo di adesione di quattro settimane. A maggio sarà convocata un’assemblea straordinaria al fine di ottenere l’autorizzazione all’aumento di capitale a servizio dell’offerta. UniCredit è tuttora in attesa dell’approvazione del programma di acquisto di azioni proprie 2025, per un importo pari a 4,75 miliardi, da parte dell’assemblea degli azionisti prevista per il 31 marzo, nonché della relativa autorizzazione della Bce. Il programma di acquisto di azioni proprie sarà avviato successivamente alla chiusura del periodo di adesione all’offerta e dipenderà dal livello finale di adesioni alla stessa. Non vi è alcun impatto sulla politica dei dividendi di UniCredit. Qualora, come previsto, UniCredit non acquisisca il controllo di Commerzbank, l’impatto finanziario sul capitale sarà minimo. Il Cda ritiene che l’offerta rappresenti una misura ragionevole e pragmatica, priva di svantaggi, tenendo conto che la partecipazione detenuta continua a rappresentare una significativa creazione di valore, indipendentemente dal superamento o meno della soglia del 30% tramite l’offerta.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Debito pubblico a gennaio in crescita a 3.112,3 miliardi
Pubblicato
19 ore fa-
16 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A gennaio, secondo i dati della Banca d’Italia, il debito delle amministrazioni pubbliche è aumentato di 16,8 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.112,3 miliardi. L’incremento riflette la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (9,5 miliardi, a 61,9) e il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche (8,0 miliardi), mentre l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio ha operato in senso opposto (0,8 miliardi). Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, l’aumento del debito è imputabile a quello delle amministrazioni centrali (16,6 miliardi) e a quello delle amministrazioni locali (0,2 miliardi). Il debito degli enti di previdenza è rimasto pressoché invariato. La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni.
La quota del debito detenuto dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 18,3% (dal 18,5% del mese precedente). A dicembre la quota detenuta dai non residenti era aumentata al 34,4% (dal 34,3% del mese precedente) mentre quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) era diminuita al 14,4% (dal 14,5%). Bankitalia sottolinea infine che, come già specificato nel bollettino delle entrate tributarie del Mef, per motivi tecnici connessi con le contabilizzazioni passate, il confronto tra gli incassi del bilancio dello Stato di gennaio 2026 e quelli del corrispondente mese del 2025 risulta fortemente disomogeneo. La disomogeneità si risolverà con i dati relativi agli incassi del mese di febbraio.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Patuelli “Contro il rischio inflazione prevedere degli interventi d’emergenza”
Pubblicato
3 giorni fa-
14 Marzo 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Oggi servono interventi di emergenza. Abbiamo una serie di rischi importanti: il primo è l’inflazione che colpisce famiglie e aziende, di fronte alla quale le banche centrali possono essere le prime a muoversi alzando i tassi, mentre gli Stati possono fare manovre di carattere fiscale”. Lo ha detto Antonio Patuelli, presidente dell’Abi, intervenendo al convegno promosso da Confartigianato Imprese presso la Camera di Commercio di Ferrara Ravenna.
Patuelli ha poi analizzato gli andamenti dei mercati finanziari che “hanno visto ieri i titoli di Stato italiani a dieci anni crescere al 3,78% per l’Italia rispetto al 3,52% di giovedì con un aumento di 26 punti base, ovvero 26 centesimi, in un solo giorno. I Paesi dell’euro hanno visto aumentare il costo dei titoli a dieci anni, il Regno Unito ha avuto un aumento di 26 punti base passando al 4,82%. Gli Stati Uniti ieri quotavano il titolo a dieci anni al 4,28%, una cinquantina di punti base di più dell’Italia. La Bce ha oggi di fronte non l’interrogativo di qualche settimana fa, che era quanto e quando ridurre il tasso di sconto: oggi la Bce si interroga se, quando e quanto aumentare il tasso di sconto”.
“Nell’emergenza le regole bancarie devono essere ripensate: noi abbiamo innanzitutto le regole internazionali di Basilea, che riguardano tutto l’Occidente, ma gli Stati Uniti hanno scelto una strada diversa, di minore applicazione, sviluppando una concorrenza impropria agli altri sottoscrittori dell’accordo. Noi non dobbiamo seguire l’America nelle logiche di deregulation, perché questa ha portato ad effetti nefasti come il caso Lehman sui mercati internazionali. Dobbiamo pensare a procedure di semplificazione che servono alle banche e alle imprese, e quindi l’appello che oggi insieme alle imprese artigiane possiamo fare alle istituzioni europee e nazionali è di accelerare in misura emergenziale le iniziative di semplificazione che sono da mesi all’esame delle istituzioni europee”, ha concluso Patuelli.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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