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L’Atletico Madrid ipoteca i quarti di Champions, Tottenham sconfitto 5-2

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MADRID (SPAGNA) (ITALPRESS) – Il festival degli errori in scena al Metropolitano premia l’Atletico Madrid, che ipoteca il passaggio ai quarti di finale di Champions grazie alla vittoria per 5-2 contro il Tottenham maturata soprattutto nella primissima parte del match. Bastano sei minuti ai Colchoneros per passare in vantaggio. Kinsky, scelto titolare tra i pali al posto di Vicario, scivola e consegna la palla ai rivali. Lookman a quel punto serve Alvarez, il quale appoggia per Llorente che insacca con il mancino. Al 14′ è Van de Ven a sbagliare, quando scivola e spiana la strada a Griezmann, che mette dentro di sinistro il 2-0. I disastri nella difesa inglese non finiscono qui. Kinsky prova ad allargare con il mancino, ma colpisce prima il terreno del pallone e Alvarez ne approfitta per segnare a porta vuota. Visibilmente in confusione, il portiere ceco viene sostituito subito da Vicario. La musica non cambia e al 22′ è Le Normand a calare il poker con un colpo di testa ravvicinato, arrivato in mischia dopo una respinta miracolosa di Vicario su un primo colpo di testa avversario. Dopo l’avvio shock, gli ospiti hanno un sussulto di orgoglio e 26′ trovano il 4-1. Richarlison fugge a sinistra, si accentra e serve Porro, che salta Ruggeri e trafigge Oblak con il destro. Dopo una nuova occasione fallita da Llorente, le due squadre vanno negli spogliatoi. Al 10′, Oblak si rende protagonista di una grande parata su Richarlison. L’azione prosegue e i padroni di casa ripartono a gran velocità, sfruttando una voragine difensiva avversaria, con Alvarez che si invola verso la porta e infila Vicario con un diagonale di destro per il 5-1. Al 31′ è Oblak a commettere un grave errore con i piedi e a permettere ai britannici di presentarsi davanti a lui, con il neo entrato Solanke che non sbaglia da posizione favorevole e firma il 5-2. Sarà di fatto l’ultima emozione di una gara che, in pieno recupero, si allunga a causa di una dura testata presa da Romero e Palhinha dopo un contrasto fortuito tra i due. Le due squadre torneranno ad affrontarsi tra otto giorni a campi invertiti nel ritorno di un ottavo che sembra già aver emesso un verdetto.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Sinner torna in finale a Wimbledon, domato in tre set Djokovic. Domenica sfida Zverev per il titolo

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LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Jannik Sinner è di nuovo, per il secondo anno di fila, in finale sull’erba di Wimbledon. Il numero uno del mondo, campione in carica ai The Championships, domina e vince in tre set contro Novak Djokovic. 6-4 6-4 6-4, in due ore e 20 minuti di gioco, il punteggio in favore dell’altoatesino, che conquista la prima finale Slam della stagione, dopo le eliminazioni in semifinale agli Australian Open e al secondo turno al Roland Garros.

Alla settima finale Major della carriera – la 39esima nel circuito maggiore – Sinner diventa il primo italiano nella storia a raggiungere più di una volta l’ultimo atto dei The Championships e è il 18esimo giocatore dell’Era Open a giocare due volte in fila la finale all’All England Tennis Club di Londra. “Ho cercato di essere aggressivo e di servire bene contro il miglior ribattitore del circuito. Ho cercato di mescolare le carte e sono soddisfatto. Ogni partita è diversa e l’erba cambia tanto nel corso del torneo. La cosa importante oggi era di alzare il livello del gioco e l’ho fatto”. Queste le parole, nell’intervista in campo a fine match, di Sinner, giunto a quota 99 vittorie in totale negli Slam, che tra sé e il quinto titolo Major della carriera avrà (domenica) Alexander Zverev.

Il tennista tedesco, testa di serie numero 2 del tabellone, ha battuto in tre set la wild card britannica Arthur Fery con il punteggio di 7-6 (0) 6-2 6-4, in due ore e 13 minuti. Il 29enne di Amburgo, mai oltre gli ottavi ai The Championships, centra per la prima volta l’ultimo atto nel Major britannico e diventa il 13esimo tennista dell’Era Open a giocare la finale in tutti e quattro gli Slam, dopo Rod Laver, Ken Rosewall, Ivan Lendl, Stefan Edberg, Jim Courier, Andre Agassi, Roger Federer, Rafael Nadal, Djokovic, Andy Murray, Sinner e Carlos Alcaraz. Con il successo odierno, inoltre, il tedesco scavalca Carlos Alcaraz, fermo da aprile per un infortunio al polso, nella classifica Atp: da lunedì sarà il nuovo numero due del mondo.

È fantastico e sono incredibilmente felice per aver centrato la finale in un torneo storicamente difficile per me. Domenica c’è ancora un altro match da giocare. Fery è un ottimo tennista sull’erba e per lui è solo l’inizio. Mi sono divertito e mi sono goduto ogni momento di questa partita”, le parole di Zverev, che diventa il quinto tedesco di sempre a raggiungere la finale a Wimbledon, dopo Boris Becker, Gottfried Von Cramm, Wilhelm Bungert e Michael Stich.

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Sarà il confronto numero 15 tra Sinner e Zverev, che non hanno mai giocato contro sull’erba: il bilancio è di 10-4 in favore dell’azzurro, che ha vinto gli ultimi nove scontri diretti. L’ultima sconfitta dell’altoatesino risale agli Us Open del 2023. I due si sono incontrati quattro volte nel 2026 e ha vinto quattro volte l’italiano: nelle semifinali dei Masters 1000 di Indian Wells, Miami e Montecarlo e in finale al Masters 1000 di Madrid. Domani si giocherà intanto la finale del singolare femminile: a contenderis il titolo di “regina”, a partire dalle 17, saranno due giocatrici della Repubblica Ceca, ovvero Linda Noskova e Karolina Muchova.

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Yoga, high tech e Konsa: così Tuchel prepara l’antidoto per Haaland

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di Enrico Currò

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – I tifosi inglesi sono abituati ai ct stranieri. Ma non potevano immaginare che, dopo l’esperienza autoctona con Gareth Southgate, per due volte sfortunato finalista all’Europeo, si sarebbero innamorati del tedesco Thomas Tuchel, 52 anni, già vincitore della Champions League col Chelsea. Lui ricambia, consapevole di trovarsi a pochi passi dalla consacrazione: se l’Inghilterra batte la Norvegia del formidabile Erling Haaland nei quarti di finale, può davvero pensare di vincere il Mondiale, abbattendo un tabù che dura dal 1966.

Per riuscirci, Tuchel non ha lasciato nulla di intentato, a cominciare dal ricorso alle tecniche di meditazione e alla spiritualità orientale. Ne fu folgorato quando nell’ottobre 2022, alla fine dell’esperienza col Chelsea e del matrimonio con la moglie Sissi, madre delle loro due figlie, decise il viaggio nel Kerala, per un programma di ringiovanimento ayurvedico: “un percorso di purificazione per ripristinare la vitalità e potenziare energia e vigore”.

La quotidianità prevedeva yoga e meditazione subito dopo il risveglio. Da lì l’allenatore rigenerato pensò di introdurre queste stesse tecniche nel calcio. Oggi è appunto la Nazionale inglese a praticarle al Mondiale: stretching profondo, yoga nei parchi americani, con le asana, le varie posizioni studiate per distendere i muscoli e accelerare il recupero dalla fatica, gesti di gratitudine espressi col classico “namaste” e passeggiate sull’erba, in aggiunta ai giri in bicicletta. Anche la filosofia zen è diventata cruciale, vista la durata del ritiro e la necessità di tenere sotto controllo le emozioni: i colloqui con la squadra avvengono spesso tra gli aromi orientali, col sottofondo di musica distensiva e le luci soffuse.

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Se il Mondiale andrà bene, il ct ha già pianificato con la nuova compagna, l’imprenditrice brasiliana Natalie Guerreiro Max, un nuovo viaggio in India per approfondire la conoscenza del metodo. Ma le tecniche indiane non bastano.

Dopo il preritiro mondiale a West Palm Beach, per abituarsi al caldo, la Nazionale inglese si è portata in America attrezzature mediche e fisioterapiche di ultima generazione. C’è il Therabody, un macchinario simile a un peso che abbassa la temperature del sangue delle mani. Le “ice vests”, le pettorine refrigeranti, che abbassano a loro volta la temperatura del corpo. Le high tech hoodies, le felpe speciali che proteggono dal sole e che Tuchel indossa durante gli allenamenti. Infine, l’ice trough, la cosiddetta mangiatoia di ghiaccio, dove dopo l’allenamento i giocatori immergono le braccia: sono già state preparate nello spogliatoio della partita con la Norvegia.

Il vero antidoto al goleador Haaland contraltare del capitano Harry Kane, però, è in carne e ossa. Ezri Konsa, ventottenne difensore centrale dell’Aston Villa, è insieme il migliore marcatore possibile per il centravanti norvegese del Manchester City e un portafortuna. I numeri parlano chiaro: nei loro 5 duelli in Premier League Haaland è riuscito a segnare un solo gol in 406 minuti di gioco. Konsa, al Mondiale, è stato l’unico giocatore inglese, col portiere Pickford, in campo per tutte e 5 le partite intere dell’Inghilterra: il totale generale fa 14, tutte vinte. Non è inoltre sprovvisto di tecnica: col Messico sono stati il 93% i passaggi riusciti e addirittura il 100% i lanci.

Non è un caso che Unai Emery, allenatore spagnolo dell’Aston Villa, gli abbia consegnato in questa stagione la fascia di capitano, che era del portiere dell’Argentina Emiliano Martinez. Il soprannome di Konsa, quando affronta Haaland, è Kryptonite e l’allusione è alla sostanza che indebolisce Superman nel famoso fumetto.

Il Superman della Norvegia, peraltro, non si intimorisce a sfottere un po’ gli avversari: “Ai miei amici dell’Inghilterra – ha detto ai media nell’incontro al centro di allenamento dell’Inter Miami di Messi – dico che nella vita conviene restare umili. Stiano tranquilli, vinceranno loro: per noi norvegesi non è normale essere ai quarti di finale del Mondiale”. Ma si è capito benissimo che pensava l’esatto contrario.

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A Merlier la 7^ tappa del Tour de France, Pogacar resta maglia gialla

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BORDEAUX (FRANCIA) (ITALPRESS) – Tim Merlier conquista il successo nella settima tappa del Tour de France 2026, la Hagetmau-Bordeaux di 175,1 km. Il corridore della Soudal Quick-Step scatta al momento giusto, bruciando tutto il resto della concorrenza nel secondo arrivo in volata di questa edizione della Grande Boucle. Alle spalle del belga, alla sua quarta affermazione al Tour, si piazzano il norvegese Søren Waerenskjold (Uno-X-Mobility) e l’eritreo Biniam Girmay (NSN Cycling Team). Soltanto nono il detentore della maglia verde Mads Pedersen (Lidl-Trek). Tutto facile per Tadej Pogacar (UAE Team Emirates XRG), che evita inutili rischi e difende agevolmente la sua maglia gialla. Domani andrà in scena l’ottava tappa, la Perigueux-Bergerac di 180,4 km.

ORDINE D’ARRIVO

1. Tim Merlier BEL (Soudal Quick-Step) 3h44’20”
2. Soren Waerenskjold NOR (Uno-X-Mobility) s.t.
3. Biniam Girmay ERI (NSN Cycling Team) s.t.
4. Max Kanter GER s.t.
5. Jasper Philipsen BEL s.t.
6. Phil Bauhaus GER s.t.
7. Huub Artz NED s.t.
8. Dorian Godon FRA s.t.
9. Mads Pedersen DEN s.t.
10. Tom Van Asbroeck BEL s.t.

LE CLASSIFICHE

CLASSIFICA GENERALE (maglia gialla)
1. Tadej Pogacar SLO (UAE Team Emirates XRG) 24h56’17”
2. Jonas Vingegaard DEN (Team Visma Lease a Bike) +2’42”
3. Isaac Del Toro MEX (UAE Team Emirates XRG) +3’27”
4. Remco Evenepoel BEL +3’30”
5. Juan Ayuso ESP +3’34”
6. Paul Seixas FRA +3’55”
7. Florian Lipowitz GER +4’00”
8. Lenny Martinez FRA +4’21”
9. Mattias Skjelmose DEN +4’57”
10. Mathias Vacek CZE +7’10”

CLASSIFICA A PUNTI (MAGLIA VERDE)
1. Mads Pedersen DEN (Lidl-Trek) 204 punti
2. Biniam Girmay ERI (NSN Cycling Team) 145
3. Max Kanter GER (XDS Astana) 140

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CLASSIFICA MIGLIOR SCALATORE (MAGLIA A POIS)
1. Tadej Pogacar SLO (UAE Team Emirates XRG) 28 punti
2. Jonas Vingegaard DEN (Team Visma Lease a Bike) 19
3. Lenny Martinez FRA (Bahrain Victorius) 16

CLASSIFICA MIGLIOR GIOVANE (maglia bianca)
1. Isaac Del Toro MEX (UAE Team Emirates XRG) 24h59’44”
2. Juan Ayuso ESP (Lidl-Trek) +7″
3. Paul Seixas FRA (Decathlon CMA CGM Team) +28″

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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