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Serie A, le designazioni arbitrali della 32esima giornata: Massa dirige Como-Inter

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ROMA (ITALPRESS) – Sarà Davide Massa a dirigere Como-Inter, gara in programma alle 20.45 di domenica 12 aprile e valida per la 32esima giornata del campionato di Serie A. Insieme all’arbitro della sezione di Imperia, impegnati per la sfida tra i lariani di Fabregas e la capolista di Chivu i guardalinee Meli e Alassio, il quarto ufficiale di gara Ayroldi, quindi Aureliano e Maggioni addetti Var.

Ad aprire il programma del 32esimo turno l’anticipo di venerdì sera tra Roma e Pisa. All’Olimpico arbitrerà Ermanno Feliciani di Teramo. Sabato quattro partite: alle 15 lo scontro salvezza Cagliari-Cremonese (Daniele Doveri di Roma) e Torino-Verona (Kevin Bonacina di Bergamo), alle 18 Milan-Udinese (Matteo Marchetti di Ostia Lido) e alle 20.45 il big-match in chiave Europa tra Atalanta e Juventus che sarà diretto da Fabio Maresca di Napoli. Domenica, oltre a Como-Inter, alle 12.30 il lunch-match Genoa-Sassuolo (arbitro Antonio Rapuano di Rimini), alle 15 Parma-Napoli (Marco Di Bello di Brindisi) e alle 18 Bologna-Lecce (Andrea Colombo di Como). Infine lunedì sera chiuderà il programma il posticipo Fiorentina-Lazio (ore 20.45) affidato a Michael Fabbri di Ravenna.

GLI ARBITRI DELLA 32ESIMA GIORNATA

Roma – Pisa (10/04, ore 20.45) arbitro: Feliciani di Teramo
Cagliari – Cremonese (11/04, ore 15) arbitro: Doveri di Roma
Torino – Verona (11/04, ore 15) arbitro: Bonacina di Bergamo
Milan – Udinese (11/04, ore 18) arbitro: Marchetti di Ostia Lido
Atalanta – Juventus (11/04, ore 20.45) arbitro: Maresca di Napoli
Genoa – Sassuolo (ore 12.30) arbitro: Rapuano di Rimini
Parma – Napoli (ore 15) arbitro: Di Bello di Brindisi
Bologna – Lecce (ore 18) arbitro: Colombo di Como
Como – Inter (ore 20.45) arbitro: Massa di Imperia
Fiorentina – Lazio (13/04, ore 20.45) arbitro: Fabbri di Ravenna

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Berrettini travolge Medvedev a Montecarlo, doppio 6-0 e ottavi di finale conquistati

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MONTECARLO (MONACO) (ITALPRESS) – Matteo Berrettini vince e convince. Il tennista romano accede agli ottavi di finale del “Rolex Monte-Carlo Masters”, terzo “1000” stagionale, dotato di un montepremi di 6.309.095 euro, che si sta disputando sulla terra rossa del Country Club di Monte-Carlo, nel Principato di Monaco. Dopo aver beneficiato all’esordio del ritiro dello spagnolo Roberto Bautista Agut, numero 85 Atp, a metà del primo set sul punteggio di 4-0, Berrettini (90esimo nel ranking) ha travolto il russo Daniil Medvedev, numero 10 Atp e settima testa di serie, con il punteggio di 6-0, 6-0, maturato il soli 51 minuti di gioco. Per un posto nei quarti l’azzurro affronterà il vincente del match tra il brasiliano Fonseca e il francese Rinderknech.

Di sicuro è una delle prestazioni migliori della mia carriera. Credo di aver sbagliato solo tre colpi e per di più contro un giocatore fastidioso come Daniil – le parole del tennista romano, n.90 del ranking Atp, al termine del match – Le mie armi hanno funzionato e dopo il primo game in cui ho annullato due palle break ho sentito che stavo giocando sempre meglio. Non mi aspettavo di vincere cosi, è ovvio, non accade spesso ma al tempo stesso ho mantenuto alta la mia concentrazione perché so che il tennis è uno sport strano e così ho continuato a spingere e ho conseguito questa vittoria”.

“C’era il rischio di perdere la concentrazione e sapevo che tutto poteva cambiare nel giro di un paio di punti. Spero sempre di fare una buona corsa nei tornei, ma la realtà è che ho bisogno di partite come queste, ho bisogno di vincere, di perdere e di digerire le sconfitte. Mi servono tempo e fiducia, cose che si costruiscono durante gli allenamenti e spero che il momento di vivere un buon torneo arrivi molto presto”, ha concluso Berrettini.

– Foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

 

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Oklahoma travolge i Lakers, bene Boston contro Charlotte: il resoconto Nba

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ROMA (ITALPRESS) – Sconfitta pesante per i Los Angeles Lakers che, nella notte italiana di regular season Nba tra martedì e mercoledì, vengono travolti dagli Oklahoma City Thunder. Il 123-87 della Crypto.com Arena è la peggior prestazione a livello realizzativo per LA che deve fare i conti con l’assenza di LeBron James, oltre a quelle di Luka Doncic, Austin Reaves, Marcus Smart e Jaxson Hayes. Per la capolista della Western Conference bene Shai Gilgeous-Alexander con 25 punti e otto assist, mentre sono sei le triple realizzate da Isaiah Joe.

7Ci sono i 35 punti di Jaylen Brown dietro al successo dei Celtics sugli Charlotte Hornets per 113-103 che consente a Boston di consolidare la seconda posizione a est. Bene anche il solito Jayson Tatum che, con 23 punti a referto, supera quota 20 per la sesta volta di fila, mentre non bastano a Charlotte i 36 realizzati da LaMelo Ball.

Neanche un minuto in campo per Simone Fontecchio e i Miami Heat escono pesantemente sconfitti contro i Toronto Raptors, che si impongono con lo score di 121-95 condannando con molte probabilità la squadra della Florida a passare per i play-in. Bene Scottie Barnes con 25 punti e Brandon Ingram, che si ferma invece a 23.

 Gli Houston Rockets tornano da Phoenix con il settimo successo consecutivo, imponendosi per 119-105 sui Suns. Decisivo un Kevin Durant da 25 punti alla sua prima da ex sul parquet della Phx Arena, in una gara che ha visto gli ospiti recuperare da uno svantaggio di 21 punti.

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Vittoria che vale oro per i Minnesota Timberwolves che superano 124-104 gli Indiana Pacers, blindando un piazzamento tra le prime sei a ovest.

Si chiude a sei la striscia di sconfitte di fila per i Chicago Bulls, che spazzano via i Washington Wizards per 129-98. Il career-high di EJ Liddell (21 punti) trascina i Brooklyn Nets nella vittoria sui Milwaukee Bucks per 96-90.

Vittorie anche per New Orleans (156-137 contro Utah), Golden State (110-105 contro Sacramento) e Los Angeles Clippers (116-103 contro Dallas).

-Foto IPA Agency-
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È morto Mircea Lucescu, l’allenatore rumeno aveva 80 anni

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BUCAREST (ROMANIA) (ITALPRESS) – Mircea Lucescu non ce l’ha fatta. L’ex ct della Romania è deceduto a 80 anni in seguito a un infarto che lo aveva colpito lo scorso 2 aprile durante una riunione tecnica della ‘sua’ nazionale. L’ex allenatore di Pisa, Brescia, Reggiana e Inter era stato ricoverato in ospedale a Bucarest ed era stato colpito da un secondo infarto mentre era sul punto di lasciare la struttura.

Avrebbe voluto chiudere la carriera guidando la sua Romania ai prossimi Mondiali ma la Turchia di Vincenzo Montella gli ha negato l’ultimo traguardo e alla fine il suo cuore l’ha tradito. Il mondo del calcio piange Mircea Lucescu, 80 anni di cui oltre la metà trascorsi sulle panchine di tutto il mondo, con valanghe di trofei ma anche qualche flop importante. Nell’agosto 2024 era tornato sulla panchina della nazionale rumena, con l’obiettivo di centrare la qualificazione alla Coppa del Mondo che si giocherà in America, sogno interrotto nelle semifinali dei play-off europei ai quali Lucescu si era presentato nonostante le precarie condizioni di salute. Che sono peggiorate qualche giorno dopo, col malore mentre preparava l’amichevole con la Slovacchia: da lì il ricovero in ospedale e, nel giorno in cui doveva essere dimesso, l’infarto che ha fatto precipitare le cose. Se ne va un allenatore capace di conquistare ben 37 trofei con otto squadre diverse in quattro Nazioni differenti.

Un vero allenatore giramondo, che già nella prima esperienza al Corvinul Hunedoara (dove si alternava tra panchina e campo: era un attaccante) si meritò il soprannome di “Mago” per una terza posizione nel massimo campionato rumeno e la qualificazione alla Coppa Uefa. Successivamente guiderà una prima volta la nazionale rumena, togliendosi anche la soddisfazione di battere l’Italia campione del mondo nelle qualificazioni agli Europei del 1984, mentre i primi trofei arrivano alla guida della Dinamo Bucarest, con due Coppe di Romania e un campionato rumeno.

A questo punto, nel 1990 si apre la sua parentesi in Italia, iniziando dal Pisa e passando per il Brescia di Corioni (che lo cercò già quando era presidente del Bologna). Due esperienze non propriamente positive, ma Lucescu, comunque, si distingue per introdurre i primi concetti di una delle figure principi del calcio odierno, ovvero il match analyst. Dopo un altro fallimento, stavolta alla Reggiana, torna in patria e vince un’altra Coppa di Romania con il Rapid Bucarest, prima di approdare all’Inter. Un’avventura durata nemmeno metà stagione e chiusa con un altro flop. Troverà nuova fortuna in Turchia, vincendo due campionati consecutivi, prima con il Galatasaray e poi con il Besiktas. È questa la rampa di lancio verso l’esperienza che più ha caratterizzato la carriera di Lucescu, ovvero quella a Donetsk con lo Shakhtar. Dodici anni in cui gli arancioneri diventano protagonisti assoluti in Europa (vincendo anche la Coppa Uefa nel 2008/2009) ma soprattutto otto campionati, sette coppe nazionali e sei supercoppe.

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Tornerà in Ucraina quattro anni più tardi (nel mezzo sarà ct della Turchia) alla Dinamo Kiev, vincendo lo scetticismo dei tifosi (che lo avevano portato anche a dimissioni poi ritirate grazie alla mediazione del presidente Surkis) conquistando campionato e coppa. Si dimette nel 2023, annunciando che quella sarebbe stata la sua ultima esperienza da allenatore. Nonostante ciò, torna in attività assumendo nuovamente la guida della Romania. La Federazione era anche pronta a tenerlo in un’altra veste, per fare tesoro della sua esperienza, ma il cuore di Mircea Lucescu non ha retto: se ne va un grande allenatore ma la sua eredità non potrà essere cancellata.

– Foto IPA Agency –
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