Economia
BdM Banca, nel primo trimestre del 2026 utile netto a 5,58 milioni
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5 giorni fa-
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Redazione
BARI (ITALPRESS) – Il Cda di BdM Banca ha approvato i risultati al 31 marzo, che vede il primo trimestre chiudere con un utile netto pari a 5,58 milioni. I dati mostrano una forte crescita del sostegno al territorio (+20%) con oltre 400 milioni di finanziamenti a famiglie e imprese e un importante aumento della raccolta totale da clientela (+5,8%).
Nel primo trimestre si confermano la solidità patrimoniale e un miglioramento della qualità del credito. Scende il margine d’interesse, pari a 53,03 milioni rispetto a 59,05 milioni al 31 marzo 2025, crescono le commissioni nette pari a 30,3 milioni in confronto ai 28,8 milioni al 31 marzo 2025.
Da un punto di vista patrimoniale, il portafoglio titoli ammonta a complessivi 1.906,42 milioni rispetto a 2.126,12 milioni al 31 dicembre 2025. Gli impieghi netti a clientela salgono a 6.265,81 milioni al 31 marzo 2026 rispetto ai 6.102,89 milioni di fine 2025.
I crediti deteriorati verso clientela presentano un valore contabile netto di 172,3 milioni (rispetto a 168,3 milioni a fine 2025), con un grado di copertura dei fondi rettificativi al 46,3%, in lieve aumento rispetto al 45,3% del 31 dicembre 2025.
Sostanzialmente invariati gli indici NPE lordo e netto, pari, rispettivamente, al 5% e al 2,7% (rispetto al 4,9% e 2,8% al 31 dicembre 2025). In crescita la Raccolta totale da clientela pari a 12.776,06 milioni rispetto a 12.072,89 milioni del 31 dicembre 2025. Si conferma la solidità patrimoniale: Cet1/Tier1 ratio pari al 14% (14,47% al 31 dicembre 2025) e Total Capital ratio pari al 15,75% (16,39% al 31 dicembre 2025), che recepiscono il computo dell’utile netto al 31 marzo 2026 nel capitale primario di classe 1.
-Foto Logo BdM Banca-
(ITALPRESS).
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Economia
BCE, Cipollone “Obiettivo tenere l’inflazione stabile al 2% nel medio periodo”
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4 ore fa-
10 Maggio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “La BCE usa tutti gli strumenti a disposizione per cercare di tenere l’inflazione a un livello stabile al 2% nel medio periodo”. Lo ha detto Piero Cipollone del Consiglio Direttivo Banca Centrale Europea, spiegando la missione della BCE, nel corso dell’intervista che si è tenuta questa mattina, in occasione del Ventotene Europa Festival, nella Sala consiliare del municipio dell’isola pontina. “Sembra una cosa marginale ma non lo è perché mantenere la stabilità dei prezzi e avere certezza dell’evoluzione significa permettere alle persone e alle famiglie di programmare per tempo e lungimiranza le scelte reali”.
Cipollone, in collegamento da Francoforte, dialogando con Roberto Sommella, presidente de La Nuova Europa, ha spiegato che per combattere l’inflazione la BCE si impegna nel “convincere tutti che l’inflazione tornerà al 2%”, questo, “si chiama ancoraggio delle aspettative di inflazione”. Dunque l’obiettivo è di “convincere la gente che nel giro di un anno e mezzo o due tornerà al 2%. Questo è importante perché così chi andrà a negoziare i salari e un contratto di affitto userà quello come parametro di riferimento nelle proprie scelte”. Cipollone ha spiegato, inoltre, che l’ancoraggio avviene “attraverso la comunicazione e gli atti concreti come l’aumento dei tassi di interesse. Tanto più la BCE è in grado di orientare le aspettative, tanto meno intenso dovrà essere l’uso dei tassi d’interesse. Siamo consapevoli che non è una bella cosa rallentare la crescita dell’economia”, ha continuato, ma “bisogna calibrare con attenzione l’uso degli strumenti”.
Cipollone ha chiarito: “Le aspettative a breve termine si sono già alzate molto, soprattutto quelle dei consumatori. Quelle che per noi sono importanti sono quelle di medio termine che sono rimaste ancorate. Quelle a brevissimo termine si sono alzate perché i consumatori sono molto sensibili alla spesa energetica e alle derrate alimentari che risentono di uno shock sul lato dei prezzi energetici. Se questo stato di incertezza dovesse rimanere, è possibile vedere un incremento anche per quelle a medio termine ed è un elemento sul quale stiamo ragionando. La gente ha memoria di quanto successo quattro anni fa con il conflitto in Ucraina”. Questa la ragione, secondo il membro del Consiglio Direttivo BCE, della reazione immediata avvenuta da parte della gente, a seguito del conflitto in Iran.
– foto xl5/Italpress –
(ITALPRESS).
Economia
Caro energia, Cna “Impatto di almeno 1000 euro all’anno per una famiglia media”
Pubblicato
1 giorno fa-
9 Maggio 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Il progressivo rialzo dei prezzi di energia e carburanti rischia di produrre nel corso del 2026 un impatto significativo sui bilanci delle famiglie italiane, con effetti diretti anche sull’attività delle micro e piccole imprese. Se le quotazioni di petrolio e gas rimarranno ai livelli attuali nei prossimi mesi, l’incremento dei costi per luce, gas, carburanti e beni alimentari (che insieme all’abitazione rappresentano oltre il 40% della spesa mensile) potrebbe tradursi in una maggiore spesa per una famiglia media intorno ai mille euro nel 2026, con punte fino a 1.200-1.300 euro per nuclei con figli e maggiore intensità di consumi energetici. È quanto stima la CNA indicando, in dettaglio, per le bollette energetiche un aumento tra 300 e 400 euro annui; la spesa per carburanti cresce tra 200 e 300 euro, con impatti più rilevanti per i pendolari; l’effetto indiretto sui prezzi alimentari comporta un aggravio tra 250 e 350 euro annui. Le dinamiche risultano inoltre fortemente differenziate: le famiglie a basso reddito e i pensionati risultano maggiormente esposti, per l’elevata incidenza delle spese essenziali; le famiglie numerose e quelle residenti in aree meno servite dal trasporto pubblico subiscono impatti più rilevanti; i single urbani presentano effetti più contenuti. Ad esempio, una famiglia con due figli, casa grande e due auto può arrivare a pagare fino a 1.500 euro in più all’anno. È il caso più esposto: più consumi, più energia, più spesa. La coppia di lavoratori pendolari se la passa poco meglio: il carburante diventa la voce dominante, e il totale oscilla tra i 900 e 1.200 euro.
Chi invece vive da solo in città, magari senza auto, riesce a limitare i danni: 400-500 euro in più all’anno. Sempre un aumento, ma decisamente più gestibile. La crescita dei redditi nominali, stimata tra il 2,5% e il 3%, solo in parte è in grado di compensare un’inflazione prevista tra il 2,7% e il 3%, determinando una sostanziale stagnazione o lieve riduzione del potere d’acquisto. In questo contesto il rischio è un rallentamento della domanda interna, con effetti immediati sulle micro e piccole imprese dei settori commercio, servizi e produzione. Per la Confederazione, è quindi necessario: rafforzare le misure di contenimento dei costi energetici; sostenere il reddito disponibile delle famiglie; incentivare gli investimenti in efficienza energetica per imprese e cittadini. Il balzo delle quotazioni di petrolio e gas impatta anche sugli investimenti delle imprese. In uno scenario moderato, CNA stima una contrazione degli investimenti fissi lordi nell’ordine del 2% mentre in caso di shock prolungato la riduzione può arrivare al 4% con un effetto negativo sul Pil che oscilla tra 0,4 e 0,9 punti. “La tenuta dei consumi e degli investimenti – afferma il Presidente della CNA Dario Costantini – rappresenta un fattore decisivo per salvaguardare l’economia. Senza interventi mirati, l’attuale dinamica dei prezzi rischia di tradursi in un freno per l’intero sistema produttivo”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Orsini “Sull’energia l’Italia deve fare i compiti a casa” / Video
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2 giorni fa-
8 Maggio 2026di
Redazione
CAGLIARI (ITALPRESS) – “Non è da oggi che il nostro Paese, e ancor di più le Isole, scontano il prezzo dell’Energia. Noi abbiamo chiesto di sforare il patto di stabilità e fare più debito pubblico europeo, credo che non si possa lasciare indietro nessuno. In Italia abbiamo bisogno di mettere il più possibile a terra le rinnovabili, perché anche l’Italia deve fare i compiti a casa e tra le regioni in cui serve metterle a terra abbiamo Sardegna, Sicilia e Calabria, tante regioni che possono dare un aiuto ad abbassare il costo dell’energia”. Così il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, oggi a Cagliari per una conferenza sull’Europa insieme all’ex presidente del Consiglio Enrico Letta e alla governatrice sarda Alessandra Todde.
“Oggi non possiamo pensare di farcela da soli – ha aggiunto – benissimo le nuove tecnologie e il nucleare, perché quella è la via ma serviranno 10 anni. Anche i termovalorizzatori e la termoelettrica avranno un impatto, perché non possiamo spegnere il gas dalla mattina alla sera. Nei prossimi anni in Europa ci sarà un consumo di energia maggiore e oggi stiamo importando il 16% dalla Francia, se la Francia ci stacca la spina diventa un grande problema”.
IL VIDEO
-Foto xd4/Italpress-
(ITALPRESS).


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