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Cronaca

L’arte urbana contemporanea di Obey alle Gallerie d’Italia a Napoli

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NAPOLI (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo apre al pubblico alle Gallerie d’Italia – Napoli, dal 6 maggio al 6 settembre 2026, la mostra “OBEY: Power to the peaceful”, curata da Giuseppe Pizzuto e dedicata a Shepard Fairey, conosciuto a livello internazionale con il nome Obey, uno degli artisti più influenti della scena urbana contemporanea.
Realizzata con il patrocinio del Comune di Napoli, la mostra esplora la tensione tra i grandi disequilibri globali – ambientali, sociali e politici – e la possibilità, ancora viva, di un cambiamento collettivo fondato sulla forza della pace come atto politico. Le opere di Shepard Fairey, dirette, grafiche e schiette, raccontano da sempre le contraddizioni del nostro tempo: propaganda e controinformazione, giustizia e disuguaglianza, diritti negati e voci che resistono.
Il percorso espositivo si articola attorno a quattro grandi nuclei tematici – People Power, Propaganda, Guerra e Pace, Giustizia Sociale – che restituiscono con forza la dimensione politica, sociale e culturale della ricerca artistica di Obey. Attraverso un linguaggio visivo immediato e fortemente iconico, le opere non si limitano a colpire lo sguardo, ma invitano il pubblico a interrogarsi sui meccanismi che regolano la società contemporanea, dalla costruzione del consenso alle forme di partecipazione collettiva.
Al centro della mostra emergono il ruolo delle comunità come motore di cambiamento, la capacità delle immagini di influenzare percezioni e comportamenti, la tensione costante tra conflitto e possibilità di pace e la necessità di riflettere sulle disuguaglianze e sulle istanze di giustizia sociale. Attraverso volti, simboli e riferimenti alla cultura visiva, musicale e politica, le opere costruiscono una narrazione corale che richiama responsabilità, consapevolezza e presa di posizione.
Dopo la mostra dedicata a JR, che aveva trasformato le Gallerie d’Italia – Napoli in un laboratorio di riflessione sull’identità collettiva e sulla dimensione sociale dell’arte pubblica, la programmazione prosegue con un nuovo capitolo sul dialogo tra arte contemporanea e spazio urbano. Con “OBEY: Power to the peaceful”, il museo continua a indagare il linguaggio dell’arte come strumento critico e partecipativo, capace di generare dialogo, stimolare coscienza e immaginare nuove forme di convivenza e trasformazione collettiva.
“Abbiamo lavorato con Obey per portare a Napoli un progetto di travolgente forza espressiva, con opere anche inedite e di grande impegno civile – Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo -. L’arte di Shepard Fairey, conosciuta ovunque, parla a tutti, contribuendo alla riflessione sul potere enorme delle immagini nel promuovere temi irrinunciabili come la pace, la convivenza e i diritti umani. Le Gallerie d’Italia sono museo aperto e dinamico, con pubblici diversi per età, interessi e curiosità, grazie a un’offerta culturale che spazia dalle testimonianze storiche alla vitalità delle icone pop contemporanee”.
La mostra nasce dall’urgenza di riflettere su uno dei temi più cruciali del nostro tempo: la pace come scelta attiva e responsabilità condivisa. In un momento storico segnato da conflitti, tensioni geopolitiche e profonde trasformazioni sociali, il lavoro di Obey invita a immaginare nuovi spazi di dialogo, solidarietà e cambiamento.
Il percorso comprende oltre 150 opere di Shepard Fairey, tra pezzi iconici, 15 inediti e rarità d’archivio: un’ampia selezione che racconta l’evoluzione dell’artista attraverso lavori unici e in tiratura limitata, realizzati su diversi supporti, dalla carta al legno, dalla tela all’alluminio.
Il progetto espositivo “OBEY: Power to the peaceful” è realizzato in collaborazione con Wunderkammern, galleria con sede a Roma e Milano che promuove un programma internazionale di eccellenza nella ricerca artistica contemporanea, con particolare attenzione alla Street Art e all’Arte Pubblica.
Il catalogo della mostra è realizzato da Società Editrice Allemandi.
La mostra di Obey alle Gallerie d’Italia sarà affiancata da una duplice iniziativa che coinvolge il tessuto urbano della città: la Fondazione Napoli C’entro ha promosso la realizzazione di un’opera di Obey sulla scalinata monumentale della Chiesa di Donnaregina Nuova, parte del circuito MuDD (Museo Diocesano Diffuso), che diventerà la Casa dei Giovani della città, un nuovo centro aggregativo dedicato alla creatività e alla libertà espressiva delle nuove generazioni. Accanto a questo intervento nel pieno centro storico della città, l’artista ha omaggiato la città anche con un imponente murale in Via Carlo Miranda 15, nel quartiere periferico Ponticelli: un’opera pubblica che intreccia pace, consapevolezza e responsabilità individuale, sostenuta dal Comune di Napoli e organizzata da Wunderkammern Gallery.

– Foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Foti “Aumentiamo le spese di difesa per rafforzare l’asse europeo”

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ROMA (ITALPRESS) – “L’Europa deve prendere atto che la situazione geopolitica mondiale è cambiata enormemente da quando nacque la Nato, nel 1949”. Così, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e la Coesione, Tommaso Foti, sull’imminente vertice Nato.
Era un’alleanza in chiave antisovietica, ricorda Foti, “nasceva per difendere il blocco occidentale dalla minaccia dell’Urss, molto concreta, e andava bene sia per gli Usa che per l’Europa: grandi oneri economici per l’America ma anche basi in Europa che a loro servivano”. “Oggi – aggiunge il Ministro – per gli Usa è diventato fondamentale il teatro indo-pacifico, vista l’enorme crescita della Cina. E non solo Trump, ma anche presidenti del passato come Obama – seppur con toni e modi diversi – hanno chiesto un riequilibrio delle spese. Arrivare al 5% del Pil entro il 2035 per le spese di difesa non sarà facile perchè sembra una richiesta sproporzionata”.
“L’opinione pubblica europea, e quella italiana in particolare – evidenzia Foti -, non vede la necessità che invece è reale di rafforzare l’asse europeo della Nato. Paesi che hanno subito il comunismo o sono più vicini alla Russia sentono il problema molto di più, ma anche la Germania sta spendendo tantissimo pur avendo una situazione economica non facile. Noi veniamo da 81 anni di pace, ma è necessario capire che i tempi cambiano”.
Per quanto riguarda le forniture a Kiev, “per il 2026 è stato già deciso il contributo europeo, poi vedremo. Abbiamo sempre aiutato l’Ucraina con forniture di energia, con aiuti di uso civile, continueremo a farlo”, dichiara il Ministro.
– foto Ipa Agency –
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Cronaca

In migliaia a Teheran per la cerimonia funebre di Ali Khamenei

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TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – Secondo giorno, a Teheran, della cerimonia di commiato in memoria dell’ex leader iraniano Ali Khamenei e di quattro membri della sua famiglia, tutti uccisi in un attacco israelo-americano il 28 febbraio. Sono migliaia le persone provenienti da diverse città dell’Iran che partecipano alle preghiere pubbliche. C’è chi si batte il petto, qualcuno piange.
Le preghiere si sono svolte nella Grande Moschea di Mosalla, dove le salme sono state deposte in bare di vetro da sabato mattina, quando è iniziata la cerimonia di commiato di due giorni.
Tre figli della defunta guida spirituale iraniana Ali Khamenei, Mostafa, Masoud e Meisam, hanno partecipato oggi per la prima volta alla cerimonia di commiato, per pregare in onore del padre. L’altro figlio di Khamenei e suo successore, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei, che non si è più visto in pubblico dopo la sua nomina, non ha partecipato nè alle preghiere nè alla cerimonia di commiato, iniziata ieri.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Trump “Gli Usa più ricchi e forti che mai, il comunismo cancro da estirpare”

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WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “L’America è una nazione di vincenti e oggi il nostro Paese sta vincendo di nuovo”. Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, intervenendo dal palco del National Mall di Washington per le celebrazioni dell’Indipendenza, tracciando un bilancio trionfale dello Stato della nazione. Davanti alle migliaia di persone radunate per il 250esimo anniversario della Dichiarazione, Trump ha rivendicato con forza i risultati raggiunti, dichiarando che oggi il Paese “è più forte, libero, ricco, sicuro e orgoglioso come mai prima”.
Il presidente degli Stati Uniti è salito sul palco del National Mall accompagnato mano nella mano dalla first lady, Melania Trump.
Durante il suo discorso ha ribadito con forza il diritto dei cittadini a possedere armi, richiamando esplicitamente il Secondo emendamento della Costituzione. Le parole del presidente sono state accolte da una vera e propria ovazione da parte della platea di sostenitori presenti alle celebrazioni. “Non vogliamo i comunisti, non ne abbiamo bisogno e l’America non diventirà mai un Paese comunista”, ha sottolineato Trump, aggiungendo: “Nei quasi sei anni della mia presidenza, ho difeso con estrema fermezza il Secondo Emendamento”, che garantisce ai cittadini il diritto di possedere e portare armi. “Non l’hanno toccato affatto. Non è stato facile, ma lo abbiamo protetto e continueremo a farlo con forza e cautela. Nel corso delle generazioni, gli americani hanno combattuto, versato sangue e dato la vita non solo per garantire” i diritti della Costituzione, “ma per estenderli a cittadini di ogni razza, religione, colore e credo, perchè siamo un unico popolo, un’unica famiglia. Lo avete dimostrato stasera, uniti sotto un’unica bandiera”. La Dichiarazione d’Indipendenza “ci insegna che siamo tutti creati a immagine di un unico Dio Onnipotente”, una cosa “che un comunista non direbbe mai, questo è certo”, ha aggiunto Trump, strappando prima una risata e poi un applauso del pubblico.
“La nostra ascesa a nazione più forte e potente del mondo non è stata un caso fortuito della storia”, è successo perchè “abbiamo ricostruito il nostro esercito durante il mio primo mandato. Lo abbiamo utilizzato un pò anche nel nostro… in realtà dovrei dire terzo mandato, ma non lo farò perchè non voglio polemiche. Ma lo abbiamo utilizzato e abbiamo ottenuto un successo straordinario. Guardate il Venezuela, guardate l’Iran, li abbiamo annientati, abbiamo annientato i loro eserciti”, ha detto.
“Oggi il nostro Paese sta vincendo di nuovo, come mai prima d’ora – ha sottolineato Trump -. L’America è tornata e vogliamo che rimanga grande. E lo faremo approvando il Save America Act, il che significa che tutti gli elettori dovranno mostrare un documento d’identità valido per votare. Tutti gli elettori dovranno fornire un piccolo documento chiamato prova di cittadinanza. E non ci saranno più schede elettorali per corrispondenza, salvo in caso di malattia, disabilità, dispiegamento militare o viaggio. E non ci saranno più brogli elettorali. E’ molto semplice”.
Dopo la fine del discorso di Donald Trump, durato circa 35 minuti, le bande congiunte delle forze armate Usa hanno eseguito l’inno nazionale a cui il tycoon ha assistito offrendo il saluto militare. Subito dopo è iniziato lo show: 850 mila singoli fuochi d’artificio per dare vita a uno spettacolo di 40 minuti, senza precedenti.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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