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Economia

Angelini Pharma acquisisce Catalyst Pharmaceuticals per 4,1 miliardi di dollari

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ROMA (ITALPRESS) – Angelini Pharma S.p.A., azienda farmaceutica internazionale parte del Gruppo Angelini Industries, e Catalyst Pharmaceuticals, società biofarmaceutica in fase commerciale focalizzata sull’in-licensing, lo sviluppo e la commercializzazione di farmaci innovativi per pazienti affetti da malattie rare e difficili da trattare, hanno annunciato oggi di aver sottoscritto un accordo definitivo in virtù del quale Angelini Pharma si è impegnata ad acquisire tutte le azioni in circolazione di Catalyst al prezzo di 31,50 USD per azione in contanti, per un valore complessivo del capitale azionario di circa 4,1 miliardi di USD (equivalenti a 3,5 miliardi di euro), che rappresenta un premio del 21% rispetto al prezzo di chiusura non rettificato delle azioni Catalyst in data 22 aprile 2026, ultimo giorno di contrattazione antecedente alla diffusione sul mercato di informazioni relative all’operazione, nonché un premio del 28% rispetto al prezzo medio ponderato per i volumi (VWAP) ) degli ultimi 30 giorni di Catalyst, calcolato fino a tale data non rettificata.

L’operazione è stata approvata all’unanimità dai Consigli di Amministrazione di entrambe le società e si prevede che il closing avvenga nel corso del terzo trimestre del 2026.

L’operazione annunciata oggi rappresenta un momento di svolta nel percorso trasformativo di Angelini Pharma, gruppo che vanta oltre 100 anni di storia, presieduto da Thea Paola Angelini, quarta generazione della famiglia Angelini, e guidato da Sergio Marullo di Condojanni Amministratore Delegato di Angelini Pharma.

L’operazione viene realizzata con la partecipazione di fondi gestiti da Blackstone e di selezionati partner internazionali, e sarà finanziata con il supporto di BNP Paribas, che agisce in qualità di Unico Coordinatore Globale e Sottoscrittore del pacchetto di finanziamento. Fondata nel 2002 e quotata al Nasdaq dal 2006, Catalyst ha costruito un solido portafoglio di prodotti incentrati sul trattamento di malattie neuromuscolari e neurologiche rare: Firdapse (amifampridina), l’unico trattamento basato su evidenze cliniche approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) statunitense per la sindrome miastenica di Lambert-Eaton (LEMS) in pazienti di età pari o superiore a sei anni; Agamree (vamorolone), un corticosteroide innovativo approvato dalla FDA nel 2023 per il trattamento della distrofia muscolare di Duchenne (DMD) in pazienti di età pari o superiore a 2 anni; e Fycompa (perampanel), un farmaco antiepilettico approvato per il trattamento delle crisi a esordio focale e delle crisi tonico-cloniche generalizzate primarie, i cui diritti per il mercato statunitense sono stati acquisiti da Eisai nel 2023.

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A seguito del completamento dell’acquisizione, Angelini Pharma intende integrare il portafoglio e la solida infrastruttura commerciale di Catalyst Pharmaceuticals con le proprie competenze e i propri prodotti in Brain Health per sviluppare una piattaforma terapeutica di nuova generazione nelle Malattie Rare.

Questa operazione rafforza l’impegno avviato da Angelini Pharma negli ultimi anni attraverso prodotti come Ontozry® e collaborazioni scientifiche di alto profilo. Il portafoglio di Catalyst rafforzerà in modo significativo gli obiettivi strategici dell’azienda consolidando la presenza negli Stati Uniti all’interno di un disegno di crescita equilibrato, che punta a sviluppare il mercato nordamericano senza rinunciare al rafforzamento del core business in Europa. La presenza industriale in Italia rimarrà un asset strategico per Angelini Pharma, un riferimento produttivo e scientifico di valore nel quadro delle sue operazioni globali.

Sergio Marullo di Condojanni, CEO di Angelini Pharma, ha dichiarato: “Cinque anni fa abbiamo avviato una trasformazione profonda di Angelini Pharma — organizzativa, scientifica e strategica — con l’obiettivo di costruire un’azienda capace di competere a livello globale. Da un lato, continuando a investire sul nostro portafoglio tradizionale, dall’altro, puntando sulla cura delle patologie del sistema nervoso centrale, con l’obiettivo di rispondere a un bisogno che è purtroppo in grande crescita Abbiamo così investito in innovazione attraverso lo sviluppo di una pipeline di asset ad alto valore, anche attraverso accordi di collaborazione con partner di primo piano come Blackstone Life Sciences in GRIN Therapeutics. Oggi compiamo un nuovo passo significativo con l’acquisizione di Catalyst Pharmaceuticals che renderà Angelini Pharma un player rilevante in ambito globale nelle Malattie Rare neurologiche. L’ingresso nel mercato statunitense ci consentirà di acquisire la scala e le competenze necessarie per proseguire in questo percorso. La cura dei pazienti resta sempre al centro della nostra visione, e continuiamo a guardare avanti con determinazione forti di una strategia chiara e della volontà di continuare a crescere su scala globale. Siamo orgogliosi di una operazione che dimostra, ancora una volta, il dinamismo dell’industria farmaceutica italiana”.

Rich Daly, Presidente e CEO di Catalyst Pharmaceuticals, ha commentato: “Questo è un momento cruciale e di grande trasformazione per Catalyst, per il nostro team e per i pazienti che serviamo. Combinando le nostre competenze uniche nelle malattie rare con la comprovata presenza globale di Angelini Pharma, creeremo una piattaforma per le malattie rare più solida, scalabile e strutturata, per ampliare l’accesso a terapie in grado di cambiare la vita dei pazienti in tutto il mondo. Per gli azionisti, questa operazione genera un valore immediato e certo in termini di liquidità, grazie a un premio significativo. Siamo orgogliosi delle straordinarie fondamenta che il nostro team ha costruito e siamo certi che, insieme ad Angelini Pharma, potremo migliorare il supporto ai pazienti, accelerare l’innovazione e continuare a generare un valore sostenibile nel lungo termine per tutti gli stakeholder”.

– Foto ufficio stampa Sec  –

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Economia

Bozzetti “Candidatura Unesco dell’arte della Calzatura tutela un sapere autentico del Made in Italy”

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MILANO (ITALPRESS) – “La candidatura dell’Arte Italiana della Calzatura a Patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO rappresenta un progetto nazionale per tutelare e valorizzare uno dei saperi più autentici del Made in Italy. Non candidiamo una scarpa, ma le persone, le competenze e le tecniche che da generazioni trasformano il saper fare italiano in cultura. La sfida è far vivere questo patrimonio nel futuro, trasmettendolo alle nuove generazioni e coniugando tradizione e innovazione”. Lo afferma il presidente di Fondazione Fiera Milano, Giovanni Bozzetti, in relazione alla sua nomina come presidente del Comitato Sostenitori per la Candidatura UNESCO dell’Arte Italiana della Calzatura promossa da Assocalzaturifici e dalla sua presidente Giovanna Ceolini, che guida anche MICAM Milano.

– foto ufficio stampa MICAM Milano –

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Economia

MPS, Paparella “Intesa Sanpaolo crea valore per gli azionisti”

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MILANO (ITALPRESS) – Due operazioni che possono sembrare simili perché entrambe puntano a valorizzare gli azionisti, ma che, a guardarle più da vicino, hanno una natura profondamente diversa. È questa la tesi di Franco Paparella, professore ordinario alla Sapienza Università di Roma, in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, nel quale il confronto tra l’OPAS di Intesa Sanpaolo su MPS e la manovra difensiva proposta da Luigi Lovaglio amministratore delegato della banca senese diventa soprattutto un confronto tra nuovo valore e semplice riallocazione del valore esistente.

Secondo Paparella, l’operazione di Intesa Sanpaolo porta agli azionisti di MPS un beneficio aggiuntivo perché interviene un soggetto terzo disposto a riconoscere un premio. L’OPAS, infatti, incorpora un premio del 12,5% rispetto ai prezzi precedenti all’annuncio. È valore, sotto forma di contante e titoli, che arriva dall’esterno della banca e che si aggiunge a quello già incorporato nelle azioni.

Diverso, invece, il meccanismo scelto da MPS come risposta alla pressione dell’operazione Intesa. La distribuzione straordinaria, pari complessivamente a 1,208 euro per azione tra componente cash e azioni Generali, secondo l’analisi non crea nuova ricchezza per i soci. La banca, in sostanza, restituisce agli azionisti una parte del patrimonio che già apparteneva loro. Cambia la forma del valore, ma non la sua origine.

Ed è proprio qui che, nella lettura di Paparella, si trova la differenza decisiva. Nel caso dell’OPAS di Intesa c’è un compratore esterno che paga un premio per ottenere il controllo e costruire un’operazione industriale. Nel caso di MPS, invece, le risorse distribuite provengono dal patrimonio della stessa banca. Per il piccolo azionista, dunque, il risultato può apparire generoso sul piano nominale, ma economicamente non equivale a un premio vero e proprio.

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A complicare ulteriormente il quadro c’è poi il fisco. La distribuzione straordinaria viene infatti trattata fiscalmente come nuova ricchezza, nonostante, nella ricostruzione dell’autore, si tratti di patrimonio già esistente. Per un azionista persona fisica residente in Italia l’onere può arrivare al 26% delle somme ricevute. Una tassa che finisce così per incidere su una ricchezza che, prima della distribuzione, apparteneva già agli azionisti attraverso il valore patrimoniale della banca.

La conclusione è quindi netta: le due operazioni non sono assimilabili. L’OPAS di Intesa Sanpaolo trasferisce agli azionisti di MPS un valore aggiuntivo attraverso il premio riconosciuto dall’offerente. La manovra di MPS, invece, redistribuisce una parte di un patrimonio già esistente, con in più una penalizzazione fiscale per i soci. Il punto, insomma, non è quanto viene distribuito, ma da dove arriva quel valore. E, nel confronto tra MPS e Intesa, è proprio questa origine a cambiare radicalmente il significato delle due operazioni.

– foto IPA Agency –

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Manovra, Giorgetti “Lavoriamo a un fisco agevolato per i giovani”

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ROMA (ITALPRESS) – Con il rialzo dei tassi di interesse deciso dalla Bce è ancora più importante tenere sotto controllo il debito pubblico. Così, in collegamento con la festa nazionale dell’Udc in corso a Roma, il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, ricordando che l’aumento si traduce in “maggiori oneri per famiglie, imprese e Stato”. “Occorre avere la fiducia dei mercati e dei risparmiatori”, afferma Giorgetti, aggiungendo che si intende proseguire con interventi “equi e selettivi” per ridurre la pressione fiscale. “Il governo in questi 4 anni ha raggiunto dei risultati in termini di standing internazionale relativamente alla gestione della finanza pubblica, senza fare interventi che vengono chiamati di austerità. Abbiamo ridotto il cuneo fiscale e contributivo, abbiamo promosso gli incentivi alle imprese, però e’ chiaro che oggi, se devo dire, facciamo il punto al 13 settembre, inevitabilmente non posso non considerare le situazioni che si stanno manifestando a livello globale”.

“Penso che gli aumenti stipendiali che potrebbero essere riconosciuti dai datori di lavoro per i giovani sotto una determinata età, potrebbero avere un trattamento fiscale agevolato, io ricordo il grande successo che ha avuto l’iniziativa del Governo di riconoscere sostanzialmente una tassazione flat tax al 5% sugli aumenti contrattuali dell’anno scorso”, ha detto Giorgetti.“Penso che questo successo possa essere in qualche modo trasferito, con i dovuti accorgimenti, anche sugli eventuali aumenti di stipendio riconosciuti ai giovani dalle aziende, ci vuole la collaborazione, chiaramente, dei datori di lavoro e la disponibilità da parte dello Stato dell’Amministrazione finanziaria di riconoscere questo tipo agevolazione, ma credo che su questo si possa lavorare. E’ uno dei tanti temi che affronteremo nelle prossime settimane”.

– foto IPA Agency –

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