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Politica

Meloni incontra il primo ministro polacco Tusk “Con la Polonia battaglia comune sui dazi interni Ue”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il rapporto tra le nostre nazioni (Italia e Polonia, ndr) si fonda su radici culturali molto profonde che risalgono indietro nei secoli. Italia e Polonia sono le uniche due nazioni al mondo che si citano reciprocamente nei loro inni nazionali. I nostri popoli sono legati anche intimamente da una delle più grandi figure del novecento: Giovanni Paolo II, un pontefice che veniva, per dirla con parole sue, da un paese lontano e che poi si sentiva perfettamente romano e italiano”. Lo ha detto la presidente del consiglio Giorgia Meloni nella conferenza stampa congiunta con il primo ministro polacco Donald Tusk.

Tra Italia e Polonia “il legame profondo si rispecchia anche nei nostri rapporti economici che sono molto intensi. L’interscambio commerciale lo scorso anno ha toccato un nuovo record storico superando per la prima volta i 36 miliardi di euro. L’export italiano è in crescita e Varsavia rimane uno dei principali mercati di destinazione dell’Italia”.

Con la Polonia “siamo determinati a combattere tutti quei dazi interni che l’Unione Europea si è autoimposta e che finiscono per soffocare le nostre imprese e rallentare la nostra competitività”, ha aggiunto.

“Penso che come Italia e Polonia ci troveremo di nuovo una a fianco all’altra nel difficile negoziato sul nuovo quadro finanziario pluriennale dell’Unione Europea, ovvero il bilancio dell’unione. Entrambi difendiamo la centralità della politica agricola e della coesione: pensiamo che non debbano essere considerate alternative alla competitività perché semmai sono precondizioni di una sana competitività per l’Unione Europea”, ha detto.

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“Italia e Polonia sono entrambe impegnate nel favorire una de-escalation nella regione del Medio Oriente per contenere il peso delle conseguenze economiche della crisi sulle nostre famiglie e imprese. Siamo anche particolarmente attenti alle necessità dei nostri partner nel Golfo vi voglio approfittare dell’occasione per rinnovare la vicinanza e la solidarietà dell’Italia agli Emirati Arabi Uniti per gli ingiustificabili attacchi subiti dall’Iran anche nelle ultime ore”, ha ricordato. “In questi quattro anni la Polonia non ha mai fatto venir meno il proprio sostegno e la propria solidarietà nei confronti dell’Ucraina. Credo che dobbiamo ringraziare particolarmente la Polonia per la solidarietà dimostrata: ricordiamo che la Polonia oggi ospita oltre un milione di profughi ucraini. La loro solidarietà è una lezione per tutti”.

“Sostenere l’Ucraina non è una cosa semplice, ma è sempre un grande sforzo. Nel caso polacco è stata la possibilità di aprire le proprie case, anche la mia, affinché i profughi dall’Ucraina potessero risiedere in Polonia. È stata un’altra lezione di solidarietà. Per me la posizione della premier Meloni è stata un esempio di solidarietà. Forse non tutti hanno la percezione della forza con cui la posizione di Meloni è stata vista in Europa. Grazie alla presenza di Meloni la politica europea è molto migliore e anche per questo voglio ringraziarla”, ha invece detto Donald Tusk nella conferenza stampa congiunta.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Papa Leone a Parigi, il messaggio ai giovani davanti a 600 mila persone: “Siete la chiesa di oggi, bello il vostro entusiasmo e impegno”

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PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Da questa bella città di Parigi, prego con fervore affinché l’acqua viva dello Spirito Santo si diffonda su tutta la Francia. Penso a voi, care famiglie, che nonostante le molteplici difficoltà che affrontate quotidianamente, perseverate coraggiosamente nella vostra missione”. Lo ha detto Papa Leone XIV, nell’omelia della messa presieduta in Place de la Concorde, a Parigi, davanti a 600 mila persone. “Vi ringrazio di tutto cuore per tutto il bene che si realizza attraverso di voi; e che la presenza concreta di Gesù non si esaurisca mai in voi! Penso a voi, cari giovani: voi siete la Chiesa di oggi! Com’è bello vedere il vostro entusiasmo, il vostro dinamismo, il vostro impegno e la gioia all’interno delle comunità cristiane – ha aggiunto il Pontefice -. Penso anche a voi, cari catecumeni e neofiti, che intraprendete il cammino della fede, della conversione e dell’iniziazione cristiana. Il dono dello Spirito Santo faccia di voi dei testimoni, pronti a diffondere intorno a voi la civiltà dell’amore”.

IL MESSAGGIO AL CENTRO MIGRANTI INTITOLATO A SANTA BAKITA

“Riconoscere il ruolo fondamentale delle donne nella costruzione di una civiltà dell’amore, alternativa alla cultura che disgrega le comunità e rende malate di solitudine le città”. Così Papa Leone XIV in visita al Centro accoglienza migranti, intitolato a Santa Bakita.

“La storia non è scritta da chi si impone, ma da chi fa spazio, avvia alla pace, genera fiducia e incoraggia alla vita”, ha aggiunto nel primo appuntamento della seconda giornata del viaggio apostolico a Parigi.

Poi, si è recato all‘Istituto Cattolico per l’incontro con i membri dell’Assemblea sinodale provinciale, i Catecumeni e i Neofiti. Qui, è stato accolto dall’Arcivescovo Metropolita di Parigi, monsignor Laurent Ulrich, e dal Rettore dell’Istituto, reverendo Emmanuel Petit, dal Presidente del Consiglio di amministrazione e dal Parroco di Saint-Joseph-des-Carmes.

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“Osservando da vicino il lavoro che state portando, avverto anzitutto tanta gratitudine per l’imprevedibile opera di Dio. Come voi e insieme a voi sono stupito dal numero di persone che si riaffacciano sulle soglie della fede e da quanti adulti chiedono i sacramenti dell’iniziazione cristiana – ha detto il Pontefice – Può sembrare paradossale che questo fenomeno, per cui così tante persone riscoprono il Vangelo e abbracciano la fede, si collochi nel contesto di una società come quella francese, segnata da una cultura fortemente secolarizzata – ha proseguito il Pontefice -. La vostra esperienza e la vostra testimonianza, cari catecumeni e neofiti, sono il segno tangibile dell’opera della grazia di Dio, che va oltre le analisi statistiche e sociologiche. Questo fenomeno, che contraddice ogni atteggiamento disfattista e quello che Papa Francesco chiamava “pessimismo sterile”, deve essere accolto con spirito di responsabilità”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Politica

Barachini “Al via misure straordinarie per edicole, distribuzione ed editori”

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ROMA (ITALPRESS) – “Quando compriamo un quotidiano in edicola vediamo soltanto l’ultimo passaggio di una filiera molto più complessa. Dietro quella copia ci sono editori, giornalisti, distributori nazionali e locali e una rete di punti vendita che negli ultimi anni si è progressivamente ridotta. Per questo abbiamo incontrato a luglio tutti i rappresentanti del settore organizzando un tavolo dedicato al futuro del settore. Un incontro che ha prodotto un intervento straordinario con misure che riguardano tutta la filiera, includendo per la prima volta i distributori, anello cruciale del sistema che consente anche agli abitanti dei piccolissimi Comuni, di sfogliare un giornale e informarsi. Usando ogni risorsa risparmiata, con il Dpcm appena registrato dalla Corte dei Conti ci siamo occupati di tutti gli attori, dagli editori, con contributi specifici, agli edicolanti, che beneficeranno nel complesso di 10 milioni di euro con un bonus per chi ha effettuato consegne a domicilio e l’innalzamento all’80% della misura relativa alle spese ammesse, fino ai distributori che riceveranno un contributo pari quest’anno a 1,5 milioni”. Lo evidenzia in una nota il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini.

“Ora Fieg – prosegue – ha annunciato la convocazione di un tavolo con distributori ed edicolanti per affrontare la situazione resa sempre più difficile dalla contrazione dei volumi e dall’aumento dei costi di trasporto e gestione. Attendiamo le proposte concrete che emergeranno anche da questo tavolo, che seguiremo passo dopo passo con attenzione”.

“Le abitudini di lettura – osserva Barachini – stanno cambiando e continueranno a farlo. Siamo impegnati ad accompagnare questa trasformazione convinti che carta e digitale possano coesistere arricchendo reciprocamente, da un lato, le capacità critiche di ognuno di noi e il dibattito politico, dall’altro la capacità dell’informazione quotidiana di fotografare la realtà con velocità e accuratezza che rimane determinante oggi più che mai nell’era dell’AI per permettere al cittadino di orientarsi e prendere liberamente e consapevolmente le proprie decisioni”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Politica

Treccani, in politica è tempo di ‘capocrazia’

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ROMA (ITALPRESS) – Il confronto sulla nuova legge elettorale ha fatto esplodere l’uso di capocrazia, la concentrazione del potere nelle mani del capo di un partito politico, entrata oggi con forza nel dibattito parlamentare di opposizione e maggioranza, come spiega Michele Cortelazzo in una rubrica del portale Treccani.it dedicata alle parole della neopolitica. Il recente confronto parlamentare sulla nuova legge elettorale ha fatto esplodere l’uso del termine capocrazia, sempre più ricorrente nel dibattito tra maggioranza e opposizione. Questa parola, utilizzata inizialmente soprattutto dagli esponenti dell’opposizione, è stata ripresa anche dalla maggioranza per controbattere o minimizzare le critiche degli avversari.

A ricostruire la storia e la crescente diffusione nel linguaggio della politica di questo neologismo è Michele A. Cortelazzo, linguista e accademico della Crusca, in un articolo della rubrica Le parole della neopolitica, pubblicato su Lingua italiana, il magazine digitale dell’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani.

Utilizzata per la prima volta in un editoriale del costituzionalista Michele Ainis pubblicato su “la Repubblica” il 24 settembre 2017, la parola ha preso il sopravvento a partire dal 2024, e ha trovato spazio fino ad oggi in ben 80 articoli dei quotidiani. Tra i politici che l’hanno utilizzata si segnalano i senatori di AVS Tino Magni, che in una dichiarazione del 10 settembre 2026 ha parlato di “una sorta di capocrazia contraria alla Costituzione” e Peppe De Cristofaro, che in un’intervista al “Manifesto” dell’11 settembre ha definito la proposta di legge elettorale ispirata “al principio della capocrazia, con parlamentari fedeli, l’indicazione del premier e un premio di maggioranza abnorme”.

Anche Enrico Borghi di Italia Viva ha utilizzato il termine, definendo la legge elettorale proposta dalla maggioranza “una forzatura, che denota una crisi della nostra democrazia”, una “capocrazia” e un “premierato nascosto”, come riportato da “Open” il 7 settembre 2026.

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Il neologismo è risuonato più volte anche nelle aule del Parlamento, grazie alla senatrice del Partito Democratico Cecilia D’Elia secondo la quale la nuova proposta di legge elettorale “è un provvedimento che risponde a un’idea di democrazia che si può sintetizzare con la capocrazia”, mentre il collega Daniele Manca ha parlato della trasformazione delle democrazie in capocrazie.

Nella stessa seduta la parola è stata ripresa dalla senatrice di Fratelli d’Italia Cinzia Pellegrino per contestarne l’utilizzo da parte dell’opposizione: “Vi crogiolate nei vostri neologismi (abbiamo sentito “capocrazia”, “premieratino”), perché lo spauracchio dell’autoritarismo va sempre bene”.

Il giorno successivo anche il capogruppo di Fdi in Senato Lucio Malan e la ministra delle Riforme Maria Elisabetta Alberti Casellati sono intervenuti per respingere con ironia questa scelta lessicale: “Quindi, parlare di deriva autoritaria e di lacerazione del tessuto costituzionale di “capocrazia”, come ho sentito dire, è davvero un fuor d’opera”, ha dichiarato Casellati prendendo le distanze dall’uso che ne fa l’opposizione.

-Foto ufficio stampa Treccani-
(ITALPRESS).

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