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Economia

Banca del Fucino, il rischio inflazione globale va oltre il costo dell’energia

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ROMA (ITALPRESS) – Lo scoppio della guerra in Medio Oriente tra Stati Uniti e Iran, con il conseguente blocco dello stretto di Hormuz e il rallentamento dei traffici commerciali nell’area, ha modificato in modo significativo le prospettive dell’economia globale per il 2026, generando rincari dei prezzi delle materie prime di proporzioni che non si vedevano dal 2022, in seguito allo scoppio della guerra in Ucraina. E’ quanto emerge dal nuovo report di Analisi Scenario Macroeconomico realizzato dall’Ufficio Studi della Banca del Fucino, diretto da Vladimiro Giacchè.
Il report individua tre tendenze di fondo in merito al conflitto e al suo impatto sull’economia globale: il conseguimento a breve termine di una pace stabile appare poco probabile; la capacità produttiva dei Paesi del Golfo risulta compromessa in misura significativa; lo shock inflazionistico difficilmente resterà circoscritto alla sola componente energetica: è molto probabile che i rincari si trasmetteranno gradualmente al resto dell’economia (inflazione ‘corè).
Negli Stati Uniti l’inflazione di marzo è salita al 3,3% (dal 2,4% di febbraio), segnalando che, pur in presenza di una sostanziale autonomia energetica, l’economia statunitense non è immune da forti rincari. Nell’Area Euro l’inflazione è aumentata di 110 punti base, dall’1,9% di febbraio al 3,0% di aprile: finora la componente core è rimasta contenuta, ma la persistenza dello shock energetico accresce il rischio di effetti di secondo impatto.
La Cina può contare su un mix energetico relativamente meno dipendente dal petrolio (non oltre il 20% del totale), pur restando esposta perchè oltre metà del greggio importato proviene dall’area del Golfo. Per l’Europa, già indebolita dalla ridotta disponibilità di materie prime energetiche russe, l’impatto della crisi rischia di essere più severo.
In Italia ad aprile l’inflazione è aumentata di 130 punti base, raggiungendo il 2,9%, con prezzi dell’energia al +9,7% su base annua. Un’eventuale escalation potrebbe spingere l’Italia verso lo scenario più severo delle ultime proiezioni macroeconomiche di Banca d’Italia: crescita del PIL a zero nel 2026 e minori probabilità di uscita dalla procedura per deficit eccessivo. In Europa, anche la Germania – grande importatore netto di energia – rischia un ridimensionamento delle prospettive di ripresa. In questo contesto, lo spread BTP-Bund è prima risalito sopra quota 100 (dai circa 60 di fine febbraio) per poi scendere sotto 80 punti base, suggerendo che la fiducia degli investitori sul debito italiano non si è deteriorata in modo radicale.
Sul fronte della politica monetaria, la BCE non ha ancora segnalato una nuova stretta, ma cresce la probabilità di un prossimo aumento dei tassi di 25 punti base. Anche in assenza di rialzi marcati, lo scenario atteso è di tassi ‘più alti più a lungò rispetto alle aspettative di inizio 2026.

– Foto ufficio stampa Banca del Fucino –

(ITALPRESS).

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Economia

Ex Ilva, Urso “Lavoriamo a piano per Taranto, a settembre tavolo a Chigi”

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RIMINI (ITALPRESS) – “Non possiamo fare altro che prenderne atto, adeguando le procedure della gara internazionale in atto e lavorando da subito, come indicato dal presidente del Consiglio, a un piano straordinario per Taranto. In settembre si riunirà il Tavolo di Palazzo Chigi, coordinato dal sottosegretario Mantovano”. Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a IlSussidiario nell’ambito del Meeting di Rimini. “I commissari hanno doverosamente fatto tutti gli atti necessari per salvaguardare il patrimonio aziendale, compreso il ricorso in Cassazione, ma nel contempo devono adempiere al decreto della Corte d’Appello, che impone la chiusura dell’area a caldo entro fine ottobre, con un impatto immediato sull’azienda e sull’indotto – spiega -. Per questo, in molti l’hanno definita una bomba sociale e produttiva”.
Per le imprese, inoltre, “si sta valutando di estendere anche al resto del Centro-Nord le modalità di accelerazione autorizzatoria oggi previste nella Zes unica, perchè è una delle principali richieste delle imprese per realizzare gli investimenti in tempi congrui e certi. Non sarà possibile, invece, estendere indistintamente gli stessi livelli di incentivazione previsti per le aree più svantaggiate, proprio al fine di ridurre il divario interno. Non lo consentono le regole europee sugli aiuti di Stato”, precisa.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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Economia

Leonardo Maria Del Vecchio lascia tutti gli incarichi in EssilorLuxottica

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ROMA (ITALPRESS) – Leonardo Maria Del Vecchio lascia tutti gli incarichi EssilorLuxottica. Il 31enne quartogenito del fondatore di Luxottica ha annunciato al presidente Francesco Milleri e al board le dimissioni da presidente di Ray-Ban e da chief strategy officer del colosso dell’occhialeria da oltre 28 miliardi di euro di ricavi creato negli anni ’60 dal padre.

L’addio al gruppo è arrivato ieri con una lettera indirizzata al cda e al ceo Francesco Milleri. Lo ha anticipato MF-Milano Finanza. Le dimissioni saranno operative dal 31 agosto e seguono quelle rassegnate lo scorso anno anche dal fratellastro Rocco Basilico.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Everli verso la quotazione al Nasdaq, depositato il Form S-4. Palella “Oggi è un giorno storico”

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NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Palella Holdings si è congratulata oggi con la società in portafoglio Everli Global, Inc., la principale piattaforma italiana di consegna online della spesa, per il deposito della propria dichiarazione di registrazione tramite il Form S-4 presso la U.S. Securities and Exchange Commission (SEC). Il deposito rappresenta una pietra miliare storica per Everli, che prosegue il suo percorso verso la quotazione sui mercati dei capitali statunitensi, e si configura come un potente simbolo del rafforzamento della partnership economica tra Italia e Stati Uniti. Il deposito del Form S-4 rappresenta un passaggio cruciale nel percorso di Everli, da innovatore tecnologico italiano nato e cresciuto nel Paese a società posizionata per beneficiare della dimensione, della visibilità e dell’accesso ai capitali offerti dai mercati pubblici statunitensi, ampiamente considerati la sede di quotazione più profonda, liquida e ambita al mondo.

Quello di oggi è un giorno storico per Everli e mi riempie di enorme orgoglio”, ha dichiarato Salvatore Palella, Fondatore e Presidente di Palella Holdings. “Il team di Everli ha costruito qualcosa di straordinario: una piattaforma che ha ridefinito il modo in cui le famiglie italiane fanno la spesa, e questo deposito rappresenta il naturale passo successivo di questa storia. Everli ha scelto di perseguire una quotazione negli Stati Uniti perché i mercati pubblici americani restano la sede più liquida, trasparente e ambita al mondo per le società in crescita. Non esiste palcoscenico migliore sul quale presentare la storia di Everli agli investitori globali”. Palella Holdings è partner e investitore di lungo periodo di Everli e ha sostenuto l’espansione della società in Italia e la sua evoluzione in una piattaforma tecnologica di logistica e retail. La società ha sottolineato che il suo continuo sostegno a Everli riflette una strategia più ampia volta a sostenere aziende italiane con ambizioni globali e ad aiutarle ad accedere ai principali mercati dei capitali a livello mondiale. Il deposito del Form S-4 di Everli sarà esaminato dalla SEC nell’ambito della procedura standard di registrazione, in vista di una prevista quotazione negli Stati Uniti. L’operazione valuta la società risultante dalla fusione complessivamente circa 220 milioni di dollari, con le azioni ordinarie di New Melar valutate 10,00 dollari per azione. Al completamento dell’operazione, si prevede che la società risultante assuma la denominazione “Everli Global Holdings Inc.” e inizi a essere negoziata sul Nasdaq Stock Market con il simbolo “EVRL”.

– foto di repertorio Palella Holding –

(ITALPRESS).

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