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Meloni al Senato “Meno polemiche e più spazio per un confronto sulle questioni strategiche”

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ROMA (ITALPRESS) – “Con un quadro economico internazionale particolarmente complesso e con le tensioni geopolitiche che noi continuiamo a vivere , che incideranno, come già stanno incidendo, sulla crescita, sui costi energetici, sulla competitività delle imprese, sul potere d’acquisto delle famiglie, un momento non facile dove dovrebbe esserci meno spazio per la polemica, e più spazio per un confronto concreto sulle grandi questioni strategiche che riguardano l’Italia”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, rispondendo al premier time in Senato.

“Tra le grandi questioni da affrontare c’è quella energetica. Il governo ci ha lavorato fin dall’inizio, entro l’estate sarà approvata la legge delega, saranno adottati i decreti attuativi per il quadro legislativo necessario alla ripresa per la produzione di energia nucleare in Italia”, ha aggiunto. “Sono state adottate diverse misure per ridurre una dipendenza energetica che diventa sempre più pericolosa”, ha detto Meloni.

“Quanto alla proposta di una cabina di regia” per affrontare le priorità strategiche del Paese “io sarei anche disponibile, ma ricordo che quando abbiamo provato a fare delle proposte in questo senso la risposta della stragrande parte dell’opposizione non è stata di disponibilità”.

“Credo che la novità di questo governo non sia stata semplicemente il fatto che avesse una stabilità. Ho sempre detto che la stabilità è necessaria perché consente di realizzare una visione”, ha spiegato. “Economicamente cosa intende fare il governo? Continuare una strategia che abbiamo messo in campo che era fatta sul piano economico sostanzialmente da tre scelte fondamentali: da una parte quella di rafforzare il potere d’acquisto, dall’altra quella di incentivare le aziende che assumevano e che investivano e in più la scelta, che è anche economica, di sostenere le famiglie e la natalità”, ha aggiunto.

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“Tra le priorità del governo ci sono il piano casa, che considero una misura anche economica, l’estensione della Zes unica del Mezzogiorno e vogliamo rafforzare i meccanismi per estendere i fondi pensione nell’economia italiana. Qualcosa non funziona se ci sono 260 miliardi che vengono raccolti dagli italiani dei quali solo 40 sono investiti in Italia”, ha confermato la premier.

Sul Pnrr “a oggi l’Italia ha incassato 153 miliardi e sarà liquidata la nona rata nelle prossime settimane. Al 31 marzo la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, pari al 76% del totale. Direi che abbiamo fatto un buon lavoro”.

“Il tema dei salari è molto serio ed è un tema che è stato raccontato con molti slogan e diverse fake news. Noi abbiamo sentito e lo risentiremo molte altre volte, che in Italia i salari hanno perso 7 punti dal 2021. Bene, solo che chi lo sostiene è lo stesso che governava tra il 2021 e il 2022 quando l’inflazione è esplosa, i salari reali hanno perso oltre 8 punti e mezzo, cioè quando questo calo si è accumulato. Noi siamo partiti da qui, ci abbiamo lavorato e i salari hanno ripreso gradualmente a crescere più dell’inflazione”.  “Significa che, seppure lentamente, le famiglie stanno recuperando parte del potere acquisto. Non ci siamo girati dall’altra parte, abbiamo dato delle risposte su questo tema che abbiamo considerato una priorità, lavorando su due fronti, a partire dal taglio del costo del lavoro”, ha aggiunto.

“Noi crediamo che i salari vadano aumentati rafforzando la contrattazione, perché è lì che si difendono i diritti dei lavoratori e che lo si riesce a fare settore per settore. Con l’ultimo decreto lavoro abbiamo stabilito che possono accedere agli incentivi per le assunzioni solo le imprese che applicano un salario giusto, dove si intende il trattamento economico complessivo sancito dai contratti collettivi nazionali che vengono stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative”. “E’ una strada diversa da quella del salario minimo proposta dalle opposizioni che però, come dimostra il caso della Puglia dove è stato applicato il salario minimo, rischia di diventare una soglia al ribasso piuttosto che una tutela in più. Nessuno pensa che il problema sia risolto, sappiamo che gli stipendi in Italia sono ancora troppo bassi ma continuiamo a lavorare su questa strada per far crescere i salari”, ha concluso.

“Questo governo ha dimostrato che il Mezzogiorno non fosse un problema da risolvere, ma semmai un’opportunità, una grande opportunità da cogliere, dove per molti anni, l’approccio era stato concentrato sui sussidi. Noi abbiamo preferito concentrare la nostra attenzione sugli investimenti, sul lavoro, sulle infrastrutture, sulla semplificazione. La Zes unica – ha aggiunto – è l’esempio più concreto di questa strategia: abbiamo ridotto i tempi burocratici, abbiamo accelerato le autorizzazioni, dato alle imprese regole chiare. Il risultato è che, in due anni, sono stati autorizzati e in parte sostenuti, con crediti d’imposta, oltre 1.300 investimenti per un volume d’affari complessivo di circa 55 miliardi e rilevanti ricadute in termini occupazionali”. 

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“Sentiamo dire spesso che l’Italia è unita e che la vorremmo dividere noi, ma non mi pare che abbiamo trovato un’Italia che avesse stesse condizioni su tutto il territorio nazionale”, ha detto Meloni.

“Da una parte veniamo accusati di fare austerità e dall’altra redarguiti per l’aumento del rapporto debito-Pil. Noi non abbiamo fatto una politica di austerità, abbiamo aumentato i salari, tagliato le tasse, sostenuto gli investimenti, abbiamo rafforzato le pensioni più basse. Nonostante questo lavoro avremmo anche potuto uscire dalla procedura d’infrazione se non avessimo dovuto fare i conti con centinaia di miliardi bruciati in misure elettorali senza controllo. Il rapporto debito-Pil cresce solo grazie al superbonus: 174 miliardi, quattro volte di quanto preventivato. Nel 2027 finiremo di pagare il superbonus, quando sarà finito il nostro mandato”, ha aggiunto.

– foto IPA Agency –

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Meloni “Lavoro con Usa deve tornare alla normalità, il 4 luglio a Villa Taverna il Governo ci sarà”. Sull’Iran: “Accordo complesso, ma sono ottimista”

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ROMA (ITALPRESS) –  “Mi auguro e credo di no. Non vedo contraccolpi. I rapporti vanno bene sia a livello istituzionale che economico”. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, intervistata da Maurizio Belpietro a “Il giorno de La Verità”, rispondendo a una domanda sulle recenti polemiche con Donald Trump e su possibili contraccolpi nei rapporti con gli Usa. “La cooperazione con gli Stati Uniti è talmente solida che non dipende da una polemica social. Dobbiamo riportare i termini della politica estera alla profondità in cui devono stare. La politica estera non è Temptation Island, tanto per stare ai meme che giravano…”, ha aggiunto. “Sono rimasta sinceramente colpita. Ho letto le varie ricostruzioni che sono state fatte, ma non so dire se sono vere. Non intendo continuare ad alimentare questo confronto, penso che il nostro lavoro bilaterale con gli Stati Uniti debba tornare alla sua normalità”, ha spiegato.

“Ritengo che il ministro Tajani nell’immediato abbia fatto bene ad annullare la sua missione” negli Stati Uniti, “per dare un segnale, ma una volta che il messaggio passa non c’è bisogno di andare oltre. A Villa Taverna in occasione del 4 luglio il Governo sarà presente, anche per rispetto verso l’ambasciatore Fertitta, che lavora molto per mantenere saldi i rapporti tra Italia e Stati Uniti“, ha affermato la premier.

Sulla situazione in Medio Oriente: “L’accordo è molto complesso, rimango ottimista, ma non è un ottimismo statico, richiede impegno e l’Italia intende fare la sua parte. Non possiamo consentire che l’Iran abbia armi nucleari. Nessun paese della regione può e deve sentirsi minacciato, vale per Israele ma anche per i Paesi del Golfo. E c”è il tema della libertà di navigazione, che è una grandissima questione. Non possiamo consentire un pedaggio sullo Stretto di Hormuz. Sarebbe usato come un’arma”, ha sottolineato Meloni. Il Libano per noi è fondamentale, l’Italia ha una storia di lavoro e impegno in prima linea. Esiste oggi un negoziato parallelo diretto tra Libano e Israele, e anche questo è un quadrante su cui l’Italia può giocare un ruolo di primo piano. È un tema di cui intendo discutere con Macron al vertice intergovernativo di giovedì, Italia e Francia possono lavorare insieme”, ha concluso.

– Foto Ipa Agency –
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Ue, Schlein “Serve un bilancio più coraggioso”

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ROMA (ITALPRESS) – “Abbiamo bisogno di un bilancio europeo molto più coraggioso e di continuare gli investimenti comuni. Bisogna rilanciare l’innovazione e la ricerca, e per questo servono investimenti nella qualità del lavoro, nella rivoluzione ecologica e digitale”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, aprendo la direzione del partito.

“Seguiamo con grande attenzione l’interlocuzione tra gli Stati Uniti e l’Iran. Pensiamo che ogni passo che allontana dal precipizio dell’escalation della guerra vada accolto con favore. Ma questo non può significare dimenticare come siamo arrivati a questa situazione, che questa guerra illegale non avrebbe mai dovuto cominciare – ha spiegato la leader dem -. E nemmeno dimenticare che in Libano purtroppo ancora non si è fermata e si deve invece fermare anche lì”.

La guerra ha anche prodotto il “rafforzamento del brutale regime teocratico di Teheran. Non esiste una scorciatoia militare per il Medio Oriente e non si esporta la democrazia con le armi”, ha aggiunto Schlein.

– Foto IPA Agency –

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Arriva a Londra il podcast della Camera dei Deputati sulle “Madri Costituenti”

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LONDRA (REGNO UNITO) (ITALPRESS) – Il podcast della Camera dei Deputati “I giorni delle Costituenti”, approda all’Istituto Italiano di Cultura di Londra. Presentate dal direttore Francesco Bongarrà, il vicesegretario generale di Montecitorio Claudia Di Andrea e Valeria Gigliello, consigliere Capo Sercizio di Montecitorio, hanno presentato nella capitale britannica il progetto audio che racconta il contributo delle ventuno donne elette all’Assemblea Costituente nella costruzione della democrazia italiana.

È toccato alla professoressa Marzia Maccaferri dell’Università Queen Mary of London offrire alla folta platea di Belgrave Square un inquadramento storico della “prima volta” al voto per le donne italiane, esattamente ottanta anni fa, mentre le due funzionarie di Montecitorio hanno raccontato, con aneddoti e riferimenti storici, il contributo delle 21 deputate donne che vennero elette all’assemblea Costituente nella redazione della nostra Costituzione.

La presentazione ha seguito e completato idealmente la serie di quattro workshop organizzati dall’Istituto italiano di Cultura diretto da Bongarrà alla SIAL, la scuola italiana a Londra, nel marzo scorso. Incontri in cui gli studenti della scuola elementare e media che hanno esplorato proprio il ruolo di queste donne nella società italiana del dopoguerra attraverso storia, dibattito e riflessioni. Al centro dell’incontro, il tema della rappresentanza: dal diritto di voto conquistato dalle donne italiane alla loro presenza nella vita istituzionale e culturale contemporanea, interrogandosi sulle sfide ancora aperte per le democrazie europee.

L’iniziativa vuole così proporre una memoria viva, non celebrativa ma attiva, in cui il racconto delle donne che contribuirono alla scrittura della Costituzione italiana possa diventare uno strumento per leggere il presente e immaginare il futuro. Una serata dedicata alle voci che hanno contribuito a scrivere la democrazia italiana e che continuano ancora oggi a parlare all’Europa contemporanea.

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Le Costituenti, ha spiegato Di Andrea, “sono figure vissute in un’altra epoca, ma quello che hanno detto e fatto nell’Aula e nelle Commissioni di Palazzo Montecitorio e che è stato alla base della nostra Costituzione è attualissimo, come attualissimi sono i diritti che vengono tutelati nella nostra Carta. Il Vice Segretario Generale di Montecitorio, dove la Assemblea Costituente si riunì e dove ne sono conservati gli atti, ha poi sottolineato il valore della presentazione a Londra dell’iniziativa della Camera. “Quelle voci non sono solo italiane, ma hanno un respiro europeo”.

– Foto Istituto Italiano di Cultura di Londra –

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