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Cronaca

Sulle Madonie il borgo di Isnello diventa laboratorio di innovazione e sviluppo

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PALERMO (ITALPRESS) – Innovazione, partecipazione e infrastrutture digitali si incontrano a Isnello, nel cuore delle Madonie, dove prende forma un modello di sviluppo capace di coniugare tradizione e futuro. Il borgo della provincia di Palermo è infatti protagonista di “Itinera – Isnello in movimento”, iniziativa finanziata dal PNRR che punta alla nascita di una cooperativa di comunità come leva di rigenerazione economica e sociale. Il progetto è stato avviato dal Comune insieme all’Associazione di promozione sociale “South Working – Lavorare dal Sud” e si inserisce in una strategia più ampia di rilancio culturale e turistico. E’ infatti prevista anche la riqualificazione dell’ex palazzo delle Poste come centro polifunzionale dedicato all’accoglienza, ai servizi e alle attività culturali. Un hub pensato per diventare punto di riferimento per la comunità e per i visitatori, attorno al quale sviluppare nuove iniziative imprenditoriali e sociali.
Mario Mirabile, vicepresidente esecutivo di South Working – Lavorare dal Sud, sottolinea che “l’obiettivo del progetto Itinera, in collaborazione con l’amministrazione comunale di Isnello, sulle Madonie in Sicilia, è quello di creare una cooperativa di comunità. Si tratta di una realtà che mira a favorire le condizioni per scegliere di restare sul territorio, attraverso lo sviluppo di attività imprenditoriali, sociali e culturali.
Questo percorso avverrà mediante un accompagnamento dell’intera comunità, che coinvolge non solo l’amministrazione locale, ma anche imprese, associazioni e cooperative già presenti sul territorio, con l’obiettivo di costruire insieme questa nuova realtà condivisa”.
Un ruolo decisivo è svolto naturalmente dall’infrastruttura digitale. Negli ultimi anni Open Fiber ha realizzato in Sicilia una rete a banda ultra larga che integra interventi pubblici e investimenti privati, raggiungendo tutti i Comuni dell’isola. Complessivamente sono stati investiti oltre 700 milioni di euro, con più di 1,5 milioni di unità immobiliari collegate in fibra ottica, contribuendo a ridurre il digital divide anche nelle aree interne. Tra gli interventi più significativi, proprio a Isnello, il collegamento in fibra ottica del Parco astronomico Gal Hassin e del telescopio sul Monte Mufara, a oltre 1.800 metri di altitudine. Un intervento che rappresenta un esempio emblematico della sfida affrontata nelle aree interne: garantire connettività ultraveloce anche nei territori più remoti.
“Essere qui a Isnello per Open Fiber è motivo di orgoglio – afferma Fabio Melia, Head of Content Activation & Media Relations di Open Fiber – Da un lato, è ancora vivo il ricordo del cablaggio realizzato durante la pandemia, effettuato anche tramite elicottero per raggiungere l’Osservatorio Astronomico Gal Hassin e il telescopio sul Monte Mufara. E’ altrettanto motivo di orgoglio rendere possibile questo progetto che ha come obiettivo finale la creazione di una cooperativa di comunità. Questa iniziativa rappresenta pienamente anche la missione di Open Fiber: dare valore alla rete realizzata attraverso il piano del bando per la banda ultra larga in oltre 6.000 comuni, arricchendo questa infrastruttura di contenuti e opportunità.
Il tutto partendo proprio da quei territori che in passato non avrebbero potuto farlo, perchè privi di una connettività almeno adeguata”.
La sinergia tra innovazione sociale e infrastrutture digitali apre così nuove prospettive di sviluppo. Se da un lato la cooperativa di comunità – fortemente voluta dal sindaco Marcello Catanzaro – attiva energie locali e costruisce nuovi modelli economici, dall’altro la rete digitale ne amplifica il potenziale, favorendo l’accesso ai servizi, la promozione del territorio e l’attrazione di nuove competenze.
Isnello si conferma così un laboratorio di innovazione per i piccoli comuni italiani, dimostrando come la combinazione tra partecipazione, cultura e tecnologia possa generare crescita sostenibile e nuove opportunità per le comunità locali.
-foto ufficio stampa Open Fiber –
(ITALPRESS).

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Cina-Italia, tennistavolo giovanile crea un ponte di amicizia

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KUNMING (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una squadra mista giovanile di tennistavolo della Regione Lombardia è arrivata il 10 luglio al Centro di allenamento sportivo di Beijiaochang, a Kunming, capoluogo della provincia sud-occidentale cinese dello Yunnan, dando il via a un ritiro congiunto di tre giorni e ad alcune amichevoli con la squadra provinciale di tennistavolo dello Yunnan.

La delegazione italiana è guidata e allenata da Wang Xuelan, professionista del tennistavolo originaria dello Yunnan. Dopo il ritiro dalla squadra provinciale, Wang ha dedicato anni allo sviluppo della formazione giovanile in questa disciplina in tutta Italia e alla promozione di questo sport nelle comunità locali. Il suo ritorno in patria crea un ponte unico tra i giovani talenti promettenti del tennistavolo della Lombardia e dello Yunnan, consentendo uno scambio tecnico diretto e un apprendimento reciproco tra gli atleti junior italiani e cinesi.

La squadra lombarda è composta da otto giocatori d’èlite di età compresa tra i 14 e i 18 anni, tutti talenti di punta selezionati attraverso prove regionali, con solide basi tecniche ed esperienza agonistica.

Questo programma di tre giorni di allenamenti e partite amichevoli offre benefici concreti agli scambi giovanili tra Italia e Cina. Gli atleti adolescenti hanno l’opportunità di conoscere in prima persona le differenti filosofie di allenamento e gli approcci tattici di due prestigiose tradizioni del tennistavolo. Al di là dello sviluppo atletico, l’evento rappresenta un’importante piattaforma di scambio culturale per i giovani italiani e cinesi.

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I responsabili del Centro di Beijiaochang hanno sottolineato che in futuro la base continuerà a creare diverse piattaforme di scambio sportivo internazionale. Facendo leva sullo sport come legame di soft power, lo Yunnan continuerà a raccontare al mondo le proprie storie di sport, ad ampliare l’apertura negli sport agonistici giovanili e a promuovere uno sviluppo coordinato attraverso costanti scambi tra i popoli di Italia e Cina.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Cronaca

Med-Or Day, Cavo Dragone “Nato si rafforza, Mediterraneo crocevia strategico”

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ROMA (ITALPRESS) – Il futuro della NATO, il rapporto tra Stati Uniti ed Europa e il ruolo del Mediterraneo sono stati al centro del Med-Or Day 2026, che si è svolto a Roma. L’iniziativa annuale della Med-Or Italian Foundation ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle Forze armate, della diplomazia, delle imprese e del mondo accademico per discutere le principali sfide geopolitiche nel Mediterraneo allargato. “La Nato continua a produrre risultati: gli investimenti crescono e le capacità militari si potenziano. La partecipazione dei partner del Golfo rappresenta un segnale molto forte. Quello che noi vogliamo è che l’Ucraina abbia una struttura tale che non venga invasa dalla Russia. Hanno resistito in maniera straordinaria all’aggressione russa, innovandosi rapidamente e trasformando l’esperienza operativa in nuove capacità, rafforzando la coesione dell’alleanza”, l’intervento dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato. Nella sua veste di più alto rappresentante militare dell’Alleanza, ha offerto una lettura delle trasformazioni in corso e delle priorità strategiche per i Paesi alleati.
“Atlantico-Europa-Mediterraneo. Quale futuro per la NATO?” è stato il titolo scelto per l’edizione 2026. Il confronto ha riguardato la sicurezza del Fianco Sud dell’Alleanza, le crisi in Medio Oriente e Nord Africa e il coordinamento tra la difesa europea e il legame transatlantico. “Il Rapporto Transatlantico si sta evolvendo e la capacità delle democrazie di rafforzarsi dopo le crisi è la lezione più importante che abbiamo imparato in 80 anni di Nato. Il Mediterraneo è un crocevia strategico che collega Europa e Asia e in questo spazio convergono le principali sfide alla sicurezza contemporanea: instabilità regionale, competizione geopolitica, terrorismo e immigrazione incontrollata”, ha aggiunto Cavo Dragone, che si è soffermato sull’importanza degli investimenti: “Ogni euro destinato alla difesa è investito in un futuro di pace e sicurezza per i nostri figli e nipoti. Nel mondo la spesa media per sicurezza e difesa è intorno al 5%, non stiamo esagerando ma stiamo recuperando il passo con il mondo in cui viviamo”. La presenza dell’ammiraglio ha confermato il legame tra il Med-Or Day e i temi della sicurezza internazionale. Cavo Dragone aveva già partecipato alla prima edizione dell’evento nel 2021, quando ricopriva l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Marina.
“Trascorriamo una vita a proteggere ciò che abbiamo più caro, investendo tempo ed energie, ma dimentichiamo troppo spesso una verità fondamentale: la nostra sicurezza non può essere separata da quella degli altri. Questa è la più importante lezione strategica che la Nato ha insegnato alle nostre democrazie”, la chiosa di Cavo Dragone sulla sicurezza internazionale.
-foto mec/Italpress-
(ITALPRESS).

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Cina, sviluppato il primo dispositivo bionico al mondo per “comprendere i suoni”

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TIANJIN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Dei ricercatori cinesi hanno sviluppato il primo dispositivo bionico neurale al mondo che consente al cervello delle persone con deficit uditivi di “comprendere” i suoni, anzichè limitarsi semplicemente a “sentirli”.

Il dispositivo, realizzato da un gruppo di ricerca dell’Università di Nankai, nella municipalità settentrionale cinese di Tianjin, propone un innovativo approccio elettronico di sostituzione e riparazione per la ricostruzione dell’udito, andando oltre i tradizionali impianti cocleari.

“Attualmente gli impianti cocleari risolvono soltanto il problema del ‘sentirè. Tuttavia, a causa del loro meccanismo fisso basato su impulsi temporizzati e del numero limitato di elettrodi, restano ancora molto lontani dal sistema uditivo naturale in termini di risoluzione temporale e riconoscimento del parlato in ambienti acustici complessi”, ha spiegato Xu Wentao, responsabile della ricerca presso il College of Electronic and Optical Engineering, in un comunicato stampa diffuso lunedì dall’università.

“Il nostro obiettivo non è soltanto fare in modo che il sistema ‘sentà, ma consentirgli di ‘comprenderè realmente, ovvero di selezionare, elaborare e trasmettere informazioni uditive utili proprio come farebbe un nervo naturale”, ha aggiunto. Secondo Xu, il nuovo dispositivo rappresenta un passo fondamentale nel recupero uditivo, segnando il passaggio dal “recupero della percezione” al “ripristino della funzione”.

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Lo studio, intitolato “Un’interfaccia neuromorfica artificiale per il recupero delle funzioni uditive”, è stato pubblicato online il primo luglio sulla rivista “Nature Materials”.

L’udito non dipende soltanto dalle orecchie, ma anche dal nervo uditivo, che agisce come una sorta di “autostrada” per trasmettere al cervello i segnali sonori. Secondo la ricerca, l’ipoacusia neurosensoriale, una forma di sordità causata dal danneggiamento di questo collegamento, interessa circa il 3% della popolazione mondiale.

I tradizionali impianti cocleari possono convertire i suoni in segnali elettrici, ma continuano a dipendere dalla parte ancora funzionante del nervo uditivo del paziente per completare “l’ultimo tratto” della trasmissione.

Quando il nervo uditivo è gravemente compromesso o assente, “anche gli impianti cocleari più avanzati diventano inefficaci”, ha osservato Xu, sottolineando che proprio questa difficoltà di lunga data potrebbe essere superata grazie alla scoperta del suo gruppo.

Il nuovo dispositivo, descritto come un’”interfaccia neuromorfica” capace di imitare i naturali processi di codifica dei nervi uditivi biologici, integra l’acquisizione dei suoni, la codifica neurale, l’elaborazione semantica e la produzione di segnali bioelettrici in un circuito neurale artificiale completo.

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Il sistema non si limita a rilevare i suoni, ma li filtra, li analizza e li codifica in maniera simile al sistema uditivo naturale, prima di trasmettere al cervello informazioni dotate di significato, ha spiegato il gruppo di ricerca.

“In futuro continueremo le nostre ricerche sulla riparazione neurale e sull’intelligenza bionica, impegnandoci per portare le nostre tecnologie fondamentali dal laboratorio all’impiego clinico e al mercato”, ha dichiarato Xu.

“Ci auguriamo di ottenere ulteriori progressi nel campo delle neuroprotesi, dell’assistenza sanitaria intelligente, delle interfacce cervello-computer e dell’intelligenza incarnata”, ha concluso.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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