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Cronaca

Lions, 1.500 delegati al Congresso Nazionale tra impatto sociale e innovazione

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MILANO (ITALPRESS) – Oltre tre giorni di lavori, decine di sessioni tematiche e un unico filo conduttore: il ruolo dei Lions nella società contemporanea. Il 74° Congresso Nazionale del Multidistretto 108 Italy ha riunito a Milano, presso il Centro Congressi del Milan Marriott Hotel, circa 1.500 delegati da tutta Italia per definire priorità, progetti e visione futura del più grande network globale di servizio.
Un Congresso tra attualità, impatto e responsabilità sociale
Al centro del programma, una riflessione ampia e concreta sul contributo dei Lions di fronte alle grandi sfide del nostro tempo: salute e fragilità sociali, con focus su diabete, autismo e disabilità; giovani, inclusione e formazione, attraverso progetti educativi e scambi internazionali; ambiente e sostenibilità, sempre più centrali nelle attività di servizio; diritti umani e geopolitica, affrontati anche nel dialogo con le istituzioni.
Per capire cosa fanno i Lions italiani basta leggere i dati sulle attività dell’ultimo anno, un impatto che va ben oltre il volontariato tradizionale: circa 6 milioni di persone raggiunte attraverso oltre 200 mila iniziative di service (come vengono chiamati i loro progetti benefici) e più di 924 mila ore donate dai volontari, una rete di oltre 40 mila soci attivi organizzati in circa 1.400 club sul territorio. A questo impegno corrisponde anche un valore economico significativo, con donazioni dirette pari a circa 9,9 milioni di euro e una valorizzazione delle ore di volontariato stimata tra 13,8 e 18,5 milioni di euro. Nel complesso, l’impatto economico generato dalle attività dell’associazione si colloca tra i 23,7 e i 28,4 milioni di euro.
Particolare rilievo nel corso del Congresso è stato dato al tema “Etica e responsabilità sociale d’impresa: il ruolo strategico dei Lions”, a conferma del crescente impegno dell’associazione nel costruire ponti tra volontariato, imprese e comunità.
Durante i lavori sono stati presentati e discussi alcuni dei principali service nazionali e multidistrettuali, tra cui progetti per l’accesso all’istruzione (anche a livello internazionale), iniziative contro ludopatia e sovraindebitamento, programmi per la salute visiva e la prevenzione, interventi per la sicurezza stradale e il supporto ai giovani.
“Nel costituire una rete di bene comune la nostra associazione consente di essere un punto di riferimento perchè può declinare le risposte ai bisogni in tantissimi modi – spiega Rossella Vitali, presidente del Consiglio dei Governatori Lions -. Possiamo riunire le grandi associazioni monotematiche in un’ottica di alleanza per il bene comune, anche su terreni diversi, e nel rapporto con le istituzioni possiamo svolgere quel ruolo di sussidiarietà così importante e costituzionalmente garantito”.
Secondo Claudio Chiarenza, presidente del Comitato Organizzatore del Congresso, a Milano i Lions hanno realizzato “un successo di partecipazione. Questo significa che da anni abbiamo cominciato il turn around, ciò che abbiamo seminato negli anni scorsi sta iniziando a dare i primi frutti. La partecipazione è il segnale che effettivamente certe idee sono rientrate nell’humus del terreno lionistico e di conseguenza la partecipazione viene vista come una chiave per fare insieme, anche con una programmazione migliore”.
Nel corso dei lavori ampio spazio anche ai programmi innovativi come Lions Quest, dedicato allo sviluppo delle competenze personali e sociali dei giovani, e alle attività della Fondazione LCIF, motore globale di interventi umanitari.
Il Congresso ha valorizzato il contributo delle nuove generazioni attraverso i Leo Club, protagonisti di sessioni dedicate e della relazione ufficiale sullo stato dell’organizzazione giovanile.
“La nostra associazione prevede molteplici modi per aiutare gli altri localmente, territorialmente, ma anche a livello nazionale e internazionale. Quindi se ci si vuole mettere in gioco per sè stessi e per gli altri, è secondo me la cosa più giusta e più bella che un ragazzo dai dodici ai trent’anni può fare”, ha affermato Alessandro Salvarani Corsetti, presidente del Multidistretto Leo.
Alberto Soci, responsabile formazione del Multidistretto Italia, già presidente del Consiglio dei Governatori Multidistretto Italia, ha ottenuto l’endorsement dell’assemblea per potersi candidare nel 2028 al ruolo di direttore internazionale, per il quale concorrerà con i rappresentanti di altri Paesi.

– foto f12/Italpress –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Cina-Italia, tennistavolo giovanile crea un ponte di amicizia

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KUNMING (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una squadra mista giovanile di tennistavolo della Regione Lombardia è arrivata il 10 luglio al Centro di allenamento sportivo di Beijiaochang, a Kunming, capoluogo della provincia sud-occidentale cinese dello Yunnan, dando il via a un ritiro congiunto di tre giorni e ad alcune amichevoli con la squadra provinciale di tennistavolo dello Yunnan.

La delegazione italiana è guidata e allenata da Wang Xuelan, professionista del tennistavolo originaria dello Yunnan. Dopo il ritiro dalla squadra provinciale, Wang ha dedicato anni allo sviluppo della formazione giovanile in questa disciplina in tutta Italia e alla promozione di questo sport nelle comunità locali. Il suo ritorno in patria crea un ponte unico tra i giovani talenti promettenti del tennistavolo della Lombardia e dello Yunnan, consentendo uno scambio tecnico diretto e un apprendimento reciproco tra gli atleti junior italiani e cinesi.

La squadra lombarda è composta da otto giocatori d’èlite di età compresa tra i 14 e i 18 anni, tutti talenti di punta selezionati attraverso prove regionali, con solide basi tecniche ed esperienza agonistica.

Questo programma di tre giorni di allenamenti e partite amichevoli offre benefici concreti agli scambi giovanili tra Italia e Cina. Gli atleti adolescenti hanno l’opportunità di conoscere in prima persona le differenti filosofie di allenamento e gli approcci tattici di due prestigiose tradizioni del tennistavolo. Al di là dello sviluppo atletico, l’evento rappresenta un’importante piattaforma di scambio culturale per i giovani italiani e cinesi.

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I responsabili del Centro di Beijiaochang hanno sottolineato che in futuro la base continuerà a creare diverse piattaforme di scambio sportivo internazionale. Facendo leva sullo sport come legame di soft power, lo Yunnan continuerà a raccontare al mondo le proprie storie di sport, ad ampliare l’apertura negli sport agonistici giovanili e a promuovere uno sviluppo coordinato attraverso costanti scambi tra i popoli di Italia e Cina.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Med-Or Day, Cavo Dragone “Nato si rafforza, Mediterraneo crocevia strategico”

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ROMA (ITALPRESS) – Il futuro della NATO, il rapporto tra Stati Uniti ed Europa e il ruolo del Mediterraneo sono stati al centro del Med-Or Day 2026, che si è svolto a Roma. L’iniziativa annuale della Med-Or Italian Foundation ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle Forze armate, della diplomazia, delle imprese e del mondo accademico per discutere le principali sfide geopolitiche nel Mediterraneo allargato. “La Nato continua a produrre risultati: gli investimenti crescono e le capacità militari si potenziano. La partecipazione dei partner del Golfo rappresenta un segnale molto forte. Quello che noi vogliamo è che l’Ucraina abbia una struttura tale che non venga invasa dalla Russia. Hanno resistito in maniera straordinaria all’aggressione russa, innovandosi rapidamente e trasformando l’esperienza operativa in nuove capacità, rafforzando la coesione dell’alleanza”, l’intervento dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato. Nella sua veste di più alto rappresentante militare dell’Alleanza, ha offerto una lettura delle trasformazioni in corso e delle priorità strategiche per i Paesi alleati.
“Atlantico-Europa-Mediterraneo. Quale futuro per la NATO?” è stato il titolo scelto per l’edizione 2026. Il confronto ha riguardato la sicurezza del Fianco Sud dell’Alleanza, le crisi in Medio Oriente e Nord Africa e il coordinamento tra la difesa europea e il legame transatlantico. “Il Rapporto Transatlantico si sta evolvendo e la capacità delle democrazie di rafforzarsi dopo le crisi è la lezione più importante che abbiamo imparato in 80 anni di Nato. Il Mediterraneo è un crocevia strategico che collega Europa e Asia e in questo spazio convergono le principali sfide alla sicurezza contemporanea: instabilità regionale, competizione geopolitica, terrorismo e immigrazione incontrollata”, ha aggiunto Cavo Dragone, che si è soffermato sull’importanza degli investimenti: “Ogni euro destinato alla difesa è investito in un futuro di pace e sicurezza per i nostri figli e nipoti. Nel mondo la spesa media per sicurezza e difesa è intorno al 5%, non stiamo esagerando ma stiamo recuperando il passo con il mondo in cui viviamo”. La presenza dell’ammiraglio ha confermato il legame tra il Med-Or Day e i temi della sicurezza internazionale. Cavo Dragone aveva già partecipato alla prima edizione dell’evento nel 2021, quando ricopriva l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Marina.
“Trascorriamo una vita a proteggere ciò che abbiamo più caro, investendo tempo ed energie, ma dimentichiamo troppo spesso una verità fondamentale: la nostra sicurezza non può essere separata da quella degli altri. Questa è la più importante lezione strategica che la Nato ha insegnato alle nostre democrazie”, la chiosa di Cavo Dragone sulla sicurezza internazionale.
-foto mec/Italpress-
(ITALPRESS).

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Cina, sviluppato il primo dispositivo bionico al mondo per “comprendere i suoni”

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TIANJIN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Dei ricercatori cinesi hanno sviluppato il primo dispositivo bionico neurale al mondo che consente al cervello delle persone con deficit uditivi di “comprendere” i suoni, anzichè limitarsi semplicemente a “sentirli”.

Il dispositivo, realizzato da un gruppo di ricerca dell’Università di Nankai, nella municipalità settentrionale cinese di Tianjin, propone un innovativo approccio elettronico di sostituzione e riparazione per la ricostruzione dell’udito, andando oltre i tradizionali impianti cocleari.

“Attualmente gli impianti cocleari risolvono soltanto il problema del ‘sentirè. Tuttavia, a causa del loro meccanismo fisso basato su impulsi temporizzati e del numero limitato di elettrodi, restano ancora molto lontani dal sistema uditivo naturale in termini di risoluzione temporale e riconoscimento del parlato in ambienti acustici complessi”, ha spiegato Xu Wentao, responsabile della ricerca presso il College of Electronic and Optical Engineering, in un comunicato stampa diffuso lunedì dall’università.

“Il nostro obiettivo non è soltanto fare in modo che il sistema ‘sentà, ma consentirgli di ‘comprenderè realmente, ovvero di selezionare, elaborare e trasmettere informazioni uditive utili proprio come farebbe un nervo naturale”, ha aggiunto. Secondo Xu, il nuovo dispositivo rappresenta un passo fondamentale nel recupero uditivo, segnando il passaggio dal “recupero della percezione” al “ripristino della funzione”.

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Lo studio, intitolato “Un’interfaccia neuromorfica artificiale per il recupero delle funzioni uditive”, è stato pubblicato online il primo luglio sulla rivista “Nature Materials”.

L’udito non dipende soltanto dalle orecchie, ma anche dal nervo uditivo, che agisce come una sorta di “autostrada” per trasmettere al cervello i segnali sonori. Secondo la ricerca, l’ipoacusia neurosensoriale, una forma di sordità causata dal danneggiamento di questo collegamento, interessa circa il 3% della popolazione mondiale.

I tradizionali impianti cocleari possono convertire i suoni in segnali elettrici, ma continuano a dipendere dalla parte ancora funzionante del nervo uditivo del paziente per completare “l’ultimo tratto” della trasmissione.

Quando il nervo uditivo è gravemente compromesso o assente, “anche gli impianti cocleari più avanzati diventano inefficaci”, ha osservato Xu, sottolineando che proprio questa difficoltà di lunga data potrebbe essere superata grazie alla scoperta del suo gruppo.

Il nuovo dispositivo, descritto come un’”interfaccia neuromorfica” capace di imitare i naturali processi di codifica dei nervi uditivi biologici, integra l’acquisizione dei suoni, la codifica neurale, l’elaborazione semantica e la produzione di segnali bioelettrici in un circuito neurale artificiale completo.

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Il sistema non si limita a rilevare i suoni, ma li filtra, li analizza e li codifica in maniera simile al sistema uditivo naturale, prima di trasmettere al cervello informazioni dotate di significato, ha spiegato il gruppo di ricerca.

“In futuro continueremo le nostre ricerche sulla riparazione neurale e sull’intelligenza bionica, impegnandoci per portare le nostre tecnologie fondamentali dal laboratorio all’impiego clinico e al mercato”, ha dichiarato Xu.

“Ci auguriamo di ottenere ulteriori progressi nel campo delle neuroprotesi, dell’assistenza sanitaria intelligente, delle interfacce cervello-computer e dell’intelligenza incarnata”, ha concluso.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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