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Cronaca

La Voce Pavese – Voghera vince al primo turno, Vigevano e Mortara vanno al ballottaggio

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Voghera conferma Paola Garlaschelli al primo turno, Vigevano e Mortara rinviano la scelta del sindaco al ballottaggio. È questo il dato politico principale che emerge dal voto amministrativo in provincia di Pavia, in una tornata segnata da un’affluenza in calo: alle urne si è recato poco più di un elettore su due, circa sette punti in meno rispetto alla precedente consultazione.

A Voghera il centrodestra festeggia subito. Paola Garlaschelli, sostenuta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Udc e dalle liste civiche Noi Cittadini e Giovani per Voghera, ottiene una riconferma netta con un risultato indicato attorno al 58 per cento. Una vittoria che chiude la partita già al primo turno e consente alla coalizione di proseguire il percorso amministrativo avviato negli ultimi anni.

Nel successo vogherese pesa anche il risultato della Lega, che supera il 22 per cento e si afferma come primo partito in città. Protagonista assoluta è Elena Lucchini, assessore regionale e segretaria cittadina del Carroccio, capace di raccogliere oltre 1.300 preferenze personali. Un dato molto forte, che conferma il suo radicamento nel territorio e il ruolo centrale avuto nella campagna elettorale. Lucchini ha parlato di un risultato di squadra, di fiducia da ripagare con responsabilità e di continuità amministrativa, sottolineando la volontà di ripartire subito dai progetti già avviati e dalle istanze raccolte durante la campagna elettorale.

Scenario completamente diverso a Vigevano, dove il voto apre una fase nuova. Dopo ventisei anni, la Lega non sarà nella stanza dei bottoni della città ducale. Il dato più rilevante è l’esclusione dal ballottaggio di Riccardo Ghia, candidato sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega e Noi Moderati. Al secondo turno, in programma il 7 e l’8 giugno, si sfideranno Paolo Previde Massara, sostenuto da Forza Italia e dalla lista Lab27029, e Rossella Buratti, candidata del centrosinistra unito.

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A Vigevano il risultato ridisegna gli equilibri politici. La Lega crolla al 9,3 per cento, lontanissima dal 27 per cento ottenuto alle amministrative del 2020. Forza Italia diventa il riferimento principale del centrodestra con il 13,1 per cento, davanti a Fratelli d’Italia, fermo attorno al 12. A sorprendere è anche Furio Suvilla con la lista Vigevano Futura, che supera la Lega e si avvicina ai numeri del partito di Giorgia Meloni. Per il centrosinistra, invece, il dato è incoraggiante: la coalizione progressista arriva al 33 per cento e porta Buratti al ballottaggio. Il Partito Democratico si conferma primo partito cittadino con circa il 15 per cento.

Resta aperta la partita decisiva: al secondo turno sarà determinante capire dove si orienteranno gli elettori del centrodestra rimasti senza candidato. Previde Massara parte con un potenziale bacino di consenso ampio nel campo moderato e conservatore, mentre Buratti punta sull’unità del centrosinistra e sulla possibilità di riportare l’area progressista alla guida della città dopo trent’anni.

Anche Mortara andrà al ballottaggio. La sfida sarà tra Farina e Testa, in una competizione che conferma come nei centri principali della provincia il voto non abbia prodotto un quadro uniforme. Se Voghera consegna una vittoria immediata al centrodestra, Vigevano e Mortara rimandano il verdetto e diventano ora i due fronti politici da seguire nelle prossime due settimane.

Nel resto della provincia sono stati eletti anche i sindaci di diversi comuni più piccoli: Macchioni a Vellezzo, Martinelli a Battuda, Vailati a Pizzale, Mutti a Silvano, Garza a Gravellona, Capittini a Pieve del Cairo e Boschetti a Vistarino.

Il voto pavese lascia quindi tre immagini principali: Voghera sceglie la continuità e conferma Garlaschelli al primo turno; Vigevano archivia una lunga stagione politica con il crollo della Lega e un ballottaggio inedito; Mortara resta sospesa fino al secondo turno. Sullo sfondo, il dato dell’affluenza segnala una partecipazione in calo e una distanza crescente tra elettori e urne, elemento che peserà anche nella corsa finale verso i ballottaggi del 7 e 8 giugno.

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Cina-Italia, tennistavolo giovanile crea un ponte di amicizia

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KUNMING (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Una squadra mista giovanile di tennistavolo della Regione Lombardia è arrivata il 10 luglio al Centro di allenamento sportivo di Beijiaochang, a Kunming, capoluogo della provincia sud-occidentale cinese dello Yunnan, dando il via a un ritiro congiunto di tre giorni e ad alcune amichevoli con la squadra provinciale di tennistavolo dello Yunnan.

La delegazione italiana è guidata e allenata da Wang Xuelan, professionista del tennistavolo originaria dello Yunnan. Dopo il ritiro dalla squadra provinciale, Wang ha dedicato anni allo sviluppo della formazione giovanile in questa disciplina in tutta Italia e alla promozione di questo sport nelle comunità locali. Il suo ritorno in patria crea un ponte unico tra i giovani talenti promettenti del tennistavolo della Lombardia e dello Yunnan, consentendo uno scambio tecnico diretto e un apprendimento reciproco tra gli atleti junior italiani e cinesi.

La squadra lombarda è composta da otto giocatori d’èlite di età compresa tra i 14 e i 18 anni, tutti talenti di punta selezionati attraverso prove regionali, con solide basi tecniche ed esperienza agonistica.

Questo programma di tre giorni di allenamenti e partite amichevoli offre benefici concreti agli scambi giovanili tra Italia e Cina. Gli atleti adolescenti hanno l’opportunità di conoscere in prima persona le differenti filosofie di allenamento e gli approcci tattici di due prestigiose tradizioni del tennistavolo. Al di là dello sviluppo atletico, l’evento rappresenta un’importante piattaforma di scambio culturale per i giovani italiani e cinesi.

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I responsabili del Centro di Beijiaochang hanno sottolineato che in futuro la base continuerà a creare diverse piattaforme di scambio sportivo internazionale. Facendo leva sullo sport come legame di soft power, lo Yunnan continuerà a raccontare al mondo le proprie storie di sport, ad ampliare l’apertura negli sport agonistici giovanili e a promuovere uno sviluppo coordinato attraverso costanti scambi tra i popoli di Italia e Cina.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Med-Or Day, Cavo Dragone “Nato si rafforza, Mediterraneo crocevia strategico”

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ROMA (ITALPRESS) – Il futuro della NATO, il rapporto tra Stati Uniti ed Europa e il ruolo del Mediterraneo sono stati al centro del Med-Or Day 2026, che si è svolto a Roma. L’iniziativa annuale della Med-Or Italian Foundation ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle Forze armate, della diplomazia, delle imprese e del mondo accademico per discutere le principali sfide geopolitiche nel Mediterraneo allargato. “La Nato continua a produrre risultati: gli investimenti crescono e le capacità militari si potenziano. La partecipazione dei partner del Golfo rappresenta un segnale molto forte. Quello che noi vogliamo è che l’Ucraina abbia una struttura tale che non venga invasa dalla Russia. Hanno resistito in maniera straordinaria all’aggressione russa, innovandosi rapidamente e trasformando l’esperienza operativa in nuove capacità, rafforzando la coesione dell’alleanza”, l’intervento dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del Comitato militare della Nato. Nella sua veste di più alto rappresentante militare dell’Alleanza, ha offerto una lettura delle trasformazioni in corso e delle priorità strategiche per i Paesi alleati.
“Atlantico-Europa-Mediterraneo. Quale futuro per la NATO?” è stato il titolo scelto per l’edizione 2026. Il confronto ha riguardato la sicurezza del Fianco Sud dell’Alleanza, le crisi in Medio Oriente e Nord Africa e il coordinamento tra la difesa europea e il legame transatlantico. “Il Rapporto Transatlantico si sta evolvendo e la capacità delle democrazie di rafforzarsi dopo le crisi è la lezione più importante che abbiamo imparato in 80 anni di Nato. Il Mediterraneo è un crocevia strategico che collega Europa e Asia e in questo spazio convergono le principali sfide alla sicurezza contemporanea: instabilità regionale, competizione geopolitica, terrorismo e immigrazione incontrollata”, ha aggiunto Cavo Dragone, che si è soffermato sull’importanza degli investimenti: “Ogni euro destinato alla difesa è investito in un futuro di pace e sicurezza per i nostri figli e nipoti. Nel mondo la spesa media per sicurezza e difesa è intorno al 5%, non stiamo esagerando ma stiamo recuperando il passo con il mondo in cui viviamo”. La presenza dell’ammiraglio ha confermato il legame tra il Med-Or Day e i temi della sicurezza internazionale. Cavo Dragone aveva già partecipato alla prima edizione dell’evento nel 2021, quando ricopriva l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Marina.
“Trascorriamo una vita a proteggere ciò che abbiamo più caro, investendo tempo ed energie, ma dimentichiamo troppo spesso una verità fondamentale: la nostra sicurezza non può essere separata da quella degli altri. Questa è la più importante lezione strategica che la Nato ha insegnato alle nostre democrazie”, la chiosa di Cavo Dragone sulla sicurezza internazionale.
-foto mec/Italpress-
(ITALPRESS).

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Cina, sviluppato il primo dispositivo bionico al mondo per “comprendere i suoni”

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TIANJIN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Dei ricercatori cinesi hanno sviluppato il primo dispositivo bionico neurale al mondo che consente al cervello delle persone con deficit uditivi di “comprendere” i suoni, anzichè limitarsi semplicemente a “sentirli”.

Il dispositivo, realizzato da un gruppo di ricerca dell’Università di Nankai, nella municipalità settentrionale cinese di Tianjin, propone un innovativo approccio elettronico di sostituzione e riparazione per la ricostruzione dell’udito, andando oltre i tradizionali impianti cocleari.

“Attualmente gli impianti cocleari risolvono soltanto il problema del ‘sentirè. Tuttavia, a causa del loro meccanismo fisso basato su impulsi temporizzati e del numero limitato di elettrodi, restano ancora molto lontani dal sistema uditivo naturale in termini di risoluzione temporale e riconoscimento del parlato in ambienti acustici complessi”, ha spiegato Xu Wentao, responsabile della ricerca presso il College of Electronic and Optical Engineering, in un comunicato stampa diffuso lunedì dall’università.

“Il nostro obiettivo non è soltanto fare in modo che il sistema ‘sentà, ma consentirgli di ‘comprenderè realmente, ovvero di selezionare, elaborare e trasmettere informazioni uditive utili proprio come farebbe un nervo naturale”, ha aggiunto. Secondo Xu, il nuovo dispositivo rappresenta un passo fondamentale nel recupero uditivo, segnando il passaggio dal “recupero della percezione” al “ripristino della funzione”.

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Lo studio, intitolato “Un’interfaccia neuromorfica artificiale per il recupero delle funzioni uditive”, è stato pubblicato online il primo luglio sulla rivista “Nature Materials”.

L’udito non dipende soltanto dalle orecchie, ma anche dal nervo uditivo, che agisce come una sorta di “autostrada” per trasmettere al cervello i segnali sonori. Secondo la ricerca, l’ipoacusia neurosensoriale, una forma di sordità causata dal danneggiamento di questo collegamento, interessa circa il 3% della popolazione mondiale.

I tradizionali impianti cocleari possono convertire i suoni in segnali elettrici, ma continuano a dipendere dalla parte ancora funzionante del nervo uditivo del paziente per completare “l’ultimo tratto” della trasmissione.

Quando il nervo uditivo è gravemente compromesso o assente, “anche gli impianti cocleari più avanzati diventano inefficaci”, ha osservato Xu, sottolineando che proprio questa difficoltà di lunga data potrebbe essere superata grazie alla scoperta del suo gruppo.

Il nuovo dispositivo, descritto come un’”interfaccia neuromorfica” capace di imitare i naturali processi di codifica dei nervi uditivi biologici, integra l’acquisizione dei suoni, la codifica neurale, l’elaborazione semantica e la produzione di segnali bioelettrici in un circuito neurale artificiale completo.

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Il sistema non si limita a rilevare i suoni, ma li filtra, li analizza e li codifica in maniera simile al sistema uditivo naturale, prima di trasmettere al cervello informazioni dotate di significato, ha spiegato il gruppo di ricerca.

“In futuro continueremo le nostre ricerche sulla riparazione neurale e sull’intelligenza bionica, impegnandoci per portare le nostre tecnologie fondamentali dal laboratorio all’impiego clinico e al mercato”, ha dichiarato Xu.

“Ci auguriamo di ottenere ulteriori progressi nel campo delle neuroprotesi, dell’assistenza sanitaria intelligente, delle interfacce cervello-computer e dell’intelligenza incarnata”, ha concluso.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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