Cronaca
Caldo, Di Rosa “Comportamenti corretti per evitare rischi ma senza allarmismi”
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4 settimane fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – “Le ondate di calore meritano certamente attenzione. Il caldo intenso può rappresentare un rischio per la salute, soprattutto quando le temperature elevate persistono per molti giorni consecutivi, ma è importante ricordare che nella maggior parte dei casi, seguendo semplici regole di prevenzione, è possibile evitare conseguenze gravi”. A spiegare come proteggersi dal caldo che nelle prossime settimane si farà più intenso è Enrico Di Rosa, direttore del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica della Asl Roma 1, partendo dal presupposto che “l’informazione corretta e la prudenza sono gli strumenti più efficaci”, evitando di creare “inutili allarmismi”. Sicuramente, ci sono categorie che rischiano più di altre, come anziani e fragili, ma non solo: “Il caldo estremo può affaticare l’organismo di chiunque – spiega Di Rosa -, anche dei giovani e delle persone sane, soprattutto durante attività fisica intensa, sport all’aperto o lavoro sotto il sole. Pensiamo ad esempio ai bambini che giocano all’aperto nelle ore più calde, agli adolescenti che praticano sport, ai lavoratori impegnati nei cantieri, nell’agricoltura o nei servizi urbani”. Tutti, quindi, devono adottare comportamenti adeguati per proteggersi. Ecco alcuni accorgimenti che possono contribuire a ridurre gli effetti negativi delle ondate di calore pubblicati sulle pagine social della Asl Roma 1: bere acqua frequentemente durante la giornata, anche senza avvertire sete; evitare l’esposizione prolungata al sole nelle ore più calde, generalmente tra le 11 e le 18; preferire ambienti freschi e ben ventilati; utilizzare abiti leggeri, chiari e traspiranti; consumare pasti leggeri, ricchi di frutta e verdura; limitare alcolici e bevande eccessivamente zuccherate; ridurre attività fisica intensa nelle ore centrali della giornata. “Sono misure di buon senso che permettono nella grande maggioranza dei casi di affrontare il caldo senza problemi”, avverte Di Rosa che poi ricorda come i bambini siano più esposti a rischi perchè “si disidratano più facilmente rispetto agli adulti e spesso, quando giocano o fanno sport, non percepiscono immediatamente la stanchezza o il bisogno di bere. E’ importante che genitori, educatori e allenatori favoriscano pause frequenti, ombra e idratazione adeguata, evitando attività sportive intense nelle ore più calde”.
Anche i lavoratori esposti al sole o impegnati in attività fisicamente pesanti rappresentano una categoria che richiede particolare attenzione. “Pensiamo a operai, agricoltori, addetti alla logistica, personale stradale o della raccolta rifiuti – ricorda Di Rosa -. In questi casi è fondamentale organizzare il lavoro privilegiando, quando possibile, le ore più fresche della giornata, garantire pause regolari, disponibilità di acqua e aree ombreggiate o climatizzate per il recupero”. Proprio per questo, anche nel Lazio e a Roma sono state recentemente adottate specifiche ordinanze di prevenzione per tutelare la salute dei lavoratori durante le ondate di calore. Le misure prevedono, nei giorni classificati a rischio elevato, la sospensione delle attività lavorative all’aperto con esposizione prolungata al sole nella fascia oraria più critica, indicativamente tra le 12:30 e le 16:00, per alcuni settori particolarmente esposti come edilizia, agricoltura, logistica e consegne. Si tratta di misure importanti di sanità pubblica e prevenzione, che “non devono essere viste come un allarmismo ma come un modo concreto per ridurre il rischio di colpi di calore, disidratazione e malori legati alle alte temperature. La prevenzione nei luoghi di lavoro è essenziale e deve coinvolgere sia i lavoratori sia i datori di lavoro, attraverso una corretta organizzazione delle attività, pause adeguate e il rispetto delle indicazioni di sicurezza”.
Ma quando si verifica un’ondata di calore, gli anziani, le persone con malattie croniche, i pazienti cardiopatici o respiratori, chi assume molte terapie farmacologiche e i soggetti non autosufficienti sono certamente più vulnerabili agli effetti del caldo. Come possono proteggersi? “Con attenzione, monitoraggio e semplici precauzioni si possono prevenire la maggior parte delle complicanze – rassicura Di Rosa -. Particolare attenzione deve, però, essere rivolta alle persone con ridotta autosufficienza, soprattutto se vivono sole o in condizioni di isolamento sociale. In queste situazioni il rischio non dipende soltanto dalle temperature elevate, ma anche dalla difficoltà nel chiedere aiuto, idratarsi correttamente o gestire gli ambienti domestici durante i periodi di caldo intenso”. Per questo è fondamentale attivare reti di sostegno sociale e sanitario che coinvolgano familiari, vicinato, caregiver, medici di medicina generale, servizi territoriali, volontariato e amministrazioni locali. Tra i segnali da non sottovalutare, bisogna prestare attenzione a sintomi come forte debolezza; vertigini; nausea; mal di testa intenso; crampi; confusione; febbre elevata e difficoltà respiratoria. In presenza di questi sintomi è opportuno spostarsi in un luogo fresco, idratarsi e, se necessario, contattare il medico o i servizi di emergenza.
“Il caldo va affrontato con attenzione ma senza paura – ribadisce Di Rosa -. Le ondate di calore sono eventi gestibili se affrontati con consapevolezza e comportamenti adeguati. Proteggersi significa soprattutto ascoltare il proprio corpo, evitare eccessi, mantenersi idratati e prestare particolare attenzione alle persone più vulnerabili. Con semplici precauzioni possiamo ridurre in modo molto significativo i rischi per la salute”, conclude.
– Foto ufficio stampa Roma Asl 1 –
(ITALPRESS).
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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – A fine maggio 2026, la capacità totale installata di produzione di energia elettrica della Cina aveva raggiunto i 4,01 miliardi di chilowatt, come ha dichiarato oggi l’Amministrazione nazionale dell’energia (NEA), aggiungendo che il dato colloca la Cina al primo posto al mondo secondo questo indicatore.
L’energia non fossile è emersa come un importante motore della crescita, e rappresenta il 62% della capacità installata totale alla fine di maggio, in aumento rispetto al 25% del 2010, ha concluso la NEA.
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Cina, a Dalian si è concluso il Summer Davos Forum dedicato all’innovazione
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25 Giugno 2026di
Redazione
DALIAN (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Il Summer Davos Forum 2026 si è concluso oggi nella città nord-orientale cinese di Dalian. Nel corso dell’iniziativa è stato evidenziato come l’innovazione conti più che mai in un’epoca di accelerazione del cambiamento tecnologico e crescente incertezza.
L’evento, noto anche come 17esima edizione della Riunione annuale dei nuovi campioni del World Economic Forum (WEF), si è svolto all’insegna del tema “Innovare su larga scala”. In programma dal 23 al 25 giugno, ha riunito oltre 1.700 partecipanti da più di 90 Paesi e regioni per discutere modi per trasformare l’innovazione in posti di lavoro migliori, economie più solide e nuove opportunità di crescita.
Nelle sale conferenze e durante le sessioni, le discussioni hanno spaziato dall’intelligenza artificiale e dalla robotica umanoide alla tecnologia quantistica, alla biomedicina, alla manifattura avanzata e alle industrie verdi. Molti di questi settori sono anche ambiti in cui la Cina è emersa come innovatore e partner sempre più importante nella cooperazione internazionale.
Lo sviluppo guidato dall’innovazione è la chiave della resilienza economica a lungo termine e della crescita stabile della Cina, ha affermato il primo ministro cinese Li Qiang intervenendo alla sessione plenaria di apertura del forum.
“Per lo sviluppo globale, il concetto di ‘Opportunità della Cina 2.0’ implica un accesso più ampio alle tecnologie avanzate e una più ampia condivisione dei benefici di sviluppo”, ha dichiarato il primo ministro, aggiungendo che la cooperazione guidata dall’innovazione è una scelta inevitabile per superare il dilemma della crescita globale.
“Mentre il panorama geopolitico diventa più frammentato, le innovazioni restano profondamente interconnesse”, ha affermato Mirek Dusek, direttore generale del WEF, alla cerimonia di chiusura. “Ciò di cui il mondo ha ora bisogno sono l’architettura degli investimenti, i quadri politici e la cooperazione internazionale necessari per dispiegarle con grande rapidità e su larga scala”.
Dusek ha inoltre annunciato che il prossimo Summer Davos si terrà nel 2027 nella città portuale di Tianjin, nella Cina settentrionale.
Istituito dal WEF nel 2007, l’evento si tiene ogni anno in Cina, alternandosi tra le due città portuali di Tianjin e Dalian.
(ITALPRESS).
Cronaca
Italia-Francia, Meloni “Fondamentali per un’Europa capace di affrontare sfide”
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3 ore fa-
25 Giugno 2026di
Redazione
ANTIBES (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Oggi non celebriamo solo un’amicizia storica, affermiamo una comune consapevolezza, cioè che Italia e Francia sono due nazioni fondamentali per costruire un’Europa che sia davvero capace di affrontare le sfide difficili, di fronte alle quali la storia le pone ed è il compito che noi cerchiamo, con umiltà, ma con determinazione, di portare a termine e sul quale continueremo a lavorare insieme, se possibile anche meglio di come abbiamo fatto fino ad ora”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa al termine del vertice intergovernativo tra Italia e Francia a Cap d’Antibes. “Senza Italia e Francia, l’Europa e l’Occidente non sarebbero quello che sono. Siamo due grandi nazioni fondatrici dell’Europa con interessi convergenti in moltissimi campi, con complementarietà srategica da un punto di vista economico, politico, industriale, culturale e sociale”, prosegue la premier. La Francia e l’Italia condividono interessi, convinzioni e spesso anche progetti comuni. Questo lavoro si basa su una ricca e solida cooperazione bilaterale e questo vertice dimostra la solidità delle partnership, dei progetti e degli investimenti che rappresentano la realtà del rapporto fra Italia e Francia. Gli accordi che sono stati firmati lo dimostrano, così come gli accordi fermati fra le nostre aziende”, ricorda. I due Paesi si stanno concentrando “soprattutto sulle materie più strategiche, sulle materie che hanno un alto valore e un’alta componente tecnologica, come la difesa – ad esempio il sistema Samp-T, l’unico sistema europeo di difesa aerea antimissile a lungo raggio, progettato e costruito interamente in Europa -, e anche lo spazio, che è un settore dove possiamo fare la differenza”, aggiunge Meloni. “Vogliamo potenziare la nostra collaborazione nell’ambito della space economy: Italia e Francia possono vantare nel settore una filiera industriale all’avanguardia, oltre ad essere le uniche due nazioni europee ad avere un accesso autonomo allo spazio. E’ un ambito in cui possiamo fare la differenza e che ha ancora enormi potenzialità”. In particolare, “la collaborazione sulla gestione dei flussi migratori è fondamentale tra due nazioni come le nostre, se vogliamo essere efficaci nel contrasto all’immigrazione illegale e al traffico di esseri umani. Noi cooperiamo efficacemente sul tema da molto tempo, ma con le nuove regole europee potremo farlo con risultati ancora migliori. Dobbiamo essere contenti dei risultati che sta già dando un nuovo approccio europeo alla materia e al governo della migrazione: abbiamo assistito a un’ulteriore diminuzione del 40% degli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione Europea, quindi siamo sulla buona strada”, ribadisce Meloni. Nell’ambito del negoziato sul prossimo bilancio europeo “Italia e Francia concordano sul fatto che le nuove priorità europee non possano essere finanziate a scapito della Politica agricola comune e della Coesione. PAC e coesione non sono retaggi del passato, sono precondizioni senza le quali semplicemente è inutile parlare di competitività o di autonomia strategica”. La premier poi, sollecitata dalle domande dei giornalisti, è tornata sulle affermazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte. “Non abbiamo partecipato al conflitto in Iran, del resto se avessimo partecipato al conflitto in Iran non si spiegherebbe questa delusione che viene reiterata molto spesso dal parte del Presidente americano. Abbiamo rispettato i nostri impegni, cedendo le basi per attività che non erano cinetiche, ma che erano di natura logistica e tecnica”. Rutte “nella sua entusiastica ricostruzione, ha messo insieme cose che in realtà sono diverse tra loro, confondendo la tipologia dei voli autorizzati. Lui stesso poi ha corretto e puntualizzato, il Ministro Tajani ha parlato oggi con il suo omologo iraniano e, anche da parte iraniana, mi pare che si sia compreso che c’è stata un’incomprensione. In ogni caso credo che si debba essere prudenti quando si parla di queste materie”, chiosa Meloni. L’Italia comunque continuerà “a dare una mano nell’intesa tra Stati Uniti e Iran, soprattutto per garantire la libertà di navigazione dello stretto di Hormuz, che è una priorità strategica per tutti. Su questo siamo a lavoro, anche in vista del prossimo vertice della Nato”. Preoccupa però “la drammatica situazione di Gaza e della Cisgiordania, siamo altrettanto attenti sulla crisi in Libano, dove Italia e Francia possono fare assolutamente la differenza, sono due nazioni impegnate da sempre per la pace e la stabilità. A fine anno terminerà la missione UNIFIL ed è necessario, dal nostro punto di vista, garantire una presenza internazionale che scongiuri un pericolosissimo vuoto di sicurezza ed è la ragione per la quale, insieme, abbiamo deciso di lanciare una coalizione per il sostegno del Libano post-UNIFIL, magari anche immaginando presto una conferenza internazionale”. Infine “l’obiettivo è capire come si possa contribuire al meglio al sostegno dell’Ucraina e come si possa accompagnare al meglio un processo per una pace giusta e duratura per questa nazione martoriata. Constatiamo che, a fronte di una ripetuta disponibilità di Kiev al negoziato, da parte russa, invece, si continua a rifiutare il dialogo, ponendo precondizioni che sono oggettivamente irricevibili. In questo complesso contesto, matura con sempre maggiore convinzione la consapevolezza che vi debba essere spazio per un ruolo dell’Europa, partendo dal presupposto che sia il percorso per la pace, sia il futuro assetto post-conflitto, si associano ad interessi fondamentali del nostro continente”, conclude Meloni.
(ITALPRESS).
– foto: Ipa Agency –


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