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Cronaca

Basso “Più pensiero critico per prendere buone decisioni”

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MILANO (ITALPRESS) – Pensiero critico, problem solving, democrazie da coltivare e un mercato europeo delle telecomunicazioni ancora tutto da costruire. Roberto Basso, direttore Relazioni Esterne e Sostenibilità di WindTre, traccia un percorso articolato tra competenze umane e sfide digitali in un’intervista a Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress, partendo dal suo libro “Pensare blu – Dal pensiero critico al problem solving”, edizioni Luiss.
Al centro della riflessione di Basso c’è il concetto che ha anche dato il titolo al libro: “Pensare blu è una modalità di pensiero che ci permette di distaccarci dalla propensione ad affidarci all’istinto – spiega -. L’istinto è fondamentale, ci permette di affrontare le urgenze, ma è un retaggio del fatto che siamo animali. Siamo biologicamente molto evoluti, ma siamo ancora quelle scimmie che non troppi anni fa si arrampicavano sugli alberi per sopravvivere”. Il blu evoca il cielo, il mare, gli spazi ampi – sottolinea Basso citando anche la psicologia – che favoriscono la riflessività in contrapposizione all’agire immediato e istintivo. “Quando non c’è bisogno di decidere nell’urgenza, è meglio prenderci il tempo utile a decidere bene”. Pensiero critico, dunque, come antidoto all’automatismo. “E’ quella facoltà che ci permette di riconoscere che ciò che vediamo non è necessariamente vero, che le informazioni di cui disponiamo potrebbero essere infondate”, prosegue Basso. “Se vogliamo decidere bene – e bene vuol dire qualcosa che abbia effetto e quindi un rapporto con la verità – abbiamo bisogno di pensiero critico”. Non si tratta, però, soltanto di una questione individuale. C’è una dimensione collettiva e politica che Basso mette bene a fuoco: “Le democrazie sono fragili, vanno coltivate, e per farlo abbiamo bisogno di più pensiero critico”.
L’epoca attuale è caratterizzata da incertezza e ambiguità. I deepfake, il ruolo dei social media nel polarizzare l’opinione pubblica, l’intelligenza artificiale capace di generare contenuti indistinguibili dalla realtà: tutto questo, secondo Basso, crea un ambiente nel quale il pensiero critico si affievolisce pericolosamente. “Una volta dicevamo “Non posso credere ai miei occhi” per dire che qualcosa era incredibile. Oggi sappiamo che tutto quello che vediamo riprodotto in un video può essere frutto di pura invenzione, di intelligenza artificiale o di computer grafica”. Da qui la necessità di imparare a valutare le fonti, a riconoscere chi parla, a “pesare le opinioni e non solo a contarle”.
A questo scenario si aggiunge un altro fenomeno su cui Basso richiama l’attenzione: il “brainfog, l’annebbiamento mentale che sta colpendo in modo crescente le generazioni più giovani. “Usiamo tanto le macchine che finiamo per pensarci come le macchine. Ma una macchina puoi mettere in On e Off: l’uomo non è così. L’uomo ha i suoi tempi, le sue relazioni, le sue sofferenze, le sue aspirazioni”. Se non si recupera il proprio essere nel presente – con il corpo, con la fisicità – si rischia uno spiazzamento che può avere “conseguenze traumatiche”.
Ma come si coltiva concretamente il pensiero critico? Basso fa una distinzione importante tra competenza e attitudine. “Il problem solving è una disciplina che si può studiare. Esistono tecniche che si possono apprendere per affrontare i problemi in modo razionale. Il pensiero critico, invece, è un’attitudine e una disposizione: non basta studiarlo su un libro”.
Per questo il suo approccio didattico alla Luiss Business School parte dalla concretezza, da problemi reali tratti dal management o dalla gestione della cosa pubblica: “Se partiamo dalla concretezza dei problemi, a ritroso possiamo scoprire perchè il pensiero critico ci aiuta ad affrontarli bene”.
Dal pensiero critico al mercato europeo delle telecomunicazioni: “E’ uno degli obiettivi del mercato unico Ue. Oggi abbiamo invece 27 mercati frammentati”. Una frammentazione che pesa su un settore che non gode di buona salute e che è al tempo stesso infrastruttura fondamentale per l’industria manifatturiera italiana ed europea. C’è una proposta della Commissione Europea in itinere, che potrebbe concludere il proprio iter legislativo entro la fine del prossimo anno. “Spero che la politica europea abbia il coraggio di muovere alcune leve fondamentali per rilanciare questa piattaforma”, conclude Basso.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Nascondeva cocaina dietro le statuette religiose, 29enne arrestato a Milano / Video

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MILANO (ITALPRESS) – La Polizia di Stato di Milano ha arrestato un italiano di 29 anni per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio e ha sequestrato circa 107 grammi di cocaina nascosti all’interno di un altarino dietro delle statuette religiose.

Gli agenti Squadra Investigativa del Commissariato Greco Turro, durante il servizio di controllo del territorio volto al contrasto dello spaccio di droga, in via Ponale, hanno fermato il 29enne a bordo di un monopattino elettrico il quale, sin dalle fasi iniziali dell’accertamento, si è mostrato particolarmente nervoso. I poliziotti, insospettiti, hanno trovato il giovane con 65 euro in contanti e hanno proceduto successivamente alla perquisizione presso il suo domicilio in via Antonio Lissoni.

All’interno dell’appartamento, agli agenti di via Francesco Perotti, hanno sequestrato una busta contenente circa 107 grammi di cocaina, occultati dietro un altarino allestito con delle statue religiose; inoltre sono stati rinvenuti anche un bilancino di precisione, materiale per il confezionamento oltre a 4.000 euro in contanti e un block notes con diversi appunti scritti.

 

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– Foto screenshot video Polizia di Stato –
(ITALPRESS).

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Legge elettorale, Tajani “Le preferenze non sono la chiave di tutto”

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ROMA (ITALPRESS) – “Per noi andava bene la legge così come era stata approvata alla Camera. Se ci saranno degli emendamenti li esamineremo, valuteremo, i nostri gruppi parlamentari si riuniranno, studieranno le proposte e poi decideranno come votare la proposta che eventualmente verrà fatta dai nostri alleati, senza pregiudizi ma senza costrizioni”. Così il vicepremier, ministro degli Esteri e segretario di Fi, Antonio Tajani, ospite a Radio Anch’io su Radio1 Rai, sulla possibilità che Forza Italia sia disposta a votare a favore di un eventuale nuovo emendamento sulle preferenze per la legge elettorale. “Si trova sempre nell’ambito del centrodestra una soluzione che garantisca l’unità di una coalizione che ha fondato Silvio Berlusconi e che punta a continuare a governare garantendo stabilità a questo Paese, così come vuole la legge di riforma che stiamo facendo. Le preferenze non sono una chiave di tutto, l’importante è garantire stabilità a un Paese che grazie alla stabilità ha visto crescere l’economia”, ha aggiunto. Quanto alla posizione di Vannacci, secondo Tajani “ha abbandonato il centrodestra e ha formato un partito che vota costantemente insieme alla Schlein e Conte e vuole far cadere il governo di centrodestra, quindi è lui che si è posto fuori. Io non mi preoccupo tanto di questo, mi preoccupo semmai di quello che dobbiamo fare noi per dare risposte concrete ai cittadini a cominciare dalla riduzione della pressione fiscale”, ha chiosato.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

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Cronaca

Gli Usa impongono nuovi dazi fino al 12,5% a oltre 60 partner commerciali

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WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – L’amministrazione del presidente americano Donald Trump, introdurrà da oggi una nuova tornata di dazi compresi tra il 10% e il 12,5% sulle importazioni provenienti da oltre 60 partner commerciali degli Stati Uniti.
La misura, annunciata dall’Ufficio del Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti (USTR), viene giustificata con la necessità di contrastare il ricorso al lavoro forzato nelle catene di approvvigionamento globali. I nuovi dazi interesseranno oltre il 99% degli scambi commerciali degli Stati Uniti e coinvolgeranno sia alleati storici, tra cui Unione europea, Regno Unito, Giappone, Corea del Sud e Canada, sia grandi economie come Cina, India e Brasile. Il piano prevede un sistema differenziato: ai Paesi ritenuti dotati di adeguate misure contro il lavoro forzato sarà applicata un’aliquota del 10%, mentre per quelli considerati non conformi la tariffa salirà al 12,5%. L’India, secondo l’amministrazione americana, è riuscita a ottenere l’aliquota più bassa dopo aver approvato una normativa a tutela dei lavoratori, anche se Washington ritiene che molti dei Paesi interessati continuino a non garantire standard sufficienti.
Le nuove misure sostituiranno le tariffe globali temporanee del 10% in scadenza, introdotte dopo che la Corte Suprema aveva annullato gran parte dei dazi imposti dall’amministrazione nei mesi scorsi. Per sostenere giuridicamente il nuovo impianto tariffario, la Casa Bianca ha fatto ricorso alla Section 301 del Trade Act del 1974, ritenuta una base normativa più solida.
Sono previste alcune esenzioni per beni non prodotti negli Stati Uniti, oltre che per petrolio, gas e fertilizzanti. Restano inoltre esclusi acciaio, alluminio e settore automobilistico, già soggetti a specifiche misure tariffarie legate alla sicurezza nazionale. Secondo il rappresentante per il Commercio, Jamieson Greer, il provvedimento punta a “ripristinare l’equità nel mercato globale per i lavoratori americani. Da quasi un secolo, gli Stati Uniti vietano l’importazione di merci prodotte con il lavoro forzato e applicano rigorosamente questa legge. E’ giunto il momento che anche i nostri partner commerciali facciano lo stesso. Entrambi gli schieramenti politici chiedono interventi contro le pratiche di lavoro forzato all’estero che danneggiano i lavoratori e le imprese americane”.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

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