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Economia

SACE al Parliamentary Economic Forum di Marrakech, focus su investimenti tra Italia e Mediterraneo

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ROMA (ITALPRESS) – Una delegazione di SACE guidata dal Presidente Guglielmo Picchi e da Lorenzo Tagliaferri, Rappresentante SACE per il Marocco e l’Africa Occidentale con sede a Rabat, ha preso parte al PAM Parliamentary Economic Forum di Marrakech, appuntamento internazionale promosso dall’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (PAM) che riunisce rappresentanti istituzionali, governi, organizzazioni internazionali e stakeholder economici per discutere opportunità di cooperazione, sviluppo e investimento nell’area euro-mediterranea e africana. Nel corso della sessione inaugurale, il Presidente Picchi ha illustrato il ruolo di SACE quale partner strategico del Sistema Paese a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane e della cooperazione economica internazionale, evidenziando l’importanza di rafforzare il dialogo tra istituzioni, settore privato e comunità finanziaria per favorire crescita sostenibile, investimenti e nuove opportunità di collaborazione tra Italia, Mediterraneo e Africa. A margine del Forum, la delegazione di SACE ha incontrato Karim Zidane, Ministro delegato presso il Capo del Governo del Regno del Marocco incaricato degli Investimenti, della Convergenza e della Valutazione delle Politiche Pubbliche. Nel corso del colloquio sono state approfondite le prospettive di collaborazione economica tra Italia e Marocco e le opportunità di investimento nei settori di comune interesse. La missione ha inoltre consentito di incontrare l’Onorevole Giulio Centemero, Presidente dell’Assemblea Parlamentare del Mediterraneo (PAM), con il quale sono stati approfonditi i temi della cooperazione economica regionale, del sostegno agli investimenti e del rafforzamento delle relazioni tra Europa, Mediterraneo e Africa.

Nel corso della visita si è svolto anche un incontro con S.E. Mohammed Ahmed Al Yamahi, Presidente del Parlamento Arabo, insieme a rappresentanti istituzionali provenienti da Emirati Arabi Uniti, Marocco, Iraq, Yemen, Libia e Oman. Il confronto si è concentrato sulle prospettive di sviluppo economico, sul rafforzamento della cooperazione regionale e sul ruolo del settore privato quale motore di crescita e stabilità nell’area mediterranea e mediorientale. La delegazione di SACE ha inoltre avuto occasione di confrontarsi con rappresentanti dell’Associazione Bancaria Italiana (ABI), di Intesa Sanpaolo e con imprese italiane attive in Marocco, approfondendo le prospettive di crescita del mercato marocchino, le esigenze delle aziende presenti sul territorio e le opportunità di collaborazione nei principali settori strategici. Gli incontri hanno rappresentato un’importante occasione per consolidare il dialogo con partner istituzionali ed economici della regione e confermare l’impegno di SACE nel favorire investimenti, sostenere la crescita delle imprese italiane e rafforzare le connessioni economiche tra l’Italia e i mercati ad alto potenziale del Mediterraneo e dell’Africa. La missione conferma il ruolo di SACE quale abilitatore della crescita internazionale delle imprese italiane e partner di riferimento per la realizzazione di progetti e investimenti nei mercati strategici del Mediterraneo allargato e del continente africano, contribuendo a trasformare il dialogo istituzionale e le relazioni economiche in opportunità concrete per il sistema produttivo italiano.

– foto ufficio stampa SACE –

(ITALPRESS).

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Economia

Saldi, ad agosto vendite in calo del 2,6% rispetto al 2025

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ROMA (ITALPRESS) – Dopo una partenza positiva a luglio, i saldi estivi hanno perso progressivamente slancio, chiudendo agosto con un calo medio delle vendite del 2,6% in valore rispetto allo stesso mese del 2025. È quanto emerge dal monitoraggio di Federazione Moda Italia-Confcommercio sulle imprese associate.

Il quadro resta però diversificato: il 55% delle attività ha registrato vendite stabili (37%) o in crescita (18%), mentre il 45% ha segnalato una diminuzione. A pesare, secondo Federazione Moda Italia, sono la debolezza dei consumi, l’aumento dei costi di gestione ed energia, i margini ridotti e la concorrenza, oltre al caldo eccezionale che avrebbe frenato gli acquisti. “Il problema non sono i saldi, ma la debolezza dei consumi“, sottolinea il presidente Giulio Felloni, che lancia l’allarme sul rischio di una nuova accelerazione della desertificazione commerciale. Federazione Moda Italia chiede quindi interventi a sostegno dei negozi indipendenti, tra cui voucher per gli acquisti, credito d’imposta sugli affitti, svalutazione delle rimanenze e una Giornata Nazionale della Moda Italiana.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Osservatorio Confcom sulle esperienze culturali: per gli italiani si allargano i confini, non solo arte e musei

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ROMA (ITALPRESS) – Per gli italiani la cultura non è più legata soltanto a tradizione e patrimonio, ma comprende anche natura, scienza, creatività ed enogastronomia. È quanto emerge dall’Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia di Impresa Cultura Italia-Confcommercio, realizzato con SWG. Musei, siti storici e spettacoli teatrali restano le esperienze più associate alla cultura, ma nella percezione degli italiani entrano anche parchi naturali, conferenze scientifiche, mostre immersive, laboratori creativi ed enogastronomia. Per il 91% un’esperienza culturale deve trasmettere conoscenza e stimolare curiosità, per l’89% generare emozioni e per l’88% mettere in contatto con storia e tradizioni, oltre a divertire. Quanto all’identità culturale italiana, al primo posto c’è cucina ed enogastronomia, citata dal 65% degli intervistati. Seguono paesaggio e natura (50%), patrimonio archeologico (49%), arte e artisti (32%), moda e design (24%). Nell’immaginario degli italiani, dunque, la cultura del Paese parte dalla tavola, prima ancora che da arte e patrimonio.

“Lo sguardo degli italiani sulla cultura – dichiara Carlo Fontana, Presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio – si amplia e conferma la centralità del territorio, con le sue comunità, competenze e imprese. È qui che la cultura prende forma e diventa patrimonio individuale e collettivo: lo stesso riconoscimento UNESCO della cucina italiana è la prova di questa capacità di farsi esperienza. Questa evoluzione va ora tradotta in una strategia unitaria, volta a ricomporre la filiera allargata e interconnessa della cultura e a dotarla di risorse e strumenti coerenti, perché possa esprimere pienamente il proprio potenziale. Se il modo in cui i cittadini definiscono e vivono la cultura diventa più personale e legato all’identità dei luoghi, devono adeguarsi anche le politiche con cui la misuriamo, la finanziamo e la rendiamo accessibile”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

L’Opas di Poste su Tim prosegue fino al 25 settembre

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ROMA (ITALPRESS) – Il periodo di adesione all’opas di Poste su Tim sarà riaperto per cinque giorni di Borsa aperta e, precisamente, per le sedute del 21, 22, 23, 24 e 25 settembre 2026. Lo comunica Poste Italiane, aggiunegndo che per l’effetto, gli azionisti dell’emittente che non abbiano aderito all’offerta durante il periodo di adesione potranno aderire alla stessa durante la riapertura dei termini.

L’offerente corrisponderà a ciascun azionista TIM che abbia aderito all’offerta durante la riapertura dei termini il medesimo corrispettivo unitario incrementato alla data di pagamento della riapertura dei termini e, quindi, il 2 ottobre. Sulla base dei risultati provvisori comunicati dagli intermediari incaricati del coordinamento della raccolta delle adesioni, alla data odierna, risultano portate in adesione all’offerta 993.608.722 azioni TIM, pari a circa il 46,523% del capitale sociale dell’emittente e al 58,230% delle azioni oggetto dell’offerta.

L’offerente non ha acquistato azioni TIM al di fuori dell’offerta nel periodo intercorrente tra la data del documento di offerta e la data odierna. Tenuto conto delle 993.608.722 azioni TIM portate in adesione all’offerta durante il periodo di adesione secondo i risultati provvisori sopra indicati (pari a circa il 46,523% del capitale sociale di TIM) e delle 429.363.990 azioni TIM già detenute dall’offerente (pari a circa il 20,104% del capitale sociale di TIM) e costituenti la partecipazione Poste, ove i risultati provvisori dell’pfferta venissero confermati, l’offerente verrà a detenere complessivamente 1.422.972.712 azioni TIM, pari a circa il 66,627% del capitale sociale di TIM.

– Foto Ipa Agency –

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