Economia
Mario Orfeo si dimette da Repubblica, dal 9 settembre sarà il direttore editoriale di QN Media
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1 mese fa-
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Mario Orfeo si è dimesso da direttore di Repubblica. Dal prossimo 9 settembre sarà il direttore editoriale di QN Media (già Editoriale Nazionale), il gruppo che detiene i quotidiani il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno e QN. Nel nuovo ruolo, Mario Orfeo affiancherà l’editore, Leonardo Maria Del Vecchio, e l’amministratore delegato, Gabriele Benedetto, “nel percorso di crescita del gruppo, con una funzione di indirizzo e di coordinamento della strategia editoriale e dei nuovi progetti di sviluppo”, si legge in una nota, che prosegue: “Il progetto di Leonardo Maria Del Vecchio punta a ridisegnare il posizionamento dell’intero gruppo editoriale a partire dal nuovo QN, in arrivo il prossimo autunno, che evolverà in una testata di opinione di fascia alta, autorevole, capace di parlare anche a un pubblico giovane, con un linguaggio contemporaneo”.
Agnese Pini è confermata direttrice responsabile delle testate del gruppo e “contribuirà all’ambizioso progetto di rilancio del nuovo QN: una testata completamente rinnovata, con una veste grafica ispirata ai principali quotidiani europei, un’impostazione orientata alla leggibilità e alla valorizzazione dei contenuti, e una piattaforma digitale riprogettata da zero insieme al prodotto cartaceo”.
Allo stesso tempo, la visione dell’editore si traduce in una “nuova architettura del gruppo che punta a rendere ogni testata locale più identitaria e riconoscibile: Il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno manterranno ciascuno il loro ruolo centrale nell’informazione regionale, rafforzando il radicamento nei rispettivi territori”.
Mario Orfeo, 60 anni, è direttore di Repubblica dal 2024, è l’unico giornalista nella storia della Rai ad aver diretto i tre principali telegiornali della tv di stato (Tg1, Tg2, Tg3), di cui è stato amministratore delegato nella stagione 2017-2018. Prima ha diretto Il Mattino e Il Messaggero.
GEDI “AUGURI A ORFEO, STORIA DI REPUBBLICA PROSEGUE”
“Prendiamo atto della decisione di Mario Orfeo e desideriamo ringraziarlo per il lavoro svolto con professionalità e dedizione, rivolgendogli i migliori auguri di successo per il prosieguo del suo percorso professionale. La storia cinquantennale di la Repubblica proseguirà nel solco della sua tradizione di qualità dell’informazione, forte del valore dei suoi giornalisti e di un piano di investimenti e crescita su cui il gruppo è al lavoro”. Così in una nota il gruppo Gedi.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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Economia
Consumi culturali, spesa delle famiglie italiane ai massimi dal dopo pandemia
Pubblicato
6 ore fa-
21 Agosto 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – La spesa delle famiglie italiane per i consumi culturali continua a crescere e raggiunge i 108 euro, in media, al mese (nel 2025 era pari a 94 euro), il valore più alto dell’intera serie post-pandemica e ormai prossimo ai livelli del 2019 (113 euro). Nel paniere dei consumi culturali, le attività più diffuse si confermano, ai primi posti, la fruizione di programmi televisivi, film e serie (92%), l’ascolto della musica (87%) e della radio (82%). È quanto emerge dall’Osservatorio sulle esperienze culturali in Italia realizzato da Impresa Cultura Italia-Confcommercio in collaborazione con SWG.
La lettura mantiene un ruolo significativo: il 65% degli italiani ha letto almeno un libro dall’inizio dell’anno, mentre il 43% ha letto quotidiani in formato cartaceo o digitale a pagamento. Tra le attività che prevedono una spesa diretta, si confermano particolarmente diffuse il cinema (51%), le visite a musei, mostre e siti archeologici (49%), il teatro e gli spettacoli all’aperto (40%) e i concerti dal vivo (35%). Parallelamente aumenta l’interesse per i weekend culturali e oltre un italiano su due sarebbe molto interessato a riceverne uno in regalo, mentre il 42% si dichiara molto propenso a regalarlo a una persona cara. I più interessati sono le persone con titolo di studio elevato, le donne e gli over 55. Negli ultimi dodici mesi il 46% degli italiani ha effettuato almeno un weekend culturale, soprattutto fuori dalla propria regione (34%).
La spesa media pro capite sostenuta raggiunge 286,2 euro, in aumento rispetto alla precedente rilevazione (circa 235 euro nel 2025), mentre anche tra chi non ha ancora vissuto questa esperienza (il 54%) emerge una disponibilità di spesa prevista pari a 215,7 euro, segnale di una domanda potenziale ancora significativa. “La crescita dei consumi culturali è un segnale importante: dimostra che la cultura risponde a una domanda reale e rappresenta una leva decisiva per lo sviluppo, l’occupazione e la coesione sociale. Tuttavia, la partecipazione resta segnata da forti divari economici, sociali, generazionali e territoriali. Per questo, accanto al sostegno alle imprese e all’offerta, servono politiche strutturali capaci di rafforzare la domanda e misure concrete, come la detrazione fiscale delle spese per consumi ed esperienze culturali, così da favorire un accesso più ampio e avvicinare nuovi pubblici. – dichiara Carlo Fontana, Presidente di Impresa Cultura Italia-Confcommercio -. L’interesse per i weekend culturali conferma inoltre le potenzialità dell’integrazione tra cultura, turismo e territori: una tendenza che va accompagnata e trasformata in valore diffuso per le comunità e per l’intero Paese”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Bce, a luglio si attenua l’inflazione percepita ma resta alta l’incertezza
Pubblicato
6 ore fa-
21 Agosto 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A luglio, il tasso di inflazione percepita nei 12 mesi precedenti dai consumatori europei è diminuito al 3,5%, dal 3,6% di giugno. Anche le aspettative sull’inflazione per i successivi 12 mesi sono diminuite, passando dal 3,0% al 2,9%, così come quelle relative all’inflazione fra tre anni, scese dal 2,8% al 2,7%. È quanto rileva la Bce nel suo sondaggio mensile sulle aspettative dei consumatori sottolineando, tuttavia, che tra cinque anni sono invece rimaste invariate al 2,4%.
L’incertezza relativa alle aspettative sull’inflazione per i successivi 12 mesi è rimasta invariata e “continua a essere superiore al livello prevalente prima dell’inizio della guerra in Medio Oriente”. Gli intervistati appartenenti ai quintili di reddito più bassi hanno continuato a riportare, in media, percezioni e aspettative di inflazione più elevate rispetto a quelli appartenenti ai quintili di reddito più alti. Gli intervistati più giovani (di età compresa tra 18 e 34 anni) hanno continuato a riportare percezioni e aspettative di inflazione inferiori rispetto agli intervistati più anziani (di età compresa tra 35 e 54 anni e tra 55 e 70 anni). Le aspettative dei consumatori sulla crescita del reddito nominale nei successivi 12 mesi sono diminuite all’1,0%, dall’1,1% di giugno. Nel frattempo, la crescita percepita della spesa nominale nei 12 mesi precedenti è rimasta invariata rispetto a giugno, al 5,1%. Anche la crescita attesa della spesa nominale nei successivi 12 mesi è rimasta invariata, al 3,6%; gli intervistati appartenenti ai tre quintili di reddito più bassi si aspettano una crescita della spesa leggermente superiore rispetto a quelli appartenenti ai due quintili più alti.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Economia
Eurostat, prezzi dei carburanti in aumento del 16,9% rispetto a luglio 2025
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6 ore fa-
21 Agosto 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – A luglio, il prezzo dei carburanti e dei lubrificanti per il trasporto privato nell’UE è aumentato del 16,9% rispetto allo stesso mese del 2025. Questo incremento ha fatto seguito agli aumenti annui del 20,7% registrati a maggio e del 13,7% a giugno. Lo rileva l’Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione europea, evidenziando che in 25 dei 27 paesi dell’UE, i prezzi dei carburanti e dei lubrificanti sono stati più alti a luglio 2026 rispetto a luglio 2025. In 13 paesi, gli aumenti annuali di luglio sono stati superiori a quelli di giugno 2026.
Tuttavia, nella maggior parte dei paesi (24), il tasso di variazione annuale a luglio è stato inferiore a quello di maggio 2026, quando 4 paesi hanno registrato aumenti annuali dei prezzi superiori al 30%. Nel luglio 2026, rispetto al luglio 2025, gli aumenti maggiori sono stati registrati in Romania (+24,2%), Germania e Lituania (+22,9% ciascuna), Bulgaria (+22,2%), Paesi Bassi (+22,0%) e Finlandia (+20,5%). I prezzi sono diminuiti leggermente in Ungheria (-0,1%), mentre gli aumenti minori sono stati registrati in Svezia (+1,2%) e Irlanda (+3,2%).
Su base mensile, a luglio 2026, i consumatori dell’UE hanno visto i prezzi del diesel aumentare del 4,3% e quelli della benzina del 4,7% rispetto al mese precedente. A giugno 2026, invece, i prezzi del diesel erano diminuiti del 6,4% e quelli della benzina del 4,2% rispetto a maggio 2026. Tra giugno e luglio 2026, i prezzi del diesel sono aumentati in 17 paesi dell’UE. Gli incrementi maggiori si sono registrati in Polonia (+13,4%), Germania (+12,7%) e Grecia (+12,1%). I prezzi sono diminuiti in 9 paesi dell’UE, con i cali più consistenti a Cipro (-7,9%), Svezia (-7,4%) e Irlanda (-6,4%). Per quanto riguarda i prezzi della benzina, tra giugno e luglio 2026 si sono registrati aumenti in 14 paesi e diminuzioni in 12. Gli aumenti maggiori si sono verificati in Polonia (+17,2%), Germania (+11,0%) e Spagna (+7,1%), mentre le diminuzioni maggiori sono state registrate in Svezia (-11,1%), Cipro (-5,4%) e Irlanda (-4,1%).
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


Tg News 21/08/2026
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