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Crosetto “Ad Ankara è andata bene, l’Alleanza ora è più salda”

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ROMA (ITALPRESS) – “E’ una riedizione di quel che abbiamo visto nei mesi scorsi, con Hormuz bloccato dalla inaccettabile e folle strategia iraniana. Il regime di Teheran prima prende impegni e poi li disattende, bombardando le navi. Nel divenire della guerra, gli iraniani hanno scoperto che la chiusura di Hormuz è la più forte delle armi, perchè consente loro di danneggiare tutto il mondo. Una nuova strategia”. Così, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, tornato dal vertice di Ankara, parla delle preoccupazioni per la sicurezza in Italia e nel mondo, dell’incattivirsi dei rapporti tra le grandi potenze e della minaccia che la Russia di Putin appresenta per l’Europa.
“L’arma di Hormuz se la sono presa gli iraniani perchè, quando hanno subito il primo attacco, hanno portato la guerra ai Paesi vicini, che non avevano fatto nulla ed erano contrari alla guerra”, spiega Crosetto, aggiungendo: “Trump ha decapitato il regime iraniano, ma eliminando la parte religiosa sono rimasti i pasdaran, i militari più violenti ed estremisti. L’Iran, oggi, è diviso in due: c’è la parte militare, che vuole chiudere la guerra e trattare anche rinunciando a qualcosa, e c’è la parte più integralista, che è disposta a sacrificare il Paese anche per i futuri decenni”. Ed alla domanda su quando finirà il conflitto, risponde: “L’interesse prevalente di entrambe le parti è che finisca prima possibile”.

In merito allo stato reale dei rapporti fra Trump e Meloni ed all’osservazione che Ankara non avrebbe segnato il disgelo, commenta: “Chi era presente sa bene che erano seduti allo stesso tavolo e che, per tutta la cena, ci sono state conversazioni normali. Ad Ankara è andata bene. Molti pensavano che saltasse l’Alleanza atlantica e che Trump avrebbe mortificato tutti i leader e invece ha concluso con un appello peace and love. Il nostro obiettivo, tenere salda l’alleanza, è stato raggiunto”. “Trump – aggiunge – non ricatta, spinge con molta forza perchè tutti si prendano sulle spalle la loro parte di responsabilità. Il suo mantra è ‘Paesi europei, dovete fare da solì. Siamo entrati nella fase della responsabilità, in cui l’alternativa è una sola. Se vuoi fare parte della Nato, rispetti gli impegni. Altrimenti esci”. “Noi – spiega – ci siamo impegnati ad arrivare al 5% di spese per la Nato nel 2035, con una revisione nel 2030. Siamo arrivati al 2,01% di spese per la difesa e al 2,8%, se consideriamo anche la sicurezza. Il prossimo anno saremo al 2,3% e l’anno successivo al 2,6 %. Siamo nelle condizioni di rispettare, con gradualità, gli impegni assunti. E Giorgia Meloni ha ribadito davanti agli alleati che noi siamo il primo contributore della Nato come uomini, davanti a Usa, Francia e Regno Unito”.

“Meloni, Giorgetti e io siamo stati molto chiari – aggiunge –. Sono soldi di cui si chiederà l’autorizzazione alla Ue per spese ulteriori, senza toccare alcun capitolo del sociale. Non parliamo di spese solo per le armi, ma di stipendi, pensioni, infrastrutture, ricerca, tecnologia, università e posti di lavoro per chi opera nell’industria della difesa”. In merito al conflitto in Ucraina, dichiara: “Per Conte era una balla che la Russia avrebbe attaccato l’Ucraina. Gli suggerirei di andare nel Donbass o a Kiev per vedere quanto la Russia non abbia attaccato l’Ucraina. Mosca ha 2 milioni e 400 mila di militari impiegati, ha aumentato le sue truppe e io non so dove voglia usarle, ma da ministro o prendo sul serio Conte, pur sapendo che la difesa non è il suo campo, o prendo sul serio la Russia di Putin”. Ed alla domanda se è preoccupato per la sicurezza nazionale dopo la vicenda delle spie russe, risponde: “Sono preoccupato per la sicurezza non solo nazionale e per l’evoluzione nel mondo dei rapporti tra grandi potenze. E poichè reagisco costruendo un sistema serio di difesa, temo possa arrivare al governo qualcuno che questo sistema voglia distruggerlo. Oltre ai nemici, ci sono gli alleati involontari dei nemici”.

In merito a Vannacci, che guarda a Mosca: “Per adesso, Vannacci non è al governo e non è membro del Parlamento italiano e mi sembrerebbe strano che un ex appartenente alle Forze armate si muovesse contro l’Italia. Per adesso è un alleato del Campo largo, più che di Putin. Ogni voto a Vannacci rafforza la probabilità che a vincere siano Conte, Fratoianni e Bonelli”, dichiara Crosetto, secondo cui “l’inquinamento continuo e costante, attraverso i social e i bot, continuerà, è una guerra ibrida che mi preoccupa da tempo. Ma, per assurdo, l’Italia è più impermeabile di altri Paesi. In Francia, Germania e Gran Bretagna questa propaganda russa e cinese sta facendo molti più danni. Vedremo se peggiorerà. Dai frutti li riconoscerete”. “Oggi – osserva poi Crosetto – l’esercito più forte della Ue è quello dell’Ucraina. Questo è un fatto. Quattro anni fa erano dati per morti e guardi dove sono arrivati. Ogni futuro assetto di difesa Ue dovrebbe integrare anche l’Ucraina”. “Vannacci cresce – aggiunge – perchè c’è una percezione di insicurezza, anche spinta da quella guerra ibrida di cui parlavo. Il governo ha fatto tantissimo e, grazie al presidente Meloni, ha cambiato di 360 gradi l’approccio sull’immigrazione. Deve continuare a lavorare in questa direzione”.

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– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Meloni si conferma leader sui social a luglio, cresce Vannacci

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ROMA (ITALPRESS) – La premier Giorgia Meloni si conferma protagonista della comunicazione politica italiana sui social. E’ quanto emerge dal monitoraggio di Leader Trend di Arcadia realizzato in esclusiva per Italpress. Nel mese di luglio emergono tre evidenze principali. La prima riguarda la nuova e significativa crescita degli account di Giorgia Meloni. La seconda è rappresentata dall’ulteriore incremento registrato da Roberto Vannacci, in particolare su Instagram e TikTok.
La terza riguarda il ritorno di Matteo Renzi, che supera il leader del M5S, e la buona performance di Angelo Bonelli su Instagram, probabilmente favorita dalla forte esposizione mediatica seguita alla partecipazione al podcast Pulp. Le classifiche dei like e delle visualizzazioni sono dominate dagli account di Giorgia Meloni, che totalizzano complessivamente oltre 5 milioni di like e più di 91 milioni di visualizzazioni.
L’account più prolifico è invece quello di Carlo Calenda su X, con 145 contenuti pubblicati tra il 1° e il 31 luglio.
Come di consueto, l’analisi comprende anche la speciale Hate Parade, la classifica costruita sulla variazione percentuale dei commenti negativi rispetto al mese di giugno rilevati sulle pagine Facebook dei leader. A luglio è la pagina di Roberto Vannacci a registrare l’incremento più marcato (+67%), seguita da quelle di Giorgia Meloni ed Elly Schlein.
Gli account X di Carlo Calenda e Nicola Fratoianni si confermano tra i più prolifici, con oltre cento contenuti pubblicati al mese. Si distingue, inoltre, la costante crescita di Roberto Vannacci, trainata in particolare dalle performance della sua pagina Facebook.


Dopo diversi mesi in cui il podio dei like era stato occupato quasi esclusivamente da Giorgia Meloni, a luglio la classifica presenta tre account diversi, tutti su Instagram. Accanto a Giorgia Meloni, infatti, figurano Roberto Vannacci e Matteo Salvini, rispettivamente al secondo e al terzo posto.


Il podio delle visualizzazioni conferma come il formato video,
e in particolare il reel, sia oggi il contenuto più efficace anche nella comunicazione politica. Ai primi tre posti si collocano, tutti su Instagram, Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Roberto Vannacci.


Leader Trend è un report realizzato dalla collaborazione tra Arcadia e Liberi Network.
-foto Arcadia-
(ITALPRESS).

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Missioni, Crosetto “Il confronto sia serio, le informazioni erano state fornite”

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ROMA (ITALPRESS) – “Colpisce che chi grida oggi allo scandalo ed insulta con arroganza, piuttosto che accettare il confronto sereno offerto, solo poche settimane fa ha ricevuto ogni informazione, preso parte alle audizioni e votato le autorizzazioni. Il 5 marzo scorso il Parlamento ha approvato le risoluzioni che autorizzavano il dispiegamento e il rischieramento dei sistemi di difesa aerea e antimissile nella Regione del Golfo. Il 14 luglio, le Commissioni Esteri e Difesa del Senato e il 28 luglio la Commissione della Camera, hanno prorogato le missioni, che confermano e comprendono un’area, che include l’Arabia Saudita. Non una missione nuova, dunque, ma il riposizionamento all’interno di un’area già prevista e autorizzata di capacità esistenti e non più in grado di operare dal Kuwait”. Così in una nota il ministro della Difesa Guido Crosetto.

“Nel frattempo il Governo ha riferito più volte alle Camere: il 2 marzo, il 5 marzo e il 13 maggio. I Ministri degli Affari Esteri e della Difesa sono stati auditi il 9 giugno, il Capo di Stato Maggiore della Difesa il 17 giugno e il Comandante del COVI il 1° luglio, davanti alle Commissioni competenti – prosegue -. Di fronte a questo percorso istituzionale, sostenere che il Parlamento fosse all’oscuro non è una critica al Governo ma o la confessione di non aver seguito le audizioni e non aver letto gli atti o non aver compreso ciò che si è votato”.

“Ogni parlamentare ha il diritto ed il dovere di contestare le scelte del Governo. Non ha, però, il diritto di modificare i fatti, a deformare la realtà per lanciare accuse pesanti ma false. Le informazioni c’erano, erano pubbliche, sono state illustrate nelle sedi istituzionali e sono state oggetto di deliberazioni parlamentari – conclude Crosetto -. Su temi che riguardano la sicurezza nazionale sarebbe auspicabile un confronto basato su serietà e pacatezza, un confronto sul merito. Alimentare polemiche ipotizzando presunte omissioni, smentite dagli atti parlamentari, può servire alla propaganda, ma non rende un buon servizio al Paese. Ma ciò che rende un servizio ancor peggiore è l’utilizzo di insulti e di toni volutamente pesanti e offensivi”.

– Foto Ipa Agency –

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(ITALPRESS).

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L’Italia aderisce alla Pax Silica

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ROMA (ITALPRESS) – L’Italia ha aderito oggi alla Pax Silica, iniziativa strategica internazionale promossa dagli Stati Uniti che riunisce oltre venti Paesi e l’Unione Europea per rafforzare la cooperazione sulle tecnologie strategiche dell’era dell’intelligenza artificiale.

Lo rende noto la Farnesina, sottolineando che l’adesione conferma la centralità del partenariato transatlantico per promuovere sicurezza economica, innovazione e competitività, attraverso filiere affidabili e resilienti, in un contesto di crescente competizione strategica.

Su indicazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’adesione italiana è stata formalizzata a Brindisi dall’Inviato Speciale per l’innovazione e le nuove tecnologie, ambasciatore Armando Varricchio, che ha firmato insieme all’ambasciatore degli Stati Uniti in Italia, Tilman Fertitta.

La partecipazione italiana – sottolinea ancora la Farnesina –riflette la convinzione che innovazione tecnologica, sicurezza economica e sicurezza nazionale siano sempre più strettamente connesse. Dai semiconduttori ai minerali critici, dalle infrastrutture digitali ai sistemi ad alta tecnologia, la Pax Silica rafforza la cooperazione tra Paesi che condividono interessi strategici e standard comuni. L’iniziativa offrirà nuove opportunità di crescita e internazionalizzazione per le imprese italiane nei settori destinati a plasmare l’economia del futuro.

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– Foto Ministero degli Esteri –

(ITALPRESS).

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