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Cronaca

MILANO: DOPO IL CAOS PER IL CONCERTO DI BAD BUNNY (CADUTI SULLA TESTA DELLA GENTE CHICCHI DI GRANDINE GIGANTI, NUMEROSI FERITI) SCOPPIA LA PROTESTA DEI FAN PER ORDINE EVACUAZIONE TARDIVO

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La violenta e improvvisa perturbazione che nella tarda serata di ieri ha investito Milano, interrompendo il maxi concerto della star portoricana Bad Bunny all’Ippodromo Snai La Maura, ha lasciato dietro di sé una scia di pesanti polemiche logistiche e la rabbia dei fan. L’arena, che registrava il tutto esaurito con circa ottantamila spettatori, si è trasformata in pochi minuti in un teatro di caos e forte tensione quando grossi chicchi di grandine e forti raffiche di vento si sono abbattuti sull’area poco dopo le ore ventuno. I Vigili del Fuoco e il personale sanitario del 118 sono dovuti intervenire d’urgenza per assistere e medicare alla testa diversi spettatori colpiti dalla violenza della grandine durante le concitate operazioni di evacuazione.
La protesta si è immediatamente riversata sulle piattaforme social, infiammando la rete. Migliaia di presenti hanno puntato il dito contro la macchina organizzativa di San Siro, contestando una gestione del deflusso apparsa confusa in un contesto reso precario dal fango e, soprattutto, l’assoluta tardività degli alert meteorologici. Le comunicazioni di emergenza dagli altoparlanti sono infatti giunte quando la grandine stava già colpendo la folla. Grande delusione, inoltre, sia per la brevità dell’esibizione — interrotta dopo appena sei brani anche a causa dell’inizio tardivo dello spettacolo — sia per la totale mancanza di indicazioni ufficiali circa un eventuale recupero della data o le modalità di rimborso dei biglietti. Il bilancio dei feriti, unito alla chiusura preventiva della stazione metropolitana di Uruguay, ha riacceso con forza il dibattito sulla sicurezza dei grandi eventi all’aperto nella metropoli.
Il fortissimo temporale della scorsa notte non rappresenta tuttavia un episodio isolato, bensì il primo segnale di una svolta meteorologica radicale a livello nazionale. Secondo quanto riportato dagli esperti di 3bmeteo.com sulle colonne del Sole 24 Ore, la lunghissima e opprimente ondata di calore provocata dall’alta pressione nordafricana, che ha bloccato l’Italia nelle ultime quattro settimane, è ormai giunta al capolinea sotto la spinta di correnti d’aria decisamente più fresche in discesa dal Nord Europa:
*Il crollo termico: A partire dalla giornata di lunedì 20 luglio si assisterà a un drastico abbassamento delle temperature, con la colonnina di mercurio destinata a scendere anche di 10°C rispetto ai picchi estremi registrati negli ultimi giorni.
*Rischio fenomeni intensi: Il contrasto termico tra l’aria rovente preesistente e il fronte freddo in arrivo scatenerà rovesci e temporali localmente di forte intensità. Il maltempo colpirà inizialmente il Settentrione per poi estendersi lungo il versante adriatico e le aree interne del Centro-Sud.
Questo deciso cambio di circolazione atmosferica garantirà un diffuso e atteso sollievo dal punto di vista dell’afa, riportando le medie climatiche della penisola a valori decisamente più sopportabili e in linea con il periodo estivo. Le autorità della Protezione Civile invitano comunque alla massima attenzione nelle prossime quarantotto ore per il concreto rischio di grandinate, forti raffiche di vento e nubifragi localizzati connessi al passaggio del fronte perturbato.
Se volete rimanere aggiornati andate su 3bmeteo.com o sul nostro sito prontometeo.it.

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‘Ndrangheta, Dia sequestra a imprenditore beni per 500mila euro nel Crotonese

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CATANZARO (ITALPRESS) – La Direzione Investigativa Antimafia e la Questura di Catanzaro hanno eseguito un decreto di sequestro di beni finalizzato alla confisca, per un valore complessivo di oltre mezzo milione di euro, emesso dal Tribunale di Catanzaro – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di un imprenditore di Catanzaro, attivo nei settori della nautica e della rappresentanza di ricambi industriali, per “la ritenuta pericolosità sociale fondata sul suo coinvolgimento in plurimi procedimenti penali in contesti criminali di tipo organizzato”.
Il provvedimento scaturisce dagli accertamenti economico-patrimoniali disposti congiuntamente dal Direttore della DIA e dal Questore-Autorità Provinciale di Pubblica Sicurezza di Catanzaro. L’imprenditore è stato condannato a 15 anni e 4 mesi di reclusione per associazione di tipo mafioso a seguito della sentenza della Corte di Appello di Catanzaro del 24 febbraio 2026, spiccata nell’ambito dell’operazione denominata “BASSO PROFILO” della DDA di Catanzaro.
Secondo le indagini, l’imprenditore è stato individuato “quale figura organica alla locale di ‘ndrangheta di Cutro, di riferimento per l’articolazione facente capo alla cosca “Bagnato” di Roccabernarda (KR)”. Gli esiti investigativi hanno fatto emergere come, a partire dall’anno 2005, il proposto abbia apportato alla cosca un contributo di tipo “imprenditoriale” su Catanzaro, ponendosi “al vertice di una organizzazione in grado di produrre fatture per operazioni inesistenti in maniera sistematica per soddisfare le esigenze di altri imprenditori anch’essi riconducibili a consorterie mafiose alleate”. Gli ulteriori approfondimenti investigativi hanno permesso di individuare asset patrimoniali intestati o riconducibili all’imprenditore, ritenuti frutto di attività illecite o reimpiego delle stesse, evidenziando una sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati. Il sequestro ha interessato un’attività d’impresa (srl) a Catanzaro, due quote societarie, cinque immobili, due beni mobili tra cui una autovettura e un un orologio di lusso, tre rapporti finanziari (polizze vita e buoni fruttiferi) per un valore complessivo di oltre mezzo milione di euro.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Evasione fiscale totale, Gdf sequestra beni a Enna per 535mila euro

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ROMA (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando Provinciale di Enna hanno sequestrato beni per un valore di 534mila euro. Il provvedimento scaturisce da una verifica fiscale eseguita dai militari del Gruppo di Enna nei confronti di una società di capitali operante nel settore del commercio all’ingrosso di alimenti e bevande, risultata “evasore totale per gli anni 2021, 2022 e 2023”. A conclusione dell’attività ispettiva nei confronti dell’impresa verificata, scrivono le fiamme gialle in una nota, “sono stati constatati ricavi non dichiarati per oltre 3,6 milioni di euro ed un’IVA dovuta per oltre mezzo milione di euro. La ricostruzione della materia imponibile occultata al Fisco è stata effettuata mediante la disamina della documentazione extracontabile acquisita agli atti della verifica, lo sviluppo delle giacenze dei beni oggetto di commercializzazione, l’esecuzione di controlli incrociati, nonchè mediante l’utilizzo dello strumento delle indagini finanziarie”.
In proposito, per l’anno 2022, a fronte dell’omessa dichiarazione, “è emerso, ai fini IVA ed IRES, il superamento della soglia di rilevanza penale (pari a 50.000,00 euro per singola imposta evasa)” e, pertanto, “sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Enna “l’amministratore di diritto e l’amministratore di fatto della società verificata, quest’ultimo emerso quale reale dominus dell’impresa grazie ad una serie di puntuali riscontri eseguiti, tra l’altro, presso i clienti e fornitori della stessa. Il citato provvedimento di sequestro, eseguito nei giorni scorsi dai Finanzieri ennesi, ha riguardato disponibilità finanziarie, quote societarie e beni mobili registrati”.

– Foto Guardia di Finanza di Enna –
(ITALPRESS).

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‘Ndrangheta, confisca definitiva di un immobile da 650 mila euro nel Bolognese

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CATANZARO (ITALPRESS) – Confisca definitiva di un immobile di pregio del valore stimato di 650 mila euro a Bentivoglio, in provincia di Bologna, riconducibile a un narcotrafficante internazionale originario del Vibonese. Il provvedimento, emesso dal Tribunale di Catanzaro, è stato eseguito dai finanzieri dei Comandi provinciali di Catanzaro e Bologna, nell’ambito di un procedimento di prevenzione coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo calabrese. L’uomo, da tempo trasferitosi nel Bolognese, è stato coinvolto in diverse inchieste sul traffico internazionale di stupefacenti, tra cui le operazioni “Decollo” e “Stammer”. Nell’ambito della prima, che aveva fatto luce su un vasto traffico di cocaina dal Sudamerica verso l’Europa e l’Australia, era stato condannato a 12 anni di reclusione. Nell’inchiesta “Stammer”, relativa anche a un tentativo di importazione di un ingente quantitativo di cocaina dalla Colombia nel 2015, ha riportato una condanna a 11 anni, un mese e 10 giorni di reclusione. Il narcotrafficante è stato inoltre coinvolto nei procedimenti “Decollo ter”, “Due Torri Connection” e “La Pigna d’Oro”, anche per ipotesi di estorsione e trasferimento fraudolento di valori. La confisca è scaturita da accertamenti economico-patrimoniali condotti dai finanzieri dei Gruppi d’investigazione sulla criminalità organizzata (Gico) dei Nuclei di polizia economico-finanziaria di Catanzaro e Bologna. Le indagini hanno documentato l’effettiva disponibilità dell’immobile da parte dell’uomo, sebbene fosse formalmente intestato a un prestanome, nonchè una significativa sproporzione tra il valore del bene e i redditi dichiarati. Il Tribunale di Catanzaro ha riconosciuto nei confronti dell’interessato la sussistenza della cosiddetta pericolosità sociale qualificata prevista dal Codice antimafia, alla luce delle numerose condotte delittuose contestate nel corso degli anni. (ITALPRESS).

Foto di repertorio ufficio stampa Guardia di Finanza

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