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Politica

Schlein “L’Italia è più fragile, deve ricominciare a crescere”

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MILANO (ITALPRESS) – “Il Paese non è più forte di prima ma più fragile, per questo il nostro partito ha un progetto per rilanciare la crescita e il lavoro”. Così in una intervista a Roberto Sommella, direttore di MF Milano Finanza, la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, secondo cui “la crescita è a zero nonostante il Pnrr, l’Italia deve ricominciare a crescere. Occorrono con urgenza tre cose che questo governo, nonostante l’ampia maggioranza, non è riuscito a fare: ridurre i costi dell’energia, aumentare i redditi e far ripartire gli investimenti”.

“Innanzitutto – spiega -, serve un piano strategico per le rinnovabili che riduca incertezze e tempi di attesa, come chiede Confindustria, concedendo anche incentivi immediati ai territori che ospiteranno questi impianti. E poi serve una struttura unica di missione, anche con le regioni, che dimezzi i tempi autorizzativi. In Spagna ci mettono 3 anni, da noi 6: è un fallimento di governance”.

In merito al nucleare “siamo contrari non per pregiudizio ma per i tempi e i costi di produzione, incompatibili con le esigenze del Paese. E contestiamo il vuoto del decreto propaganda del governo in questa materia, che nemmeno mette risorse né spiega che fine fanno le scorie. Il costo dell’energia è il più alto d’Europa, pesa su famiglie e imprese”. “Gli operai di Pomigliano d’Arco – rende noto – ci hanno chiesto di intervenire subito sul costo della bolletta perché la pagano tre volte: quando la bolletta arriva a casa, quando vanno a fare la spesa, e quando la loro azienda li mette in cassa integrazione a causa dell’aumento del prezzo dell’energia”.

“Sto girando l’Italia – aggiunge Elly Schlein -. Stiamo seguendo le vertenze complesse al loro fianco, dall’ex Ilva a Stellantis, e recentemente sono andata a incontrare i lavoratori alla Electrolux e la Natuzzi”. “La povertà assoluta – dichiara la segretaria del Pd – ha toccato il record del 9,8% delle famiglie, milioni di persone faticano ad arrivare a fine mese e pagano l’aumento del costo della vita e ora anche il rialzo del carburante che si riflette su tutti i generi alimentari. Gli stipendi secondo l’Istat si sono ridotti del 9% e i beni alimentari sono aumentati del 25%, negli ultimi quattro anni. E la pressione fiscale è salita al 43% mentre la produzione industriale è diminuita per tre anni di seguito. Questo significa che si è ridotto il potere d’acquisto di milioni di italiani”.

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“Proponiamo, anche in Parlamento – aggiunge -, di aumentare la forza e il ruolo dell’Acquirente Unico dell’energia, che tratti grandi volumi con i power puchase agreement, in modo da fornire energia a prezzi stabili alle pmi che spesso pagano il prezzo più alto della crisi. E poi voglio aggiungere che il governo dovrebbe muoversi con più determinazione per ottenere la pace in Medio Oriente e la fine della crisi di Hormuz. Perché sono mesi che non dicono una parola per paura delle sfuriate di Trump”.

“Noi – ricorda Elly Schlein – abbiamo fatto una proposta concreta: serve adottare il sistema delle accise mobili, ma il governo su questo punto non ci sente e la benzina resta sempre sopra i due euro al litro”. Alla domanda se come centrosinistra pensano di potere essere più determinati dell’attuale maggioranza, risponde: “Stiamo lavorando per questo, perché non faremo più il regalo al centrodestra di presentarci divisi alle elezioni”. “L’Alleanza Progressista già governa molte regioni e comuni e governa bene, senza strappi – aggiunge -. Si può allargare ancora, ma non restringere. Da settembre lavoreremo per affinare il programma che non parte da zero ma dalle tante proposte unitarie e poi ci metteremo d’accordo sul resto. Ma prima di tutto viene la battaglia in Parlamento contro una legge elettorale che anticipa il premierato e offre un abnorme premio di maggioranza”. 

“La nostra strategia per la crescita – ribadisce Elly Schlein – si basa su tre punti fondamentali. Prima di tutto, ridurre il costo dell’energia, come ho spiegato prima, far ripartire gli investimenti. Su questo sfido Meloni: con le altre opposizioni abbiamo proposto di estendere l’autorizzazione unica su modello Zes a tutta Italia per gli investimenti nella doppia transizione ecologica e digitale. Uno sportello unico per gli investimenti, 90 giorni per la risposta. Il secondo punto è aumentare i redditi, con il salario minino e la lotta al precariato, perché i bassi salari deprimono i consumi e fanno male a tutta l’economia. Il che si accompagna a un grande piano d’azione per la formazione, ma quella 4.0 il governo ha deciso di cancellarla, così come ha pasticciato con Transizione 5.0 anziché tenere gli incentivi precedenti che funzionavano. Terzo punto: per migliorare la qualità della vita delle persone vogliamo difendere la scuola e la sanità pubblica dai tagli e abbattere le liste d’attesa. E un mese fa abbiamo fatto una proposta di legge che propone un piano per il clima, vera emergenza planetaria che aumenta le disuguaglianze sociali e cui il nostro Paese è molto esposto”.

“A settembre – prosegue – discuteremo di tutto il programma con gli alleati, anche della questione fiscale. Ma non partiamo da zero, insieme abbiamo già proposto il salario minimo e il congedo paritario, abbiamo già proposte comuni su istruzione e politiche industriali, trasporto e sicurezza”.

“Occorre una grande mobilitazione del risparmio nazionale che ancora per 1.700 miliardi è fermo sui conti correnti – sottolinea -. Bisogna costruire incentivi mirati per canalizzare parte di quel risparmio verso l’innovazione delle pmi che sono il cuore della nostra economia. Su tutte queste cose aspetteremo al varco della manovra il governo, presentando le nostre proposte”. E sul risiko bancario, commenta, “a differenza della destra, noi pensiamo che il governo non debba intervenire a gamba tesa. Decida il mercato. E questa posizione resterà tale anche se saremo chiamati a responsabilità di governo. Detto questo il Pd resta attento al territorio e alle sue istanze di salvaguardia dell’occupazione e del radicamento, mentre il governo vuole fare il banchiere e ha sempre avuto un interventismo improprio”.

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“La politica – aggiunge – deve assicurare che tutti rispettino le regole, non favorire cordate. E deve tutelare l’interesse del Paese che è avere un sistema bancario solido che serva gli interessi delle famiglie e delle imprese. Noi questo pensiamo di fare”. “Più volte mi sono rivolta alla Presidente del Consiglio con proposte concrete, ma spesso non veniamo ascoltati, oppure come accaduto sulla legge del consenso votano con noi e poi tornano indietro. E non si spiega perché non fa con noi una battaglia di interesse nazionale”. “Io sono una europeista convinta, federalista – spiega –. Penso che senza un salto in avanti di integrazione europea rischiamo la marginalità. Serve superare l’unanimità almeno con le cooperazioni rafforzate. E occorre un nuovo grande piano di investimenti europei, dopo il Pnrr, per creare un vero progetto industriale, ambientale e sociale europeo, colmando il gap enorme che l’Europa ha, ad esempio sulla AI, con gli Stati Uniti e la Cina. Un piano dell’innovazione e anche della difesa comune, bandendo gli egoismi nazionali che in Europa si stanno pericolosamente diffondendo e che proprio con la corsa al riarmo nazionale diventano un serio rischio per tutti”.

Infine, alla domanda su un bilancio di tre anni da segretaria del PD, risponde: “Dopo la sconfitta del 2022 non c’era più il centrosinistra e il Pd veniva dato per spacciato. E invece abbiamo invertito questa tendenza, siamo cresciuti più di qualsiasi altro partito socialista europeo, abbiamo anche risanato il bilancio del partito, fatto rientrare dalla cassa integrazione dopo otto anni i nostri lavoratori e toccato il record del due per mille, cresciuto oltre il 40%. Abbiamo ridato unità al partito e all’alleanza progressista, ed è tempo di offrire un’alternativa al Paese”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Politica

Lega, si dimettono Salvini e i vicesegretari in vista del prossimo Congresso straordinario del partito

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MILANO (ITALPRESS) – “Come già da tempo concordato e previsto”, nel corso del Consiglio Federale della Lega, il segretario Matteo Salvini e i vicesegretari Claudio Durigon, Silvia Sardone e Alberto Stefani “hanno rassegnato le proprie dimissioni”. Lo fa sapere il partito. “Si tratta di un passaggio necessario in vista del Congresso straordinario del partito, per procedere a un congresso elettivo – si legge -. Il tesoriere Alberto Di Rubba, nominato vicesegretario vicario, avrà il compito di amministrare la Lega fino al Congresso straordinario”.

LE DICHIARAZIONI DI SALVINI

“Il congresso della Lega è il momento migliore per mettere delle idee sul tavolo, quindi chiunque le porterà sarà il benvenuto e ci saranno delegati eletti dai militanti da tutta Italia. Ho scelto di dotare la lega di una segreteria politica per condividere onori e oneri, sicuramente aggiorneremo anche il simbolo perchè il mondo cambia e la Lega corre”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini al termine del consiglio federale del partito a Milano parlando ai giornalisti del congresso in programma il 24-25 ottobre nel capoluogo lombardo.

Alla domanda su chi saranno i componenti della nuova segreteria politica e quali cambiamenti verranno portati al simbolo, Salvini si è limitato a dire “ne parleremo al congresso”. “Siamo orgogliosi delle nostre radici e del nostro passato, ma viviamo nel presente e prepariamo il futuro. Quindi sono ben contento – ha aggiunto – La Lega è un partito che esiste con più di 1000 sezioni, con 500 sindaci con decine di migliaia di iscritti e di militanti di volontari simpatizzanti quindi saranno due giorni di confronto, di ragionamento e di idee in un mondo che cambia. C’è bisogno di una lega presente, unita, reattiva, di lotta e di governo, leale, ma non seconda nessuno”.

Al congresso federale della Lega, “mi aspetto dei documenti a parte di tutti. Io sono nordista, ho fatto la tessera della Lega Lombarda nel 1990, quindi. Non ci sono dissidenti. Mi aspetto idee proposte: se poi qualcuno decide di non venire, mi spiace per lui”.

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Il leader del Carroccio ha ribadito che si aspetta “un bel congresso. Avete scritto per due mesi che Pontida sarebbe stato un disastro, un flop, un vuoto, uno scontro: è stata invece una bellissima giornata. Conto che anche il congresso porti tante idee, tanti contributi e vengano tutti quelli che hanno qualcosa da dire e da dare”. “Ci sono persone che chiedono di venire da tutta Italia, che si faranno 800 km per venire ad ascoltare e intervenire. Quindi mi auguro che ci sia gente che porta idee e proposte, magari alcune di queste sono anche utili”.

“Se ci saranno più candidati segretari, ovviamente il voto è segreto nell’urna e ognuno voterà il segretario che vuole – ha spiegato -. Su tutto il resto, si vota in maniera normale come si è sempre fatto”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Competitività Ue, da Meloni, Merz e De Wever lettera con 3 proposte al presidente del Consiglio europeo Costa

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ROMA (ITALPRESS) – Il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha oggi inviato, insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz e al primo ministro belga Bart De Wever, una lettera al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, in vista del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre. L’iniziativa fa seguito alla riunione del gruppo informale degli “Amici della competitività” della scorsa settimana.

Secondo quanto si apprende da fonti di Palazzo Chigi, la lettera invita a approfondire tre strade: “1) una corsia preferenziale per accelerare gli investimenti in settori prioritari, a partire da energia e digitalizzazione; 2) un freno contro nuovi oneri burocratici; 3) una riduzione generalizzata degli obblighi di ‘reporting’ Ue, soprattutto per le Pmi”. Particolare rilievo assume nella lettera il collegamento tra semplificazione, caro energia e competitività industriale.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Il PPE a Taormina per gli Study Days, presente anche Ursula von der Leyen

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TAORMINA (MESSINA) (ITALPRESS) – Dal 12 al 15 ottobre Taormina ospita gli Study Days del Gruppo del Partito Popolare Europeo al Parlamento europeo: quattro giornate di confronto che riuniranno oltre 140 eurodeputati, i vertici del PPE a partire dal presidente Manfred Weber, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e diversi commissari europei, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, la leadership di Forza Italia e i più autorevoli rappresentanti del mondo cristiano-democratico europeo.

L’iniziativa nasce dalla proposta del vice capo delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo, Marco Falcone, sostenuta dal gruppo azzurro a Bruxelles e Strasburgo guidato da Fulvio Martusciello, e porterà in Sicilia il confronto sulle principali sfide politiche e di governo della seconda metà della legislatura europea 2024-2029. Gil Study Days si terranno all’UNA Hotels Capotaormina.

Nella foto Manfred Weber, presidente del Partito popolare europeo e del gruppo PPE al Parlamento europeo

WEBER “IMPEGNATI A SOSTEGNO DELL’UCRAINA”

“Il PPE si è impegnato e continuerà ad impegnarsi fortemente per il sostegno all’Ucraina. Questo rimane un punto fondamentale della nostra azione politica e dialoghiamo e collaboriamo con tutte le forze politiche che lavorano in questa stessa ottica”. Lo ha evidenziato il presidente del Partito popolare europeo e del gruppo PPE al Parlamento europeo, Manfred Weber. Weber ha confermato la posizione del PPE “a difesa” dell’Ucraina, fugando così ogni dubbio su eventuali cambi di direzione alla luce delle recenti affermazioni del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, secondo cui “per l’Ucraina è tempo di avere un nuovo presidente”. Il presidente del PPE ha ribadito il “sostegno convinto” e “determinato” del gruppo al popolo ucraino nel conflitto in atto a seguito dell’invasione russa.

FALCONE “UE DEVE ESSERE PROTAGONISTA IN SCENARIO GEO-ECONOMICO GLOBALE”

“Ci troviamo a vivere a Taormina uno dei momenti più straordinari che riguardano la Sicilia in tempi recenti. La presenza del Presidente Metsola, del Presidente Von der Leyen, e del Presidente Weber, ma anche della senatrice Stefania Craxi, sono tutti elementi che ci fanno ben sperare e ci dicono che l’Europa non è così lontana dai nostri territori e dalla Sicilia”. Lo ha dichiarato Marco Falcone, europarlamentare di Forza Italia a Taormina per gli Study Days del Gruppo del Partito Popolare Europeo al Parlamento europeo.

In Sicilia la leadership dei Popolari Europei si confronta sulle sfide della seconda metà della legislatura europea 2024-2029, con l’obiettivo di tracciare una vera e propria “Roadmap di Taormina”. “Vogliamo porre le basi – evidenzia Falcone – per una piattaforma concreta e programmatica nell’ottica di una fase in cui il PPE possa giocare una partita da protagonista per far sentire l’Europa non soltanto una potenza economica ma per farla anche diventare protagonista nello scenario geo-economico internazionale”. “Siamo convinti che questo appuntamento a Taormina possa rappresentare un passaggio importante in questa direzione e il PPE farà la sua parte per trovare le soluzioni necessarie sulle priorità strategiche per l’Europa e per il nostro Paese”.

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LA VIA “GARANTIRE SOSTEGNO AL COMPARTO AGRICOLO”

“La riunione di 140 europarlamentari a Taormina arriva in un momento importante. E’ una fase che può decidere il futuro della filiera agricola e produttiva. Sino a qualche giorno fa abbiamo assistito alla proposta della presidenza irlandese sul quadro finanziario pluriennale che sicuramente non va nella direzione da noi auspicata di garantire risorse adeguate all’agricoltura e soprattutto a quella mediterranea. La road map di Taormina pio rappresentare ora un passaggio strategico”. Lo ha dichiarato Giovanni La Via, già europarlamentare ed ex assessore regionale, presente a Taormina agli Study Days del Gruppo del Partito Popolare Europeo al Parlamento europeo. “A Taormina – spiega La Via – parleremo con il commissario europeo all’agricoltura e ci confronteremo con il PPE per la seconda metà della legislatura e per ribadire le necessità di un quadro certo e di un mantenimento della politica agricola su livelli di sostenibilità per i protagonisti della filiera”. “I pilastri sono due – conclude La Via -: aiuti al reddito e sviluppo agricolo e rurale e soprattutto un sostegno adeguato che possa garantire un ricambio generazionale ma anche la competitività delle aziende del Sud di fronte ad un clima che cambia”.

– Foto copertina ufficio stampa Marco Falcone, europarlamentare di Forza Italia; foto interna xe1/Italpress –
(ITALPRESS).

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