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Cronaca

Faida della droga nel Bergamasco, 4 fermi ed arsenale bellico sequestrato

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BERGAMO (ITALPRESS) – Quattro provvedimenti di fermo, un arsenale bellico sequestrato e lo smantellamento di una pericolosa fazione criminale dedita allo spaccio di stupefacenti nei boschi. È questo il bilancio della complessa operazione condotta dalla Procura della Repubblica di Bergamo, guidata dal procuratore Maurizio Romanelli, che ha fatto luce sulla drammatica sparatoria avvenuta il 21 giugno 2026 alle piscine “Aquamore” di Seriate. Le indagini dei Carabinieri hanno accertato che quel violento scontro armato rappresentava l’ennesimo capitolo di una sanguinosa faida per il controllo del territorio tra il gruppo guidato dal latitante marocchino clandestino detto “Botros”, e la fazione rivale.

Lo scontro aveva avuto un grave precedente il 15 giugno nei boschi di San Paolo d’Argon, quando un commando di circa 12 persone armate di Kalashnikov aveva tentato invano una spedizione omicida contro il boss rivale. Fallito quel primo agguato, il 21 giugno il gruppo di Botros è entrato in azione all’interno dell’affollato centro sportivo di Seriate: mentre un complice apriva il fuoco all’esterno della piscina con un Kalashnikov AK-47, lo stesso Botros, armato di una pistola mitragliatrice Skorpion, ha inseguito il boss rivale fin dentro i locali del bar e della reception, esplodendo complessivamente non meno di sette colpi prima che la vittima riuscisse a salvarsi scavalcando una recinzione.

La stessa vittima, nel frattempo evasa dagli arresti domiciliari disposti dal Tribunale di Lodi, è stata successivamente rintracciata e arrestata l’8 luglio dai militari a Marcianise, nel casertano, all’esterno di un centro commerciale, fornendo poi dettagli fondamentali per ricostruire l’agguato. La prolungata caccia all’uomo si è conclusa nella notte del 29 agosto a Vigevano, in Corso Milano, dove le forze speciali del GIS (Gruppo di Intervento Speciale), supportate dalle aliquote API e SOS, hanno fatto irruzione nell’abitazione in cui si nascondevano Botros e il complice.

I due indagati hanno tentato una fuga disperata lanciandosi da una finestra del primo piano, ma sono stati prontamente bloccati dai militari. Le perquisizioni collegate nei luoghi in cui il gruppo operava, tra cui Ozzero e Nerviano, hanno consentito di sequestrare un fucile a pompa calibro 12, munizionamento per AK-47 e circa 80.000 euro in contanti ritenuti provento dello spaccio. Le successive attività investigative hanno poi portato all’individuazione dei due custodi delle armi della banda, intercettati e fermati il 31 agosto presso un fast-food a Oleggio Castello, nel novarese, dopo essere stati monitorati mentre verificavano i loro nascondigli boschivi.

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Il setacciamento sistematico delle fitte aree boschive tra Vittuone, Cisliano e Oleggio Castello, condotto dai Carabinieri di Bergamo con il supporto dello Squadrone Eliportato Cacciatori “Sicilia” e delle unità cinofile, ha infatti permesso di scoprire due distinti depositi di armi interrati e protetti da pellicola trasparente.

Nei due nascondigli sotterranei i militari hanno dissotterrato un vero e proprio arsenale di armi da guerra: tre fucili d’assalto Kalashnikov (modelli AK-47, AKS 74 e SAD-58), un fucile d’assalto SIG 550, un fucile d’assalto AR-15, centinaia di proiettili di vario calibro e oltre 680 grammi di sostanze stupefacenti tra hashish, eroina e cocaina destinati a rifornire le piazze di spaccio.

A questi ritrovamenti si aggiunge il sequestro, avvenuto durante le precedenti perquisizioni a Ozzero e Nerviano, di un fucile a pompa calibro 12, ulteriore munizionamento e circa 80.000 euro in contanti.

Tutto il materiale d’armamento e la droga sequestrati sono stati inviati al RIS di Parma per gli accertamenti balistici, dattiloscopici e biologici, mentre i quattro fermati sono stati condotti in carcere a Bergamo.

-Foto ufficio stampa Carabinieri-
(ITALPRESS).

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Cronaca

Mattarella “Cibo ed energia armi strategiche bersaglio di guerre scellerate”

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TORINO (ITALPRESS) – “Il cibo e la produzione di risorse alimentari sono diventate un’arma strategica, sono come per l’energia bersaglio delle scellerate guerre in corso. Guerre mascherate con ragioni di rivalsa nazionale, ma in realtà espressione di una volontà di potenza e dominio, con assoluta noncuranza delle conseguenze devastanti su popolazioni, territorio e ambiente”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, all’inaugurazione di “Terra Madre – Salone del Gusto” al Teatro Regio di Torino. “La biodiversità è un patrimonio che ci interpella, la molteplicità genetica ha permesso al genere umano di svilupparsi nei millenni, senza la cura di questa ricchezza l’uomo può comprimerla fino a distruggerla e a distruggersi”, ha aggiunto. “La biodiversità è una sfida cruciale per il futuro. Si tratta del grande tema della sostenibilità, essenziale per chi abbia a cuore il futuro dei propri figli e nipoti. Biodiversità – ha osservato il capo dello Stato – è anche una grande questione culturale e sociale che riguarda le persone e l’habitat dove vivono. Il contributo di Petrini è stato in questi anni di grande spessore, legando la tutela della biodiversità genetica con il rispetto di diverse culture e popolazioni, facendoci conoscere persone e realtà lontane”.
(ITALPRESS).
-Foto: Quirinale-

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Cronaca

Inclusione e futuro, giovani rifugiati al lavoro nei ristoranti McDonald’s di Roma

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ROMA (ITALPRESS) – Dalla formazione all’ingresso nei ristoranti McDonald’s della Capitale. E’ il percorso avviato con “Oltre le Frontiere”, il progetto di inserimento lavorativo per giovani rifugiati presentato nel locale di via Casal del Marmo, a Roma. L’iniziativa è promossa da MDC Fast Food Srl, società licenziataria del marchio, con P&G Alumni Italia Foundation, Seniores Italia Lazio ODV e Comunità di Sant’Egidio. “Il progetto vuole integrare ragazzi rifugiati e nasce dalla partnership con McDonald’s e le associazioni del terzo settore. E’ un percorso di inclusione, che è uno dei valori fondanti di McDonald’s e il ruolo del licenziatario è quello di partire dai valori fondanti dell’azienda e declinarli su tutto il territorio”, le parole di Domenico Di Carluccio, licenziatario McDonald’s.
Alcuni ragazzi accolti dalla Comunità di Sant’Egidio hanno seguito un corso di formazione professionale finanziato dalla fondazione e organizzato da Seniores Italia Lazio. “Il nostro ruolo è quello di sostenere e promuovere progetti di inclusione. In questo progetto abbiamo fatto da ponte con l’associazione Seniores Italia nel Lazio e McDonald’s. I corsi di formazione si strutturano su due livelli: uno teorico, svolto gratuitamente dai volontari dell’associazione, e uno pratico, con percorsi specifici per coinvolgere i ragazzi nel mestiere”, aggiunge Cinzia Gaeta, Presidente Procter & Gamble Alumni Italia Foundation.
Dopo aver superato i colloqui per le posizioni offerte da MDC Fast Food, sono entrati nei gruppi di lavoro di alcuni ristoranti romani gestiti dalla società. Il percorso prevede anche un sostegno all’apprendimento dell’italiano, per facilitare l’attività lavorativa e la vita quotidiana.
Alla presentazione ha partecipato Marco Della Porta, presidente del Municipio XIV. Il progetto riunisce chi si occupa di accoglienza, chi organizza la formazione e un’impresa che offre opportunità di impiego. Per i giovani coinvolti, il lavoro può diventare un passo verso l’autonomia economica e l’integrazione nella comunità. “In questo territorio crediamo fortemente nell’alleanza per il bene comune. Lavoriamo insieme per obiettivi di crescita collettiva. La collaborazione con il terzo settore, per fornire lavoro a ragazzi rifugiati, è un qualcosa di importante e cerchiamo di intercettare i bisogni delle persone”, sottolinea Della Porta.
L’iniziativa si affianca alle attività della Comunità di Sant’Egidio per le persone arrivate in Italia attraverso i corridoi umanitari. Secondo i dati dell’organizzazione, dal febbraio 2016 il programma, finanziato dalla società civile, ha accolto e avviato a percorsi di integrazione 7.816 persone. I promotori auspicano che la collaborazione possa proseguire ed estendersi ad altre regioni.

– foto ufficio stampa McDonald’s. Da sinistra Salvatore Leotta, Seniores Italia Lazio ODV; Cinzia Gaeta, Presidente P&G Alumni Italia Foundation; Domenico Di Carluccio, Licenziatario McDonald’s – MDC Fast Food Srl; Tooba Mashimi, una ragazza coinvolta nel progetto; Annamaria Spinelli, Comunità di Sant’Egidio; Marco Della Porta, Presidente Municipio XIV –
(ITALPRESS).

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Cronaca

Depurazione delle acque, Suez punta sulla densificazione

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MILANO (ITALPRESS) – L’Unione europea presta sempre più attenzione alla tutela ambientale, come testimonia la nuova Direttiva 2024/3019, nella quale i limiti allo scarico di azoto, fosforo e carbonio saranno ancora più stringenti.
Tutti gli Stati Ue dovranno recepire le misure previste da Bruxelles entro il 31 luglio 2027.
In questo contesto opera Suez, multinazionale francese che si occupa proprio di gestione dell’acqua e dei rifiuti. L’azienda deve affrontare la sfida rappresentata da limiti di scarico sempre più stringenti all’interno di infrastrutture già esistenti o comunque limitate nello spazio.
“Suez risponde attraverso l’intensificazione del processo biologico, in particolare con la densificazione della biomassa”, afferma Ottavia Burzi, Innovation and Design Engineer di Suez, intervistata dall’Italpress. “La densificazione consiste nell’avere all’interno del sistema due tipi di biomassa, il fiocco di fango classico e il granulo biologico. In questo modo, possiamo combinare l’efficienza di rimozione degli inquinanti, tipica del fiocco di fango con le superiori capacità di decantazione del granulo biologico. Le due soluzioni proprietarie che Suez propone per la densificazione sono il Cyclor Turbo e l’inDENSE”.
Nel dettaglio, il Cyclor Turbo è un reattore in batch, ingegnerizzato per ottenere la densificazione della biomassa, mentre l’inDENSE è un sistema di separazione gravimetrica installato sull’evacuazione del fango biologico che consiste proprio nel ritenere la biomassa densa e nello sbarazzarsi di quella leggera.
“Per il Cyclor Turbo abbiamo 8 referenze, di cui 5 in Francia, e per l’inDENSE 18 referenze, di cui 12 in Francia. Speriamo di avere presto la prima referenza italiana”, dichiara Burzi, che aggiunge: “L’Unione europea ci domanda di fare di più in meno spazio e quindi Suez vede nella densificazione, quindi nell’intensificazione, nell’utilizzare quello che abbiamo già, ma per fare di più, un asse importante. Il futuro della depurazione probabilmente è proprio questo, la densificazione. E’ per questo che, sebbene siano pochi anni che le tecnologie sono state messe a punto, le proponiamo spesso per poterci migliorare, per poterle applicare il più possibile, avere più ritorno di esperienza e migliorare ancora il nostro design e la nostra gestione di questo tipo di sistemi”.
-foto ufficio stampa Suez –
(ITALPRESS).

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