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Meloni “Mattarella da ministro redigeva circolari che invitavano a non concentrare gli studenti stranieri nella stessa classe”

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ROMA (ITALPRESS) – “Non credo che il Presidente della Repubblica abbia paura delle classi ghetto. Io ho letto questa interpretazione prevalente, per la quale le parole di ieri del Presidente della Repubblica erano delle parole per contestare l’iniziativa del governo, ma personalmente non la leggo così. Non la leggo così perché il Presidente della Repubblica, per l’appunto, dice che la scuola deve superare i ghetti, non deve creare ghetti. Il ghetto è chiaramente molto più semplice se tu prendi un bambino straniero che non parla la nostra lingua e lo metti in una classe dove la prevalenza degli studenti non parla la nostra lingua. Questo è il ghetto”. Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ospite di “Cinque Minuti”, su Rai1, risponde a una domanda di Bruno Vespa sulle parole di ieri del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla scuola.

“Mentre creare una distribuzione più equa delle classi, delle classi più equilibrate, serve proprio a impedire che un ragazzo straniero, quanto anche i ragazzi italiani, possano sentirsi dentro un ghetto. Il Presidente della Repubblica parla di superare l’incomunicabilità, e la base per superare l’incomunicabilità è la lingua. Tant’è che noi parliamo, appunto, di una migliore distribuzione dei ragazzi stranieri che non parlano la nostra lingua. E, tra l’altro, voglio dire, oggi lo hanno scritto diversi quotidiani: il Presidente della Repubblica, quando era Ministro dell’Istruzione, redigeva circolari che, più o meno, insomma, anche lì invitavano a non concentrare i ragazzi stranieri nella stessa classe, perché è una misura di buon senso e quindi mi pare che sia giusto portarla avanti”.

“Abbiamo fatto un lavoro molto complesso in questi anni, che ci ha portato a diminuire il deficit dall’8,1% all’attuale 3,08%: stare sotto il 3% ci avrebbe consentito di uscire in anticipo dalla procedura di infrazione, ma seguiremo la tabella di marcia”. “Nella stessa giornata in cui l’Istat ci dice che siamo al 3,08% di deficit ci dice anche che rivede le stime della crescita italiana del 2024 – aggiunge Meloni –. Ci dissero che era stata dello 0,7%, oggi si scopre che è dell’1,1%. È accaduto tutti gli anni che dopo un tot siano state riviste al rialzo le stime della crescita: non so se l’Istat sottostimi gli italiani o il governo, ma sta accadendo sempre e mi dispiacerebbe molto se accadesse anche tra due anni e noi finissimo per scoprire che eravamo sotto il 3%”.

“Quando non è passato l’emendamento sulle preferenze alla Camera con voto segreto si era detto che il governo non aveva più la fiducia del parlamento: ora le preferenze sono nella norma e questa è una grande vittoria degli italiani, ma chiaramente nel momento in cui si torna alla Camera va fatta chiarezza. Se non c’è la fiducia penso che ne dovremo prendere atto”, ha concluso parlando della legge elettorale.

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“Non penso ci si possa disegnare addosso le leggi elettorali: mi accusano di farlo perché sta nella propaganda politica, ma chi ne capisce qualcosa sa che questa legge non favorisce né il centrodestra né il centrosinistra bensì i cittadini; è a loro che le leggi elettorali vanno cucite addosso. Il loro interesse è avere una classe politica che risponda al popolo: questa legge consente di scegliere il partito, la coalizione, il parlamentare, il candidato premier e il programma e dare a chi viene scelto dal popolo i numeri per governare cinque anni, quindi stabilità”, ha poi detto a Porta a Porta. “Se avessimo affrontato questi quattro anni di guerre, crisi energetiche, dazi, instabilità e crisi migratorie con 2-3 governi o maggioranze arcobaleno che non erano in grado di decidere su niente saremmo in una situazione di maggiore difficoltà – aggiunge Meloni -. Che vinca il centrodestra o il centrosinistra, credo che dare a chi vince la possibilità di realizzare il programma faccia la differenza. Non credo che ci si possa cucire addosso le leggi elettorali: chi ha provato a farlo lo ha pagato, provare a vincere le elezioni quando la gente non vuole votare qualcuno significa giocarsi la faccia”.

“È capitato che alcune pagine vicine a Vannacci abbiano, per attaccarmi, utilizzato alcuni argomenti propri della più vergognosa propaganda russa contro di me: segnatamente accuse di fare uso di droga con Zelensky, quando non di avere una relazione con lui. Quando ho trovato questi contenuti mi sono interrogata: credo che su questo sia legittimo aspettarsi da una persona che si definisce patriota parole molto chiare, perché io posso piacere o non piacere ma rappresento l’Italia e di fronte ad accuse così vergognose e infamanti un patriota alza la testa; sono colpita dal fatto che finora Vannacci sia rimasto in silenzio”, ha continuato parlando di Vannacci.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

La Farnesina segue il caso di un giovane italiano ricoverato in un ospedale di Malta

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ROMA (TALPRESS) – La Farnesina sta seguendo dalla scorsa settimana il caso di un cittadino italiano ventenne ricoverato a Malta in trattamento sanitario obbligatorio dopo una crisi. Il giovane, si legge in una nota della Farnesina, era al lavoro su una piattaforma al largo delle acque maltesi e avrebbe avuto un attacco di psicosi che ha richiesto il trasporto urgente a Malta.

Nella giornata di sabato l’Ambasciata d’Italia presso la Valletta è stata contattata dai genitori. Grazie all’intervento della sede diplomatica i genitori sono riusciti ad avere un contatto con l’ospedale. La struttura ha segnalato la gravità delle condizioni del connazionale, motivo per cui al momento non può avere contatti diretti con persone esterne. L’Ambasciata continua a seguire il caso con attenzione e svolge un ruolo di intermediario con l’ospedale per facilitare i contatti con i genitori.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Manovra, Conferenza delle Regioni unanime: “Fondo sanitario nazionale insufficiente”

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ROMA (ITALPRESS) – Riuniti in seduta straordinaria, i Governatori di Regioni condividono oggi una posizione unica sulla legge di Bilancio 2027-2029, chiedendo a Governo e Parlamento “di indirizzare ogni risorsa finanziaria disponibile a favore dell’incremento ulteriore del Fondo sanitario nazionale”.

La Conferenza delle Regioni riconosce l’importanza della dotazione complessiva che nel 2027 porta il Fondo a 146,3 miliardi di euro, segnando una crescita di oltre 3 miliardi e mezzo. “Un aumento che, tuttavia, non riesce a bilanciare la spesa sanitaria effettiva che cresce a un ritmo esponenziale a causa di inflazione, dei maggiori costi legati ai rinnovi contrattuali e della crescita di quelli energetici”, si legge in una nota.

“Nessuno intende disconoscere la realtà: i fondi per la sanità sono aumentati in questi anni di Governo Meloni. Il problema, semmai, è che la spesa corre più del finanziamento e con questa manovra di bilancio rischiamo di non riuscire più a garantire la copertura dei Lea”, spiega il presidente della Conferenza, Massimiliano Fedriga. “Le Regioni già sono in difficoltà per i servizi che stanno assicurando con risorse proprie nel 2026 e, per il futuro, con l’effetto dell’inflazione e con l’impennata dei costi, abbiamo di fronte uno scenario a debito. Per questo chiediamo un correttivo durante l’iter parlamentare della legge di bilancio: occorre che sia veicolato su questo capitolo ogni eventuale risorsa si renda disponibile. La salute è un diritto inviolabile e il servizio pubblico merita di essere sostenuto in modo incondizionato. Non è una partita tra Stato e Regioni, anzi”, chiarisce Fedriga. “Siamo tutti impegnati a garantire servizi sanitari ai cittadini, sostegno ai più fragili, qualità delle cure, prevenzione e assistenza territoriale. Ecco perché oggi rappresenteremo al Presidente Meloni e al Governo una situazione di seria difficoltà, espressa in modo unanime dalla Conferenza”.

– foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

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Politica

Piantedosi incontra l’omologo turco ad Ankara: “Stretta collaborazione tra Italia e Turchia”

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ROMA (ITALPRESS) – Lotta alla criminalità organizzata, contrasto al terrorismo e ai trafficanti di esseri umani sono stati i temi al centro dell’incontro tra il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il suo omologo turco Mustafa Çiftçi, che si è svolto oggi ad Ankara. La stretta collaborazione e lo scambio di informazioni tra le Forze di Polizia dei due Paesi hanno permesso di raggiungere importanti risultati nel contrasto alle reti criminali transnazionali, e grazie al dialogo costante è stato possibile attuare azioni preventive per intensificare la collaborazione investigativa anche nella cooperazione per contrastare il terrorismo. Altrettanto centrale il capitolo migratorio e la lotta ai trafficanti, dove la collaborazione con le autorità turche continua a produrre risultati significativi: gli arrivi di migranti irregolari dalla Turchia nel corso di questo anno sono stati praticamente azzerati.

Un contributo importante in termini di gestione dei flussi migratori, che si affianca al supporto che le autorità turche assicurano alle nostre Forze di Polizia per il transito attraverso Istanbul degli stranieri rimpatriati dall’Italia verso Paesi terzi. “Italia e Turchia – ha concluso Piantedosi – sono legate da una solida amicizia sostenuta dalla forte sintonia tra i nostri Presidenti e da un dialogo politico rinsaldato dal Vertice intergovernativo dell’aprile 2025″. Nel corso della visita il Ministro Piantedosi ha incontrato anche i funzionari italiani delle Organizzazioni Internazionali e della Unione europea in Turchia, competenti sui temi di interesse.

– foto Viminale –

(ITALPRESS).

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