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Economia

Dpfp, Corte dei Conti “Cornice prudente e attenta ai vincoli europei”

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ROMA (ITALPRESS) – Il Documento Programmatico di Finanza Pubblica “delinea una cornice di bilancio prudente e attenta ai vincoli europei per la manovra e il triennio successivo riflettendo innanzitutto il quadro macroeconomico globale, attuale e prospettico, ad alta turbolenza, che si ripercuote sulle finanze pubbliche in termini sia di richieste di sostegno ai redditi delle famiglie e ai bilanci delle imprese di fronte all’inflazione, sia di tensioni sui rendimenti dei titoli pubblici”. Lo rileva la Corte dei Conti nel corso dell’audizione alle Commissioni riunite Bilancio della Camera e del Senato.

“Il Pil italiano tendenziale è previsto crescere di appena lo 0,6 per cento il prossimo anno (contro l’1 per cento dell’anno in corso) per poi risalire leggermente nel 2028-2029, con uno 0,8 per cento in entrambi gli anni – prosegue la Corte dei Conti -. Il DPFP definisce il quadro programmatico muovendo da uno scenario tendenziale che conferma l’obiettivo del rientro dall’indebitamento netto sotto la soglia del 3 per cento già nel 2026 al fine di uscire dal blocco dei paesi osservati speciali, ma incorpora, per il biennio successivo, l’utilizzo di spazi di flessibilità, riconosciuti a livello europeo attraverso la clausola di salvaguardia nazionale”.

“Tale scelta è motivata dalla esigenza di finanziare incrementi di spesa in difesa e misure addizionali in energia che, pur esercitando inevitabilmente un impatto sui saldi di finanza pubblica, non determina il superamento dei tassi di crescita della spesa netta raccomandati dal Consiglio. L’attivazione della clausola sarà, comunque, parziale, poiché il Documento – e congiuntamente la richiesta di scostamento di bilancio che verrà presentata nei prossimi giorni al Parlamento – prevede, in realtà, un impiego della NEC che non intende utilizzare tutto lo spazio potenzialmente disponibile, pari a 1,5 punti di Pil (circa 36 miliardi di euro), ma soltanto 0,6 punti: 0,3 punti di Pil per la difesa e altrettanti per l’energia in ciascuno dei due anni 2027 e 2028″, spiega ancora la Corte dei Conti.

– Foto Ipa Agency –

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Economia

Premio Nobel per l’economia a Robert E. Hall e Michael Woodford

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STOCCOLMA (SVEZIA) (ITALPRESS) – Il premio Nobel per l’economia 2026 è stato assegnato a Robert E. Hall e Michael Woodford, economisti entrambi statunitensi, per i loro studi sulle fondamenta della stabilizzazione macroeconomica. Lo rende noto la Reale Accademia Svedese delle Scienze. I due economisti insegnano rispettivamente alla Stanford University (Hall), e alla Columbia University (Woodford). “I vincitori del premio Nobel ci hanno aiutato ad attenuare gli alti e bassi dell’economia“, spiega l’Accademia svedese in una nota. “Hanno sviluppato nuovi modelli macroeconomici che hanno migliorato significativamente la nostra capacità di attuare politiche di stabilizzazione efficaci. Sulla base di questi modelli, misure di politica fiscale e monetaria tempestive possono ridurre i picchi e le flessioni dell’economia”, si legge ancora.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Commercialisti, Guadalupi “Il titolo spetta solo agli iscritti all’albo, stop agli abusi”

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MILANO (ITALPRESS) – Un grido di allarme, ma anche un richiamo alla responsabilità e alla corretta informazione. La vicenda giudiziaria che coinvolge Daniele Moretti, attualmente agli arresti domiciliari per truffa, riporta al centro una questione che investe direttamente la reputazione e la credibilità della professione: l’uso improprio del titolo di commercialista da parte di persone che non risultano iscritte all’Albo. A intervenire è Marcello Guadalupi, presidente della Fondazione dei Commercialisti di Milano, che raccoglie e rilancia la presa di posizione del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, intervenuto per precisare che Moretti non è iscritto all’Albo e non può quindi essere qualificato come appartenente alla categoria. “Dobbiamo fare chiarezza una volta per tutte – è il messaggio di Guadalupi -. Quando parliamo della professione di commercialista, dobbiamo riferirci esclusivamente a chi è regolarmente iscritto all’Albo, opera nel rispetto delle norme che disciplinano l’attività professionale e osserva il codice deontologico. Non possiamo consentire che persone estranee alla nostra categoria si presentino come professionisti, approfittando anche della scarsa conoscenza che talvolta gli utenti hanno delle differenze tra chi è abilitato e chi non lo è”. 

Il punto, sottolinea Guadalupi, non è soltanto formale. È una questione di tutela della professione e di tutti coloro che, attraverso anni di studio, preparazione e aggiornamento, hanno acquisito le competenze necessarie per esercitarla nel rispetto delle regole. L’iscrizione all’Albo non è un dettaglio burocratico, ma un elemento essenziale di riconoscibilità e garanzia, collegato a requisiti professionali, obblighi e regole di comportamento. “È nostro dovere difendere il lavoro e la reputazione di migliaia di professionisti che ogni giorno svolgono la propria attività con serietà, competenza e senso di responsabilità. Non è giusto che un’intera categoria subisca un danno d’immagine per vicende che riguardano persone che, come precisato dal Consiglio nazionale, non appartengono alla professione”. Da qui l’appello a non fare confusione e a evitare generalizzazioni. Quando una persona coinvolta in un’indagine viene definita commercialista senza che ne sia stata verificata l’effettiva iscrizione all’Albo, il rischio è che la notizia finisca per proiettare un’ombra su un’intera comunità professionale, compromettendo un rapporto di fiducia costruito negli anni. Guadalupi richiama quindi la responsabilità degli organi di informazione, invitandoli a verificare l’effettiva iscrizione all’Albo prima di attribuire a una persona il titolo di commercialista. Una verifica essenziale per garantire accuratezza nella narrazione dei fatti e rispetto nei confronti di una professione regolamentata.

La questione, infatti, non riguarda soltanto il corretto utilizzo di una qualifica, ma il valore delle regole che distinguono l’esercizio legittimo di una professione da una semplice autoattribuzione del titolo. La precisione del linguaggio giornalistico diventa così uno strumento concreto per evitare generalizzazioni e preservare la credibilità delle istituzioni professionali. “Chi commette eventuali illeciti deve risponderne nelle sedi competenti, sulla base degli accertamenti e delle responsabilità individuali. Non si può permettere che condotte attribuite a singoli soggetti diventino un giudizio indiscriminato su un’intera categoria. Difendere la professione significa pretendere che i fatti siano raccontati con rigore, senza ambiguità e senza ingiuste sovrapposizioni”, conclude Guadalupi. Una presa di posizione netta, che ribadisce la necessità di distinguere con chiarezza tra chi è legittimato a esercitare la professione e chi non appartiene all’Ordine. Perché la reputazione di una categoria si costruisce nel tempo, attraverso competenza e responsabilità, e non può essere compromessa da un uso improprio del suo nome.

– foto ufficio stampa Fondazione dei Commercialisti di Milano –

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Economia

Eni, siglati due accordi per la cessione di partecipazioni in asset upstream in Indonesia

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MILANO (ITALPRESS) – Eni ha sottoscritto due accordi vincolanti per la cessione di partecipazioni in selezionati asset upstream in Indonesia operati da Searah, la joint venture indipendente partecipata al 50% da Eni e al 50% da Petronas. Il primo accordo riguarda la cessione a Pertamina. Eni cederà a Pertamina – società energetica nazionale indonesiana e maggiore produttore di petrolio e gas del Paese, con un ruolo strategico nelle infrastrutture energetiche del Kalimantan Orientale e nella rete gas della regione – la propria partecipazione del 10% nei PSC East Sepinggan, North Ganal e Rapak. Gli asset includono i giacimenti di gas in produzione Merakes ed East Merakes, nonché le scoperte di gas Geng North e Gehem, attualmente in fase di sviluppo attraverso il progetto gas North Hub, designato come Progetto Strategico Nazionale. Il secondo, riguarda la cessione a Medco. Eni cederà a Medco, primaria società nel settore dell’energia e delle risorse naturali del Sud-Est asiatico, la propria partecipazione del 10% nei PSC West Ganal, East Ganal, Ganal e Muara Bakau. Tali asset comprendono il giacimento in produzione di Jangkrik; i progetti gas Maha, Gendalo e Gandang, sviluppati nell’ambito del progetto South Hub; nonché Geliga, la recente scoperta giant a gas. Le operazioni fanno seguito al recente avvio di Searah ed evidenziano la solida creazione di valore generata da Eni negli ultimi anni nel Bacino di Kutei, grazie alle proprie distintive capacità nell’esplorazione e sviluppo.

I recenti successi esplorativi di Geng North e Geliga hanno consentito di individuare risorse per oltre 10 Tcf di gas e 650 milioni di barili di condensato. In aggiunta alle decisioni finali di investimento annunciate lo scorso marzo per i progetti North Hub e South Hub, tali risultati hanno generato un valore significativo per Eni e attratto un forte interesse da parte dell’industria per gli asset stessi. Il perfezionamento di entrambe le operazioni è soggetto all’ottenimento delle consuete autorizzazioni governative e regolatorie. Eni opera in Indonesia dal 2001, dove detiene un portafoglio upstream diversificato che comprende attività di esplorazione, sviluppo e produzione e, più recentemente, iniziative nel settore dell’agri-feedstock. Eni opera direttamente i PSC Peri-Mahakam e Makassar Strait e il blocco Sapukala, recentemente assegnato. Da giugno 2026 Eni detiene, insieme a Petronas, una quota del 50% nella neo-costituita società Searah, che unisce portafogli, competenze ed esperienza regionale complementari delle due società con l’obiettivo di garantire creazione di valore nel lungo termine e eccellenza operativa in Indonesia e Malesia. Con un portafoglio di 19 asset di produzione e sviluppo di gas – 14 in Indonesia e 5 in Malesia- Searah produce attualmente circa 350 mila boe/giorno, con l’obiettivo di superare i 500 mila boe/giorno di produzione sostenibile entro il 2028.

– foto logo Eni –

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