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Economia

Premio Nobel per l’economia a Robert E. Hall e Michael Woodford

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STOCCOLMA (SVEZIA) (ITALPRESS) – Il premio Nobel per l’economia 2026 è stato assegnato a Robert E. Hall e Michael Woodford, economisti entrambi statunitensi, per i loro studi sulle fondamenta della stabilizzazione macroeconomica. Lo rende noto la Reale Accademia Svedese delle Scienze. I due economisti insegnano rispettivamente alla Stanford University (Hall), e alla Columbia University (Woodford). “I vincitori del premio Nobel ci hanno aiutato ad attenuare gli alti e bassi dell’economia“, spiega l’Accademia svedese in una nota. “Hanno sviluppato nuovi modelli macroeconomici che hanno migliorato significativamente la nostra capacità di attuare politiche di stabilizzazione efficaci. Sulla base di questi modelli, misure di politica fiscale e monetaria tempestive possono ridurre i picchi e le flessioni dell’economia”, si legge ancora.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Commercialisti, Guadalupi “Il titolo spetta solo agli iscritti all’albo, stop agli abusi”

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MILANO (ITALPRESS) – Un grido di allarme, ma anche un richiamo alla responsabilità e alla corretta informazione. La vicenda giudiziaria che coinvolge Daniele Moretti, attualmente agli arresti domiciliari per truffa, riporta al centro una questione che investe direttamente la reputazione e la credibilità della professione: l’uso improprio del titolo di commercialista da parte di persone che non risultano iscritte all’Albo. A intervenire è Marcello Guadalupi, presidente della Fondazione dei Commercialisti di Milano, che raccoglie e rilancia la presa di posizione del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, intervenuto per precisare che Moretti non è iscritto all’Albo e non può quindi essere qualificato come appartenente alla categoria. “Dobbiamo fare chiarezza una volta per tutte – è il messaggio di Guadalupi -. Quando parliamo della professione di commercialista, dobbiamo riferirci esclusivamente a chi è regolarmente iscritto all’Albo, opera nel rispetto delle norme che disciplinano l’attività professionale e osserva il codice deontologico. Non possiamo consentire che persone estranee alla nostra categoria si presentino come professionisti, approfittando anche della scarsa conoscenza che talvolta gli utenti hanno delle differenze tra chi è abilitato e chi non lo è”. 

Il punto, sottolinea Guadalupi, non è soltanto formale. È una questione di tutela della professione e di tutti coloro che, attraverso anni di studio, preparazione e aggiornamento, hanno acquisito le competenze necessarie per esercitarla nel rispetto delle regole. L’iscrizione all’Albo non è un dettaglio burocratico, ma un elemento essenziale di riconoscibilità e garanzia, collegato a requisiti professionali, obblighi e regole di comportamento. “È nostro dovere difendere il lavoro e la reputazione di migliaia di professionisti che ogni giorno svolgono la propria attività con serietà, competenza e senso di responsabilità. Non è giusto che un’intera categoria subisca un danno d’immagine per vicende che riguardano persone che, come precisato dal Consiglio nazionale, non appartengono alla professione”. Da qui l’appello a non fare confusione e a evitare generalizzazioni. Quando una persona coinvolta in un’indagine viene definita commercialista senza che ne sia stata verificata l’effettiva iscrizione all’Albo, il rischio è che la notizia finisca per proiettare un’ombra su un’intera comunità professionale, compromettendo un rapporto di fiducia costruito negli anni. Guadalupi richiama quindi la responsabilità degli organi di informazione, invitandoli a verificare l’effettiva iscrizione all’Albo prima di attribuire a una persona il titolo di commercialista. Una verifica essenziale per garantire accuratezza nella narrazione dei fatti e rispetto nei confronti di una professione regolamentata.

La questione, infatti, non riguarda soltanto il corretto utilizzo di una qualifica, ma il valore delle regole che distinguono l’esercizio legittimo di una professione da una semplice autoattribuzione del titolo. La precisione del linguaggio giornalistico diventa così uno strumento concreto per evitare generalizzazioni e preservare la credibilità delle istituzioni professionali. “Chi commette eventuali illeciti deve risponderne nelle sedi competenti, sulla base degli accertamenti e delle responsabilità individuali. Non si può permettere che condotte attribuite a singoli soggetti diventino un giudizio indiscriminato su un’intera categoria. Difendere la professione significa pretendere che i fatti siano raccontati con rigore, senza ambiguità e senza ingiuste sovrapposizioni”, conclude Guadalupi. Una presa di posizione netta, che ribadisce la necessità di distinguere con chiarezza tra chi è legittimato a esercitare la professione e chi non appartiene all’Ordine. Perché la reputazione di una categoria si costruisce nel tempo, attraverso competenza e responsabilità, e non può essere compromessa da un uso improprio del suo nome.

– foto ufficio stampa Fondazione dei Commercialisti di Milano –

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(ITALPRESS).

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Economia

Eni, siglati due accordi per la cessione di partecipazioni in asset upstream in Indonesia

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MILANO (ITALPRESS) – Eni ha sottoscritto due accordi vincolanti per la cessione di partecipazioni in selezionati asset upstream in Indonesia operati da Searah, la joint venture indipendente partecipata al 50% da Eni e al 50% da Petronas. Il primo accordo riguarda la cessione a Pertamina. Eni cederà a Pertamina – società energetica nazionale indonesiana e maggiore produttore di petrolio e gas del Paese, con un ruolo strategico nelle infrastrutture energetiche del Kalimantan Orientale e nella rete gas della regione – la propria partecipazione del 10% nei PSC East Sepinggan, North Ganal e Rapak. Gli asset includono i giacimenti di gas in produzione Merakes ed East Merakes, nonché le scoperte di gas Geng North e Gehem, attualmente in fase di sviluppo attraverso il progetto gas North Hub, designato come Progetto Strategico Nazionale. Il secondo, riguarda la cessione a Medco. Eni cederà a Medco, primaria società nel settore dell’energia e delle risorse naturali del Sud-Est asiatico, la propria partecipazione del 10% nei PSC West Ganal, East Ganal, Ganal e Muara Bakau. Tali asset comprendono il giacimento in produzione di Jangkrik; i progetti gas Maha, Gendalo e Gandang, sviluppati nell’ambito del progetto South Hub; nonché Geliga, la recente scoperta giant a gas. Le operazioni fanno seguito al recente avvio di Searah ed evidenziano la solida creazione di valore generata da Eni negli ultimi anni nel Bacino di Kutei, grazie alle proprie distintive capacità nell’esplorazione e sviluppo.

I recenti successi esplorativi di Geng North e Geliga hanno consentito di individuare risorse per oltre 10 Tcf di gas e 650 milioni di barili di condensato. In aggiunta alle decisioni finali di investimento annunciate lo scorso marzo per i progetti North Hub e South Hub, tali risultati hanno generato un valore significativo per Eni e attratto un forte interesse da parte dell’industria per gli asset stessi. Il perfezionamento di entrambe le operazioni è soggetto all’ottenimento delle consuete autorizzazioni governative e regolatorie. Eni opera in Indonesia dal 2001, dove detiene un portafoglio upstream diversificato che comprende attività di esplorazione, sviluppo e produzione e, più recentemente, iniziative nel settore dell’agri-feedstock. Eni opera direttamente i PSC Peri-Mahakam e Makassar Strait e il blocco Sapukala, recentemente assegnato. Da giugno 2026 Eni detiene, insieme a Petronas, una quota del 50% nella neo-costituita società Searah, che unisce portafogli, competenze ed esperienza regionale complementari delle due società con l’obiettivo di garantire creazione di valore nel lungo termine e eccellenza operativa in Indonesia e Malesia. Con un portafoglio di 19 asset di produzione e sviluppo di gas – 14 in Indonesia e 5 in Malesia- Searah produce attualmente circa 350 mila boe/giorno, con l’obiettivo di superare i 500 mila boe/giorno di produzione sostenibile entro il 2028.

– foto logo Eni –

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Economia

Mazzi “Nel 2025 record di 535,5 milioni di presenze turistiche e 185 miliardi di spesa”

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ROMA (ITALPRESS) – Sono 535 milioni e 500mila le presenze turistiche del 2025, per una spesa complessiva di 185 miliardi. Sono questi i numeri record presentati dal Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi a Confesercenti Forum 2026, la manifestazione organizzata da Confesercenti in Piazza del Popolo a Roma.

“E il 2026 consolida questa tendenza positiva. La spesa dei viaggiatori stranieri nei primi otto mesi è salita a 16 miliardi e 200 mila euro, +5% sullo stesso periodo del 2025. Un ritmo di crescita oltre sei volte superiore a quello registrato un anno fa. Il ruolo del commercio e delle imprese di prossimità è fondamentale. Ogni attività che accende una piazza, ogni impresa che investe nel territorio, ogni servizio offerto ai cittadini e ai visitatori contribuisce a rendere una destinazione più attrattiva e accogliente. Perché non esiste turismo di qualità senza comunità vive, dinamiche e capaci di creare relazioni. Il successo dell’Italia lo stiamo raggiungendo grazie alle nostre città, ai borghi, alle produzioni locali, al patrimonio artistico e culturale, e alle nostre tradizioni ovvero al sistema Paese, in grado di rendere possibile quella straordinaria varietà di esperienze turistiche”, le parole del Ministro del Turismo.

“Il turismo è da tempo uno dei motori più potenti dell’economia italiana, un’industria fatta di imprese che generano ricchezza e occupazione sui territori. Ma è anche un settore che ha bisogno di essere accompagnato nelle sfide del futuro”, ha sottolineato il presidente di Assoturismo Confesercenti Vittorio Messina.

“Dall’aumento dei costi energetici ai cambiamenti globali che stanno già ridisegnando la geografia dei flussi turistici e la stagionalità delle presenze, le nostre imprese devono affrontare trasformazioni profonde. Servono politiche e strumenti adeguati per sostenerne la competitività”. “Il turista che arriva in Italia cerca qualcosa in più rispetto alla bellezza dei nostri luoghi, alla cultura e alla gastronomia. Dobbiamo saper interpretare questa trasformazione, e la rigenerazione dei territori è la risposta”, ha aggiunto il presidente di Confesercenti Nico Gronchi. “Lo scorso anno i turisti hanno speso circa 56,7 miliardi di euro in Italia, esclusi i viaggi: il 24% nella ristorazione e il 15% nei negozi. Dobbiamo preservare l’identità e l’unicità della nostra offerta, perché è questo che rende l’Italia diversa dalle altre destinazioni”.

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– Foto Ipa Agency –

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