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Cronaca

Il divario di genere pesa su accesso alle cure, prevenzione e salute mentale

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SESTO FIORENTINO (ITALPRESS) – Le differenze di genere influenzano concretamente i percorsi di salute, dall’accesso alle cure alla possibilità di gestirle nel tempo. E’ quanto emerso nel corso di “Salute che include. Dalle differenze di genere, nuove prospettive per la salute di tutti”, evento che – con la supervisione scientifica di UN Women – Lilly ha promosso e ospitato presso la sede italiana di Sesto Fiorentino in occasione dei suoi 150 anni.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto sulla salute come ambito inclusivo e attento alle differenze di genere, culturali e sociali. A rafforzare i tavoli di lavoro, la presentazione dei risultati di una analisi dedicata, realizzata da IQVIA, che ha messo appunto in evidenza come le differenze di genere incidano in modo significativo non solo sul modo in cui uomini e donne vivono e percepiscono la salute, ma anche sull’accesso ai servizi, sui comportamenti di prevenzione e sulla continuità delle cure.
Dall’analisi è emerso come la salute sia una priorità per la maggioranza della popolazione, in particolare per l’84% delle donne e per l’82% degli uomini, ma con un disallineamento tra consapevolezza e possibilità effettiva di cura. Se da un lato le donne risultano più attente alla prevenzione e più sensibili ai temi del benessere psicofisico, dall’altro solo il 39% delle donne italiane può essere considerato realmente in grado di prendersi cura in modo attivo e continuativo della propria salute nella quotidianità. La maggioranza, oltre 6 donne su 10, pur riconoscendo l’importanza della prevenzione, incontra difficoltà nell’attivarsi con continuità, a causa di barriere economiche, carichi familiari, vincoli organizzativi e minore stabilità lavorativa.
Isabella Cecchini, Direttrice Primary Market Research e Responsabile Centro Studi IQVIA, ha presentato l’analisi mettendo in evidenza come la salute venga sempre più concepita in modo ampio e olistico, come equilibrio tra benessere fisico, mentale e relazionale, ma evidenziano al contempo gap significativi nei comportamenti di prevenzione, nell’accesso alle cure e nella gestione della cronicità. In particolare, emergono differenze rilevanti tra uomini e donne in termini di percezione della salute, livelli di engagement e capacità di attivarsi nei percorsi di cura. Queste evidenze sottolineano l’importanza di leggere i trend sanitari non solo in chiave clinica, ma anche culturale e sociale, per supportare politiche e modelli di intervento più equi, efficaci e centrati sulla persona.
A questo si aggiunge un divario di accesso ancora marcato: il 32% della popolazione dichiara di aver rinunciato almeno una volta a visite o accertamenti sanitari. Tra le donne, la rinuncia è più spesso legata a motivi economici, mentre tra gli uomini prevalgono fattori logistici e organizzativi, come tempi di attesa o difficoltà di prenotazione. Incide inoltre il gap nella copertura assicurativa sanitaria, con solo il 28% delle donne in possesso di un’assicurazione privata o aziendale, contro il 40% degli uomini.
Le differenze riguardano però anche le diverse fasi della vita, che si riflettono nelle modalità di prevenzione e gestione della salute. Tra le under 35, il 73% cerca informazioni online, ma solo il 36% effettua esami regolarmente. Tra le 36-59enni, il 54% svolge regolarmente esami e check-up, mentre tra le over 60 la quota sale al 66%.
Un dato particolarmente rilevante che differenzia gli uomini dalle donne è legato al rapporto con l’informazione sulla salute. Nonostante per entrambi i sessi il medico rappresenti tutt’ora il principale punto di riferimento e il farmacista mantenga un ruolo significativo, tra le donne la rete dei touchpoint informativi è più ampia e comprende anche le associazioni di pazienti, ritendendo invece poco affidabili i canali digitali, tra cui web e IA.
“I dati confermano che le donne dimostrano un’elevata attenzione alla salute e una forte propensione alla prevenzione, ma questa consapevolezza si scontra quotidianamente con ostacoli concreti. Vincoli economici, carichi lavorativi e familiari, difficoltà organizzative e mancanza di tempo limitano la possibilità di prendersi cura di sè in modo continuativo – ha sottolineato Darya Majidi, Presidente di UN Women Italy. – E’ significativo osservare come molte donne siano costrette a rinunciare sia alle cure fisiche sia al supporto psicologico, principalmente a causa dei costi, nonostante ne riconoscano l’importanza. Queste rinunce non sono il risultato di scelte individuali, ma il riflesso di un sistema che deve essere ripensato per tutelare e sostenere le donne. Investire in politiche, servizi e modelli organizzativi che permettano alle donne di prendersi cura della propria salute significa migliorare non solo la salute delle donne, ma quella del Paese nel suo complesso”.
Le differenze emergono con forza anche nell’ambito della salute mentale: le donne dichiarano livelli di stress e di stati ansioso-depressivi circa doppi rispetto agli uomini ma, nonostante una maggiore apertura verso il supporto psicologico, il 15% delle donne riferisce di aver rinunciato a percorsi di sostegno per i costi troppo elevati. Il ricorso al supporto psicologico varia significativamente anche in base alla fascia d’età: il 55% delle donne under 35 ha consultato uno psicologo almeno una volta, mentre il dato scende al 34% per le donne tra i 35 e 59 anni, e al 23% delle donne over 60.
Il tema riguarda anche le aziende, che possono contribuire a ridurre il divario tra consapevolezza e accesso alle cure a partire dalle persone che ci lavorano. Coperture sanitarie integrative, iniziative di prevenzione e screening sul luogo di lavoro e strumenti per conciliare lavoro e cura, a partire dalla genitorialità e dal caregiving, sono tra le aree di intervento indicate dall’analisi per gli attori dell’ecosistema salute. In questa direzione Lilly ha sviluppato per i propri dipendenti un insieme di attività che parte dalla salute e arriva alla conciliazione tra lavoro e cura.
“Rendere la salute inclusiva significa partire da casa: garantire coperture sanitarie, promuovere la prevenzione sul luogo di lavoro e sostenere la genitorialità e il caregiving – ha dichiarato Manuela Schumann, Vice President HR & Site Services di Lilly Italy Hub -. Un’azienda che produce medicine deve prendersi cura innanzitutto della salute delle proprie persone, tenendo conto delle diverse esigenze. In Lilly lo facciamo attraverso l’assicurazione sanitaria integrativa, i check-up annuali e gli screening nel nostro campus, oltre a iniziative dedicate alla genitorialità e alla nostra community dei caregiver. Monitoriamo costantemente il nostro approccio per garantirne l’efficacia nel tempo e continueremo a migliorarlo insieme alle nostre persone e ai partner del sistema salute”.
“Rendere la salute realmente inclusiva richiede un impegno di sistema che si fonda su tre principi chiave: prossimità, perseveranza e tempestività – ha dichiarato Elias Khalil, Presidente e Amministratore Delegato di Lilly Italy Hub -. Sono valori che guidano l’impegno di Lilly da 150 anni e che continuano a orientare il nostro modo di fare ricerca e innovazione. Prossimità significa portare le soluzioni terapeutiche dove vivono le persone, riducendo le distanze geografiche, organizzative e di genere che ancora ostacolano l’accesso alle cure. Perseveranza vuol dire continuare a investire nella ricerca anche quando i percorsi sono lunghi e complessi, senza lasciare soli pazienti e famiglie. Tempestività, infine, implica lavorare con tutti gli attori del sistema affinchè le innovazioni arrivino ai pazienti nel minor tempo possibile, perchè ogni ritardo nell’accesso alle cure rappresenta una forma di esclusione. E’ su questi pilastri che si fonda il contributo di Lilly allo sviluppo di un sistema sanitario più equo ed efficace”.

– foto ufficio stampa Lilly –
(ITALPRESS).

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Como da record, travolto il Lens 9-1 in Francia

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LENS (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il Como scrive la storia e supera fuori casa il Lens con l’incredibile punteggio di 9-1. Sono le magie di Nico Paz e la tripletta di Douvikas a illuminare una notte che rimarrà per sempre nella memoria dei tifosi biancoblù. Al primo affondo, dopo soli sette minuti, i lariani passano in vantaggio. Milla crossa dalla destra, Perrone fa da torre di testa per Douvikas che in allungo batte Risser da due passi. Al quarto d’ora, i padroni di casa si procurano un calcio di rigore per un presunto fallo di mano in area commesso da Caqueret, ma l’arbitro cambia la decisione dopo la revisione al Var. Gli uomini di Fabregas al 32′ al termine di un’azione spettacolare. Nico Paz riceve sulla destra e cambia gioco in area verso Valle, il quale rimette la palla al centro di prima intenzione per un liberissimo Douvikas, che insacca con il destro e sigla la doppietta personale. Al 40′ è una nuova ripartenza fulminea a regalare il tris ai lombardi. Douvikas avanza centralmente, perde tempo sul primo controllo ma riesce comunque ad allargare sulla destra per Nico Paz, che conclude sotto la traversa con un sinistro imprendibile per Risser. Il primo tempo si chiude sullo 0-3. Lo spettacolo non si ferma e il poker si materializza dopo nemmeno due minuti dall’inizio della ripresa. Nico Paz verticalizza alla grande per capitan Da Cunha, che entra in area dalla destra e indovina un perfetto mancino rasoterra all’angolino superando Risser. I biancoblù sono inarrestabili e all’8′ firmano la cinquina. Milla pennella un traversone dalla sinistra, pescando in area Kempf che di testa trafigge Risser. Passano quattro minuti e il 6-0 è servito. Nico Paz illumina in verticale per Douvikas, che entra in area e batte ancora il portiere firmando la tripletta personale. La girandola di cambi non spegne l’entusiasmo ospite, con Ramon che al 17′ imbuca centralmente per il neo entrato Liberali, il quale avanza e beffa Risser con un tocco mancino di punta sul primo palo che vale il clamoroso 7-0. Il gol della bandiera dei transalpini arriva al 25′, quando una grande staffilata al volo con il destro di Agular trafigge un incolpevole Butez. Il Como non si accontenta e al 24′ Liberali libera di tacco Baturina, che si infila in mezzo ai difensori avversari e supera il povero Risser per l’ottava volta. Il 9-1 finale si concretizza a inizio recupero, quando il giovanissimo Papaccioli infila Risser sfruttando al meglio un assist di uno scatenato Liberali. Grazie a questo trionfo, i lariani salgono al quarto posto a quota 9 punti, in attesa della prossima sfida europea in programma il 24 novembre al Sinigaglia contro l’Aek Atene.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Napoli in emergenza travolto 4-1 in casa del Porto

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OPORTO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Crolla 4-1 il Napoli di Massimiliano Allegri, sconfitto in trasferta dal Porto che trova la sua prima vittoria in questa Champions League. Netta emergenza per gli azzurri, con soli sette giocatori in panchina. Per i portoghesi in gol Bednarek, Veiga, Kiwior e Samu, vana la rete del momentaneo pari di McTominay. Parte bene il Porto, che al 4′ troverebbe la rete del vantaggio grazie a Pepè ma l’arbitro annulla tutto per fuorigioco. Sorpreso il Napoli, che poco più tardi subisce l’1-0: Bednarek sfrutta il corner di Veiga e salta indisturbato all’interno dell’area, battendo di testa Meret. Alla mezz’ora si fanno avanti gli azzurri, con l’iniziativa di Højlund che palla al piede arriva al limite dell’area e calcia mancando di poco la porta. Chance per il Napoli, che al 38′ andrebbe sull’1-1 con De Bruyne ma anche in questo caso tutto fermo per posizione irregolare. Crescono i partenopei, che al 43′ trovano il pari: girata da due passi di Højlund e respinta di Diogo Costa che finisce sui piedi di McTominay, con lo scozzese che ribadisce in rete.
A inizio ripresa il Porto va vicino al nuovo vantaggio, ancora con Bednarek che sempre su corner colpisce la traversa. Altra traversa colpita dal Porto al 64′, stavolta con il tiro al volo di Veiga. Napoli sulle gambe, complice anche la panchina corta, e Porto che ne approfitta siglando il 2-1 proprio con Veiga, perso dalla difesa e libero di battere Meret. Allegri inserisce Lang, Giovane e Lucca per il finale di gara ma è ancora un piazzato a punire i suoi, con Kiwior che prende il tempo e di testa firma il 3-1. Finale amaro per il Napoli , che al 90′ subisce la ripartenza sulla quale Marin commette fallo da rigore ed espulsione diretta su Samu. Dal dischetto va lo stesso attaccante che spiazza Meret e chiude definitivamente la pratica del Do Dragao.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cina, un professore italiano crea un ponte tra il Fujian e il mondo

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FUZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Bruno Briseghella, professore italiano presso la Facoltà di ingegneria civile dell’Università di Fuzhou, nella provincia orientale cinese del Fujian, è stato celebrato come “un ponte tra il Fujian e il resto del mondo”, per il suo eccezionale contributo allo sviluppo della provincia e alla sua apertura al mondo.

Nel 2007, Briseghella ha incontrato il professor Chen Baochun, allora preside della Facoltà di ingegneria civile dell’Università di Fuzhou, durante un paio di conferenze in Europa.

“Nella casa di famiglia abbiamo molti dipinti realizzati da un parente che visitò la Cina negli anni Cinquanta. Dipingeva non solo monumenti famosi, ma anche la vita quotidiana dei cinesi di allora: le strade, i mercati, i volti”, ha ricordato. “Quei dipinti sono stati la mia prima finestra sulla Cina e mi hanno accompagnato per tutta la vita. Così, quando Chen mi ha invitato a visitare l’Università di Fuzhou, mi è sembrato di rispondere finalmente a un richiamo della mia infanzia e ho accettato senza esitazione”.

In qualità di esperto di ingegneria dei ponti, Briseghella ritiene che un ponte davvero eccellente debba essere non solo funzionale e sicuro, ma anche resiliente e duraturo.

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“Applicando la nostra ricerca sui ponti a spalle integrali, possiamo costruire nuovi ponti, e persino potenziare quelli già esistenti, rendendoli più resilienti alle condizioni estreme. Dureranno più a lungo, costeranno meno in termini di manutenzione e garantiranno la circolazione sicura di persone e merci”, ha dichiarato.

Nel corso degli anni, Briseghella ha insegnato e seguito molti studenti cinesi. “E grazie a loro ho capito moltissimo della cultura cinese. Sinceramente, ho ricevuto molto più di quanto abbia mai dato”, ha dichiarato.

Oggi considera il proprio ruolo sia quello di ingegnere sia quello di ponte culturale. Molti studenti internazionali si sono uniti al suo gruppo di ricerca, persone provenienti dai Paesi lungo la Belt and Road e non solo. A suo parere, la collaborazione accademica tra le università cinesi e quelle di questi Paesi è estremamente importante. Richiede impegno continuo, pazienza e una sincera curiosità reciproca.

Per lui, la modernizzazione cinese non è semplicemente una storia di crescita. E’ un modello di sviluppo che non è copiato da nessun’altra parte, ma è invece costruito in base alle condizioni proprie della Cina, alla sua cultura e alla sua visione a lungo termine. E ciò che rende concreta questa visione è il sistema dei piani quinquennali.

“Ogni piano quinquennale definisce la direzione per i cinque anni successivi e ogni nuovo piano si basa sui risultati di quello precedente”, ha dichiarato. “E’ per questo che la Cina riesce a muoversi a una velocità che il resto del mondo spesso fatica a comprendere, pur rimanendo saldamente radicata nella vita quotidiana e nel duro lavoro dei comuni cittadini cinesi”.

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Per lui, la modernizzazione cinese combina grandezza e qualità. Non si tratta soltanto di costruire di più – più città, più strade, più ponti – ma anche di costruire meglio e di garantire che il progresso raggiunga le persone che ne hanno più bisogno.

Il professore ha citato come esempio i progetti ai quali ha lavorato con il suo gruppo. Questi progetti hanno mostrato la modernizzazione cinese su due livelli. A livello nazionale, il suo gruppo ha lavorato al ponte autostradale e ferroviario sullo stretto di Pingtan, nel Fujian, un ponte combinato autostradale-ferroviario che attraversa il mare, collegando l’isola di Pingtan alla terraferma e trasformando la vita di un’intera regione.

A livello internazionale, il gruppo ha contribuito alla realizzazione del ponte sospeso Maputo-Katembe in Mozambico e del ponte ferroviario El Ferdan sul canale di Suez, in Egitto.

“Insieme, i tre progetti illustrano un tema chiaro: la modernizzazione cinese non sta solo trasformando la Cina stessa, ma sta anche contribuendo a trasformare la connettività e lo sviluppo in tutto il mondo, un ponte, un collegamento, un passo alla volta”, ha dichiarato.

E’ una visione che Briseghella ha fatto propria e nella quale, afferma, ha trovato il proprio ruolo. “Sono ancora un ingegnere che progetta ponti in acciaio e cemento. Ma spero anche di essere un ponte tra la Cina e il resto del mondo. Perchè, in fin dei conti, che sia fatto d’acciaio o di amicizia, un ponte ha sempre lo stesso scopo: avvicinare le persone”.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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