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Cronaca

LA VOGHERA SOLIDALE IN DUOMO NEL RICORDO DI ONDINA TORTI

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La città si è stretta attorno alla memoria di “Didì”, figura guida della Croce Rossa e V.O.S. e simbolo indiscusso di solidarietà e impegno civile.
La città di Voghera ha reso omaggio alla memoria di Ondina Torti, scomparsa all’età di 77 anni. Conosciuta affettuosamente da tutti come “Didì”, la sua figura ha rappresentato per oltre trent’anni un punto di riferimento insostituibile per l’associazionismo locale, la solidarietà e la Croce Rossa Italiana. Le esequie si sono tenute stamane in un Duomo di Voghera gremito di rappresentanti di Croce Rossa, Alpini, Rotary Club Valle Staffora, Esercito, Carabinieri, Comune e Regione.
Nata a Palermo – figlia di Mario Torti, celebre calciatore di Serie A e B – Ondina era cresciuta a Voghera, legata anche alla storica boutique di famiglia “Anna e Mario”. Laureata in Biomedica e con un’esperienza al Policlinico San Matteo di Pavia, nel 1991 ha intrapreso il percorso da Infermiera Volontaria della CRI.
Da quel momento è iniziata una missione ininterrotta a favore del prossimo. Nella Croce Rossa ha ricoperto ruoli di grande responsabilità: Vice ispettore, delegato provinciale e docente di Diritto Umanitario, primo capo monitore riqualificato nel nostro Paese. È stata in prima linea durante emergenze nazionali, come i terremoti in Abruzzo ed Emilia, e in missioni internazionali nei campi profughi in Somalia e Bosnia. Dal 2012 al 2020, da Presidente della CRI di Voghera e Varzi, ha guidato lo sviluppo del comitato fino a farlo diventare un modello nazionale.
La sua dedizione si è intrecciata con la capacità di trasformare il dolore in bene comune. Nel 2018, dopo la scomparsa della figlia Barbara a soli 45 anni, è diventata testimonial AIDO per la donazione degli organi, consentendo di salvare dieci vite. Nel 2023 ha inoltre fondato con un gruppo di amici la “Biblioteca di Barbara”, progetto di bookcrossing dedicato al superamento della sofferenza attraverso la cultura.
Presidente Onorario di VOS, Voghera Oltrepo Solidale, membro del Rotary Club Valle Staffora e insignita di prestigiosi riconoscimenti, Ondina Torti lascia un’eredità morale e civile di immenso valore, come ha sottolineato anche Don Marco Daniele nell’omelia: “L’impegno di Ondina non è stato solo generoso, ma anche coraggioso, lungimirante, in questo nostro tempo, così impazzito. Lo sanno molto bene i rappresentanti di tutte le associazioni di volontariato in cui Didi si è spesa. E nel suo impegno sociale ci ha lasciato tre grandi insegnamenti, a partire dalla gratuità, in un mondo dominato dal profitto e dal tornaconto personale lei ha testimoniato la bellezza del dono gratuito e ha donato agli altri indistintamente la risorsa più preziosa che abbiamo, il proprio tempo. Seconda consegna: la cultura della cura, ovvero ha saputo guardare le piaghe della nostra società non con indifferenza o giudizio ma con compassione e si è chinata su chi soffriva proprio come racconta Gesù nella parabola del Buon Samaritano. Terza eredità: il silenzio operoso, poiché il vero volontariato si fa lontano dai riflettori, Didi sapeva ascoltare regalando dignità a chi si sentiva invisibile. Tre insegnamenti da fare nostri per non dimenticare mai di vivere in modo personale in questo modo”.
Fuori dal Duomo l’ultimo saluto con le sirene delle ambulanze di Croce Rossa, a sottolineare il momento solenne di una grande esistenza.
E adesso il ricordo di Ondina, la sua eredità, il suo più grande desiderio: “La casa di Barbara” in memoria della figlia Barbara prematuramente scomparsa per un malore improvviso pochi anni fa. Una sorta di centro diurno in cui ospitare persone sole, ancora autosufficienti, ma rimaste sole nella vita, nell’ultima fase della propria esistenza. Un luogo in cui socializzare, trascorrere le giornate, stare insieme, in compagnia, essere curati e protetti, senza necessariamente andare in una Rsa. Proprio come avrebbe voluto fare Ondina. Un luogo in cui unire tutte le forze, tra cittadini, associazioni e istituzioni, da individuare in Voghera, la sua città, da intitolare “La casa di Ondina e di Barbara”, per preservare la loro memoria e dare un senso alla loro vita al servizio del prossimo.

L’articolo LA VOGHERA SOLIDALE IN DUOMO NEL RICORDO DI ONDINA TORTI proviene da Pavia Uno TV.

Cronaca

Como da record, travolto il Lens 9-1 in Francia

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LENS (FRANCIA) (ITALPRESS) – Il Como scrive la storia e supera fuori casa il Lens con l’incredibile punteggio di 9-1. Sono le magie di Nico Paz e la tripletta di Douvikas a illuminare una notte che rimarrà per sempre nella memoria dei tifosi biancoblù. Al primo affondo, dopo soli sette minuti, i lariani passano in vantaggio. Milla crossa dalla destra, Perrone fa da torre di testa per Douvikas che in allungo batte Risser da due passi. Al quarto d’ora, i padroni di casa si procurano un calcio di rigore per un presunto fallo di mano in area commesso da Caqueret, ma l’arbitro cambia la decisione dopo la revisione al Var. Gli uomini di Fabregas al 32′ al termine di un’azione spettacolare. Nico Paz riceve sulla destra e cambia gioco in area verso Valle, il quale rimette la palla al centro di prima intenzione per un liberissimo Douvikas, che insacca con il destro e sigla la doppietta personale. Al 40′ è una nuova ripartenza fulminea a regalare il tris ai lombardi. Douvikas avanza centralmente, perde tempo sul primo controllo ma riesce comunque ad allargare sulla destra per Nico Paz, che conclude sotto la traversa con un sinistro imprendibile per Risser. Il primo tempo si chiude sullo 0-3. Lo spettacolo non si ferma e il poker si materializza dopo nemmeno due minuti dall’inizio della ripresa. Nico Paz verticalizza alla grande per capitan Da Cunha, che entra in area dalla destra e indovina un perfetto mancino rasoterra all’angolino superando Risser. I biancoblù sono inarrestabili e all’8′ firmano la cinquina. Milla pennella un traversone dalla sinistra, pescando in area Kempf che di testa trafigge Risser. Passano quattro minuti e il 6-0 è servito. Nico Paz illumina in verticale per Douvikas, che entra in area e batte ancora il portiere firmando la tripletta personale. La girandola di cambi non spegne l’entusiasmo ospite, con Ramon che al 17′ imbuca centralmente per il neo entrato Liberali, il quale avanza e beffa Risser con un tocco mancino di punta sul primo palo che vale il clamoroso 7-0. Il gol della bandiera dei transalpini arriva al 25′, quando una grande staffilata al volo con il destro di Agular trafigge un incolpevole Butez. Il Como non si accontenta e al 24′ Liberali libera di tacco Baturina, che si infila in mezzo ai difensori avversari e supera il povero Risser per l’ottava volta. Il 9-1 finale si concretizza a inizio recupero, quando il giovanissimo Papaccioli infila Risser sfruttando al meglio un assist di uno scatenato Liberali. Grazie a questo trionfo, i lariani salgono al quarto posto a quota 9 punti, in attesa della prossima sfida europea in programma il 24 novembre al Sinigaglia contro l’Aek Atene.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Napoli in emergenza travolto 4-1 in casa del Porto

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OPORTO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – Crolla 4-1 il Napoli di Massimiliano Allegri, sconfitto in trasferta dal Porto che trova la sua prima vittoria in questa Champions League. Netta emergenza per gli azzurri, con soli sette giocatori in panchina. Per i portoghesi in gol Bednarek, Veiga, Kiwior e Samu, vana la rete del momentaneo pari di McTominay. Parte bene il Porto, che al 4′ troverebbe la rete del vantaggio grazie a Pepè ma l’arbitro annulla tutto per fuorigioco. Sorpreso il Napoli, che poco più tardi subisce l’1-0: Bednarek sfrutta il corner di Veiga e salta indisturbato all’interno dell’area, battendo di testa Meret. Alla mezz’ora si fanno avanti gli azzurri, con l’iniziativa di Højlund che palla al piede arriva al limite dell’area e calcia mancando di poco la porta. Chance per il Napoli, che al 38′ andrebbe sull’1-1 con De Bruyne ma anche in questo caso tutto fermo per posizione irregolare. Crescono i partenopei, che al 43′ trovano il pari: girata da due passi di Højlund e respinta di Diogo Costa che finisce sui piedi di McTominay, con lo scozzese che ribadisce in rete.
A inizio ripresa il Porto va vicino al nuovo vantaggio, ancora con Bednarek che sempre su corner colpisce la traversa. Altra traversa colpita dal Porto al 64′, stavolta con il tiro al volo di Veiga. Napoli sulle gambe, complice anche la panchina corta, e Porto che ne approfitta siglando il 2-1 proprio con Veiga, perso dalla difesa e libero di battere Meret. Allegri inserisce Lang, Giovane e Lucca per il finale di gara ma è ancora un piazzato a punire i suoi, con Kiwior che prende il tempo e di testa firma il 3-1. Finale amaro per il Napoli , che al 90′ subisce la ripartenza sulla quale Marin commette fallo da rigore ed espulsione diretta su Samu. Dal dischetto va lo stesso attaccante che spiazza Meret e chiude definitivamente la pratica del Do Dragao.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Cina, un professore italiano crea un ponte tra il Fujian e il mondo

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FUZHOU (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Bruno Briseghella, professore italiano presso la Facoltà di ingegneria civile dell’Università di Fuzhou, nella provincia orientale cinese del Fujian, è stato celebrato come “un ponte tra il Fujian e il resto del mondo”, per il suo eccezionale contributo allo sviluppo della provincia e alla sua apertura al mondo.

Nel 2007, Briseghella ha incontrato il professor Chen Baochun, allora preside della Facoltà di ingegneria civile dell’Università di Fuzhou, durante un paio di conferenze in Europa.

“Nella casa di famiglia abbiamo molti dipinti realizzati da un parente che visitò la Cina negli anni Cinquanta. Dipingeva non solo monumenti famosi, ma anche la vita quotidiana dei cinesi di allora: le strade, i mercati, i volti”, ha ricordato. “Quei dipinti sono stati la mia prima finestra sulla Cina e mi hanno accompagnato per tutta la vita. Così, quando Chen mi ha invitato a visitare l’Università di Fuzhou, mi è sembrato di rispondere finalmente a un richiamo della mia infanzia e ho accettato senza esitazione”.

In qualità di esperto di ingegneria dei ponti, Briseghella ritiene che un ponte davvero eccellente debba essere non solo funzionale e sicuro, ma anche resiliente e duraturo.

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“Applicando la nostra ricerca sui ponti a spalle integrali, possiamo costruire nuovi ponti, e persino potenziare quelli già esistenti, rendendoli più resilienti alle condizioni estreme. Dureranno più a lungo, costeranno meno in termini di manutenzione e garantiranno la circolazione sicura di persone e merci”, ha dichiarato.

Nel corso degli anni, Briseghella ha insegnato e seguito molti studenti cinesi. “E grazie a loro ho capito moltissimo della cultura cinese. Sinceramente, ho ricevuto molto più di quanto abbia mai dato”, ha dichiarato.

Oggi considera il proprio ruolo sia quello di ingegnere sia quello di ponte culturale. Molti studenti internazionali si sono uniti al suo gruppo di ricerca, persone provenienti dai Paesi lungo la Belt and Road e non solo. A suo parere, la collaborazione accademica tra le università cinesi e quelle di questi Paesi è estremamente importante. Richiede impegno continuo, pazienza e una sincera curiosità reciproca.

Per lui, la modernizzazione cinese non è semplicemente una storia di crescita. E’ un modello di sviluppo che non è copiato da nessun’altra parte, ma è invece costruito in base alle condizioni proprie della Cina, alla sua cultura e alla sua visione a lungo termine. E ciò che rende concreta questa visione è il sistema dei piani quinquennali.

“Ogni piano quinquennale definisce la direzione per i cinque anni successivi e ogni nuovo piano si basa sui risultati di quello precedente”, ha dichiarato. “E’ per questo che la Cina riesce a muoversi a una velocità che il resto del mondo spesso fatica a comprendere, pur rimanendo saldamente radicata nella vita quotidiana e nel duro lavoro dei comuni cittadini cinesi”.

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Per lui, la modernizzazione cinese combina grandezza e qualità. Non si tratta soltanto di costruire di più – più città, più strade, più ponti – ma anche di costruire meglio e di garantire che il progresso raggiunga le persone che ne hanno più bisogno.

Il professore ha citato come esempio i progetti ai quali ha lavorato con il suo gruppo. Questi progetti hanno mostrato la modernizzazione cinese su due livelli. A livello nazionale, il suo gruppo ha lavorato al ponte autostradale e ferroviario sullo stretto di Pingtan, nel Fujian, un ponte combinato autostradale-ferroviario che attraversa il mare, collegando l’isola di Pingtan alla terraferma e trasformando la vita di un’intera regione.

A livello internazionale, il gruppo ha contribuito alla realizzazione del ponte sospeso Maputo-Katembe in Mozambico e del ponte ferroviario El Ferdan sul canale di Suez, in Egitto.

“Insieme, i tre progetti illustrano un tema chiaro: la modernizzazione cinese non sta solo trasformando la Cina stessa, ma sta anche contribuendo a trasformare la connettività e lo sviluppo in tutto il mondo, un ponte, un collegamento, un passo alla volta”, ha dichiarato.

E’ una visione che Briseghella ha fatto propria e nella quale, afferma, ha trovato il proprio ruolo. “Sono ancora un ingegnere che progetta ponti in acciaio e cemento. Ma spero anche di essere un ponte tra la Cina e il resto del mondo. Perchè, in fin dei conti, che sia fatto d’acciaio o di amicizia, un ponte ha sempre lo stesso scopo: avvicinare le persone”.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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