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Cronaca

La Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo fa tappa in Cattolica

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MILANO (ITALPRESS) – Non più soltanto luoghi di formazione e di ricerca, ma anche spazi di dialogo tra culture e visioni differenti. In altri termini, vere e proprie “arene geopolitiche”, capaci di costruire ponti, coltivare la diplomazia globale e orientare il confronto tra Paesi e società. È questa la missione che dovranno adempiere sempre più le università italiane nel mondo, così come è stata delineata durante la conferenza “Le università italiane all’estero: l’internazionalizzazione del sistema universitario italiano”, ospitata a Milano giovedì 18 dicembre nell’Aula Magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore.

L’incontro si inserisce nel programma della XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia nel mondo, aperta a Roma il 15 dicembre dai saluti del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Per la prima volta nella storia della Conferenza abbiamo voluto prevedere una sessione dedicata alle università: è il segno di una nuova consapevolezza e di una nuova volontà. Se vogliamo parlare del futuro dell’Italia, dobbiamo discutere delle università con le università e per le università”, ha dichiarato Maria Tripodi, Sottosegretario di Stato agli Affari Esteri e alla Cooperazione Internazionale, accogliendo gli oltre 200 fra titolari delle sedi diplomatiche italiane e vertici del Ministero degli Esteri riuniti a Milano nelle giornate del 17 e 18 dicembre. “Le università sono modelli e laboratori di innovazione, ponti naturali tra l’Italia e il resto del mondo. Attraggono studenti e investimenti internazionali, rafforzano i territori. Nella visione che stiamo portando avanti, rappresentano un riferimento fondamentale per la diplomazia della crescita”.

A ribadire il ruolo degli atenei come attori strategici nella costruzione di relazioni internazionali, è stata Elena Beccalli, Rettrice dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. “La proiezione internazionale di un ateneo non si traduce solamente nell’attivazione di corsi in lingua inglese, nell’accogliere studentesse e studenti dall’estero, nel promuovere i propri corsi nei circuiti dell’educazione globale, nell’ottenere accreditamenti dei corsi di studio, nell’attivare doppi titoli o nel perseguire avanzamenti nei ranking internazionali. Sono tutti obiettivi imprescindibili ed essenziali. Ma va ricordato che si tratta di strumenti, non del fine in sé dell’internazionalizzazione di un Ateneo. Sono infatti strumenti funzionali a una missione più alta: incidere in modo reale e responsabile sulla società, a partire dalla consapevolezza che gli atenei sono chiamati ad agire come autentiche arene geopolitiche”.

L’iniziativa ospitata in Cattolica ha assunto un duplice valore: un’occasione per riflettere sulle dinamiche dell’internazionalizzazione del sistema universitario italiano, ma anche un momento per interrogarsi sul ruolo che gli atenei devono coprire in uno scenario geopolitico in continua evoluzione e sulle strategie future per affrontare le nuove sfide globali.

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“Penso che l’acceso dibattito in corso sul futuro delle università non si soffermi abbastanza proprio sull’importanza che può ricoprire la missione degli Atenei come luoghi di dialogo tra culture e visioni anche molto distanti le une dalle altre. In breve, come soggetti pubblici capaci di declinare la loro missione educativa in senso ampio”, ha precisato la Rettrice Beccalli. “Infatti, per formare classi dirigenti del domani con uno sguardo lungo e integrale non è sufficiente fornire alle studentesse e agli studenti metodi di studio all’avanguardia; è necessario abituarli a confrontarsi con il mondo, nel mondo. È proprio lo scenario mondiale a suggerirci un cambiamento, andando ad abbracciare logiche di coopetition per la costruzione di un ecosistema della conoscenza che superi i confini nazionali. Per farlo concretamente dobbiamo ribadire il criterio secondo cui le università operano non per profitto – per citare il titolo del celebre libro di Martha Nussbaum – ma per rafforzare le democrazie, rappresentando comunità epistemiche in grado di educare cittadine e cittadini responsabili”.

A soffermarsi più nello specifico sulla presenza del sistema universitario italiano all’estero è stata Tiziana Lippiello, Delegata CRUI per le Relazioni Internazionali e Rettrice dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. “Il nostro sistema rappresenta un’eccellenza e un volano per la crescita sociale ed economica del Paese”, ha detto, ricordando come siano stati fondamentali i finanziamenti del PNRR.

“Abbiamo rafforzato i rapporti con il territorio e con i partner europei. Ritengo importante continuare a operare secondo una logica di alleanze per costruire ecosistemi nell’ambito della formazione superiore, rafforzare la dimensione transnazionale della ricerca scientifica e dell’innovazione, promuovere investimenti congiunti per creare effetti duraturi nel tempo. Il lavoro di networking è essenziale per attrarre e trattenere talenti”. Inoltre, “le ambasciate possono aiutarci sia per comprendere criticità e opportunità nei diversi contesti sia per individuare verso quali Paesi orientare i nostri sforzi. Gli studenti internazionali sono sempre benvenuti, ma vanno accompagnati e orientati non solo nella comprensione del sistema Paese e dei suoi servizi ma anche nell’apprendimento della lingua”.

La lingua italiana, infatti, rappresenta uno “strumento privilegiato” per il perseguimento dell’internazionalizzazione come vera “missione culturale” e “progetto formativo dell’università contemporanea”. Lo ha messo ben in evidenza Mariateresa Zanola, Presidente del Presidio della Qualità di Ateneo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. È grazie all’italiano, “lingua internazionale”, che “l’università diventa lo spazio in cui l’internazionalizzazione si vive, non solo si organizza: un luogo che genera esperienza internazionale”. Essere un ateneo internazionale e aperto al mondo significa però sapere operare anche in aree del mondo a basso reddito per favorire uno sviluppo sostenibile.

Risponde a queste finalità il Piano Africa dell’Università Cattolica, illustrato dal direttore Mario Molteni e che ha già promosso oltre 130 progetti in 40 Paesi. “L’obiettivo è essere l’Università europea più attiva in Africa e con l’Africa in termini di ricerca, formazione e terza missione operando in partnership con atenei e istituzioni africane nell’ottica di un arricchimento reciproco per la formazione integrale delle persone, lo sviluppo socio-economico”. Un segno tangibile, insomma, per riprendere le parole della Rettrice Beccalli, per “agire come arena geopolitica ponendoci, inoltre, come istituzione di pace, un luogo cioè dove la didattica, la ricerca e l’impatto sociale trovano un comun denominatore nel promuovere una cultura della pace”.

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L’evento si è concluso con le testimonianze dell’Ambasciatore d’Italia in Azerbaigian Luca Di Gianfrancesco e dell’Ambasciatrice d’Italia in Ghana Laura Ranalli. Per entrambi le università italiane costituiscono un modello eccezionale di soft power che, contribuendo ad alimentare il confronto, lo scambio di conoscenze, la collaborazione tra i paesi, risultano cruciali per il perseguimento della pace e del dialogo tra popoli.

– Foto Università Cattolica –

(ITALPRESS).

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Cronaca

MiArt 2027 accende i riflettori su Milano e il territorio / Video

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MILANO (ITALPRESS) – MiArt, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea, diventa per l’edizione 2027 “MiArt Milano”. Al Museo del Novecento stamattina la presentazione della manifestazione con il presidente di Fondazione Fiera Milano Giovanni Bozzetti, l’ad di Fiera Milano Francesco Conci, l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi e la nuova direttrice artistica di MiArt Cloe Piccoli. Prende così il via un nuovo percorso di rinnovamento per uno degli appuntamenti più attrattivi del capoluogo lombardo, in programma dal 9 all’11 aprile all’Allianz MiCo.

“Intendiamo creare una sinergia importante con la città di Milano – ha sottolineato Piccoli -. L’intenzione è quella di lavorare, sostenere e correre insieme a un sistema creativo e produttivo che a Milano è fondamentale: il sistema dell’arte. Un sistema che include istituzioni, gallerie, artisti, collezionisti e imprese”. Si tratta della prima tappa di un progetto triennale che si propone di trasformare MiArt Milano in una piattaforma culturale e commerciale in relazione permanente con la città e connessa con il sistema dell’arte internazionale. “Questa edizione imprimerà un’accelerazione – ha spiegato l’ad di Fiera Milano, Francesco Concia -. Intendiamo dare un posizionamento internazionale alla manifestazione”.

Il presidente Giovanni Bozzetti ha precisato: “Bisogna sempre rinnovarsi. Arte e cultura rappresentano le radici del “Made in Italy”. Senza arte e cultura non ci sarebbe la nostra capacità di creatività, di innovazione e di tecnologia”.

L’assessore Tommaso Sacchi, dal canto suo, ha ricordato che: “Dal 10 dicembre si potranno presentare proposte nell’ambito della Milano Art Week, che accompagna il tema della fiera”.

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L’appuntamento, promosso dal Comune, è coordinato da Arte Totale Ets. Milano non è soltanto la sede della manifestazione, ma un asset strategico fondamentale per il suo sviluppo: una città in cui convergono arte, design, moda, finanza, editoria e innovazione, capace di attrarre capitali economici e creativi e di offrire un contesto particolarmente fertile per la costruzione di nuove relazioni.

La fiera continua a essere il cuore centrale: un appuntamento per gallerie, collezionisti e professionisti, fondato su qualità curatoriale, attenzione alle nuove proposte e capacità di mettere in relazione differenti generazioni, linguaggi e geografie artistiche. Ma il nuovo progetto guarda oltre i confini della manifestazione: Milano diventa parte integrante dell’esperienza e la dimensione internazionale si rafforza attraverso il coinvolgimento di nuovi network da tutto il mondo. In questo contesto, un public program ricco di iniziative intreccerà la manifestazione con il tessuto culturale della città e con le sue istituzioni, rafforzando nel corso dell’anno le relazioni tra il mondo dell’arte e l’ecosistema milanese, e creando nuove occasioni di incontro e relazione a livello internazionale.

La nuova edizione della fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano si articolerà in tre sezioni, pensate per offrire al pubblico un panorama in forma di atlante delle ricerche artistiche, presentate attraverso una rinnovata selezione di gallerie.

“Main Section Contemporary and Modern / Atlas of Arts” accoglierà le più prestigiose gallerie del panorama globale dell’arte moderna e contemporanea, valorizzando realtà che da anni sostengono gli artisti, la realizzazione di importanti progetti e la loro diffusione internazionale. “New Voices” sarà dedicata alle gallerie più giovani e alle ultime tendenze dell’arte contemporanea, con progetti site-specific concepiti appositamente per la fiera. “Close Up. Solo Shows and Conversations” presenterà progetti monografici, o dialoghi fra due o più artisti, realizzati da una singola galleria oppure attraverso la collaborazione tra due gallerie. Mentre “Left Loft” svilupperà una visual identity completamente nuova concepita per dare al progetto un linguaggio riconoscibile, contemporaneo e di forte impatto. In parallelo, il “VIP Department” rinnova la propria visione e il proprio programma, con l’obiettivo di costruire un’esperienza sempre più mirata e personalizzata per i diversi interlocutori di MiArt Milano.

Per la prossima edizione, la Fondazione assegna un nuovo premio del valore di 50mila euro rivolto agli artisti italiani mid- career, che si aggiunge al già consolidato Fondo di Acquisizione di Fondazione Fiera Milano, istituito nel 2012 e confermato con una dotazione di 100.000 euro. Il Fondo ha permesso di costruire una Collezione che oggi conta oltre 170 lavori, espressione di linguaggi e percorsi artistici differenti, ospitata nella Palazzina degli Orafi, sede della Fondazione. Fondo di Acquisizione e nuovo premio sono parte di un unico impegno: sostenere gli artisti e valorizzare la cultura come componente fondamentale del Made in Italy.

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– Foto xu6/Italpress –

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Cronaca

Disagio giovanile, Regione Lombardia rafforza #UP con un’integrazione di 2 milioni

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MILANO (ITALPRESS) – La Giunta di Regione Lombardia, su proposta dell’assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale, Disabilità e Pari opportunità, Elena Lucchini, ha approvato la delibera che rafforza ‘#UP – Percorsi per crescere alla grande’. La misura è rivolta a preadolescenti, adolescenti e giovani in condizione di disagio e alle loro famiglie, con un’ulteriore integrazione di 2 milioni di euro.

Il programma, avviato nel 2022 e rifinanziato nel 2025, prevede percorsi personalizzati attraverso l’erogazione di voucher. Le nuove risorse, a valere sul Programma regionale FSE+ 2021-2027, ammontano a 2 milioni di euro e consentiranno di rafforzare gli interventi su tutto il territorio regionale.

“Con questo ulteriore stanziamento di 2 milioni di euro l’intervento complessivo sarà di 13 milioni di euro. Tali risorse rappresentano un investimento volto a rafforzare la risposta di Regione Lombardia al disagio giovanile, mettendo al centro i ragazzi e le loro famiglie – ha dichiarato l’assessore Lucchini -. L’adolescenza è una fase delicata, nella quale possono emergere fragilità che, se intercettate tempestivamente, possono essere affrontate con strumenti adeguati. #UP ci permette di costruire percorsi personalizzati, flessibili e vicini ai bisogni di ciascun ragazzo”.

Attraverso i voucher, i giovani possono accedere a interventi di natura psico-socioeducativa, tra cui colloqui, counselling, attività di contrasto alla dispersione scolastica e accompagnamento verso attività di inclusione sociale.

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L’obiettivo è offrire risposte flessibili e integrate e favorire processi di inclusione. I destinatari diretti sono preadolescenti, adolescenti e giovani di età compresa tra gli 11 e i 25 anni in condizioni di disagio e le loro famiglie. “Con #UP – ha spiegato Lucchini – non interveniamo soltanto sui ragazzi, ma sosteniamo anche i genitori. Una situazione di fragilità coinvolge spesso tutta la famiglia e richiede ascolto, accompagnamento e capacità di leggere precocemente i bisogni. Per questo vogliamo rafforzare l’integrazione tra i servizi sociali e sociosanitari e la loro capacità di prendere in carico tempestivamente le situazioni di difficoltà”.

Il contributo, a fondo perduto, viene erogato da Regione Lombardia alle Ats, che provvedono successivamente all’erogazione dei voucher ai destinatari. Le risorse integrative saranno assegnate alle Ats tenendo conto del valore dei voucher prenotati alla data del 15 ottobre 2026 e delle assegnazioni già effettuate.

“Vogliamo dare continuità a uno strumento concreto che consente di accompagnare i ragazzi nei momenti di maggiore difficoltà e di sostenere le loro famiglie – ha concluso l’assessore Lucchini -. Investire sulla prevenzione e sulla capacità di intercettare precocemente le fragilità significa rafforzare le opportunità di inclusione sociale e accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita”.

– Foto Pexels.com –

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Pnrr, trasmessa alla Commissione Ue la richiesta di pagamento dell’ultima rata

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ROMA (ITALPRESS) – “Con la richiesta di pagamento della decima e ultima rata del PNRR, connessa al conseguimento di ben 156 obiettivi, si avvia alla positiva conclusione un percorso di riforme e investimenti straordinariamente virtuoso, che ha visto il Governo Meloni e l’intero Sistema-Paese impegnati in una delle più importanti operazioni di trasformazione e modernizzazione di sempre. Per la completa attuazione del Piano, più volte allineato dall’attuale Governo in costruttiva collaborazione con la Commissione europea ad un contesto geoeconomico in costante evoluzione e alle esigenze reali dei territori, dei cittadini e delle imprese, l’Italia ha portato a compimento un lavoro che non ha precedenti nella storia della Repubblica, sia per la dimensione che per la complessità degli interventi in tempi di attuazione contingentati”. Lo afferma il ministro per gli Affari europei, il PNRR e le politiche di coesione, Tommaso Foti, in riferimento alla trasmissione alla Commissione europea della richiesta di pagamento della decima rata del PNRR, per un importo pari a 28,4 miliardi di euro.

Con la presentazione dell’ultima richiesta di pagamento, l’Italia porta a compimento il quadro degli obiettivi e degli impegni assunti in ambito europeo. La richiesta fa seguito ai lavori della Cabina di regia PNRR dello scorso 23 settembre, presieduta dal ministro Foti, che ha preso atto il conseguimento degli ultimi 156 obiettivi, di cui 113 target e 43 milestone, relativi a riforme e investimenti strategici per la crescita economica e lo sviluppo della Nazione.

“Con l’ultima richiesta di pagamento, il conseguimento dei 576 obiettivi complessivi del Piano e gli interventi attuati con gli strumenti finanziari, corrispondenti a circa il 12,5% dell’intera dotazione finanziaria di 194,4 miliardi di euro, – prosegue Foti – consegniamo alla Nazione concreti miglioramenti strutturali in sanità, infrastrutture, transizione ecologica e digitale, istruzione, cultura, occupazione e inclusione sociale, ma anche un nuovo modello italiano di Governance orientato al conseguimento del risultato finale che ha fatto scuola in Europa”.

Tra gli interventi dell’ultima rata figurano investimenti tra i quali: l’attivazione di 1.270 Case di Comunità e 327 Ospedali di Comunità, di oltre 6.000 nuovi posti letto di terapia intensiva e semi-intensiva e di circa 3.200 grandi apparecchiature sanitarie, l’alimentazione nel Fascicolo Sanitario Elettronico di oltre il 99% dei documenti clinici digitali e l’assistenza di oltre 566.000 persone tramite la telemedicina. Sono stati creati oltre 153.000 nuovi posti negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia, realizzate o riqualificate più 1.100 mense e 360 palestre, demolite e ricostruite 176 scuole e messi in sicurezza 1.600 plessi scolastici, sono stati superati i 40.000 nuovi studenti iscritti agli ITS e assicurati oltre 60.000 nuovi posti letto negli alloggi universitari, di cui 30.000 saranno realizzati attraverso lo strumento finanziario. L’83% delle scuole e dei Comuni ha rinnovato siti e servizi digitali, oltre 2,5 milioni di cittadini hanno partecipato a percorsi di formazione digitale, 284 PA centrali e oltre 12.000 istituzioni pubbliche sono migrate verso infrastrutture cloud sicure, circa 3 milioni di numeri civici sono stati digitalizzati, circa 20.000 sedi scolastiche e strutture sanitarie sono state connesse alla fibra ultraveloce e 23.000 km2 di territorio sono stati coperti dal 5G. Oltre 882.000 persone hanno partecipato ai percorsi del programma GOL, sono stati potenziati più di 270 Centri per l’impiego, circa 3.200 persone con disabilità hanno intrapreso percorsi di autonomia e oltre 12.000 persone senza dimora hanno beneficiato di interventi di accoglienza e contrasto alla povertà.

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Infine, sono state potenziate oltre 1.500 farmacie rurali ed è stato finanziato l’efficientamento energetico di circa 2.000 edifici di edilizia residenziale pubblica. Ed ancora, sono stati realizzati circa 1.700 km di ciclovie, potenziati circa 4.000 km di linee ferroviarie e riqualificate 73 stazioni, immatricolati oltre 3.200 autobus a emissioni zero. Sono stati resi accessibili 674 siti culturali, valorizzati 4.200 beni, riqualificati 21 borghi, realizzati circa 3.300 interventi nei piccoli borghi e circa 730 interventi per la sicurezza sismica e la tutela delle opere d’arte nei luoghi di culto.

“Ai numerosi investimenti – si legge in una nota – si aggiungono diverse riforme destinate a produrre effetti strutturali e duraturi sulla competitività e sull’efficienza dell’Italia che riguardano diversi ambiti strategici: dalla concorrenza alle semplificazioni, dagli incentivi alle imprese alla riforma del sistema degli appalti pubblici, dall’istruzione alla ricerca, dalla giustizia alla Pubblica Amministrazione alla giustizia, con la riduzione dei tempi medi di pagamento del comparto pubblico, con l’efficientamento del sistema giustizia e con la riduzione dell’arretrato e tempi dei procedimenti penali e civili”.

“Con la decima e ultima rata – conclude il ministro Foti – si completa il percorso del Piano, ma non si esaurisce la sua eredità. Le opere realizzate, le riforme completate e le trasformazioni avviate, unitamente agli strumenti finanziari introdotti, continueranno a produrre effetti positivi negli anni a venire. La sfida, ora, è consolidare questi risultati, assicurare la piena operatività degli interventi e valorizzare ogni investimento realizzato, affinchè il PNRR possa tradursi in una crescita duratura, in una maggiore competitività e in servizi migliori per cittadini, famiglie e imprese”.

Come per le precedenti richieste di pagamento, l’erogazione delle risorse avverrà a seguito dell’iter di valutazione previsto dalle procedure europee, finalizzato a verificare il conseguimento dei 156 obiettivi della decima e ultima rata del PNRR dell’Italia.

– Foto IPA Agency –

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