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Cronaca

Chivu “La sfida col Napoli può indirizzare il cammino della stagione”

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MILANO (ITALPRESS) – “L’unica certezza è che abbiamo lavorato bene, abbiamo voglia e ambizione. Saremo pronti a fare una grande gara, quella con il Napoli è una partita che può indirizzare il cammino di una stagione”. Cristian Chivu non si nasconde. Riconosce l’importanza di una gara che, per forza di cose, viene etichettata come una sfida scudetto. Di fronte la sua Inter, in testa alla classifica con 42 punti, e il Napoli campione d’Italia in carica che insegue a 4 lunghezze (in mezzo alle due rivali il Milan a quota 39). “Ho grande stima di Conte, è un vincente. Noi giovani tecnici abbiamo tanto da imparare da lui”, aggiunge l’allenatore rumeno parlando di un collega che ha vinto tanto, che anche sulla panchina nerazzurra ha avuto modo di arricchire la sua personale bacheca e che all’andata, al Maradona, guido il suo Napoli al netto successo per 3-1. “Da quella gara a oggi stiamo dando continuità, con la convinzione, l’ambizione e la consapevolezza di voler migliorare sempre. Siamo stati bravi a rialzarci nei momenti meno fortunati con il lavoro – dice il tecnico nerazzurro -. Loro hanno cambiato sistema e hanno qualche giocatore diverso, hanno una rosa importante e forte. Sarà una partita difficile, sia per noi che per loro. L’attenzione sarà massima nella mente di tutti, sarà una gara che vivrà di episodi. Questa partita non è più importante delle altre, ho cercato di trasmettere questo alla squadra. Senza fare proclami. Il campionato è una maratona di 38 partite, serve dimostrare di essere competitivi”.

La sua Inter, oltre che al Maradona, negli scontri diretti non è riuscita a dare il meglio di sè. “Nel calcio c’è sempre da migliorare e saper gestire i momenti dentro la partita. E’ troppo facile parlare di scontri diretti non vinti solo perchè i numeri dicono questo, la realtà dice che siamo primi in classifica. Non ho mai visto paura nei miei giocatori prima di questo tipo di sfide. Stiamo cercando di dare continuità a gioco e risultati e rispetto a due mesi fa siamo maturati molto”. Chivu parla anche di qualche individualità. “Luis Henrique è migliorato tanto ed è un giocatore che dà una grossa mano in quel ruolo, è importante per noi. Forse anche io ho fatto qualche errore di comunicazione con Luis Henrique, ma poi con lavoro e umiltà lui si è sempre messo a disposizione. Ha poi messo in pratica le cose e se non sbaglio sono nove partite che gioca dall’inizio. Poi siamo consapevoli che può migliorare anche dal punto di vista caratteriale ma non è mai semplice vestire la maglia dell’Inter e giocare a San Siro. Gli faccio anche i complimenti perchè ha mostrato di avere le spalle grosse. Dumfries? Dovrebbe tornare a fine gennaio, sta facendo la riabilitazione in Olanda. Quando rientrerà inizierà la parte atletica. Spero di riaverlo a fine febbraio”.

Capitolo direttori di gara, Chivu offre la sua versione, facendo capire che non ci perde energie mentali e che preferisce concentrarsi sulla sua squadra, convinto che alla fine si debba sempre accettare il verdetto del campo. “Ci siamo anche allenati ad accettare l’ingiustizia. A noi quello che fanno gli arbitri non ci deve interessare. Noi dobbiamo pensare ai nostri 100 minuti e dobbiamo dare il massimo, senza mai essere influenzati dagli errori arbitrali. Dobbiamo essere più forti delle ingiustizie, dobbiamo avere disciplina mentale che ti doma i pensieri quando pensi che ti venga tutto contro. E sto ancora combattendo per questo, la cosa più facile per la gente in tutto il mondo è cercare scuse e alibi. Io non punto il dito e non mi lamento, se perdo voglio perdere a modo mio. Si tratta di una lezione di vita, non solo di calcio. I giocatori, gli arbitri, i dirigenti sono persone prima che professionisti”. Chivu torna anche sulla sconfitta nella finale di Champions della scorsa stagione, quando in panchina c’era Inzaghi. “Con i ragazzi non ne parlo, ma loro hanno sempre messo la faccia, non si nascondono. Nel calcio e nella vita vinci o perdi. Loro hanno perso e si sono rialzati. Hanno saputo accettare la verità. Gli uomini forti si rimettono in gioco. La vita è questa: ci provi e poi ci provi di nuovo. Cadi, piangi e poi ti rialzi. I campioni si rimettono in gioco e non puntano il dito nel cercare scuse. Si rialzano e rimettono la faccia in gioco”.

– Foto Ipa Agency –

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Cronaca

Musetti sconfitto in finale da Bublik all’Atp 250 di Hong Kong

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HONG KONG (CINA) (ITALPRESS) – Lorenzo Musetti esce sconfitto nella finale del “Bank of China Tennis Open”, Atp 250 dotato di un montepremi di 700.045 dollari che si è disputato sui campi in cemento di Hong Kong. Il 23enne tennista carrarino, testa di serie numero 1 e settimo del ranking mondiale al pronti e via del torneo, si è arreso al kazako Alexander Bublik, seconda forza del seeding e 11esimo nella classifica Atp, con il punteggio di 7-6(2) 6-3, maturato in un’ora e 39 minuti di gioco. L’azzurro ha lottato con i denti per tutto il match, ma dalla fine del primo set in poi ha lamentato dei dolori al braccio destro che gli hanno impedito quanto meno di esprimersi al meglio, tanto da richiedere l’intervento del fisioterapista sul 6-5 per un trattamento. “Non è facile parlare dopo una sconfitta, specialmente dopo una finale – ha spiegato Musetti nel corso della cerimonia di premiazione, rivolgendosi anche al suo rivale – Per prima cosa complimenti Alexander, non solo per oggi ma per la splendida stagione che hai avuto l’anno scorso e non potevi iniziare meglio quest’anno”. “Voglio poi ringraziare l’organizzazione che ha reso possibile tutto questo e che ogni anno fa di tutto per continuar a migliorare, è un piacere tornare qui – ha aggiunto l’azzurro – E poi grazie al mio team e alla mia famiglia che mi sostengono costantemente. Abbiamo giocato molte finali negli ultimi tre anni, sfortunatamente non abbiamo alzato alcun trofeo e speriamo che la prossima sia quella giusta”. Il toscano si ‘consolà con una ulteriore scalata nella graduatoria Atp: da domani, grazie al successo di ieri in semifinale contro il russo Rublev, salirà ufficialmente al numero 5, suo best ranking. Bublik, invece, per la prima volta in carriera entrerà nei top 10 grazie al nono titolo Atp messo in bacheca dopo Montpellier 2022, Halle e Anversa 2023, Montpellier 2024, Halle, Gstaad, Kitzbuhel e Hangzhou 2025. Per Musetti invece è la settima finale persa in carriera dopo Queen’s, Umago e Chengdu 2024, Monte Carlo, Chengdu e Atene 2025.
– Foto Ipa Agency –
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Cronaca

Oggi in edicola – 11 gennaio 2026

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La mattina di Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24 si apre con la rassegna stampa di Emanuele Bottiroli. Un punto di riferimento per tutti coloro che vogliono iniziare la giornata informandosi in pochi minuti, dando una occhiata ai titoli dei principali quotidiani nazionali e locali mentre fanno colazione e si preparano a lavoro e studio. Oggi in edicola, ogni giorno alle 7.30 del mattino, su Pavia Uno Tv e Lombardia Live 24, la tv per tutti.

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De Ketelaere e Pasalic lanciano l’Atalanta, Torino al tappeto per 2-0

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BERGAMO (ITALPRESS) – Terza vittoria consecutiva nel giro di una settimana per l’Atalanta di Raffaele Palladino, contro il Torino finisce 2-0 grazie alle reti di De Ketelaere e Pasalic. I nerazzurri salgono a quota 31 punti, a -3 dal Como, nel prossimo turno ci sarà la sfida in casa del Pisa. Nona sconfitta stagionale per i granata, dal settore ospiti è arrivata la solita contestazione nei confronti del presidente Urbano Cairo. Nella prossima giornata ci sarà la sfida contro la Roma. Palladino ha confermato la stessa formazione scesa in campo contro il Bologna, con Krstovic unico riferimento offensivo e Scamacca, recuperato nella rifinitura odierna, in panchina. Il Torino, senza lo squalificato Casadei, ha schierato un modulo simile, con Vlasic sulla linea di centrocampo e l’ex Zapata al centro dell’attacco. I padroni di casa hanno sfruttato la prima palla inattiva, al 13′ De Ketelaere – su calcio d’angolo battuto da Bernasconi -, ha superato Paleari con un colpo di testa terminato sul secondo palo. I granata non sono riusciti a reagire, i bergamaschi hanno sfiorato la rete con Zalewski, lanciato a rete da Ederson, ma lo stesso Paleari è stato abile ad intercettare la conclusione dell’italo-polacco. L’Atalanta, nel secondo tempo, ha ricominciato da dove aveva lasciato: al 3′ Zappacosta, su suggerimento di tacco di Zalewski, ha colpito il palo, merito anche della parata di Paleari. Col passare dei minuti il Torino ha conquistato metri e fiducia, gli ingressi di Simeone e Adams hanno creato diversi problemi alla retroguardia bergamasca, decisiva la parata di Carnesecchi sullo stesso Simeone, partito sul filo del fuorigioco. A due minuti dal termine dei 90 regolamentari Vlasic ha tentato la conclusione dal limite, ma il tiro ha sorvolato la traversa bergamasca. In pieno recupero, col Torino sbilanciato in avanti per cercare il pareggio, Mario Pasalic lanciato in contropiede, ha segnato la rete del definitivo 2-0.
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