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Politica

Salvini “Il Ponte sullo Stretto è un’opera strategica e un antidoto alla mafia” / Video

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MESSINA (ITALPRESS) – Oltre cinquanta tra associazioni, movimenti, comitati e sigle sindacali provenienti da Sicilia e Calabria hanno partecipato oggi a Messina alla manifestazione “L’ora del Ponte”, in piazza Unione Europea, per ribadire il sostegno alla realizzazione del Ponte sullo Stretto, considerato un’opera strategica per il Mezzogiorno e per l’intero Paese.

Presente il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che ha rilanciato l’impegno del governo per l’avvio dei cantieri. “Ci metto tutto me stesso per dare non solo a Sicilia e Calabria, ma a tutta l’Italia un’opera unica al mondo”, ha detto. Il Ponte, ha aggiunto, “porterà lavoro, meno inquinamento, meno traffico e collegherà le due sponde con una metropolitana dello Stretto con centinaia di passaggi al giorno, cambiando la vita in meglio”.

Secondo il ministro, l’infrastruttura rappresenterebbe anche “un antidoto alla mafia”, oltre che “un simbolo della capacità e della forza dell’Italia nel mondo”. Salvini ha sottolineato che il progetto è seguito “nel nome della trasparenza e della legalità”, con il coinvolgimento di Corte dei conti, Unione europea e organismi tecnici, tra ingegneri, geologi e architetti.

“Dopo un secolo di attese speriamo sia l’anno buono – ha affermato – senza dare scadenze, ma con il massimo impegno”. Il vicepremier ha quindi auspicato un clima politico più unitario: “Spero che su sviluppo e lavoro per i giovani la politica si unisca”.

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Nel suo intervento, Salvini ha anche proposto che, una volta completata, l’opera possa essere chiamata “Ponte della Pace”, “soprattutto in un momento internazionale complicato”, ribadendo il rispetto per le posizioni contrarie ma chiedendo “lo stesso rispetto per chi vuole costruire, unire e avvicinare”.

Il ministro ha infine ricordato i cantieri infrastrutturali già avviati tra Sicilia e Calabria, per un valore di circa 50 miliardi di euro, sostenendo che “si può fare sia il resto che il Ponte”, definito “un’occasione di sviluppo, lavoro e speranza per le nuove generazioni”.

“Un ponte, una ferrovia, una galleria o un porto devono essere utili, ma rappresentano anche un simbolo della forza e della sapienza dell’Italia nel mondo” ha aggiunto Salvini, che ha sottolineato come l’avvio dei cantieri del Ponte sullo Stretto possa rappresentare “un grande segno di speranza e fiducia”, soprattutto per i giovani e per “i tanti italiani che sono stati costretti ad andare all’estero per cercare lavoro e fortuna”.

Il ministro ha quindi evidenziato il clima ordinato della manifestazione odierna, ricordando che in passato si sono svolte anche proteste contrarie “alcune abbastanza rumorose”, ringraziando invece “chi oggi è venuto in maniera composta”. Nel corso del suo intervento, Salvini ha poi richiamato il contesto internazionale, definendo “un enorme problema, se non un disastro” il protrarsi dei conflitti, con possibili ripercussioni su energia e costi per famiglie e imprese.

“Come governo stiamo lavorando per ridurre al minimo l’impatto su benzina, gasolio e bollette”, ha assicurato. Infine, il vicepremier ha ribadito la convinzione sulla realizzabilità dell’opera: “Io ce la metto tutta e sono convinto che si possa fare e che sarà qualcosa che rimane nella storia, non solo italiana ma mondiale. Spero che tutti ci aiutino”. 

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-Foto xr6/Italpress-
(ITALPRESS).

Politica

Piantedosi “Revocheremo lo stop Schengen solo con la fine totale dei rischi, da Madrid logica ritorsiva verso l’Italia”

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ROMA (ITALPRESS) – La nostra decisione sul ripristino temporaneo dei controlli alle frontiere interne aeree e marittime non è stata una misura rivolta contro la Spagna o contro un altro partner. È fuori discussione qualsiasi atto ostile nei confronti della Spagna, Paese a noi legato da storici vincoli di amicizia e fratellanza. In realtà è stata una scelta di natura cautelare e organizzativa, intesa a tutelare la sicurezza nazionale e la tenuta dell’intero sistema europeo dei controlli in un momento di forte sollecitazione, come del resto avvenuto in tantissimi altri casi”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, nel corso dell’audizione al comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’Accordo di Schengen su quanto successo a Ceuta.

“Non si può guardare a quanto avvenuto a Ceuta come se fosse qualcosa che non ci coinvolge: ogni ingresso irregolare su quelle coste rappresenta una vulnerabilità per l’intero spazio Schengen” ha aggiunto Piantedosi “proiettando il rischio direttamente all’interno della nostra casa comune. È questa permeabilità dei confini esterni che legittima, e anzi impone, l’adozione di rigorose misure di protezione interna, a tutela della propria sicurezza nazionale”. Per il ministro dell’Interno “un atteggiamento più permissivo sul fronte del contrasto migratorio finisce sempre per alimentare l’illusione, in chi non ne ha diritto, di poter restare in Europa”.

“Quel che ha scelto di fare il governo” sul ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna “è pienamente dentro il diritto europeo. Lo hanno fatto e continuano a farlo altri Stati europei, anche nei confronti dell’Italia. E ribadisco: non mi risulta che in quelle circostanze siano state espresse perplessità o richieste di approfondimento – ha proseguito Piantedosi Ma voglio sottolineare nuovamente che, mentre l’iniziativa dell’Italia si fonda su solide basi oggettive e l’attività di controllo è focalizzata e modulata in funzione di esse – ha aggiunto Piantedosi – la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro stessa ammissione, a una logica sostanzialmente ritorsiva che contrasta con la stessa ratio dell’istituto e con il principio europeo di solidarietà”. 

Vista la possibilità di un nuovo tentativo di ingresso di massa per il prossimo 15 agostostiamo attentamente monitorando l’evolversi della situazione e, come già preannunciato dal Governo, la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunque solo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia. Nonostante i rimpatri effettuati dalla Spagna negli ultimi giorni, restano i ancora nell’exclave, almeno 6.000 persone (anche se alcune fonti parlano di oltre 11.000) prevalentemente subshariani – ha aggiunto Piantedosi – per le quali non risulterebbero praticabili né la riammissione, né il ritorno in Marocco e che costituiscono un elemento di pressione oggettiva verso il territorio continentale europeo, destinazione ultima invocata dai migranti. Il dato è ancora più preoccupante se ci riferiamo ai minori stranieri non accompagnati che sono oltre 1.300 e che non potranno essere rimpatriati”. 

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“L’Europa dovrebbe rafforzare il principio di condizionalità nei confronti dei Paesi di origine e di transito dei flussi migratori, legando in misura più stringente gli aiuti e le forme di cooperazione alla concreta collaborazione nel contrasto ai trafficanti di esseri umani. Allo stesso tempo, l’Europa deve essere più rigorosa anche nei confronti degli Stati membri che, per scelte politiche o ideologiche, adottano decisioni suscettibili di produrre effetti su tutto il territorio dell’Unione”, ha aggiunto Piantedosi. “Proteggere le frontiere europee e garantire la tenuta del complessivo sistema di gestione dell’immigrazione è la nostra priorità”.

-Foto ufficio stampa Camera dei Deputati-
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Meloni “Avanti con le espulsioni per gli immigrati irregolari, proseguiremo su questa strada”

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ROMA (ITALPRESS) – “Continuano le operazioni di espulsione per gli immigrati irregolari sul suolo italiano. Difesa dei confini, sicurezza, rispetto delle regole: proseguiremo dritti su questa strada”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un post su Instagram.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Ruffini “Serve un nuovo Ulivo, il 10 ottobre lanceremo il nostro progetto politico”

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TORINO (ITALPRESS) – Ha voglia di “provare a unire e dialogare” ma solo “con chi ci starà”. Così, Ernesto Ruffini, ex direttore dell’Agenzia delle Entrate, dichiara in un’intervista a La Stampa di voler scendere in campo per le prossime elezioni politiche. Il 10 ottobre, “lanceremo il nostro progetto politico, riunendo tutti i comitati di ‘Più uno’. Serve un nuovo Ulivo”, spiega Ruffini.

“Sono passati quattro anni di governo Meloni e ora vedo che i leader del centrosinistra rimandano a settembre il momento della sintesi: questo mi sorprende e mi dispiace”, aggiunge.

L’opposizione “doveva spendere meglio il suo tempo, piuttosto che criticare solo la destra o chiedere a Meloni di riferire in Aula”, attacca l’ex manager pubblico. Il problema all’interno del centrosinistra, secondo Ruffini, è anche che “sono tutti concentrati nell’affermazione della leadership personale”.

– foto Ipa Agency –
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