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Cronaca

L’ASTERISCO *diegosocialmediajournalist* IL DURO ATTACCO DI TRUMP, L’ITALIA SI SCHIERA CON PAPA LEONE

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Il clima geopolitico mondiale, già scosso dalle tensioni nel Golfo, vive oggi una frattura diplomatica senza precedenti tra la Casa Bianca e il Vaticano. Il Presidente americano Donald Trump ha sferrato un attacco diretto e frontale a Papa Leone XIV, definendolo “terribile” e “debole sulla politica estera”. Trump è arrivato a sostenere che la nomina del primo Pontefice statunitense della storia sia avvenuta solo perché lui era alla Casa Bianca, aggiungendo di preferire il fratello del Papa, Louis, descritto come un “vero sostenitore MAGA”. Un’offensiva mediatica che scardina i protocolli e che nasce dalle critiche del Papa al conflitto con l’Iran e alle politiche migratorie statunitensi.
Dall’aereo che lo stava portando in Africa per un pellegrinaggio di dieci giorni, Papa Leone XIV ha risposto con fermezza e serenità. “Non ho paura di Trump, noi siamo costruttori di pace”, ha dichiarato il Pontefice, ribadendo che il messaggio del Vangelo non deve essere abusato per fini politici. Il Papa, che ha appena iniziato la sua visita storica in Algeria nella terra di Sant’Agostino, ha confermato che continuerà ad alzare la voce contro “la follia della guerra” e a favore del trattamento umano dei migranti, definendo “inaccettabili” le minacce di escalation nucleare che pesano sulla stabilità globale.
La politica italiana si compatta attorno alla figura di Papa Leone XIV dopo gli attacchi senza precedenti sferrati da Donald Trump: un coro unanime di solidarietà ha attraversato l’intero arco costituzionale, superando le storiche divisioni. Particolarmente significative le parole del vicepremier Matteo Salvini, da sempre schierato con il tycoon: questa volta ha definito l’attacco del Presidente americano “non utile né intelligente”, sottolineando come la Santa Sede rappresenti un presidio di pace imprescindibile.“Trovo inaccettabili le parole del presidente Trump nei confronti del Santo Padre. Il Papa è il capo della Chiesa Cattolica, ed è giusto e normale che invochi la pace e che condanni ogni forma di guerra” ha dichiarato la premier Giorgia Meloni.
Donald Trump prende di mira Papa Leone XIV, e così facendo tradisce un disagio profondo. Quando il potere politico si accanisce contro una voce morale, è perché non riesce a contenerla. Trump non discute Leone: lo implora di rientrare in un linguaggio che possa dominare. Ma il Papa parla un’altra lingua, che non si lascia ridurre alla grammatica della forza, della sicurezza, dell’interesse nazionale. Secondo molti analisti l’offensiva del Presidente americano non sarebbe solo una reazione alle critiche sulla guerra in Iran, ma affonderebbe le radici in un presunto “peccato originale” legato all’ultimo Conclave. Trump ha infatti dichiarato apertamente che Robert Francis Prevost sarebbe stato eletto “solo perché americano”, in quanto il Collegio Cardinalizio avrebbe cercato una figura capace di gestire o contrastare l’amministrazione della Casa Bianca. Questa tesi solleva il velo su una narrazione secondo cui l’elezione del primo Papa statunitense non sia stata una sorpresa spirituale, ma una precisa scelta geopolitica per bilanciare l’influenza del ritorno del tycoon sulla scena mondiale. Il retroscena si fa ancora più fitto con il riferimento di Trump a Louis, fratello del Pontefice e convinto sostenitore del movimento MAGA. Citando questa spaccatura familiare, il Presidente sembra voler minare l’autorità morale di Leone XIV, suggerendo che perfino all’interno della sua cerchia più stretta manchi il consenso sulle sue posizioni “liberal”. Tuttavia, dal volo verso l’Algeria, il Papa ha risposto con una calma che molti analisti leggono come la forza di chi si sente investito da un mandato superiore: “Noi non siamo politici, siamo costruttori di pace”. La miglior risposta, in grado di spiazzare anche l’uomo più potente del mondo, che affonda il tiro contro un “uomo di pace”.
Trump ormai è inviso a tutto il mondo: ha creato una guerra, ha fatto morti, distruzioni, ha inanellato una serie di problemi all’economia globale, con prezzi dei carburanti alle stelle e borse che sprofondano ad ogni suo anatema: minacciare di sterminare un popolo, minacciare di fare del male a uomini, donne, bambini e innocenti, attaccare un Papa che li difende fa tanto piccolo quest’uomo. E gli elettori, al prossimo turno, non se lo dimenticheranno. In Ungheria in queste ore i cittadini hanno mandato a casa persino un Orban che sembrava inespugnabile. Negli Stati Uniti potrebbe capitare presto la stessa cosa. Le uscite come quella di questa mattina contro il Papa dimostrano che Trump ha perso ogni capacità di controllo rispetto alle cose che in uno scenario globale si possono dire. Trump ha fatto in questo anno e poco più di governo è stato completamente contrario all’interesse nazionale dell’Italia, dai dazi alla destabilizzazione dell’Europa. Andare a colpire, in particolare in Italia, la comunità cattolica è un altro di quei tasselli che aprono fossati tra il nostro Paese e l’amministrazione americana. Bene ha fatto la premier Meloni a prenderne le distanze, ma dovrebbe farlo anche l’intera Europa: perché quell’uomo, che si crede un dio in terra (appositamente con la d minuscola) in realtà in queste ore viene seppellito da una valanga di polemiche. Un uomo da esiliare al più presto, per il bene di tutti, prima che sia troppo tardi.

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Radio Pavia Breakfast News – 16 aprile 2026

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Arsenal-Sporting Lisbona 0-0, Gunners in semifinale di Champions

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LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – L’Arsenal non si sblocca dopo i passi falsi in Premier League, ma centra le semifinali di Champions League. Contro lo Sporting arriva infatti uno 0-0 che, sommato alla vittoria in Portogallo, manda i Gunners al doppio confronto con l’Atletico Madrid. All’Emirates partono meglio gli ospiti, pericolosi con Suarez e Trincao contro un Arsenal più guardingo e conservativo, nonostante il recupero di una colonna come Declan Rice. Zubimendi prova a scuotere i suoi, ma è ancora lo Sporting a rendersi pericoloso: Trincào e Pedro Gonçalves non centrano la porta, Catamo trova il palo. Nel finale ecco la chance per Eze, ma si va al riposo sullo 0-0. La ripresa ci fornisce un Arsenal più aggressivo, con Rui Silva costretto a intervenire su Eze e Martinelli molto pericoloso. Ci prova anche Madueke, che colpisce l’esterno della rete, e i Gunners prendono progressivamente campo contro uno Sporting che perde impeto coi cambi. Arteta si gioca anche Max Dowman e, nel finale, proprio il gioiellino sfiora un clamoroso “gol olimpico” direttamente da calcio d’angolo. La porta è però stregata sia per l’Arsenal che per lo Sporting, che sfiora il clamoroso gol-vittoria al 94′: Joao Simoes colpisce l’esterno della rete e sfumano dunque le chances legate ai supplementari. Passa il turno l’Arsenal, che vola in semifinale di Champions League e porta avanti i suoi sogni europei, proprio mentre il Manchester City si sta avvicinando in Premier League. I Gunners sfideranno l’Atletico Madrid per un posto nella finalissima.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Gol e spettacolo, Bayern batte Real 4-3 e vola in semifinale di Champions

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MONACO DI BAVIERA (GERMANIA) (ITALPRESS) – Bayern Monaco e Real Madrid danno vita a un quarto di ritorno di Champions League spettacolare, chiuso sul 4-3 e con il passaggio del turno dei padroni di casa, vincenti all’andata per 2-1. Cinque dei sette gol sono arrivati nel corso di un primo tempo scoppiettante. L’inizio gara ha dell’incredibile. Dopo poco più di 30 secondi, Neuer sbaglia completamente un appoggio con i piedi e consegna la palla ad Arda Guler, che insacca a porta vuota con il mancino e pareggia subito i conti rispetto al risultato dell’andata. Cinque minuti dopo, arriva l’immediato 1-1. Kimmich calcia un corner nell’area piccola, Lunin rimane colpevolmente sulla linea di porta e viene sorpreso dal colpo di testa ravvicinato di Pavlovic, che firma il pari. Il risultato cambia ancora al 29′ e sono i blancos a riportarsi avanti. Arda Guler si incarica di una battuta dal limite e con un gran sinistro sopra la barriera batte ancora Neuer, forse partito in lieve ritardo. Torna quindi l’equilibrio nel doppio confronto. I bavaresi non si perdono d’animo e al 38′ siglano il 2-2. Upamecano avanza palla al piede e trova in area Kane che, lasciato troppo libero, appoggia nell’angolino di piatto firmano il cinquantesimo gol della sua straordinaria stagione. Le emozioni non si fermano e, al 42′, gli uomini di Arbeloa timbrano ancora. Vinicius riceve palla sulla sinistra, avanza e serve al centro Mbappè, il quale si inserisce con troppa facilità e trafigge Neuer per il 3-2 che manda le due squadre negli spogliatoi. Dopo nemmeno un minuto, una deviazione fortuita di Bellingham su tiro di Luis Diaz spiazza Lunin ma la palla esce di un soffio a lato. Al 10′ ci vuole un super riflesso di Neuer per fermare un destro al volo di Mbappè, lasciato colpevolmente libero in area. Al 41′, l’arbitro punisce Camavinga per perdita di tempo ammonendolo per la seconda volta, forse severamente, lasciando così gli ospiti in inferiorità numerica. I tedeschi ne approfittano subito e al 44′ trovano il gol qualificazione. Musiala appoggia di tacco all’indietro per Luis Diaz, che calcia da fuori con il destro trovando l’angolino lontano, grazie anche a una decisiva deviazione di Militao. In pieno recupero, arriverà poi una perla di Olise con un delizioso sinistro a giro a mettere il punto esclamativo per il 4-3 conclusivo, che fa esplodere l’Allianz Arena. Sarà dunque il Bayern a sfidare il Paris Saint-Germain in semifinale.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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