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Economia

Top Manager Reputation, ad aprile Claudio Descalzi conquista la vetta

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MILANO (ITALPRESS) – Tra tensioni internazionali e la partita nomine in casa nostra la Top Manager Reputation di aprile, l’Osservatorio permanente a cura di Reputation Manager, riflette grande dinamismo e qualche colpo di scena. Sale di tre e conquista il primo posto Claudio Descalzi (89.95). Eni fa una maxi-scoperta di gas in Egitto. L’Ad, con il prezzo del petrolio schizzato a 100 dollari a barile, fa sentire forte la sua voce sulla necessità sistemica di riaprire al gas russo. E genera grandissimo dibattito. Stabile al secondo l’Ad di Unicredit Andrea Orcel (89.56), che punta a riaccendere il risiko bancario con nuove mosse dalle parti di Generali e Delfin. Terzo Pier Silvio Berlusconi (88.72), con utili più che raddoppiati di MFE e i complimenti di Papa Leone XIV a Tgcom24 in occasione dei 25 anni della testata.

Quarto Carlo Messina (87.02), Ad di Intesa Sanpaolo che rinforza il suo impegno nella sostenibilità con quasi 90 miliardi di nuovo credito per l’economia verde e circolare e oltre 15 miliardi di mutui green erogati. Dal quinto al settimo mantengono le posizioni Flavio Cattaneo (80.41), Matteo Del Fante (80.17) e Renato Mazzoncini (76.43), tutti confermati ai loro posti di comando. Ottavo Stefano Antonio Donnarumma (76.21), Ad di FS che torna in utile per 30 milioni e archivia il 2025 con ricavi a 18,3 miliardi. Nono Alessandro Benetton (75.96) che sale alla presidenza di Mundys. Sale di uno al decimo l’Ad di TIM Pietro Labriola (75.44) che ottiene il via libera di Ue e Mef per l’acquisizione di Sparkle e sigla un accordo con Cdp Venture Capital per far crescere le startup italiane su AI, cloud e smart city.

All’undicesimo arriva in volata di cinque Luca de Meo (75.17) che riorganizza il business di Kering. Al dodicesimo sale di uno Urbano Cairo (73.88), tredicesimo Pierroberto Folgiero (73.27). Al quattordicesimo sale di uno Luca Dal Fabbro (73.11). L’Ad di Acea Fabrizio Palermo (72.90) è quindicesimo. Salgono di uno Cristina Scocchia (70.76), Ceo di Illycaffè, e Gian Maria Mossa (70.33) Ad di Banca Generali con raccolta netta marzo che sale a 725 milioni. Al diciottesimo sale di quattro Giuseppe Castagna (67.74) confermato dal Cda alla guida di Banco Bpm. Chiudono la top 20 l’Ad di Anas Claudio Andrea Gemme (67.61) e Marina Berlusconi (67.38).

– Foto ufficio stampa Reputation Manager –

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(ITALPRESS).

Economia

Meloni e angurie protagonisti dei consumi estivi del 2026

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ROMA (ITALPRESS) – L’estate 2026 cambia le abitudini alimentari degli italiani, ma senza provocare una corsa generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prodotti più legati alla stagione estiva.

Con l’aumento delle temperature crescono gli acquisti di meloni e angurie, seguiti da gelati, ghiaccioli, insalate, mozzarella, ortaggi freschi e tonno in scatola. Nelle settimane più calde, spiegano le rilevazioni della distribuzione, le vendite di meloni e angurie possono aumentare fino al 25%, mentre per gelati, insalate e prodotti freschi gli incrementi oscillano tra il 10 e il 15%.

Nonostante la forte domanda, i prezzi restano contenuti. A luglio l’inflazione generale si è attestata al 2,9% su base annua, mentre i prodotti alimentari hanno registrato un aumento limitato all’1,1%. Ancora più contenuta la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, ferma all’1%.

Le dinamiche variano a seconda dei comparti: la frutta costa in media lo 0,7% in meno rispetto a un anno fa, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

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-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Meloni e angurie protagonisti dei consumi estivi del 2026

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ROMA (ITALPRESS) – L’estate 2026 cambia le abitudini alimentari degli italiani, ma senza provocare una corsa generalizzata dei prezzi. È quanto emerge da un’elaborazione della CNA sull’andamento dei consumi e dei prodotti più legati alla stagione estiva.

Con l’aumento delle temperature crescono gli acquisti di meloni e angurie, seguiti da gelati, ghiaccioli, insalate, mozzarella, ortaggi freschi e tonno in scatola. Nelle settimane più calde, spiegano le rilevazioni della distribuzione, le vendite di meloni e angurie possono aumentare fino al 25%, mentre per gelati, insalate e prodotti freschi gli incrementi oscillano tra il 10 e il 15%.

Nonostante la forte domanda, i prezzi restano contenuti. A luglio l’inflazione generale si è attestata al 2,9% su base annua, mentre i prodotti alimentari hanno registrato un aumento limitato all’1,1%. Ancora più contenuta la crescita del cosiddetto “carrello della spesa”, ferma all’1%.

Le dinamiche variano a seconda dei comparti: la frutta costa in media lo 0,7% in meno rispetto a un anno fa, mentre gli ortaggi segnano un aumento del 2,6%.

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-Foto IPA Agency-
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Economia

Ex Ilva, Urso “Lavoriamo a piano per Taranto, a settembre tavolo a Chigi”

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RIMINI (ITALPRESS) – “Non possiamo fare altro che prenderne atto, adeguando le procedure della gara internazionale in atto e lavorando da subito, come indicato dal presidente del Consiglio, a un piano straordinario per Taranto. In settembre si riunirà il Tavolo di Palazzo Chigi, coordinato dal sottosegretario Mantovano”. Lo afferma il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista a IlSussidiario nell’ambito del Meeting di Rimini. “I commissari hanno doverosamente fatto tutti gli atti necessari per salvaguardare il patrimonio aziendale, compreso il ricorso in Cassazione, ma nel contempo devono adempiere al decreto della Corte d’Appello, che impone la chiusura dell’area a caldo entro fine ottobre, con un impatto immediato sull’azienda e sull’indotto – spiega -. Per questo, in molti l’hanno definita una bomba sociale e produttiva”.
Per le imprese, inoltre, “si sta valutando di estendere anche al resto del Centro-Nord le modalità di accelerazione autorizzatoria oggi previste nella Zes unica, perchè è una delle principali richieste delle imprese per realizzare gli investimenti in tempi congrui e certi. Non sarà possibile, invece, estendere indistintamente gli stessi livelli di incentivazione previsti per le aree più svantaggiate, proprio al fine di ridurre il divario interno. Non lo consentono le regole europee sugli aiuti di Stato”, precisa.
(ITALPRESS).

– foto: Ipa Agency –

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