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Cronaca

Forum del Turismo del Tigullio, debutto sold out e focus sul futuro del settore

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SANTA MARGHERITA LIGURE (ITALPRESS) – Si chiude con un bilancio ampiamente positivo, una partecipazione oltre le aspettative e importanti consensi raccolti da istituzioni, operatori e territori la prima edizione del Forum del Turismo, Golfo del Tigullio, ideato da Federalberghi Liguria, Camere commercio Genova e delle Riviere con partnership di Enit e organizzato dalla società di comunicazione Philia. Due giornate di confronto ad alto livello che hanno portato alla Casa del Mare di Santa Margherita Ligure rappresentanti del Governo, delle istituzioni nazionali e regionali, del mondo economico e turistico, imprese, professionisti e stakeholder del comparto, confermando quanto il settore sentisse il bisogno di uno spazio stabile di dialogo e progettazione e aprendo già la prospettiva di una continuità nelle prossime edizioni. Ad aprire ufficialmente il Forum venerdì pomeriggio è stato il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi, alla sua prima visita istituzionale in Liguria da ministro, affiancato nella giornata inaugurale dal presidente del Senato Ignazio La Russa. Nel suo intervento Mazzi ha posto al centro del dibattito la necessità di superare una narrazione negativa del turismo italiano, rilanciando invece una visione fondata sulla qualità dell’offerta e sulla gestione intelligente dei flussi.
«Dobbiamo smettere di raccontare il turismo italiano attraverso il filtro dell’”overtourism”: è un termine che rischia di danneggiare un settore strategico e di scoraggiare i visitatori internazionali. Oggi il turismo rappresenta il 13% del Pil italiano, con un impatto economico che, considerando l’indotto, può superare il 25%. La sfida non è fermare i flussi, ma governarli meglio, distribuendoli in modo più equilibrato sul territorio e utilizzando strumenti innovativi e tecnologici».
A sottolineare il valore strategico del comparto è stato anche Augusto Sartori, consigliere di amministrazione di Enit, che ha richiamato la necessità di interpretare i grandi cambiamenti in atto nel turismo globale.
‘Queste giornate rappresentano un momento importante di confronto, perchè il turismo oggi è al centro non soltanto del dibattito regionale, ma di una riflessione nazionale e internazionale. Siamo davanti a un settore in continua evoluzione, influenzato dai cambiamenti geopolitici e dagli scenari globali, che modificano rapidamente flussi, aspettative e comportamenti dei viaggiatori. La sfida è continuare a crescere puntando sempre più sulla qualità e sulla capacità di intercettare pubblici differentì. Tra i temi affrontati nel corso della prima giornata anche i risultati dello studio esclusivo di Noto Sondaggi, che ha fotografato un’Italia prudente rispetto alle vacanze estive: soltanto il 23% degli italiani ha già prenotato le ferie, mentre un italiano su cinque (20%) ha sospeso la prenotazione a causa dell’incertezza geopolitica internazionale. Un ulteriore 5% ha cambiato destinazione e il 3% ha rinunciato del tutto alla vacanza. Allo stesso tempo emerge una crescente domanda di mete percepite come sicure e vicine, scenario nel quale la Liguria può rafforzare ulteriormente il proprio posizionamento grazie alla varietà della sua offerta e alla facilità di accesso. La seconda giornata del Forum, ieri, ha invece approfondito il rapporto tra turismo, identità e agroalimentare, grazie al videomessaggio del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, che ha evidenziato il valore del cibo come leva di promozione territoriale e attrazione internazionale.
‘Il riconoscimento della cucina italiana come patrimonio UNESCO rappresenta un traguardo fondamentale per promuovere nel mondo il nostro modello alimentare e rafforzare territori e imprese. Oggi l’Italia può contare su 892 prodotti certificati e un export agroalimentare che ha raggiunto i 73 miliardi di euro, numeri mai registrati prima. Prodotti come l’oliva Taggiasca o il basilico ligure non sono soltanto eccellenze gastronomiche, ma strumenti di attrazione turistica che raccontano territori e generano curiosità in milioni di persone nel mondò.
Ampio spazio è stato dedicato anche al rapporto tra sport, turismo e grandi eventi, con una riflessione sul ruolo sempre più strategico delle manifestazioni sportive come motore di attrazione e sviluppo economico. Tema affrontato anche dal presidente della Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malagò e approfondito dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha definito Milano-Cortina 2026 una “scommessa vinta”, aprendo inoltre alla possibilità di una futura candidatura olimpica estiva del Nord Ovest tra Liguria, Piemonte e Lombardia. ‘Le Olimpiadi di Milano-Cortina sono state una scommessa vinta: durante il periodo olimpico abbiamo registrato un incremento turistico di circa il 15%, con ricadute diffuse ben oltre le sedi di gara. I risultati più importanti li vedremo nei prossimi anni, ma già oggi possiamo dire che l’evento ha mostrato al mondo la qualità dei nostri territori e la nostra capacità organizzativa. Proprio per questo stiamo iniziando a valutare concretamente, insieme a Liguria e Piemonte, la possibilità di una futura candidatura per le Olimpiadi estivè. Tra i momenti più seguiti della giornata conclusiva anche il focus dedicato al “modello Tigullio” e alla gestione dei flussi turistici nei territori più delicati. Il sindaco di Portofino Matteo Viacava ha illustrato le strategie messe in campo per coniugare attrattività, sostenibilità e qualità della vita dei residenti, annunciando anche l’arrivo di nuove tecnologie di monitoraggio.
‘Oggi possiamo dire che a Portofino si lavora ormai per dieci mesi all’anno, ma il turismo va gestito e non subito. Dobbiamo trovare un equilibrio tra accoglienza, qualità della vita dei residenti e tutela dell’ambiente. Per questo stiamo lavorando anche con strumenti innovativi, come un drone di monitoraggio con un raggio di otto chilometri sul Tigullio, che consentirà di segnalare eventuali situazioni di affollamento e intervenire rapidamente nella gestione dei flussi. Non vogliamo numeri chiusi: vogliamo un turismo sempre più intelligente e sostenibilè.
Nel corso delle due giornate il turismo è stato affrontato anche in un’accezione più ampia, intrecciando cultura, identitàterritoriale e nuove forme di esperienza. In questo quadro si è inserito l’intervento della presidente di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura Sara Armella, che ha evidenziato il ruolo della cultura come autentico volano turistico, capace di attrarre pubblici differenti durante tutto l’anno attraverso mostre, spettacoli, musica e grandi eventi espositivi come “Van Dyck l’Europeo”. Si è parlato anche di futuro, innovazione e nuove tecnologie, con un focus sull’intelligenza artificiale grazie al contributo di Fiven, e sulle prospettive del settore crocieristico attraverso il colosso Msc. A conclusione della prima giornata è stata inoltre presentata Beyond, la nuova piattaforma ideata da Medov Group dedicata al turismo esperienziale luxury nei settori yachting, crociere e hòtellerie, con l’obiettivo di rafforzare un modello di ospitalità sempre più orientato all’esperienza personalizzata e all’alta gamma.
“Siamo profondamente orgogliosi di aver contribuito all’organizzazione di due giornate di confronto di altissimo livello, che hanno visto la partecipazione di importanti rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico, del turismo e dei territori – commenta Jessica Nicolini, partner di Philia, società organizzatrice dell’evento -. Il valore di questo appuntamento non sta soltanto nella qualità degli ospiti presenti, ma soprattutto nella capacità di aver creato un dialogo concreto, portando sul tavolo idee e proposte che possono trasformarsi in progettualità reali per il futuro del settore. Abbiamo raccolto con piacere l’interesse verso una possibile continuità del Forum: uno stimolo importante a proseguire in un percorso capace di mettere in rete istituzioni, imprese e comunità”.

foto: ufficio stampa Forum del Turismo del Tigullio
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Russell vince a Baku davanti a Verstappen, 4° Leclerc e 5° Antonelli

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BAKU (AZERBAIJAN) (ITALPRESS) – George Russell completa il suo personale capolavoro conquistando la vittoria nel Gran Premio di Azerbaijan. Il pilota della Mercedes, nonostante un brivido finale nel duello con un Max Verstappen mai domo, si assicura la sua ottava vittoria in carriera e riduce il gap dal leader del Mondiale Andrea Kimi Antonelli, quinto sul traguardo dopo la qualifica da dimenticare che lo aveva costretto a partire nelle retrovie. La Red Bull brilla non solo con il quattro volte campione del mondo, che chiude secondo, ma anche con uno strepitoso Isack Hadjar, che al rientro ottiene il suo terzo podio in carriera. La Ferrari resta ancora fuori dalla top 3 con Charles Leclerc e Lewis Hamilton che sono rispettivamente quarto e sesto. Completano la top 10 Arvid Lindblad (Racing Bulls), le due Haas di Esteban Ocon e Oliver Bearman e Carlos Sainz (Williams). La prossima settimana si torna subito in pista in Malesia.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

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Mps, per i soci l’Opas di Intesa Sanpaolo vale più dell’extra dividendo

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MILANO (ITALPRESS) – Il problema dell’”extra” è che, a guardarlo bene, tanto extra non è. I 4 miliardi che Mps mette sul piatto per difendere la propria strategia su Banco Bpm e Banca Generali sono infatti già dentro Mps. Sono patrimonio della banca, dunque appartengono già, economicamente, ai suoi azionisti. Cambia la tasca in cui finiscono, non la ricchezza complessiva. E’ questo il punto di partenza dell’analisi di Ruggiero Cafari Panico, professore di diritto dell’Unione europea all’Università degli Studi di Milano, pubblicata sul Sole 24 Ore. E da qui nasce il confronto con l’Opas di Intesa Sanpaolo: da una parte un premio che distribuisce patrimonio già esistente, dall’altra risorse che arrivano da un soggetto esterno a Mps.
Il cosiddetto extradividendo vale 1,208 euro per azione: 30,2 centesimi in contanti e 90,6 centesimi attraverso azioni Generali, per un totale vicino ai 4 miliardi. Ma, osserva Cafari Panico, chiamarlo “extra” può essere fuorviante. Come aveva già spiegato Franco Paparella sul Sole 24 Ore, Mps non sta creando nuova ricchezza: sta trasformando una parte del patrimonio che gli azionisti possiedono indirettamente attraverso la banca in denaro e titoli che possiederanno direttamente.
Ed è proprio qui che il confronto con Intesa cambia prospettiva. Il corrispettivo dell’Opas arriva infatti da un soggetto terzo rispetto a Mps: sono risorse nuove trasferite agli azionisti della banca. Non patrimonio di Mps semplicemente redistribuito ai suoi stessi proprietari.
C’è un dettaglio che rischia di sparire dietro il numero dei 4 miliardi. Quando una società distribuisce una parte del proprio patrimonio, quel patrimonio esce dalla società. A parità di tutte le altre condizioni, anche il valore dell’azione tende quindi a rettificarsi. L’azionista riceve 1,208 euro di attività, ma resta proprietario di una banca che si è privata dello stesso patrimonio. Insomma, il dividendo non cade dal cielo: esce dalla cassaforte della banca.
E c’è il fisco. Per una persona fisica residente in Italia, nello scenario considerato da Cafari Panico, l’intera distribuzione sarebbe tassata al 26%, compresa la componente ricevuta in azioni Generali. Il conto sarebbe di circa 31,4 centesimi per azione, più dei 30,2 centesimi incassati in contanti. Per pagare l’imposta, dunque, l’azionista potrebbe dover mettere mano ad altra liquidità o vendere una parte delle azioni ricevute.
Da qui anche il problema della trasparenza. Secondo Cafari Panico, l’extradividendo non dovrebbe essere presentato soltanto come un vantaggio per i soci, ma anche come un’operazione che riduce il patrimonio di Mps e incide sul valore economico delle azioni utilizzate nelle due Ops.
Non è un dettaglio, soprattutto dopo l’intervento della Consob sui concambi delle offerte Mps. Il valore delle operazioni deve essere considerato anche prendendo come riferimento il 5 giugno, ultimo giorno di Borsa prima dell’annuncio dell’Opas di Intesa, così da evitare che il successivo rialzo del titolo Mps, provocato dall’arrivo dell’offerta concorrente, alteri il confronto.
Non trascurabile il tema prudenziale. Una distribuzione di queste dimensioni, accompagnata dalla riduzione del capitale e dall’utilizzo di riserve, modifica la struttura patrimoniale della banca. La sua sostenibilità, sottolinea il professore, deve quindi essere valutata autonomamente dalle autorità di vigilanza e non può essere ricavata soltanto dalle proiezioni sul parametro patrimoniale del futuro gruppo.
Ma il capitolo più delicato, forse, è quello di Generali. Mps, attraverso Mediobanca, è oggi il primo azionista della compagnia con il 13,35%. Circa tre dei quattro miliardi dell’extradividendo verrebbero distribuiti proprio attraverso azioni Generali. Il risultato, secondo i calcoli di Cafari Panico, sarebbe la fuoriuscita di circa 4,5 punti percentuali dal pacchetto oggi concentrato nelle mani di Mps/Mediobanca. La partecipazione residua scenderebbe così, indicativamente, intorno all’8,8%.
Quasi cinque punti percentuali di Generali passerebbero dunque da un unico grande azionista a una pluralità di azionisti, diventando liberamente negoziabili. Mps perderebbe peso e, contemporaneamente, aumenterebbe la contendibilità di una quota importante di uno dei principali gruppi assicurativi europei.
Anche qui il confronto con Intesa, nell’analisi del professore, è netto. Senza la distribuzione straordinaria, la partecipazione in Generali resterebbe concentrata all’interno di un grande gruppo bancario italiano, assicurando maggiore continuità a una presenza azionaria italiana significativa. Un elemento che può assumere rilievo anche sul terreno del golden power, considerando la natura strategica del settore assicurativo.
Alla fine, il conto proposto da Cafari Panico è meno spettacolare dei 4 miliardi annunciati, ma forse più istruttivo. L’extradividendo di Mps porta agli azionisti qualcosa che, in larga misura, possiedono già: lo prende dalla banca e lo mette direttamente nelle loro mani, pagando però un prezzo in termini di patrimonio, fiscalità e, per Generali, di concentrazione azionaria. L’Opas di Intesa, invece, mette sul tavolo risorse che arrivano da fuori Mps. Ed è qui che il “regalo” cambia natura: nel primo caso si apre la cassaforte di casa, nel secondo qualcuno arriva con una cassaforte nuova.

– Foto Intesa Sanpaolo e Mps –

(ITALPRESS).

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Italia eliminata in semifinale dall’Ucraina alla Billie Jean King Cup

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SHENZHEN (CINA) (ITALPRESS) – L’Italia della Billie Jean King Cup è costretta ad abdicare. Dopo aver vinto le ultime due edizioni, le azzurre di Tathiana Garbin alzano bandiera bianca in semifinale, cedendo per 2-0 all’Ucraina che domani contenderà il titolo alla Repubblica Ceca, vittoriosa sulla Spagna. Niente miracolo stavolta per Jasmine Paolini, che giovedì aveva guidato la rimonta sulla Cina: sul cemento indoor dello Shenzhen Bay Sports Centre la 30enne di Bagni di Lucca, che aveva vinto gli ultimi 5 singolari in BJK Cup (non perdeva dalla semifinale 2024 contro Iga Swiatek), deve arrendersi a Elina Svitolina, numero 7 del mondo, per 6-2 6-2 in poco più di un’ora di gioco. Una sconfitta che, sommata a quella dell’esordiente Tyra Grant – preferita all’acciaccata Elisabetta Cocciaretto – per mano di Anhelina Kalinina (6-3 6-4) decreta l’eliminazione dell’Italia.
– foto Ipa Agency –
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