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Cronaca

Borghi, la rinascita di Recoaro Terme prende forma con il progetto Pnrr da 20 mln

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VICENZA (ITALPRESS) – La rinascita di Recoaro Terme entra nel vivo. Questa mattina, al Cinema Teatro Lux, è stato presentato lo stato di avanzamento del progetto dedicato alla rigenerazione culturale e valorizzazione del Borgo Storico delle Terme, uno degli interventi strategici del programma di rigenerazione finanziato dal Piano Nazionale Borghi – Linea A (Investimento 2.1 “Attrattività dei Borghi”) attraverso le risorse del PNRR.
Quello di Recoaro è il progetto pilota selezionato dalla Regione del Veneto per contrastare lo spopolamento, rafforzare l’attrattività turistica del Comune e generare nuove opportunità economiche, occupazionali e culturali per l’intera Valle dell’Agno, rilanciando la destinazione come meta per un turismo evoluto e sostenibile.
Il piano di rigenerazione ha un valore complessivo di 20 milioni di euro, finanziati principalmente attraverso il PNRR e aggiornati nel 2025. Una somma pari a circa 16,85 milioni (ovvero circa l’84% delle risorse totali) è destinata al recupero del patrimonio storico, culturale e termale del borgo, considerato il cuore della strategia di rilancio.
L’intervento di maggiore rilevanza riguarda, infatti, gli Stabilimenti Termali e la realizzazione del nuovo centro benessere, cui sono destinati quasi 9 milioni di euro; i fondi sono stati inoltre destinati a significativi interventi di recupero e valorizzazione di alcuni degli edifici simbolo del borgo, quali Villa Tonello, il Caffè e il Palazzo Municipale e il Teatro Comunale.
Un ulteriore importante tassello è la riqualificazione di Via Roma, conclusa anch’essa, che ha migliorato la viabilità, i sottoservizi e gli spazi pubblici del centro.
Oltre gli interventi edilizi, il piano comprende anche misure di sostegno alle imprese, il recupero delle facciate Liberty, la promozione di residenze artistiche e diverse iniziative culturali. Presso il palazzo Caffè Nazionale, per esempio, sono stati avviati e conclusi interventi di adeguamento funzionale e miglioramento dell’accessibilità, mantenendo una forte valenza culturale del complesso, grazie al progetto di residenzialità per artisti denominato “Cantiere del Contemporaneo”.
Gli interventi sul patrimonio storico e culturale presentano livelli di avanzamento differenziati. Villa Tonello è conclusa, così come il recupero del Palazzo Caffè Nazionale che risulta anch’esso completato.
Il Caffè e il Palazzo Municipale si trovano in una fase avanzata di realizzazione, con impianti e opere interne in corso. Il Teatro Comunale è entrato nella fase più significativa dei lavori, concentrata sul consolidamento strutturale dell’edificio mediante un importante intervento di rinforzo metallico.
Anche il recupero degli stabilimenti termali procede regolarmente: completate le opere strutturali principali, sono in corso le lavorazioni interne e l’installazione degli impianti. La riqualificazione di Via Roma è stata ultimata e restano solo le attività amministrative di chiusura e rendicontazione.
I risultati dell’attivazione dei contributi alle imprese e per il recupero delle facciate Liberty sono al momento complessivamente positivi, mentre l’iniziativa per la nuova residenzialità non ha prodotto gli esiti attesi. Sono inoltre già operative le attività culturali e di promozione turistica, tra cui le residenze artistiche, il nuovo portale turistico e gli eventi dedicati alla valorizzazione del borgo.
La mattinata al Cinema Teatro Lux è stata l’occasione per condividere con la comunità i risultati raggiunti, le prossime tappe del percorso di rigenerazione e i nuovi strumenti di promozione e valorizzazione culturale che accompagneranno il rilancio della località.
«Oggi possiamo affermare che il progetto di rigenerazione del Borgo delle Terme non è più soltanto una prospettiva, ma una realtà che sta prendendo forma attraverso opere concrete e risultati visibili – ha dichiarato Armando Cunegato, riconfermato sindaco alle recenti elezioni amministrative -. Dopo la presentazione della nuova identità visiva della destinazione e del Piano Integrato di Comunicazione, nello scorso febbraio, entriamo nella fase operativa di un progetto che valorizza il nostro patrimonio attraverso strumenti innovativi, capaci di coniugare esperienza fisica e dimensione digitale. Stiamo costruendo nuove opportunità di crescita per il territorio, rafforzandone l’attrattività e la capacità di dialogare con pubblici sempre più ampi».
Nel corso dell’incontro sono stati illustrati gli interventi previsti dal Piano Nazionale Borghi e i risultati delle azioni di riqualificazione che interessano il centro storico, il compendio termale e gli spazi pubblici della località.
«Questo progetto non riguarda soltanto il recupero di luoghi e infrastrutture, ma la costruzione di una nuova visione condivisa per Recoaro Terme – ha sottolineato Paolo Asnicar – La valorizzazione del borgo passa dalla capacità di fare rete, mettendo a sistema risorse, competenze e progettualità. E’ questo approccio che consentirà di trasformare gli investimenti del PNRR in un’eredità duratura per la comunità».
Un esempio concreto di questa strategia è rappresentato dal “Cantiere del Contemporaneo”, il progetto di residenze artistiche ospitato negli spazi del Caffè Nazionale, su cui si è incentrato l’intervento di Elisabetta Bacchin, curatrice e direttrice artistica del nuovo complesso artistico e residenziale: «Il Cantiere del Contemporaneo dimostra come la rigenerazione di un luogo possa passare attraverso la cultura e il coinvolgimento delle comunità. Le residenze artistiche hanno trasformato il Caffè Nazionale in uno spazio di ricerca e produzione culturale, generando nuove narrazioni sul territorio e nuove relazioni tra patrimonio, creatività contemporanea e cittadini. E’ da questi processi che può nascere un’identità culturale viva e capace di rafforzare nel tempo l’attrattività di Recoaro Terme».
La mattinata è stata infine l’occasione per presentare il Piano Integrato di Comunicazione, curato da Capitale Cultura Group – Impresa Culturale e Creativa, che ha seguito la realizzazione del nuovo sito web di destinazione. In coerenza con gli obiettivi dell’amministrazione, il piano prevede tra le altre cose l’integrazione del sistema regionale Customer Management System (CMS), la produzione di un podcast in sette episodi dedicato a storie, leggende e identità del territorio, disponibile in lingua italiana e inglese e lo sviluppo di una WebApp in Realtà Aumentata che accompagna cittadini e visitatori alla scoperta di diciannove edifici simbolo del borgo, attraverso schede informative, ricostruzioni storiche e soluzioni multimediali all’avanguardia. Due strumenti narrativi complementari, concepiti per valorizzare il patrimonio locale attraverso modalità di fruizione innovative, accessibili e coinvolgenti.
«Oggi la valorizzazione del patrimonio passa attraverso nuove forme di narrazione e accessibilità – ha spiegato Antonio Scuderi, CEO di Capitale Cultura e ARtGlass, leader internazionale nel settore della realtà estesa – Con la WebApp in Realtà Aumentata, sviluppata sulla piattaforma proprietaria ARtGlass, vogliamo trasformare la scoperta del patrimonio architettonico di Recoaro Terme in un’esperienza immersiva e coinvolgente, capace di rendere la storia del luogo più viva, accessibile e attrattiva per il pubblico contemporaneo».
– foto ufficio stampa Capitale Cultura Group –
(ITALPRESS).

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Lombardia Live 24 Breaking News – 25/6/2026

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In questa edizione: Emergenza caldo e crisi idrica, fiumi a secco e allarme clima in Lombardia – Pavia, doppia emergenza incendi tra via Lodi e via Villa Eleonora – Omicidio di Nolo, fermato un diciannovenne – Caso Pifferi, la Cassazione conferma in via definitiva i 24 anni di carcere – Lomazzo, anziano muore nell’incendio di un appartamento – Garlasco, commerciante 56enne muore al cimitero – Varese, cavi tranciati in tentato furto e stop ai treni – Pronto Meteo Lombardia per il 26 Giugno.

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Inaugurato Iberdrola Fenix, il nuovo impianto fotovoltaico costruito in Sicilia

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CATANIA (ITALPRESS) – E’ stato inaugurato oggi Iberdrola Fenix, il nuovo impianto fotovoltaico in Sicilia da 243 MW, il più grande realizzato dal Gruppo Iberdrola in Italia e attualmente in esercizio nel Paese. Alla cerimonia di inaugurazione hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, stakeholder, partner industriali e operatori coinvolti nella realizzazione del progetto, tra cui l’Ambasciatore di Spagna in Italia Miguel A’ngel Fernàndez-Palacios Martìneze il Presidente della Commissione Tecnica Specialistica per le autorizzazioni ambientali della Regione Sicilia Gaetano Armao.
Situato nei comuni di Belpasso, Centuripe e Paternò, tra le province di Enna e Catania, Iberdrola Fenix rappresenta un’infrastruttura strategica per lo sviluppo delle rinnovabili in Italia. L’impianto ha completato la fase realizzativa ed è già operativo, contribuendo regolarmente all’immissione di energia nella rete elettrica nazionale. E’ in grado di produrre circa 400 GWh di energia rinnovabile l’anno, una quantità sufficiente a coprire il fabbisogno energetico equivalente di circa 140.000 abitazioni.
L’energia prodotta è in larghissima parte già destinata ad importanti imprese italiane attraverso contratti PPA (Power Purchase Agreement) di lungo termine, contribuendo a sostenere la competitività del sistema produttivo e la stabilità dei costi energetici.
Particolare attenzione è stata dedicata all’integrazione dell’impianto nel contesto ambientale e territoriale. Il progetto è stato realizzato su aree caratterizzate da fenomeni di desertificazione, nel rispetto delle normative regionali e nazionali applicabili. Gli interventi di mitigazione e compensazione ambientale hanno interessato circa 400 ettari di superficie e comprendono, tra l’altro, la gestione sostenibile delle acque meteoriche e la piantumazione di oltre 60.000 piante autoctone, sviluppate in dialogo con le comunità e le amministrazioni locali. L’impianto integra inoltre sistemi avanzati di monitoraggio ambientale dedicati al controllo del suolo e del microclima, a supporto della gestione sostenibile del sito nel lungo periodo.
Il progetto ha coinvolto numerose imprese del territorio siciliano sia durante la fase di costruzione sia nelle attività connesse all’esercizio dell’impianto, contribuendo alla generazione di valore economico locale. Durante le fasi di costruzione dell’impianto sono stati impiegati oltre 500 lavoratori in simultanuea, per un totale di circa 600.000 ore di lavoro, completate senza infortuni: un risultato particolarmente significativo, considerata la complessità del progetto.
L’impianto comprende oltre 413.000 moduli fotovoltaici bifacciali installati e una rete di connessione composta da 26 km di collegamenti in media tensione e 9 km in alta tensione, realizzata per garantire l’integrazione dell’energia prodotta nella rete elettrica nazionale.
Il progetto Iberdrola Fenix è stato finanziato dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI) con Garanzia Archimede di SACE, a conferma della solidità dell’iniziativa e degli elevati standard progettuali adottati.
“Iberdrola Fenix rappresenta una tappa importante nel percorso di crescita di Iberdrola in Italia e testimonia la nostra capacità di realizzare infrastrutture energetiche complesse nel Paese – ha detto Valerio Faccenda, Country Manager di Iberdrola Italia -. Questo progetto nasce in Sicilia e con la Sicilia, ed è la dimostrazione concreta di come la transizione energetica possa creare valore per i territori che la rendono possibile, trasformando l’energia solare in leva di crescita, sostenibilità e indipendenza energetica. Consolidiamo così la nostra presenza in Italia e proseguiamo nello sviluppo di nuova capacità rinnovabile a supporto della transizione energetica nazionale. La Sicilia, con il suo straordinario potenziale e un contesto istituzionale abilitante e lungimirante, si conferma un territorio strategico per il futuro delle energie rinnovabili in Europa”.

– foto ufficio stampa Iberdrola –
(ITALPRESS).

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Bio, il primato pavese brilla all’Assemblea Coldiretti 2026: «Siamo la culla del biologico lombardo»

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Val di Nizza ospita il convegno con Francesco Giardina, Responsabile nazionale Coldiretti Bio. Pavia prima in Lombardia con 550 aziende e oltre 20mila ettari

La provincia di Pavia guida la Lombardia nel biologico. È un primato consolidato, quello che emerge dal convegno «Il biologico in Provincia di Pavia: dati, prospettive e buone pratiche», organizzato da Coldiretti Pavia a Val di Nizza in chiusura dell’Assemblea Provinciale 2026: circa 550 aziende agricole bio, oltre 20mila ettari coltivati e quasi il 35% delle imprese biologiche dell’intera regione. Un risultato che posiziona il Pavese nettamente davanti alle altre province lombarde — Brescia con 297 aziende e Mantova con 223 seguono a distanza — e che copre circa la metà della superficie biologica regionale complessiva.

L’appuntamento ha richiamato a Val di Nizza numerosi imprenditori agricoli da tutto il territorio, non solo quelli attivi nel comparto bio. Tra i presenti anche Francesco Giardina, Responsabile nazionale di Coldiretti Bio, che ha inquadrato il dato pavese in una cornice nazionale tutt’altro che marginale: «I numeri del biologico italiano sono molto importanti. L’Italia è già al 20 per cento di aziende bio e stiamo raggiungendo velocemente l’obiettivo del 25% che l’Europa si è data da raggiungere entro il 2030. Un po’ più a rilento va invece il consumo degli alimenti biologici nel nostro Paese, fermo al 3 per cento».

La culla del bio è nell’Alto Oltrepò

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La scelta di Val di Nizza come sede dell’Assemblea non è casuale. «Abbiamo voluto organizzare il convegno proprio in Alto Oltrepò perché qui sta la culla del bio pavese — spiega Silvia Garavaglia, Presidente di Coldiretti Pavia — facendo il punto sulla situazione attuale ma anche fornendo delle prospettive future per questo settore. Il biologico è trasversale a tutti i comparti e a tutte le diverse sfaccettature del nostro territorio».

La vocazione bio del Pavese è strettamente legata alla sua conformazione geografica e alla varietà delle produzioni. Nell’Alto Oltrepò montano si trovano foraggi, cereali, frutta e ortaggi, allevamenti bovini da carne e da latte, capre con produzione di formaggi, apicoltura biologica e coltivazioni di lavanda, timo e rosmarino per oli essenziali. Nell’Oltrepò collinare dominano foraggi, cereali e viti, con diverse aziende che vinificano anche in biologico. In pianura le coltivazioni bio sono meno estese ma comunque presenti, con prevalenza di cereali, soia e foraggi.

Burocrazia, costi e il nuovo marchio nazionale

Eccellenza sì, ma non priva di criticità. Il biologico «richiede una gestione più impegnativa, anche sul piano burocratico e delle ore di lavoro», ricorda Garavaglia, sottolineando come il sostegno pubblico rimanga determinante per la tenuta del settore. Sul fronte normativo, la Presidente annuncia una novità attesa: «Come Coldiretti ci stiamo impegnando anche attraverso la costituzione di un marchio nazionale per il bio italiano che a breve vedrà la luce dal Ministero dell’Agricoltura».

Sullo sfondo resta il nodo strutturale che accomuna tutto il comparto agricolo: il riconoscimento economico del lavoro. «È fondamentale che le aziende biologiche, così come tutte le aziende agricole, ottengano il giusto riconoscimento per il lavoro svolto — conclude Garavaglia — soprattutto in una fase storica segnata dall’esplosione dei costi di produzione».

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L’Assemblea Provinciale di Coldiretti si conferma anche quest’anno come momento privilegiato di confronto tra agricoltori e bilancio dell’attività sindacale della principale organizzazione agricola del territorio pavese. Un appuntamento che, nella sua edizione 2026, ha scelto di mettere al centro il biologico: non una nicchia, ma un’identità.

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