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Vent’anni dopo il romanzo azzurro… aspettando il 2030
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2 mesi fa-
di
Redazione
di Italo Cucci
ROMA (ITALPRESS) – “Vent’anni dopo” – citando Dumas – è un bel romanzo dedicato ai tre Moschettieri Azzurri (così eravamo abituati a chiamarli una volta, nella stagione delle favole) che hanno meritatamente celebrato il 9 luglio del 2006 una clamorosa vittoria mondiale per l’Italia: Fabio Cannavaro, Gigi Buffon, Alessandro Del Piero. Ho scelto loro – senza far torto all’Azzurra bellissima che illuminò la notte di Berlino – perché erano juventini. E non dovevano esserci, al Mondiale. Un gruppo di penne all’arrabbiata (grandi firme infelici, come ai tempi di Bearzot) avevano richiesto la loro cancellazione insieme al ct Lippi e agli altri bianconeri che avevano appena digerito l’umiliazione di Calciopoli. Come disse Moggi, nella finale Italia-Francia di juventini in campo ce n’erano 9, Buffon, Zambrotta, Cannavaro, Camoranesi, Pirlo, Del Piero, Vieira, Thuram e Trezeguet. E perché no Zidane, quello della testata… vincente. Era il famoso blocco bianconero che in Azzurro – con nomi diversi – aveva già vinto il Mundial dell’Ottantadue. (Guarda un po’, senza un adeguato “blocco” non abbiamo più vinto, e neanche partecipato).
Come nell’82, qualcuno giustificò l’inatteso successo come frutto dell’eroismo italico contro gli eventi contrari e dunque a Calciopoli toccò il riconoscimento postumo di portafortuna. Così vive certa critica: non è stato forse il Covid a spingere al successo europeo l’Italia di Mancini? Aggiungo ai Tre Moschettieri di Lippi il Quarto leggendario, D’Artagnan, ovvero Totti, che con il rigore realizzato contro l’Australia aprì le porte al successo. Sostituiva il grande rivale, Alex Del Piero, uscito al 75°. Resuscitato da Lippi, Francesco meditò: cucchiaio o no? Un rasoterra potente finì alle spalle di Schwarzer. Nella festa romana Totti e Del Piero s’abbracciarono sul pullman che attraversava l’Urbe. Quando la Nazionale era solidarietà e amore. Uno dei momenti più belli della mia vita di cronista. Dopo l’Australia la cavalcata trionfale: 3-0 all’Ucraina, la notte di Dortmund (2-0 alla Germania ai supplementari) e il cielo azzurro sopra Berlino (6-4 dcr contro la Francia e quarto titolo mondiale). Ricordo una sera a cena con Vittorio Pozzo, un secolo fa, a Bologna, chez Rodrigo. Lecito, anzi cortese, fargli domande di calcio – ahimè anche banali, per smuoverlo dal silenzio – impossibile scrivere le risposte. Per fortuna brevi. Ne ho ricavato interminabili papiri. Storia Patria.
Parlava con un fil di voce – eccezione, “cameriere, ci porta da bere!?” – e dovevo mettere in funzione il mio Amarcord. Venne il momento in cui fare un po’ di conoscenza. A un certo punto entrò il famoso Giorgio Albertazzi con cane lupo. Ci vide. Si fermò. Lo presentai. E Pozzo – che non l’aveva riconosciuto – “Che bel cane!”. Giorgio, allibito, andò a sedersi. Per interessare il Maestro trovai solo un modo: “Ha giocato nella Fiorentina”. Ma finì lì. Anzi: “Ma lei, giovane, quanti anni ha?”. E dissi, per svegliarlo: “Sono del Trentanove…”. Si svegliò: “Peccato, per un anno ha perso una bella occasione…”. Ah, quel Trentotto che Biavati mi raccontava sempre accendendosi come un fiammifero. Ci ripenso perché tutti quelli che sono nati dopo il 2006 – dai ventenni in giù – si sono persi il bellissimo trionfo di Germania (dove avevo già esordito da cronista, nel ’74) e dal 2014 zero mondiali. Con un dettaglio di consolazione. Se è vero che da quella cena con Pozzo dovetti arrivare all’82 per vedere Zoff sollevare la Coppa del Mondo, il signor Ferruccio Valcareggi mi fece tuttavia vedere l’Italia Europea del ’68 – Pozzo la registrò e poco dopo se ne andò – così come il signor Roberto Mancini ci ha regalato l’Europa nel 2021.
Due sbornie di gloria a interrompere decenni di acquamara. E la licenza di dire che vincere gli Europei è più difficile che vincere i Mondiali. Come disse Artemio Franchi, presidente Uefa, a Joao Havelange, presidente Fifa: “Invito Uruguay, Brasile e Argentina e il Mondiale lo faccio in Europa”. Io è la seconda volta che mi son perso qualcosa, per la forza del destino; il ventennale fallimento della Nazionale è invece frutto dell’impotenza dei vertici calcistici. Da decenni infognati nell’avventura mediatico/speculativa degli stranieri pagati cifre iperboliche per avere molte bufale esotiche e rari campioni, e questi ad occupare nelle squadre di Serie A i ruoli magistrali, quelli che vedete interpretare al meglio in questo Mondiale dai quaranta “infiltrati” che son venuti a scuola da noi. Tutti in forma. Tranne Leao, lui – Mister Contropiede – l’abbiamo rovinato noi…Ogni giorno che passa c’è qualcuno che mi chiede se, saltato anche il Ventisei americano andremo al Trenta mediterraneo. Portogallo, Spagna e Marocco. Vicino a casa mia. Ho perduto la riforma di Tavecchio, che se ne andò liberando i gaglioffi del quartierino, sto invocando la riforma di Malagò e lo seguo con amicizia, minuto per minuto. Fra poco faremo i conti…
Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)
– foto IMAGE –
(ITALPRESS).
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MotoGp, Bezzecchi in pole a Misano davanti a Marc Marquez
Pubblicato
2 ore fa-
12 Settembre 2026di
Redazione
MISANO ADRIATICO (ITALPRESS) – Marco Bezzecchi su Aprilia partirà dalla pole position in vista del Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, quattordicesimo appuntamento del Mondiale di MotoGp. L’azzurro scende sotto il muro dell’1’30” e si prende la prima casella tagliando il traguardo in 1’29″982. Preceduti Marc Marquez (Ducati), secondo a 0″198, e Fermin Aldeguer (Ducati Gresini), terzo a 0″368. Apre la seconda fila Fabio Di Giannantonio (Ducati VR46), che precede il leader del Mondiale Jorge Martin (Aprilia) e Luca Marini (Honda). Seguono Pedro Acosta (Ktm), Franco Morbidelli (Ducati VR46), Alex Marquez (Ducati Gresini), Raul Fernandez (Aprilia Trackhouse), Johann Zarco (Honda LCR) e Pol Espargaro (Ktm Tech3).
LA GRIGLIA DI PARTENZA
1^ fila
1. Marco Bezzecchi (Ita) Aprilia in 1’29″982 alla velocità media di 169.29 km/h
2. Marc Marquez (Esp) Ducati in 1’30″180
3. Fermin Aldeguer (Esp) Ducati in 1’30″350
2^ fila
4. Fabio Di Giannantonio (Ita) Ducati in 1’30″386
5. Jorge Martin (Esp) Aprilia in 1’30″569
6. Luca Marini (Ita) Honda in 1’30″609
3^ fila
7. Pedro Acosta (Esp) Ktm in 1’30″640
8. Franco Morbidelli (Ita) Ducati in 1’30″643
9. Alex Marquez (Esp) Ducati in 1’30″696
4^ fila
10. Raul Fernandez (Esp) Aprilia in 1’30″853
11. Johann Zarco (Fra) Honda in 1’30″887
12. Pol Espargaro (Esp) Ktm in 1’31″180
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Prosegue lo Us Open tutto in crescendo di Alexander Zverev. Il tedesco, testa di serie numero uno del tabellone, supera Karen Khachanov con il punteggio di 6-3 7-6(7) 7-6(6) in 2 ore e 56 minuti e stacca il pass per la finale a Flushing Meadows. Si tratta della terza finale consecutiva per il 29enne di Amburgo che, superati i primi due turni al quinto set con Sonego e Halys, ha alzato i giri e ha iniziato a giocare da numero due del mondo. Ottimo il torneo di Khachanov, a cui non basta una solida semifinale per centrare la prima finale Slam della carriera (0-3 lo score nelle semifinali Major). Zverev, invece, con l’accesso alla finale di Flushing Meadows, aggancia Jannik Sinner nella Race alle ATP Finals: l’italiano e il tedesco sono appaiati a 7950 punti ottenuti nel 2026. “Dopo il secondo turno ho iniziato a sentire meglio la palla, il livello è cresciuto di partita in partita. A volte le cose girano nel verso giusto, ero già andato tante volte vicino alla vittoria di uno Slam. Ora spero che l’American Dream non si realizzi in finale”, le parole, nell’intervista in campo, di Zverev, che andrà a caccia del secondo titolo Slam dell’anno – e della carriera – domenica (ore 20.00) contro Ben Shelton.
Lo statunitense, testa di serie numero 8, elimina in rimonta un provato Frances Tiafoe nel derby a stelle e strisce per un posto in finale con Zverev. Dopo tre ore e 16 minuti il punteggio recita 4-6 6-3 6-3 7-5 in favore di Shelton, che raggiunge la prima finale Slam della carriera. Il 23enne di Atlanta, protagonista dell’eliminazione di Carlos Alcaraz nei quarti, domenica proverà a spezzare la maledizione americana allo Us Open, con un titolo che manca dal 2003 con Andy Roddick. Gli scontri diretti non sorridono a Shelton, che ha perso tutti e cinque i confronti in carriera con Zverev. Sarà il primo incontro nel 2026, a fronte di quattro incroci nel 2025, con il tedesco che ha avuto la meglio nell’Atp 500 di Monaco, nell’Atp 250 di Stoccarda, nel Masters 1000 di Cincinnati e alle Atp Finals, in tutti e quattro i precedenti senza mai lasciare per strada un set. Zverev cercherà il secondo Major della carriera e proverà a rimarginare definitivamente la ferita della sconfitta in finale a New York con Dominic Thiem nel 2020.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Sport
F1, Mercedes domina le libere del venerdì a Madrid: Antonelli il più veloce nelle FP2 davanti alle due Ferrari
Pubblicato
20 ore fa-
11 Settembre 2026di
Redazione
MADRID (SPAGNA) – Andrea Kimi Antonelli conferma il dominio Mercedes nella seconda sessione di prove libere del Gran Premio di Spagna 2026 di Formula 1. Il leader del Mondiale, infatti, stampa un 1’33″662 e si mette alle spalle le due Ferrari di Charles Leclerc (+0″113) e Lewis Hamilton (+0″149), che dimostrano di avere un buon feeling con il Madring.
George Russell, primo al mattino, non va oltre un quinto tempo a 0″228 dal compagno di box; davanti a lui c’è la Racing Bulls di un ottimo Arvid Lindblad, nonostante l’incidente avuto a metà sessione. Max Verstappen è sesto a 0″401 davanti alla McLaren di Oscar Piastri. Problemi al cambio sulla monoposto di Lando Norris, che non riesce a far segnare alcun crono e chiude ultimo. Domani alle 12:30 sono in programma le FP3, mentre alle 16 via alle qualifiche.
CLASSIFICA TEMPI PROVE LIBERE
1a sessione
1. George Russell (Gbr) Mercedes 1’34″077
2. Andrea Kimi Antonelli (Ita) Mercedes 1’34″363
3. Charles Leclerc (Mon) Ferrari 1’34″536
4. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari 1’34″620
5. Max Verstappen (Ned) Red Bull 1’34″702
6. Lando Norris (Gbr) McLaren 1’34″947
7. Arvid Lindblad (Gbr) Racing Bulls 1’35″033
8. Oscar Piastri (Aus) McLaren 1’35″148
9. Nico Hulkenberg (Ger) Audi 1’35″529
10. Liam Lawson (Nzl) Red Bull 1’35″539
2a sessione
1. Andrea Kimi Antonelli (Ita) Mercedes 1’33″662
2. Charles Leclerc (Mon) Ferrari 1’33″775
3. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari 1’33″811
4. Arvid Lindblad (Gbr) Racing Bulls 1’33″890
5. George Russell (Gbr) Mercedes 1’33″999
6. Max Verstappen (Ned) Red Bull 1’34″063
7. Oscar Piastri (Aus) McLaren 1’34″200
8. Yuki Tsunoda (Jpn) Racing Bulls 1’34″758
9. Esteban Ocon (Fra) Haas 1’34″867
10. Liam Lawson (Nzl) Red Bull 1’34″938
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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