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Politica

Al Senato un confronto su comunicazione politica e astensionismo

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ROMA (ITALPRESS) – Comunicazione politica, partecipazione e crisi dell’astensionismo sono stati i temi al centro del doppio appuntamento promosso dal senatore del Pd Filippo Sensi nella Sala Caduti di Nassiriya di Palazzo Madama. Due eventi consecutivi, dedicati alla campagna elettorale del candidato sindaco di New York Zohran Mamdani e alla presentazione del libro “Votare” del costituzionalista Francesco Clementi, hanno messo a confronto esperienze e riflessioni sul rapporto tra politica, consenso e cittadini. Il primo incontro ha avuto come ospite principale Anthony Di Mieri, regista e cofondatore dell’agenzia creativa Melted Solids, che ha firmato alcuni dei principali video della campagna elettorale del sindaco di New York Mamdani. Di Mieri ha raccontato come è stata costruita la comunicazione della campagna, spiegando che i social media sono importanti, ma da soli non bastano. Per coinvolgere le persone, ha detto, è necessario trasmettere passione e autenticità, facendo sentire gli elettori parte di un progetto. Da qui il significato dello slogan “People have the power”. Giovanni Diamanti, presidente di YouTrend Strategies, ha ripercorso l’evoluzione della comunicazione politica americana, dalle campagne di Barack Obama fino a oggi. Ha sottolineato il ruolo sempre più centrale dei social media e dell’identità politica, ma ha anche spiegato che l’Italia non può limitarsi a copiare i modelli americani.

“L’Italia progressista può prendere spunto da esperienze come quelle di Obama o Mamdani, ma ogni Paese ha una storia, una cultura politica e una demografia diverse”, ha osservato. Marilisa Palumbo, caporedattrice Esteri del Corriere della Sera, ha invece analizzato il panorama politico americano, soffermandosi sulla crescente influenza del trumpismo e sugli effetti che questo scenario può avere anche sul dibattito del Partito Democratico italiano. Sul tema della partecipazione è intervenuta anche Lia Quartapelle, deputata del Pd, secondo la quale una delle difficoltà della politica italiana è riuscire a mobilitare gli elettori. “In Italia la politica è noiosa”, ha osservato, sottolineando la necessità di trovare linguaggi nuovi per coinvolgere i cittadini. A chiudere il primo incontro è stato il senatore Filippo Sensi, promotore dell’iniziativa, che ha moderato un confronto finale con Anthony Di Mieri e gli altri relatori. Il dibattito si è concentrato sulle prospettive del mondo politico, con particolare attenzione all’area progressista e alle sfide della comunicazione, della partecipazione e della mobilitazione dell’elettorato.

A seguire si è svolta la presentazione del libro “Votare” di Francesco Clementi, ordinario di Diritto pubblico comparato all’Università La Sapienza di Roma. Al dibattito hanno preso parte il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, l’europarlamentare Giorgio Gori, il sindaco di Parma Michele Guerra, la giornalista de Il Domani Daniela Preziosi e il senatore Filippo Sensi. Al centro del confronto il tema dell’astensionismo, che vede ormai oltre la metà degli italiani rinunciare al voto. Clementi ha richiamato un concetto espresso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, sottolineando la necessità di ritrovare il senso del voto. “Il voto è una promessa che c’è un domani. Le democrazie sanno che non c’è un risultato già scritto, a differenza delle non democrazie”, ha affermato. “L’esito non è mai scontato”. Per il costituzionalista il voto costruisce il futuro e rappresenta un gesto attivo che tiene viva la democrazia. Sul rapporto tra cittadini e istituzioni si è soffermato il sindaco di Parma, che ha affrontato il tema delle ragioni che spingono molti elettori a non recarsi alle urne. Secondo Guerra, molti cittadini sono convinti che il loro voto non possa cambiare le cose. Per questo, ha spiegato, soprattutto un sindaco deve mantenere un rapporto diretto e costante con gli elettori.

Preziosi ha invece posto l’accento sulle responsabilità delle istituzioni e della politica nell’aumento dell’astensionismo. Tra le cause ha indicato il comportamento degli eletti, che spesso non rispecchiano le aspettative degli elettori, e la necessità che i politici parlino con sincerità ai cittadini, “senza trattare gli elettori come adolescenti”. La perdita del senso della democrazia, ha osservato, coincide con la perdita della partecipazione. Giorgio Gori ha affrontato il tema della selezione della classe politica e delle preferenze nella scelta dei rappresentanti, indicando nella fiducia tra elettori ed eletti uno degli elementi fondamentali per contrastare l’astensionismo e rafforzare la partecipazione democratica. “L’elettorato, per poter votare, deve soprattutto essere informato”; queste le parole dell’europarlamentare. A chiudere il panel è stato Antonio Decaro, che si è soffermato sull’importanza del voto e sulla responsabilità che ha un politico quando riceve consenso da parte degli elettori. Il tema delle preferenze, anche nel suo intervento, è stato un tema cardine. Secondo Decaro infatti bisognerebbe introdurle anche nel parlamento italiano, essendo queste già presenti in altre istituzioni come Parlamento europeo e municipi. Per quanto riguarda il libro di Clementi, per Decaro “l’astensionismo è legato alla mancanza di fiducia”. I due incontri hanno così offerto uno sguardo complementare sulle sfide della democrazia contemporanea, mettendo in evidenza come una comunicazione politica efficace e il recupero della partecipazione al voto rappresentino elementi centrali per ricostruire il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni.

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– foto xu1/Italpress –

(ITALPRESS).

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82 anni fa la strage di Marzabotto, Mattarella “La memoria resta un monito e richiama alla responsabilità”

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ROMA (ITALPRESS) – “Marzabotto e le terre attorno a Monte Sole furono inghiottiti dal più profondo abisso di disumanità. Ottantadue anni sono trascorsi dallo sterminio che le SS naziste, spalleggiate dai fascisti, compirono ai danni della popolazione inerme, senza pietà neppure per i bambini, le donne, gli anziani, i sacerdoti. La forza dei sopravvissuti e lo scorrere delle generazioni sono stati capaci di riaprire i sentieri della vita, ma la memoria di quella spaventosa voragine resta un monito e continua a richiamare alla responsabilità”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in una dichiarazione nell’anniversario della strage di Marzabotto. “Le dinamiche della guerra da sole non bastano a definirne l’orrore. È necessario scavare alle radici della volontà di dominio, dei miti razzisti, della strategia di annientamento di intere popolazioni. Fu questo impasto a scatenare la ferocia bestiale quando le sorti del conflitto cominciarono a volgere al peggio per gli occupanti e i loro complici”, ricorda. “L’Italia repubblicana e democratica, l’Europa che ha saputo porre fine alle guerre fratricide, gli ordinamenti di libertà e il nostro modello sociale hanno le loro fondamenta sul sacrificio di chi si trovò a pagare il prezzo più alto e ingiusto”.

“Non dimenticheremo mai e non perdere la memoria è dovere più che mai imprescindibile ora che la guerra è ricomparsa anche nel nostro continente e nuove volontà di potenza alimentano mire neoimperiali. Ciò che è accaduto può ripetersi. Le guerre stanno nuovamente travolgendo regole e argini posti a contrastarle, facendo regredire intelligenze e ogni senso di umanità”. “La storia ci ha dato prova che la civiltà di pace si sorregge sulla democrazia, la partecipazione, la cultura della solidarietà, la giustizia”, prosegue Mattarella. “Sono i cardini della nostra Costituzione, che è nata a Marzabotto e negli altri luoghi dove la dignità dell’uomo è stata offesa, è nata dove il dolore è stato indicibile e ora vive grazie alle donne, agli uomini, alle nostre comunità, capaci di generare speranza”, conclude il presidente.

– foto di repertorio Quirinale –

(ITALPRESS).

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Tajani “Vannacci? Possiamo vincere anche da soli, il voto utile è al centrodestra”

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ROMA (ITALPRESS) – “Doveva essere la nostra Sassonia, è stata quella di Vannacci”. Così il segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, in un’intervista a La Stampa, dopo l’elezione di Fabio Roscioli alle suppletive a Reggio Calabria. Un successo che per il leader azzurro ha un valore più ampio: ha dimostrato che “per gli italiani il voto utile è per sconfiggere il centrosinistra, è quello per la nostra coalizione. Il centrodestra ha dimostrato di saper vincere autonomamente, con un risultato superiore a ogni aspettativa. È stato Vannacci a candidarsi contro di noi e a cercare di farci perdere, non c’è molto altro da aggiungere. Il voto utile tanto invocato è stato quello alla nostra coalizione, utile per sconfiggere la sinistra. Futuro Nazionale si è schierato contro di noi, ci ha attaccati e insultati, dicendo che sarebbe stata la nostra Sassonia. Alla fine è stata la loro”.

Sul crollo dell’affluenza, “le suppletive hanno fisiologicamente un’affluenza senza bassa, e questo dato è in linea con le precedenti. Contava vincere e lo abbiamo fatto, smentendo anche alcuni sondaggi. Ma questi si sa che non sempre raccontano la realtà. Quella di Roscioli è una scelta fatta con serietà, coinvolgendo un candidato credibile, un avvocato che in questa fase può essere utile alla Calabria”. Vannacci ha preso il 10 per cento e per i sondaggi è sopra FI. “Non mi pare sia così, un solo sondaggio su dieci lo ha dato sopra a FI e Reggio Calabria lo dimostra. C’è chi ci spera, come la sinistra, ma i dati reali sono un’altra cosa”, conclude.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

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Dl della PA e degli enti territoriali, via libera della Camera con 133 sì: il testo passa al Senato

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ROMA (ITALPRESS) – Via libera della Camera dei deputati al ddl recante disposizioni urgenti per la funzionalità della PA e degli enti territoriali. Il testo, su cui il Governo aveva posto la questione di fiducia, è stato approvato con 133 sì, 66 contrari e un astenuto. Il provvedimento passa ora al Senato per la seconda lettura.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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