Seguici sui social

Economia

Il CdA di Mps approva il piano Lovaglio da 70 miliardi, Ops su Banco BPM e Banca Generali

Pubblicato

-

MILANO (ITALPRESS) – Luigi Lovaglio ha lanciato il guanto di sfida, trasformando Rocca Salimbeni nel cuore pulsante di una trincea finanziaria che punta a riscrivere la mappa del credito italiano. Dopo sette ore di scontro teso in Consiglio d’amministrazione, dove le minoranze si sono manifestate con quattro astensioni strategiche, l’amministratore delegato di Banca Monte dei Paschi di Siena ha incassato il via libera con nove voti a favore.

Sul piatto c’è un piano monumentale da 70 miliardi di euro per fermare l’avanzata dell’OPAS da 30,5 miliardi di euro lanciata da Intesa Sanpaolo. La risposta di Lovaglio è una mossa del cavallo: lanciare due distinte Offerte Pubbliche di Scambio (Ops) interamente in azioni Mps su Banco Bpm e Banca Generali. L’obiettivo? Arrivare al terzo polo bancario nazionale superando la capitalizzazione delle singole prede.

Il disegno geopolitico di Lovaglio punta a scardinare gli assetti attirando a Siena soci di peso. Pagando l’acquisizione con carta senese, i francesi di Crédit Agricole e le stesse Assicurazioni Generali diventerebbero i pesi massimi nel capitale del nuovo colosso finanziario. Ma la finanza spesso è un gioco di specchi. Se l’offerta sulla controllata del wealth management del Leone triestino viaggia con un paracadute cash aggiuntivo, il vero terreno di scontro si sposta a Piazza Meda. Quella su Banco Bpm è un’Ops non concordata, quindi ostile. Un dossier che brucia, soprattutto perché a giugno il Crédit Agricole, forte del suo 29,3% in Banco Bpm, aveva già sbarrato la strada a un’intesa amichevole. Ora Lovaglio tenta di aggirare l’ostacolo d’Oltralpe promettendo compensazioni industriali che però lasciano aperti grossi dubbi sulla tenuta dell’alleanza.

A rendere il percorso simile a una camminata sui vetri ci sono le regole del gioco e i fari della magistratura. Mps è a tutti gli effetti una banca sotto scalata, stretta nella morsa della passivity rule. Significa che Lovaglio ha le mani legate: non può varare difese attive senza il timbro dell’assemblea straordinaria. Per questo il banchiere ha già fissato la data del giudizio al 29 ottobre, quando serviranno i due terzi dei voti del capitale presente per dare il disco verde all’aumento di capitale ad hoc. Lovaglio sa che per vincere questa partita dovrà risvegliare il forte sentimento identitario dei piccoli azionisti senesi, che custodiscono gelosamente il 15% del capitale.

Advertisement

Per ingolosirli e convincerli a rifiutare i contanti e le azioni di Carlo Messina, Lovaglio ha estratto la carta dello share dividend: una supercedola straordinaria distribuita staccando un pacchetto del 4% (circa 3 miliardi di euro) del 13,2% che Mps detiene nelle Generali. Se il piano passa, Rocca Salimbeni rimarrà azionista del Leone con il 9%, accomodandosi dietro la Delfin dei Del Vecchio. Il mercato osserva la scacchiera con il fiato sospeso e le reazioni dei trader non si sono fatte attendere, muovendosi in ordine sparso lungo il tabellone di Piazza Affari Banca Monte dei Paschi di Siena ha chiuso la seduta in territorio negativo a 11,724 euro (-0,34%), appesantita dall’incertezza sul colossale aumento di capitale che dovrà finanziare la doppia operazione.

Banco Bpm ha reagito con decisione alle sirene dell’Ops ostile, archiviando gli scambi in rialzo a 16,75 euro (+0,66%) con una capitalizzazione vicina ai 25,4 miliardi. Banca Generali si è presa la scena della giornata, correndo a 68,20 euro (+1,26%) trainata dall’ipotesi della componente cash promessa da Siena a integrazione del concambio azionario. Intesa Sanpaolo resta solida a guardare lo spettacolo, muovendosi in modesto rialzo a 6,815 euro (+0,41%), forte dei suoi 30,5 miliardi di offerta originaria.

La vera Spada di Damocle sul destino di Lovaglio non è però fatta solo di numeri e concambi. A complicare drammaticamente la scenografia c’è il faro acceso dalla Procura di Milano sull’amministratore delegato. Le indiscrezioni giudiziarie pesano come piombo sulle diplomazie finanziarie e rischiano di distrarre il timoniere proprio mentre si apre la battaglia decisiva in assemblea. La scommessa industriale è gigantesca, ma i mercati sanno che tra la passivity rule, i veti francesi e i corridoi del Palazzo di Giustizia, la strada per i 70 miliardi è un sentiero strettissimo.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Advertisement

Economia

Dpfp, Giorgetti “Scenario di elevata incertezza, significativa la capacità di tenuta dell’economia italiana”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – “Il Dpfp si colloca in una fase particolarmente delicata per l’economia internazionale per la finanza pubblica di diversi Stati membri dell’Ue. L’economia italiana ha mostrato negli ultimi anni una significativa capacità di tenuta nonostante le complesse condizioni del contesto internazionale”. Così il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, in audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato per l’esame del Documento programmatico di finanza pubblica 2026.

“Lo scenario si conferma contraddistinto da un’elevata incertezza, le tensioni geopolitiche, l’andamento del prezzo dell’energia, le politiche commerciali, le condizioni finanziarie possono modificare rapidamente le prospettive economiche e di conseguenza incidere significativamente sugli andamenti di finanza pubblica. Le recenti tensioni sui mercati dei titoli sovrani mostrano quanto rapidamente le condizioni di finanziamento possono dissentire dalla comune percezione della sostenibilità delle finanze pubbliche di un Paese”, aggiunge.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Economia

Dpfp, Bankitalia “L’economia italiana ha mostrato una tenuta superiore alle attese”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – “In un contesto internazionale segnato da grande instabilità, l’economia italiana, come quella europea, ha mostrato una tenuta superiore alle attese. Il Pil è aumentato nella prima parte del 2026 e dovrebbe continuare a espandersi nella seconda parte dell’anno e nei prossimi anni, sebbene a ritmi contenuti dagli effetti del rincaro dell’energia e dall’aumento dei costi di finanziamento”. Lo afferma Andrea Brandolini, capo Dipartimento Economia e Statistica della Banca d’Italia, in audizione presso le Commissioni Bilancio di Camera e Senato per l’esame del Documento programmatico di finanza pubblica 2026. “L’evoluzione della crisi in Medio Oriente, le estese tensioni geopolitiche e l’andamento dei mercati finanziari, anche in relazione agli sviluppi connessi con l’intelligenza artificiale, rappresentano rilevanti fonti di rischio per l’economia mondiale e, di riflesso, per quella italiana”, sottolinea.

“È fondamentale consolidare la capacità di crescita del Paese, rafforzando i segnali positivi riscontrati negli ultimi anni e che sono alla base dell’andamento superiore alle attese nel 2026. Sotto questo profilo, è importante mantenere l’attenzione alla composizione della spesa pubblica. Sia le nuove spese per la difesa e l’energia sia le risorse destinate tradizionalmente al sostegno dell’economia potranno favorire maggiormente la dinamica della produttività quanto più si privilegerà la componente di investimento rispetto a quella di natura corrente e si selezioneranno progetti con rendimenti alti ma che, per i loro costi o per il profilo di rischio, non si prestano a essere intrapresi da soggetti privati”, aggiunge.

“Il significativo aumento dei rendimenti sui mercati internazionali del debito sovrano rende particolarmente importante preservare gli equilibri delle finanze pubbliche. Un elevato debito pubblico costituisce un fattore di vulnerabilità in caso di mutamenti nella tolleranza al rischio dei mercati. In questo quadro di grande incertezza, la politica di bilancio italiana può fare leva sulla prudenza degli ultimi anni e sul quadro di regole di bilancio europe. Entrambi i fattori contribuiscono ad ancorare le aspettative di medio periodo degli investitori. L’individuazione di fonti di copertura nel bilancio per contenere l’aumento del disavanzo consentirebbe di ridurre più rapidamente il rapporto tra il debito e il Pil”, spiega.

“Le attese di disavanzo per il 2026 appaiono nel complesso coerenti con i dati disponibili, nonostante l’incertezza che contraddistingue queste valutazioni. Resta necessario porre attenzione agli andamenti nell’ultima parte dell’anno, in modo da contrastare con tempestività eventuali scostamenti, dato il margine ridotto nelle stime del DPFP rispetto alla soglia del 3%. Rispetto a quanto prospettato nel Documento di finanza pubblica (DFP) dello scorso aprile, il disavanzo rimarrebbe sostanzialmente invariato: 7 le più alte entrate complessive (circa 0,2 punti percentuali del Pil), sarebbero compensate da maggiori spese per interessi e primarie (per circa 0,1 punti del Pil ciascuna)”, conclude.

Advertisement

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Leggi tutto

Economia

Dpfp, Istat “Con la risalita dell’inflazione il recupero delle retribuzioni nominali si è fermato”

Pubblicato

-

ROMA (ITALPRESS) – “Nei primi otto mesi del 2026 la crescita delle retribuzioni contrattuali, determinata dai miglioramenti economici stabiliti nei contratti già in vigore e in quelli rinnovati nel corso dell’anno, è risultata in lieve rallentamento rispetto alla fine dello scorso anno, con una dinamica leggermente più favorevole nel pubblico impiego rispetto al settore privato (+2,9% rispetto al +2,4% nella media del periodo considerato)”. Lo rileva l’Istat nel corso dell’audizione alle Commissioni riunite Bilancio della Camera e del Senato.

“L’attuale fase di risalita dell’inflazione richiede particolare attenzione sul fronte delle dinamiche retributive. Nel secondo trimestre dell’anno la fase di recupero delle retribuzioni nominali rispetto alla crescita dei prezzi – ininterrotta dal quarto trimestre 2023 al primo 2026 – si è arrestata. In particolare, nel settore privato la dinamica tendenziale delle retribuzioni nel periodo aprile-agosto (ultimo dato disponibile per le retribuzioni) si mantiene, seppur in misura contenuta, al di sotto dell’inflazione”, prosegue l’Istituto di Statistica.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS)

Advertisement

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.