Seguici sui social

Sport

Conte “Ora studio, il futuro? Vorrei un club dove far risplendere la sua storia”

Pubblicato

-

LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Per ora si gode un po’ di riposo ma senza esagerare perchè nel suo lavoro bisogna sempre restare al passo. Archiviato il biennio di Napoli, Antonio Conte ha deciso di staccare la spina anche se non del tutto: il tecnico salentino studia, osserva, prende appunti. Perchè se dovesse arrivare la chiamata giusta, non vuole farsi trovare impreparato. “Quella di Napoli è stata un’esperienza meravigliosa – racconta in una lunga intervista a “The Athletic” – Ha richiesto molta energia e non è stata facile. Dover scendere in battaglia contro Inter, Juve e Milan non è una passeggiata per Napoli, Roma o Lazio. Ho speso molte energie. Ora sono in una fase in cui mi limito a osservare. Nei periodi tranquilli, quando non lavoro, la cosa bella è che puoi sederti e guardare le partite, studiare nuovi approcci ed essere ancora più calmo e lucido mentre cerchi di adattare gli sviluppi del calcio alle tue idee”.

Conte vede un calcio “in continua evoluzione e dobbiamo stare al passo con i tempi. Oggi tutti sono più coraggiosi. In passato, se affrontavi il City o il Liverpool, il divario di qualità era enorme e lasciavi a loro l’iniziativa. Questo non succede più. C’è una direzione, c’è una visione. Arteta sta stabilendo la direzione, proprio come hanno fatto Klopp e Guardiola”.

“A mio avviso, l’allenatore deve essere al centro, deve essere importante. Se poi non sei contento, lo esoneri. L’allenatore deve fornire la direzione e la visione e non puoi avere due visioni diverse, il club da una parte e l’allenatore dall’altra. Se queste due visioni coincidono e riesci a trovare il giusto equilibrio, allora progredisci”, avverte Conte, che cita vari esempi.

“Guardate il Como. Cesc ha voce in capitolo nelle questioni. Al Psg non hanno vinto la Champions con Mbappé, Messi e Neymar perchè devono esserci equilibrio e chimica. Non puoi semplicemente pensare di mettere insieme i migliori giocatori in una squadra e aspettarti di vincere. Non funziona così. Luis Enrique ha ottenuto grandi risultati, ma anche ciò che ha fatto il club è stato fondamentale: hanno sostenuto l’allenatore, cosa che non avevano fatto negli anni precedenti, hanno abbracciato quella visione. A mio avviso, Luis Enrique ha realizzato qualcosa di straordinario. È riuscito a fare in modo che il Psg seguisse la sua direzione”.

Advertisement

Conte rivela che gli piacerebbe visitare il Barcellona per vedere come lavorano a livello di settore giovanile e non esclude l’ipotesi di tornare a lavoro a stagione in corso “se ne valesse la pena”.

Anche in Inghilterra, dove la potenza di fuoco sul mercato è superiore rispetto al resto del mondo. “Oggi in Inghilterra usano i bazooka, mentre in tutti gli altri posti usano ancora una pistola. Ma dobbiamo anche stare attenti a come vengono spesi i soldi. È per questo che prima parlavamo della necessità di fare le valutazioni giuste, di avere una visione, perché puoi anche avere i soldi, ma devi spenderli con saggezza”.

Ad ogni modo, il 57enne allenatore salentino ha le idee chiare sul genere di squadra che vorrebbe allenare. “Se vai in un club in cui la storia parla da sola – una storia fatta di trofei, titoli di campionato e vittorie – puoi onorare quella storia in un solo modo: avendo l’ambizione di riportare quel club – se oggi non è lì – a lottare per quegli obiettivi. So perfettamente che ogni anno può vincere una sola squadra, ma devo portare nel cuore – e instillare nel cuore dei tifosi, dei miei giocatori e dei miei dirigenti – quella scintilla, quella speranza che ti fa dire: “Cazzo, possiamo vincere”. Ci sono molti club che hanno in qualche modo perso di vista la propria storia. Mi piacerebbe andare in uno di questi club, rispolverare quella storia e farla brillare di nuovo – confessa Conte – Club dove c’è pressione, dove, in definitiva, sai perfettamente che non ci vai semplicemente per partecipare, ma per competere”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Advertisement

Sport

Mancini “Nel 2023 Vialli mi avrebbe detto di non andare, Malagò? Andrà bene”

Pubblicato

-

di Enrico Currò

BOLOGNA (ITALPRESS) – “Luca è qui con noi. Sempre”. Ai microfoni di Radio 1 Rai Roberto Mancini non nasconde la commozione. All’indomani della partita di Nations League con la Turchia il ct riceverà a Rimini il Premio Vialli, intitolato al campione scomparso nel gennaio 2023, suo grande amico di una vita, compagno di squadra alla Sampdoria dello scudetto e in Nazionale e poi capodelegazione azzurro all’Europeo vinto nel 2021. Mancini si abbandona a un ricordo emozionato. E risponde senza giri di parole alla domanda su quale consiglio gli avrebbe dato Vialli quando lui nel 2023 si dimise da commissario tecnico: “Mi avrebbe detto di non andare. E oggi sarebbe qui con la Nazionale. Eravamo come fratelli e a un fratello tu parli sempre, a un fratello sicuramente chiedi consigli, soprattutto quando la persona è speciale come Luca”.

Nelle stesse ore in cui Mancini sarà a Rimini, a Roma si deciderà se la Figc di Giovanni Malagò dovrà essere commissariata. Il ct non nasconde il proprio ottimismo sulla prosecuzione della presidenza Malagò: “Mi dispiace che ci sia questa situazione, in un momento così difficile anche per la Nazionale. Sarebbe stato meglio avere un po’ più di tranquillità, però io sono sicuro che le cose andranno bene”.

Intanto i risultati e il gioco dell’Italia cominciano a essere incoraggianti, anche in prospettiva dell’Europeo 2028 e del Mondiale 2030, anche se Mancini invita a concentrarsi sull’orizzonte più immediato: “Noi dobbiamo guardare anche a queste partite, perché sono importanti. Al di là dell’entrare nella fase finale della Nations League, sono importanti per il ranking, per crescere. Sono partite difficili, che soprattutto ai giocatori giovani fanno bene”.

Advertisement

La ricerca dei nuovi Chiellini e Bonucci, cioè dei nuovi difensori all’altezza della scuola italiana ma anche dei nuovi leader del gruppo, secondo il commissario tecnico procede nel migliore dei modi: “I giocatori un po’ più esperti, che hanno fatto gli Europei e altre partite importanti, ci sono. Sicuramente saranno molto utili con i più giovani”. Quanto allo specifico settore difensivo, l’allarme sembra rientrato: “Ci sono altri difensori, che questa volta non sono potuti venire per infortunio, e che potranno essere molto utili in futuro, come Dimarco e Leoni”.

Il nome del non ancora ventenne Leoni, centrale del Liverpool, frenato la scorsa stagione da un serio infortunio al ginocchio sinistro e osservato speciale di Inter e Juventus, richiama due questioni.

La prima è sui necessari miglioramenti della squadra, comunque più avanti del previsto: “Dobbiamo migliorare su tutto, perché abbiamo fatto veramente troppo poche partite. Ci vuole più tempo per migliorare sotto tutto gli aspetti, tattico, tecnico, di squadra. Però abbiamo già fatto un passo in avanti molto grande”.

La seconda questione riguarda la sempre più frequente scelta dei talenti italiani di andare a giocare all’estero, se non trovano spazio nei club della serie A: una tendenza che il ct approva e che trova l’esempio più concreto nella vicenda di Doumbia, centrocampista approdato allo Sporting Lisbona non per ragioni economiche ma per le garanzie tecniche offerte dalla dirigenza della squadra portoghese, che ha puntato su di lui. Per la Nazionale è un bene, anche se il rischio è che, se il trend proseguirà, si impoverisca la serie A: “Il campionato italiano già da un po’ si è impoverito. Per noi è importante il fatto che i nostri giovani vadano all’estero e giochino in campionati anche più faticosi e difficili, tipo la Premier League, e soprattutto che giochino, è importante per i ragazzi. Doumbia è andato in una grande squadra come lo Sporting Lisbona, che fa le coppe”.

Quella con la Turchia sarà proprio la vetrina per alcuni talenti delle nuove generazioni. Si profila l’innesto proprio di Doumbia a centrocampo, con Romano, nel terzetto completato dal rientrante Barella. Nel trio d’attacco, con Scamacca centravanti e Maldini favorito su Cambiaghi per il ruolo di esterno sinistro, Mancini dovrebbe lanciare dall’inizio Vergara, che il ct considera un’ala destra dal notevole potenziale, sfoggiato nell’1-1 di Parigi. In panchina sogna l’ingresso nella ripresa il diciottenne Samuele Inacio.

Advertisement

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Leggi tutto

Sport

Sorteggiato il tabellone dell’Atp Masters 1000 di Shanghai, Cobolli e Berrettini sulla strada di Zverev

Pubblicato

-

SHANGHAI (CINA) (ITALPRESS) – Aspettando l’esito delle qualificazioni dove sono ancora in corsa Cinà e Bellucci, saranno cinque gli italiani impegnati nel tabellone principale del “Rolex Shanghai Masters”, penultimo Atp Masters 1000 dotato di un montepremi di 9.415.725 dollari di scena sui campi in cemento del Qi Zhong Tennis Center della metropoli cinese.

Con Sinner fuori, l’azzurro col ranking più alto è Flavio Cobolli: il romano, testa di serie numero 6, è stato sorteggiato dalla parte di Alexander Zverev, che potrebbe sfidare nei quarti. Prima però se la vedrà – con ingresso diretto al secondo turno – con il francese Adrian Mannarino o un qualificato, poi potrebbe incrociare al terzo Karen Khachanov, testa di serie numero 26, che debutta contro Arthur Fery o Marin Cilic. Negli ottavi Cobolli è proiettato verso l’australiano Alex De Minaur, numero 9 del tabellone.

Nel primo quarto di tabellone figura anche Matteo Berrettini, che al debutto affronterà per la prima volta in carriera lo statunitense Aleksandar Kovacevic (81 Atp). Il vincente sarà il primo avversario di Brandon Nakashima, testa di serie numero 14. In prospettiva un terzo turno contro Alexander Bublik e un ottavo contro Zverev. A Shanghai Berrettini vanta una semifinale – la sua prima in carriera in un Masters 1000 – nel 2019, quando poi si arrese proprio a Zverev.

Lorenzo Musetti è l’unico italiano nel secondo quarto, che vede Ben Shelton (3) e Frances Tiafoe (7) come teste di serie più alte. Al rientro dopo la frattura all’anulare della mano destra per cui ha saltato Tokyo, dopo il bye inizierà il suo percorso nel torneo contro un qualificato o il cinese Yi Zhou. Poi la potenziale sfida contro Novak Djokovic, che però potrebbe esordire nel torneo contro un ex Top 10 come Hubert Hurkacz. In caso di successo, rispettando le teste di serie, possibile ottavo di finale contro Tiafoe.

Advertisement

Bisogna scendere fino all’ultimo quarto del tabellone – presidiato da Carlos Alcaraz – per trovare invece Luciano Darderi e Matteo Arnaldi. Il primo, numero 18 del seeding, entra in gara al secondo turno e potrebbe incrociare subito Stefanos Tsitsipas. In caso di successo, terzo turno contro Taylor Fritz (testa di serie numero 11) o lo stesso Arnaldi, che inizierà con un qualificato. Possibile derby azzurro, dunque, con un ottavo contro Daniil Medvedev all’orizzonte.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Sport

Il Portogallo vince anche senza CR7 ma Jesus tende la mano: “Se vuole, può tornare”

Pubblicato

-

OPORTO (PORTOGALLO) (ITALPRESS) – La porta resta aperta. Cristiano Ronaldo rimane l’elefante nella stanza in un Portogallo che però sa vincere anche senza di lui: ieri sera, al “Do Dragao”, i lusitani hanno battuto di nuovo la Norvegia e, con quattro vittorie in quattro gare, si sono qualificati in anticipo per i quarti di Nations League. Ma la rottura con CR7, che ha lasciato il ritiro della nazionale alla vigilia della gara con la Danimarca lo scorso 30 settembre, continua a dominare la scena.

Incalzato sul tema nel post-gara di Oporto, il ct Jorge Jesus ha provato a tendere un ramoscello d’ulivo: “Non so cosa possa decidere Cris. Quello che avevo da dire l’ho già detto, ma aggiungerò qualcosa. Per me, all’inizio, non è mai stato un caso. Era una cosa che consideravo normale come allenatore. Ci sono principi, come allenatore, che sono non negoziabili, ma siccome non c’è stato nulla di particolare per quanto riguarda la mia autorità, per me Cris nella prossima finestra sarà, se starà giocando all’Al Nassr, un giocatore convocabile se vorrà tornare in Nazionale”. Jesus riconosce che “solo perché si trattava di lui – e forse giustamente perché è un simbolo – si è creato tutto questo problema del fatto che con la Norvegia si sia riscaldato e poi non sia entrato. Se Cris vorrà e starà giocando all’Al Nassr, nella prossima convocazione sarà dentro. Abbiamo parlato prima di questa convocazione e possiamo parlare prima della prossima. Ma sarà Cris a decidere”.

Il ct del Portogallo insiste che “non dipende da me” e, riprendendo anche il pensiero espresso da Bruno Fernandes, “una delle cose che ho detto a Cris era che non poteva smettere di giocare in Nazionale ai Mondiali perdendo e piangendo. Doveva chiudere la sua esperienza in Nazionale giocando. Per questo ha giocato nella prima partita all’Alvalade, e doveva giocare anche qui (a Oporto, ndr). Ma, alla luce di quello che è successo, tutto è stato diverso. Anch’io, per un anno, ho condiviso tutto ciò che rappresentano il simbolo e il marchio Ronaldo, soprattutto per i bambini – aggiunge ricordando l’esperienza condivisa all’Al Nassr – Per me non si pone il problema. La questione che c’è stata tra me e lui è stata esasperata. Molte persone si sono intromesse nella vicenda e hanno fatto sembrare che fosse un problema, quando non c’è stato alcun problema. Il fatto che un allenatore metta un giocatore, con uno status diverso, a fare il riscaldamento e poi non lo faccia entrare ha creato questo problema. Pensate che sia un motivo sufficiente perché quello che Cris rappresenta finisca così, da un momento all’altro? Io voglio che lui ci sia. Lui sa che finirà, che non durerà per sempre”.

“Ma mi piacerebbe che concludesse la sua esperienza in Nazionale come vuole lui. Sarà lui a decidere. Alla prima convocazione gli ho detto: “Ho bisogno di te. Che giochi o non giochi, ho bisogno di te”. E ora è la stessa cosa”. Una cosa, però, Jesus la mette in chiaro: “Non chiedo scusa a nessuno. Per cosa dovrei farlo?”.

Advertisement

E del tema Ronaldo ha parlato anche il presidente federale, Pedro Proenca: “Stiamo parlando del miglior giocatore di tutti i tempi, di un giocatore che ha dedicato più di due decenni al calcio portoghese. È in Nazionale per meriti sportivi e questo deve essere assolutamente indiscutibile. Farà sempre parte di questo gruppo di lavoro ogni volta che sarà tecnicamente in grado di farlo. Sul caso specifico, lasciatemi dire che siamo di fronte a un malinteso che deve essere risolto in casa. Avremo tempo e tranquillità per sederci tutti insieme e risolverlo. Lo ribadisco: Cristiano Ronaldo fa parte del nostro patrimonio e sarà sempre qui se il mister lo vorrà. Ciò che vogliamo è che a novembre possiamo essere nuovamente tutti insieme con la nostra Nazionale”.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

Advertisement

Leggi tutto

Primo piano

LombardiaLive24 by Agenzia Creativamente P. IVA 02607700180 COPYRIGHT © 2021-2025 ALL RIGHTS RESERVED: LOMBARDIALIVE24 BY AGENZIA CREATIVAMENTE.
Sito creato da Emanuele Bottiroli. © Tutti i diritti riservati. I nomi e i loghi delle testate giornalistiche edite da Agenzia CreativaMente Editore sono registrati presso il Tribunale di Pavia e la Camera di Commercio di Pavia. È vietato qualsiasi utilizzo, anche parziale, dei contenuti pubblicati, inclusi la memorizzazione, la riproduzione, la rielaborazione, la diffusione e la distribuzione degli stessi, su qualsiasi piattaforma tecnologica, supporto o rete telematica, senza preventiva autorizzazione scritta.