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Economia

Urso “Fare della blue economy un nuovo motore di sviluppo”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il Mediterraneo è tornato al centro della geografia economica mondiale e l’Italia ha un vantaggio che nessuno può toglierci: la sua posizione, ponte naturale tra Europa e Mediterraneo. Per trasformarla in crescita e occupazione servono infrastrutture, porti e una logistica all’altezza delle nuove sfide industriali. È su questo che stiamo lavorando: dalla Zes Unica del Mezzogiorno al Piano del Mare, fino a una strategia industriale per fare della Blue Economy un nuovo motore di sviluppo”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel videomessaggio inviato in occasione dell’assemblea annuale di Uniport.

“In questo quadro – ha aggiunto – ci siamo impegnati in Europa fin dall’inizio della legislatura per ridurre la dipendenza dall’estero, rafforzare l’autonomia strategica e garantire la sicurezza degli approvvigionamenti”.

“Nei prossimi giorni presenteremo la candidatura italiana per ospitare il primo sito strategico europeo di stoccaggio, nell’ambito del bando della Commissione europea che abbiamo fortemente voluto. Il Veneto, con Porto Marghera, può essere una porta d’accesso ai mercati europei e un hub strategico per attrarre nuovi investimenti. Attorno a questo progetto possiamo costruire una filiera integrata, collegando l’Interporto Quadrante Europa di Verona, i porti di Trieste e Ravenna e la miniera di Tassullo in Val di Non, esempio di valorizzazione del sottosuolo con un ridotto consumo di suolo. L’obiettivo è mettere a sistema porti, logistica, industria e risorse minerarie. L’Italia, insieme a voi, può diventare un polo europeo d’avanguardia nel riciclo e nella trasformazione delle materie prime critiche”, ha concluso Urso.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

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Economia

Bankitalia “Serve definizione armonizzata e operativa di green loan”

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ROMA (ITALPRESS) – Nonostante la diffusione di prodotti creditizi a sostegno dell’edilizia efficiente sotto il profilo energetico e delle attività immobiliari, nell’UE manca ancora una definizione di green loan ampiamente condivisa. E’ quanto evidenzia la Banca d’Italia in uno studio contenuto nella pubblicazione “Prestiti Verdi: una proposta per una definizione Ue semplificata”.

Partendo dai lavori dell’Autorità bancaria europea (EBA) in materia di green loan e mutui verdi, il documento sostiene che la mancanza di una definizione armonizzata e operativa di green loan rappresenti un ostacolo significativo all’espansione del credito verde e alla raccolta di dati coerenti sul relativo profilo di rischio.

Il documento della Banca d’Itaia propone una definizione armonizzata che, basandosi sulle raccomandazioni dell’EBA e sulle prassi di mercato prevalenti, mantiene la Tassonomia dell’UE come punto di riferimento, introducendo al contempo un percorso operativo complementare – e non sostitutivo – fondato su metriche di prestazione energetica già ampiamente utilizzate nei processi di erogazione del credito.

In merito all’opzione di policy ritenuta più idonea per l’introduzione della definizione proposta, entrambe le soluzioni suggerite dall’EBA (ovvero una raccomandazione su un quadro concettuale per i green loan o un’iniziativa legislativa specifica) potrebbero essere sostenute. In entrambi i casi, tuttavia, sarebbe opportuno che: l’adozione della classificazione di “green loan UE” rimanesse su base volontaria, al fine di non ostacolare le prassi di mercato ritenute più adatte dagli istituti di credito ai propri modelli di business; l’inclusione del prestito nel perimetro dei green loan avvenisse al momento dell’erogazione, con una revisione prevista solo in presenza di una ragionevole certezza dell’impossibilità di rispettare l’impegno assunto. Ulteriori criteri potrebbero essere suggeriti in una fase successiva, tenendo conto, ad esempio, dello sviluppo di un quadro di riferimento complessivo a livello di portafoglio. La Banca d’Italia conferma il proprio impegno a mantenere un dialogo aperto e costruttivo con tutte le autorità e le parti interessate competenti, restando pronta a contribuire al dibattito politico in corso.

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– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Economia

Webuild sale al 26,85% di Trevi, Salini “Fiduciosi di portare a termine l’Opa”

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MILANO (ITALPRESS) – “Siamo fiduciosi di portare a termine l’operazione su Trevi: abbiamo un progetto chiaro e le risorse per realizzarlo. Oggi abbiamo fatto un passo concreto, acquistando il 21,9% del capitale e salendo a quota 26,85%. Con il prezzo di 5,165 euro per azione, che rientra nell’intervallo di congruità del valore indicato dagli advisor del CdA di Trevi, Webuild riconosce oggi un premio di circa il 49% sul prezzo ufficiale del 26 giugno 2026, data di riferimento dell’offerta”: lo ha detto l’Amministratore Delegato di Webuild Pietro Salini. “Trevi è un’eccellenza italiana nelle fondazioni speciali che con Webuild potrà cogliere ulteriori opportunità di sviluppo grazie alla nostra presenza sui mercati internazionali, a beneficio dei suoi lavoratori e della filiera. Si è presentata l’opportunità di acquistare alcuni blocchi rilevanti di azioni Trevi e l’abbiamo colta prontamente”, ha spiegato Salini evidenziando che “si avvicina l’obiettivo, perchè con il 26,85% in mano il percorso verso la soglia è più breve, sostenibile, perchè l’offerta è interamente finanziata dal Gruppo che ha una posizione finanziaria positiva, e perchè il prezzo di 5,165 euro, che viene riconosciuto a tutti, anche a chi ha già aderito all’offerta, è estremamente interessante per gli azionisti”.
“Alla base dell’operazione c’è un solido progetto industriale”, ha aggiunto l’AD. “L’obiettivo è valorizzare Trevi: darle accesso a una piattaforma da 13,6 miliardi di ricavi e 54 miliardi di portafoglio ordini; far crescere l’occupazione in Italia e all’estero e costruire una soluzione integrata, più competitiva nelle grandi gare”, ha concluso.
Nell’ambito dell’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie Trevi, il gruppo ha raggiunto un accordo con Praude Asset Management Limited, per l’acquisto di complessive 9.125.702 azioni Trevi, pari al 13,916% del capitale.
Successivamente il gruppo ha comprato sul mercato altre 5.203.726 azioni, pari ad una quota del 7,9%, attraverso otto operazioni ad un prezzo non superiore a 5,165 euro. Dopo gli acquisti, Webuild detiene complessivamente una quota pari a circa al 26,85% del capitale sociale e dei diritti di voto. Poichè l’accordo con Praude Asset Management Limited è stato effettuato a un prezzo superiore al corrispettivo dell’Opa, sarà riconosciuto a tutti i soci che aderiranno all’Offerta, inclusi quelli che lo hanno già fatto, un corrispettivo pari a 5,165 euro per azione.

– foto ufficio stampa Webuild –
(ITALPRESS).

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Avio, nuove nomine nel Consiglio di Amministrazione e nel Management

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COLLEFERRO (ROMA) (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Avio S.p.A., che si è riunito oggi, acquisito il parere del Comitato Nomine e Compensi e con l’approvazione del Collegio Sindacale, ha deliberato la nomina per cooptazione di Giulia De Martino, quale Consigliere di Amministrazione non esecutivo e indipendente della Società. La nomina è avvenuta a seguito delle dimissioni rassegnate il 29 luglio scorso da Elena Pisonero, Consigliere non esecutivo e indipendente, nonché Presidente del Comitato Nomine e Compensi della Società, con efficacia dalla data dell’Assemblea degli Azionisti dell’8 settembre, come comunicato al mercato il 29 luglio. Giulia De Martino è stata anche nominata componente del Comitato Nomine e Compensi della società. Resterà in carica sino alla prossima Assemblea degli Azionisti. Sulla base delle informazioni a disposizione della società, alla data odierna Giulia De Martino non detiene azioni di Avio.

Il Consiglio di Amministrazione ha, inoltre, nominato Steven Wood Presidente del Comitato Nomine e Compensi in sostituzione di Elena Pisonero. Inoltre, dopo il parere favorevole del Comitato Nomine e Compensi, il Consiglio di Amministrazione di Avio ha anche deliberato di nominare Vice Direttore Generale Corporate, con effetto da oggi, Roberto Carassai, attuale Chief Financial Officer nonché Dirigente Preposto alla redazione dei documenti contabili societari. In aggiunta, al Vice Direttore Generale Corporate è attribuita la responsabilità della direzione “Legale, Compliance & Affari Societari” nonché delle funzioni “Information & Communication Technology”, “Sales & Procurement Governance” e “Servizi Generali”, fatti salvi i riporti funzionali verso le funzioni di controllo della Società.

Infine, Avio ha nominato Claudio Milana responsabile Direzione Programmi e Dirigente con Responsabilità Strategiche di Avio, in sostituzione di Marco Biagioni, con decorrenza dal 16 ottobre prossimo. Milana detiene 2.294 azioni della società, e vanta circa venticinque anni di esperienza nel Gruppo. Entrato in ELV (attuale Spacelab) nel 2002, ha assunto responsabilità crescenti nell’ingegneria di propulsione, nello sviluppo dei lanciatori e nella gestione dei programmi strategici, ricoprendo ruoli chiave nei programmi Vega, Vega-C, Vega-E e Space Rider. Ha guidato la task force per il Return to Flight di Vega-C e, più recentemente, quella per il sistema di lancio criogenico STS In Flight Demonstrator, conseguendo significativi risultati nella gestione di programmi particolarmente complessi e contribuendo al raggiungimento degli obiettivi industriali della società.

– foto IPA Agency –

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