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Politica

Casellati all’Onu incontra Guterres “Il Governo non ignora i giovani”

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di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Che i giovani debbano essere capiti mi pare una cosa naturale e normale. Che ci sia un disinteresse da parte del nostro governo, no, non è così, lo abbiamo appena dimostrato e Guterres ci considera pionieri”. La ministra per le Riforme istituzionali e la Semplificazione, Elisabetta Casellati, risponde così a Italpress, al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite, commentando le recenti dichiarazioni di Mario Draghi a Bloomberg sulle proteste giovanili in Europa e sulla sensazione delle nuove generazioni di non essere ascoltate dalla politica.

Casellati ha appena concluso un incontro con il segretario generale António Guterres, dedicato soprattutto alla Valutazione di impatto generazionale (VIG), introdotta in Italia nel 2025. Secondo la ministra, Guterres ha riconosciuto all’Italia un ruolo pionieristico nell’attuazione degli impegni assunti dalle Nazioni Unite con il Patto per il Futuro del 2024.

“Ci ha considerati dei veri e propri pionieri”, racconta Casellati, sottolineando che l’Italia avrebbe trasformato in legge un principio sul quale altri Paesi si sono finora limitati a discutere.

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La VIG prevede che, nella formazione delle norme, vengano valutate anche le conseguenze sulle generazioni future. “Non è soltanto un aspetto formale o procedurale, diventa un paradigma culturale: lo Stato si prende cura del futuro dei giovani”, spiega la ministra, citando anche il problema della fuga dei cervelli. Casellati richiama inoltre le parole pronunciate dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul disagio giovanile e sulla necessità di guardare al futuro delle nuove generazioni.

“Dobbiamo occuparci di loro, dobbiamo farli parte dei processi decisionali perché si sentano inseriti a pieno titolo nella nostra società”. Ma come conciliare questi impegni con le proteste che attraversano l’Europa? Italpress chiede alla ministra se condivida l’analisi di Draghi che ha detto di comprendere la frustrazione dei giovani, che manifestano perché si sentono trascurati dai governi. Casellati riconosce che “un disagio c’è”, ricordando le manifestazioni in Italia, Spagna e Francia. Respinge però l’idea che il governo Meloni trascuri le nuove generazioni e rivendica proprio la VIG come dimostrazione dell’impegno dell’esecutivo.

Netta la condanna degli episodi di violenza: “L’espressione della violenza non ha nessun senso e va condannata da parte di tutti con molta forza”. La ministra cita gli scontri di Milano, Torino e Bologna, distinguendo il diritto di manifestare dal danneggiamento di negozi e dalle situazioni che mettono in pericolo le persone. Italpress le chiede quindi se, alla luce della sua esperienza sulla VIG, abbia suggerito recentemente alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni interventi immediati per rispondere al disagio dei giovani.

“Ma è già immediato, perché il legislatore è obbligato a valutarlo. Fa parte del processo di formazione della norma”, risponde Casellati, senza indicare specifici consigli rivolti alla premier. “Non è soltanto una formula tecnica, è un cambio di paradigma culturale”.

Sull’attuazione della riforma, la ministra riferisce che sono già stati istituiti l’Osservatorio e la Consulta dei giovani e che il percorso dei regolamenti applicativi è ormai nella fase conclusiva. Le osservazioni delle nuove generazioni, assicura, entreranno nella valutazione dei provvedimenti. La missione americana proseguirà a Filadelfia, dove Casellati terrà una lectio magistralis alla University of Pennsylvania sulla semplificazione normativa e sulla VIG. Nell’ultima parte del punto stampa, alle domande sulle tensioni sociali europee e sull’immigrazione, la ministra osserva che il conflitto tra generazioni non è una novità, mentre la violenza rappresenta il vero problema. Individua inoltre una contraddizione nella società contemporanea: “Viviamo in un momento in cui c’è una macrocomunicazione, per cui si arriva ovunque attraverso internet, ma manca la microcomunicazione fra le persone”. Un paradosso che, secondo Casellati, rischia di allontanare i giovani dal dialogo diretto con famiglia, scuola e istituzioni.

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-Foto ufficio stampa-
(ITALPRESS).

Politica

Nuovi blocchi al Sud, Urso “Il Viminale sta identificando i camionisti per rimuovere i presidi”

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ROMA (ITALPRESS) – “Le misure predisposte ieri sono state giudicate favorevolmente dalle associazioni e ogni forma di protesta è stata sospesa. Rimangono sul campo dei presidi o anche dei blocchi sporadici, dei quali le stesse associazioni degli autotrasportatori hanno richiesto ufficialmente, con un comunicato congiunto, la rimozione, ritenendo ingiustificabile continuare a bloccare il Paese dopo la riapertura del dialogo, considerata positiva. Analogo appello è arrivato dalle associazioni industriali del Mezzogiorno e, ovviamente, dai consumatori”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nel corso del Question Time alla Camera, in merito alle proteste degli autotrasportatori contro il caro carburante. “Il Viminale riferisce che si sta procedendo all’identificazione anche ai fini di rimuovere i presidi. Impedire il passaggio dei soli camion, lasciando transitare le automobili, configura infatti comunque un blocco stradale, con conseguenze penali anche detentive. È importante, credo che sia significativo, emblematico, che le stesse associazioni dei trasportatori ci chiedono, chiedono al Ministero degli Interni, di far rimuovere i blocchi”, ha aggiunto Urso.

LE ASSOCIAZIONI DELL’AUTOTRAPORTO CHIEDONO UN INTERVENTO PER RIMUOVERE I PRESIDI

Le Associazioni degli autotrasportatori dell’Albo dopo l’incontro di ieri a Milano con il Ministro Salvini “chiedono con urgenza un intervento deciso e immediato del Ministro Piantedosi per rimuovere i presidi che da giorni stanno bloccando il Sud con impatti ormai non più sostenibili sia per il comparto stesso, sia per il sistema degli approvvigionamenti all’intera collettività, penalizzando gravemente cittadini e imprese”. Lo riferiscono le associazioni, in una nota congiunta, aggiungendo che “Continuare a bloccare il Paese non è più giustificabile dopo che il Governo ha riaperto il dialogo con la categoria e ha assunto impegni importanti in continuità con l’intesa di Palazzo Chigi per riconoscere liquidità immediata alle imprese di autotrasporto e individuare le misure necessarie per fronteggiare l’attuale situazione. Le Associazioni dell’Albo, con grande senso di responsabilità verso il Paese e le aziende che rappresentano, continuano a ritenere il confronto l’unica strada possibile per affrontare con realismo l’attuale emergenza”. “Forme di protesta con blocchi stradali e minacce che impediscono la libera circolazione di merci e persone non solo non producono nessun risultato per la categoria, gravemente danneggiata anche nell’immagine, ma finiscono per compromettere ulteriormente la già delicata situazione economica”, conclude la nota.

SALVINI “SBLOCCATI FONDI PER 1 MILIARDO”

“Sono stati sbloccati fondi per più di 1 miliardo per l’aiuto contro il caro carburante per gli autotrasportatori, da marzo a tutto ottobre. Siamo riusciti a coprire uno sforzo enorme, e non penso che in Europa altri governi siano riusciti a fare altrettanto, il 70% dei maggiori costi; quindi, con un prezzo fisso del gasolio per chi lo usa per lavoro. L’obiettivo è arrivare a fine anno sperando che queste due maledette guerre finiscano. Ma da oggi, dopo un lavoro durato settimane, e sono arrivate 32 mila domande, cominciano i pagamenti per quasi mezzo miliardo. E’ qualcosa di importante. A questo si aggiungono 590 milioni per gli autotrasportatori che cambiano i mezzi”. Così il vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, a Radio Anch’io su Rai Radio1.

“Ancora oggi ci sono dei blocchi totali, io ho incontrato le sigle istituzionali e rappresentanti piccoli e piccolissimi perché è mio dovere ascoltare tutti. Siamo vicini a chi lavora perché capiamo la sofferenza, ma altra cosa sono i blocchi illegali e danneggiare milioni di altri lavoratori: produttori, agricoltori, agenti di commercio, pescatori e pendolari, coloro che fossero bloccati oggi sulla A1 a Salerno per dei blocchi illegali, qui parliamo di un’altra questione, parliamo di illegalità”, ha aggiunto.

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PROTESTE AUTOTRASPORTO, SU A1 CHIUSO NODO A30 CASERTA-SALERNO

Non si ferma la protesta degli autotrasportatori in Campania. Alle ore 7:00 circa, sulla A1 Milano-Napoli è stato temporaneamente chiuso il nodo con la A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma, a causa di una manifestazione che sta interessando la sede autostradale.

ANCORA PRESIDI A PALERMO E CATANIA

In Sicilia la protesta degli autotrasportatori prosegue a macchia di leopardo, spinta da altre organizzazioni. Il Cts – Comitato trasportatori siciliano ha revocato il fermo dei servizi, dopo l’accordo siglato ieri a Milano con il ministro ai Trasporti, Matteo Salvini.

Ma al porto di Palermo è proseguita la protesta. Decine di autotrasportatori hanno passato la notte nel piazzale dello scalo. Una parte dei padroncini vuole mantenere il fermo almeno fino al 27 ottobre, quando ci sarà un nuovo incontro con il ministro Salvini. Proteste anche a Catania.

Il leader del Cts, Salvatore Bella, denuncia “blocchi illegali e minacce ai conducenti” nel capoluogo etneo, con i camionisti “impossibilitati a lavorare” e chiede l’intervento di prefetto e questore, per un “rischio rivolta sociale” e per “ripristinare subito la legalità in due snodi nevralgici della città: il casello autostradale di San Gregorio e l’area portuale”.

La quasi totalità degli associati Cts “manifesta la ferma volontà di proseguire regolarmente le proprie attività lavorative. Tuttavia, la libertà di circolazione e il diritto al lavoro sono attualmente impediti: decine di autotrasportatori sono di fatto bloccati e subiscono minacce dirette da parte di un gruppo di soggetti non autorizzati”.

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PRESIDI AL CASELLO DI TREMESTIERI A MESSINA

Non si ferma la protesta degli autotrasportatori al casello autostradale di Tremestieri, a Messina, dove anche questa mattina i tir sono ancora presenti dopo l’incontro di ieri con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. Alcuni autotrasportatori indipendenti si sono detti insoddisfatti dell’esito del confronto e hanno deciso di proseguire la mobilitazione a oltranza, in attesa di un accordo.

CODACONS “DENUNCEREMO I SINGOLI AUTOTRASPORTATORI”

“Se i blocchi stradali non saranno rimossi oggi stesso, il Codacons chiamerà i singoli autotrasportatori e le organizzazioni che stanno sostenendo le proteste a rispondere dei danni prodotti alla collettività e dei reati di blocco stradale, interruzione di pubblico servizio e violenza privata”. Così il Codacons in una nota. “Fin da subito abbiamo condiviso le ragioni della protesta, ma a fronte degli impegni assunti dal governo e degli stanziamenti annunciati in favore della categoria, i blocchi stradali che anche oggi stanno mettendo in ginocchio alcune regioni appaiono del tutto ingiustificati e rappresentano un evidente illecito a danno di della collettività – spiega il Codacons – La protesta degli autotrasportatori sta provocando infatti disagi immensi alla popolazione, non solo bloccando la circolazione stradale ma anche causando carenze di generi di prima necessità in negozi e supermercati”. “Per tale motivo se i blocchi stradali non saranno rimossi entro oggi, il Codacons presenterà nella giornata di domani una serie di denunce alle Procure della Repubblica territorialmente competenti, chiedendo di identificare i singoli autotrasportatori autori delle proteste e procedere nei loro confronti e verso le organizzazioni sindacali coinvolte per i reati di blocco stradale, violenza privata e interruzione di pubblico servizio”, conclude.

– Foto Ipa Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Tajani “Dall’Italia sostegno alla Cpi, preoccupazione per le sanzioni Usa”

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ROMA (ITALPRESS) – “Il sostegno alla Corte penale internazionale è una priorità centrale della nostra politica estera, è un impegno costante e trasversale che nasce dalla lezione degli orrori del Novecento e dalla volontà di impedire che simili autorità si ripetano. Fu il Governo Berlusconi, nel 1994, a proporre Roma come sede della Conferenza che avrebbe adottato lo Statuto della Corte quattro anni dopo, e il Parlamento ne autorizzò la ratifica all’unanimità“. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso del Question Time alla Camera.

“Oggi, di fronte alle crescenti violazioni del diritto internazionale e umanitario, difendere la giustizia penale internazionale è ancora più importante – ha proseguito -. Per questo motivo è fondamentale garantire la piena operatività della Corte, tutelandone l’indipendenza, l’imparzialità e l’efficacia. Abbiamo accolto con rammarico e preoccupazione l’annuncio di sanzioni da parte di Washington. Siamo consapevoli degli effetti che tali misure possano avere per l’operatività della Corte. Subito dopo l’annuncio, ho voluto – insieme ai Ministri degli Esteri di Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi, Danimarca, Giappone e Canada – condividere un’importante dichiarazione politica che esprime ferma condanna per le misure prospettate. Lo voglio ribadire anche in quest’Aula: l’Italia sostiene L’Aia”.

“Siamo in prima linea, anche in Europa, a difesa del mandato e dell’operatività della Corte: il 10 ottobre scorso abbiamo adottato una dichiarazione dell’Unione europea che chiede agli Stati Uniti di revocare subito le sanzioni, una posizione ribadita anche dal Consiglio europeo della scorsa settimana. Ora occorre tradurre questo impegno in risultati concreti – ha detto ancora Tajani -. Il rinvio di sei mesi dell’efficacia di parte delle misure statunitensi apre, infatti, uno spazio importante per il dialogo. Vogliamo cogliere questa opportunità, stiamo già lavorando insieme ai nostri partner per superare le divergenze e ottenere la revoca delle sanzioni. E’ una prospettiva condivisa dai nostri partner e dalla Commissione europea; una posizione coordinata è, infatti, essenziale affinchè l’Unione possa svolgere il proprio ruolo con la massima efficacia. Per questo, continueremo a partecipare attivamente al confronto nelle sedi europee per definire posizioni comuni e individuare gli strumenti più adatti per assicurare la più ampia tutela possibile alla Corte”.

“Il Governo continuerà a lavorare, in stretto raccordo con i nostri partner europei, affinchè la Corte possa proseguire nell’esercizio pieno del proprio mandato, perchè difendere l’indipendenza della Corte significa contrastare l’impunità e rafforzare il rispetto del diritto internazionale”, ha concluso il vicepremier e ministro degli Esteri.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Politica

Mattarella “I giovani una grande questione sociale, no all’indifferenza o alla meschina sottovalutazione”

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ROMA (ITALPRESS) – “La società non può rivolgersi ai giovani con un atteggiamento di indifferenza o, peggio, di meschina sottovalutazione. È una grande questione sociale. Una priorità che deve vedere sensibili istituzioni e tutte le forze della società”. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento alla cerimonia di consegna delle insegne di Cavaliere dell’Ordine “Al Merito del Lavoro”.

“Le imprese generano valore ma non fanno tutto da sole. Hanno bisogno di un terreno fertile nel quale far maturare i progetti. E centrale è il capitale umano, costituito da persone poste nelle condizioni di esprimersi al meglio e di essere libere dal bisogno. Occorre uno sguardo di ampia visione che, accanto alle necessarie scelte congiunturali, si proponga strategie adeguate nel farsi carico del malessere, del senso di insicurezza per il futuro che sovente i giovani avvertono, del timore di asservimento o di emarginazione”, ha aggiunto.

“I valori del lavoro sono posti alla base della Repubblica così come i valori dell’educazione e dell’istruzione. Diritto al lavoro e diritto alla scuola si realizzano necessariamente insieme. È nella coesione che una società cresce meglio e di più. I Cavalieri del Lavoro sono impegnati da tempo, meritoriamente, a sostegno della formazione dei giovani – ha proseguito il capo dello Stato -. Il Collegio universitario Lamaro Pozzani è un esempio di eccellenza che va posto in evidenza. Le prospettive dei giovani sono, com’è evidente, cruciali per determinare l’evoluzione della nostra società, della nostra economia, dei nostri modelli di vita. Le preoccupazioni del presente devono specchiarsi nell’impegno a progettare il futuro. In questo percorso rappresenta, per il nostro Paese, un grave peso il bilancio negativo delle migrazioni giovanili. Lo ha sottolineato il presidente della Federazione, Salerno, che ringrazio: dobbiamo dar vita a condizioni per rendere attraente ai giovani il ritorno. Molti rientrerebbero volentieri se fosse offerto loro un cammino di lavoro e di vita che consentisse di potersi realizzare”.

“Insensate guerre di aggressione, delegittimazione del diritto internazionale, barriere protezionistiche, politiche neo-imperialistiche, l’insicurezza delle rotte marittime, rincari dell’energia che ne sono derivati e che alimentano l’inflazione, pretese neo-monopoliste: tutti questi dissennati fenomeni stanno producendo effetti gravemente negativi sulle catene del valore, sulla libertà dei commerci e si riflettono sulle stesse libertà del nostro modello di vita, con cosiddetti magnati, insofferenti alle regole della comunità, siano esse statuali o sovranazionali, con assurde inaccettabili pretese in settori nevralgici della vita internazionale. E’ tema, quello dei monopoli, che si ripropone periodicamente – ora in nuovi ambiti come quelli delle tecnologie satellitari e dell’intelligenza artificiale – e su cui è tutt’altro che improprio riflettere, visto il peso crescente che hanno assunto sulla nostra vita quotidiana – ha proseguito ancora il capo dello Stato -. Soccorre la battaglia di Luigi Einaudi alla Assemblea Costituente, quando chiese di introdurre, lui – proprio perché liberale – un emendamento al testo in discussione che stabilisse come la legge non potesse essere – propose testualmente – “strumento di formazione di monopoli economici; ed ove questi esistano li sottopone a pubblico controllo a mezzo di amministrazione pubblica delegata o diretta”. Osservava, il futuro primo Presidente della Repubblica eletto dal Parlamento, che i monopoli sono responsabili di disoccupazione e disuguaglianze, indicandoli “come origine più profonda e vera dei mali sociali”. Il controllo dei monopoli è, cioè, libertà, e le norme nazionali e comunitarie servono a questo scopo”.

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“Nelle fasi di incertezza occorre il coraggio dell’innovazione. Non è il tempo del ripiegamento, del giardino di casa, della nostalgia “del bel tempo andato” che non può tornare, ammesso che via sia effettivamente stato. Il tempo dell’innovazione richiede certamente coraggio e visione del futuro. Molte imprese dimostrano di non avere timore e, in questo rendono un servizio al Paese che deve sapientemente saperle accompagnare in questo sforzo. Lo sviluppo del futuro richiede sostenibilità economica, ambientale e sociale”, ha sottolineato Mattarella.

“La protezione sociale e il welfare sono parte essenziale dello sviluppo: l’inclusione è alleato decisivo della crescita, non un costo improduttivo. La Repubblica, presidente Salerno, vi è grata per il vostro lavoro, per la consapevolezza e la responsabilità che esprimete nel vostro ruolo. Nei momenti difficili bisogna porre le basi di nuove migliori stagioni”.

– Foto Quirinale –

(ITALPRESS).

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