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Economia

Commercio, vendite al dettaglio +0,1% a settembre e +1,6% su base annua

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ROMA (ITALPRESS) – A settembre 2026, rispetto al mese precedente, le vendite al dettaglio risultano in lieve aumento in valore (+0,1%) e stazionarie in volume. Lo rileva l’Istat. Le vendite dei beni alimentari non registrano variazioni in valore e diminuiscono in volume (-0,3%) mentre quelle dei beni non alimentari crescono in valore e in volume (rispettivamente +0,3% e +0,1%). Nel terzo trimestre 2026, in termini congiunturali, le vendite al dettaglio vedono un calo in valore (-0,3%) e in volume (-0,5%). La diminuzione riguarda sia le vendite dei beni alimentari (-0,3% in valore e -0,5% in volume) sia quelle dei beni non alimentari (-0,2% in valore e -0,6% in volume).

Su base tendenziale, a settembre 2026, le vendite al dettaglio registrano una crescita dell’1,6% in valore e un calo dello 0,1% in volume. Le vendite dei beni alimentari aumentano in valore (+1,7%) e diminuiscono in volume (-0,1%) così come quelle dei beni non alimentari (rispettivamente +1,5% e -0,2%). Per quanto riguarda i beni non alimentari, si registrano variazioni tendenziali positive in valore per quasi tutti i gruppi di prodotti ad eccezione di Abbigliamento e pellicceria (-0,6%). L’aumento maggiore riguarda Dotazioni per l’informatica, telecomunicazioni, telefonia (+5,7%). Rispetto a settembre 2025, le vendite al dettaglio sono in aumento in valore per tutte le forme distributive, ma soprattutto per il commercio on line (+8,5%), che registra anche un rilevante incremento in volume (+7,1%).

“A settembre 2026, le vendite al dettaglio non registrano variazioni congiunturali significative in valore e in volume; solo le vendite del comparto non alimentare sono in contenuta crescita – osserva l’Istat -. Su base tendenziale, si evidenzia un aumento in valore sia per il settore alimentare sia per quello non alimentare, mentre i volumi risultano in diminuzione. Tutti i canali di vendita evidenziano un andamento positivo in valore, con un risultato più significativo per le vendite on line, che vedono un aumento anche in volume. Nei primi nove mesi dell’anno, si rileva un incremento tendenziale delle vendite al dettaglio più sostenuto in valore (+1,9%) rispetto al volume (+0,4%)”.

– foto IPA Agency –

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(ITALPRESS).

Economia

UniCredit si aggiudica quattro Euromoney Transaction Banking Awards

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ROMA (ITALPRESS) – UniCredit è stata premiata per la solidità e qualità del proprio franchise di transaction banking in Europa, aggiudicandosi quattro riconoscimenti agli Euromoney Transaction Banking Awards 2026: Migliore Transaction Bank dell’Europa Centrale e Orientale; Migliore Transaction Bank in Italia; Migliore Transaction Bank in Germania Migliore Banca per il Cash Management in Romania. Inoltre, UniCredit Bulbank è stata nominata Migliore Banca per il Foreign Exchange in Bulgaria agli Euromoney Foreign Exchange Awards, assegnati nello scorso mese di ottobre. I riconoscimenti, spiega una nota, premiano “la solidità dell’offerta di UniCredit nel Trade Finance & Correspondent Banking e nei Payments, così come la capillarità della sua presenza in Europa”. Grazie alla combinazione tra la dimensione paneuropea del Gruppo e una profonda conoscenza dei singoli mercati locali, UniCredit continua a investire in soluzioni innovative che aiutano le imprese a gestire in modo sempre più efficiente pagamenti, liquidità e flussi commerciali in tutto il continente.

Sul fronte del trade finance, la banca è stata premiata per i significativi progressi compiuti nel percorso di digitalizzazione di questo business. Nell’ultimo anno ha esteso l’adozione della piattaforma Trade Finance Gate, oggi utilizzata dal 90% dei clienti come punto di accesso ai servizi della banca e da oltre il 92% per la gestione delle lettere di credito. Parallelamente, UniCredit ha continuato ad accelerare la digitalizzazione di processi tradizionalmente basati sulla documentazione cartacea attraverso soluzioni innovative come GuaranteeNow, dedicata alle garanzie, e Trade Finance OCR, per l’elaborazione automatizzata dei documenti. Quest’ultima supporta oggi oltre il 90% delle operazioni relative alle lettere di credito in Italia, Germania e Austria, migliorando ulteriormente l’esperienza dei clienti attraverso maggiore velocità, trasparenza ed efficienza.

Francesca Nenci, Head of Trade Finance & Correspondent Banking di UniCredit, ha dichiarato: “Questi premi rispecchiano il percorso compiuto per integrare la nostra dimensione paneuropea con soluzioni digitali all’avanguardia e un solido know-how specialistico. In uno scenario sempre più complesso, in cui la certezza del finanziamento è un fattore cruciale per le imprese, continuiamo ad aiutare i nostri clienti a operare con fiducia, offrendo al tempo stesso maggiore velocità, trasparenza ed efficienza attraverso un modello di servizio altamente digitalizzato. Siamo orgogliosi di questi risultati e continueremo a supportare i clienti nell’affrontare la complessità dei mercati, mitigare i rischi e sviluppare il proprio business a livello internazionale”. Sul fronte Payments & Cash Management, UniCredit ha continuato a estendere PayFX, la soluzione che ora offre ai clienti l’accesso a servizi di pagamento e cambio valuta in oltre 100 valute. Parallelamente, ha investito nell’innovazione dell’architettura dei pagamenti in tutta l’Europa Centrale e Orientale. Questa evoluzione sta contribuendo a creare un ecosistema dei pagamenti sempre più integrato e armonizzato, rafforzando la capacità della banca di supportare i clienti che operano in più mercati e garantendo al contempo maggiore coerenza, resilienza e innovazione in quest’area.

Alberto Palombi, Head of Group Payments Solutions di UniCredit, ha detto: “La nostra ambizione è diventare il partner di riferimento per i servizi di pagamento delle imprese in tutta Europa. Continuando ad ampliare le nostre capacità nei pagamenti internazionali e a modernizzare le nostre infrastrutture nei mercati chiave, stiamo creando un ecosistema dei pagamenti sempre più integrato, che combina la portata paneuropea del Gruppo con una solida competenza locale. Questo ci consente di offrire l’affidabilità, la trasparenza e la coerenza che i clienti si aspettano quando operano in più mercati. Siamo orgogliosi che questi risultati siano stati riconosciuti da Euromoney”.

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– foto IPA Agency –

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Economia

Bankitalia e Bce, concluso a Roma il convegno sulle politiche commerciali

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ROMA (ITALPRESS) – Si è conclusa a Roma la quinta edizione della conferenza “Trade, value chains and financial linkages in the global economy”, organizzata dalla Banca d’Italia e dalla Banca Centrale Europea il 29 e 30 ottobre 2026. L’incontro ha riunito studiosi del mondo accademico e delle istituzioni di policy, con un intervento di apertura di Andrea Brandolini (Capo Dipartimento di Economia e Statistica della Banca d’Italia) e le keynote lectures di Felix Tintelnot (Duke University) e Paola Conconi (University of Oxford).

Sono stati discussi gli effetti delle politiche commerciali e industriali su attività economica, innovazione e prezzi. Le ricerche hanno approfondito il ruolo delle multinazionali nella risposta ai dazi, i costi delle barriere non tariffarie e delle regole di origine, nonché le conseguenze delle restrizioni all’accesso a semiconduttori e materie prime critiche. È emersa anche l’importanza di valutare gli effetti sui consumatori, soprattutto sulle famiglie meno abbienti.

La discussione ha inoltre riguardato la frammentazione geopolitica, le interconnessioni tra credito e commercio estero e l’elusione delle sanzioni attraverso paesi intermediari. Le analisi sulle interruzioni delle rotte marittime hanno evidenziato il ruolo della diversificazione degli approvvigionamenti e delle modalità alternative di trasporto nella capacità delle imprese di adattarsi agli shock.

Le presentazioni saranno disponibili prossimamente sul sito della Banca d’Italia. La prossima edizione del convegno è prevista per l’autunno 2027.

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Economia

EICMA, secondo uno studio il settore motociclistico in Europa vale 35 miliardi di Pil

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MILANO (ITALPRESS) – Il settore motociclistico sostiene 35,1 miliardi di euro di PIL, 481.600 posti di lavoro e 20,6 miliardi di entrate fiscali nell’Unione europea e nel Regno Unito. E contribuisce a una mobilità urbana con minori emissioni: secondo lo studio, un motociclo emette mediamente 95 grammi di CO2 per chilometro, contro i 250 di un’automobile.

Sono i risultati del rapporto “The Economic Importance of Motorcycles to Europe”, realizzato da Oxford Economics e presentato oggi a EICMA, durante il convegno “MOTONOMICS: Industrial Realities and Policy Horizons”, promosso da ACEM, l’associazione europea dei costruttori di motocicli, e Confindustria ANCMA.

L’incontro si è svolto nelle giornate riservate al b2b dell’83 Esposizione internazionale delle due ruote, in programma dal 3 all’8 novembre a Fiera Milano Rho. Con 765 espositori, 2.142 brand provenienti da 52 Paesi, dieci padiglioni e oltre 300.000 metri quadrati complessivi tra spazi espositivi e aree esterne, EICMA ha offerto al confronto una platea internazionale e un osservatorio diretto sulle trasformazioni dell’industria.

Dopo il saluto del direttore di ANCMA Fabrizio Casellato, il presidente di ACEM e amministratore delegato di BMW Motorrad Markus Flaschha anticipato la nuova Vision 2035+, che sarà presentata all’inizio del 2027 e avrà al centro la competitività. L’europarlamentare Pierfrancesco Maran ha richiamato il ruolo delle due ruote nelle città e la necessità di sostenere la produzione europea.

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“Questi numeri confermano il valore di una filiera che crea occupazione, competenze e innovazione e che vede l’Italia tra i protagonisti in Europa – ha dichiarato Mariano Roman, presidente di Confindustria ANCMA -. EICMA ne rappresenta il punto di riferimento mondiale: il luogo in cui l’industria motociclistica presenta il proprio futuro e si confronta con mercati, pubblico e istituzioni. Portare qui questo dibattito significa collegare il valore economico e sociale del settore alle scelte necessarie a sostenerlo. La crescita delle immatricolazioni non si traduce automaticamente in maggiore produzione e redditività: per continuare a investire e innovare in Europa servono regole chiare e proporzionate, reciprocità negli scambi e pieno riconoscimento delle due ruote nelle politiche di mobilità”.

Illustrato dal segretario generale di ACEM Antonio Perlot, lo studio si basa sui dati 2024. Produzione, vendita e riparazione di motocicli e componenti sostengono 26,7 miliardi di euro di PIL e 356.700 posti di lavoro. Caschi, abbigliamento tecnico e protezioni contribuiscono per 5,7 miliardi e quasi 89.000 occupati, mentre competizioni, fiere ed eventi generano 2,7 miliardi e 36.000 posti di lavoro.

L’impatto si estende oltre le imprese del settore: ogni euro di PIL generato direttamente ne sostiene altri 2,30 nell’economia, mentre ogni occupato diretto sostiene ulteriori 1,3 posti di lavoro. Italia e Germania contribuiscono ciascuna al 23% del valore complessivo, davanti a Francia, Regno Unito, Spagna e Austria.

La stima non comprende attività come mototurismo, formazione alla guida, assicurazioni e servizi di consegna, il cui apporto renderebbe ancora più ampio il contributo del settore.
In Europa circolano 42 milioni di motocicli e 6,4 milioni di persone li utilizzano ogni giorno per andare al lavoro, con tempi di percorrenza mediamente inferiori di un terzo rispetto all’auto e un risparmio individuale di circa 580 euro l’anno.

Oltre a emissioni medie di CO2 inferiori alla metà di quelle di un’automobile, le moto richiedono meno spazio: 2,9 metri quadrati di parcheggio contro 11,5, consentendo di sistemare circa quattro motocicli nello spazio occupato da un’auto. Gli attuali spostamenti casa-lavoro sulle due ruote evitano già 2,4 milioni di tonnellate di CO2 all’anno rispetto all’utilizzo dell’automobile.

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Lo studio simula anche il passaggio alle due ruote del 5% dei pendolari che oggi usano l’auto: si risparmierebbero ogni anno 28 milioni di giornate di viaggio e 3,9 miliardi di euro di costi di utilizzo, riducendo le emissioni di 2,6 milioni di tonnellate di CO2 e liberando 124 chilometri quadrati di parcheggi.

Commercio internazionale: export in calo e maggiore pressione competitiva
L’aggiornamento commerciale presentato da ACEM evidenzia un peggioramento nel 2025: le esportazioni extra-UE sono diminuite del 22%, a 2 miliardi di euro, mentre le importazioni sono aumentate del 12%, a 3,9 miliardi. Il deficit è così salito a 1,9 miliardi, quasi il doppio rispetto al 2024.

L’export verso gli Stati Uniti è sceso del 40%, in un contesto di aumento dei dazi statunitensi sui motocicli europei. Parallelamente, le importazioni di moto prodotte in Cina sopra i 250 cc sono cresciute del 52%, a 610 milioni di euro. I dati del primo semestre 2026 indicano una stabilizzazione, senza ancora segnali di ripresa.

Competitività europea, concorrenza internazionale e quadro normativo hanno animato la tavola rotonda conclusiva, moderata da Federico Vitale di Confindustria ANCMA, con Markus Flasch, Claudio Domenicali, amministratore delegato di Ducati, Mariano Roman, Antonio Erario del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Antonio Perlot.

“Lo studio conferma il contributo economico e sociale del motociclismo all’Europa, ma questi risultati non possono essere dati per acquisiti – ha sottolineato Perlot -. Servono accesso equo e reciproco ai mercati, pieno riconoscimento delle due ruote nella mobilità urbana e regole prevedibili e proporzionate, che consentano ai costruttori di continuare a investire in Europa”.

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