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Il Milan cade ancora in Europa League, a San Siro vince 2-0 il Ferencvaros
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1 giorno fa-
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Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Un Milan irriconoscibile perde con merito in casa per 2-0 contro il Ferencvaros e complica ulteriormente il proprio cammino in Europa League. È una doppietta di Joseph a stendere una delle peggiori versioni stagionali della squadra rossonera.
Il pallino del gioco è completamente nelle mani degli ungheresi fin dai primi minuti. La prima vera occasione arriva al 27′, quando Torriani blocca a terra una conclusione ravvicinata di Joseph. I lombardi si vedono per la prima volta al 39′. Terracciano crossa dalla destra, Ramos effettua una sponda aerea per Cisse che però si coordina male e calcia alto con il sinistro. Sul capovolgimento di fronte, Joseph salta secco Diawara e ci prova con un destro da posizione molto defilata, ma Torriani è attento e respinge in corner con i piedi. Il duello tra i due si ripete tre minuti dopo, con Torriani che salva i suoi grazie a una parata bassa che neutralizza il diagonale dell’attaccante avversario. Si va al riposo sullo 0-0. Amorim, visibilmente insoddisfatto della prestazione dei suoi, mette subito in campo Pulisic, Moreira e Gila in campo.
Poco cambia però, perché al 7′ sono gli ospiti a passare in vantaggio. De Winter offre a Torriani un retropassaggio difficile da gestire, ma il portiere si addormenta e si fa anticipare da Zachariassen. La palla finisce sul piede di Joseph, che mette dentro a porta vuota. I sette volte campioni d’Europa costruiscono la migliore occasione del match al 55′, quando Ramos imbuca in area per Hutchinson che con il sinistro conclude a lato di un soffio. I padroni di casa sbandano malamente in difesa e al 21′ subiscono il 2-0. Zachariassen vola con estrema facilità a campo aperto, avanza indisturbato e quando si trova davanti Torriani sceglie di servire Joseph, che insacca a porta vuota. Al 27′ è Torriani a evitare il terzo gol quando compie una grande parata su un potente destro di Zachariassen. Una possibile svolta arriva al 32′, quando il neo entrato Yusuf viene espulso per una gomitata rifilata a Gila, punita dopo la revisione al Var. Al 35′ è ancora Hutchinson a provarci con il sinistro, ma Dibusz respinge con i piedi. Nonostante la superiorità numerica, i rossoneri non riescono a portare ulteriori pericoli alla porta avversaria e il risultato non cambierà più, con gli ungheresi che sfiorano addirittura il tris in pieno recupero con Madarász. Il Milan subisce così la terza sconfitta stagionale in Europa League, con la classifica che lo vede a quota 3 e virtualmente fuori dalle prime 24.
IL TABELLINO DELLA PARTITA
MILAN (4-4-1-1): Torriani 5; Terracciano 5, De Winter 5, Diawara 5 (1′ st Gila 5.5), Bartesaghi 5 (22′ st Camarda 6); Hutchinson 5.5, Jashari 5 (18′ st Modric 6), Musah 5 (1′ st Pulisic 5.5), Cisse 5 (1′ st Moreira 5.5); Rabiot 5; Ramos 5.5. In panchina: Bouyer, Pittarella, Estupiñan, Vladimirov, Comotto. Allenatore: Amorim 5
FERENCVÁROS (4-3-3): Dibusz 6.5; Cadu 7, Raemaekers 6.5, Gomez 7, Osvath 6; Corbu 6.5 (47′ st Arzani sv), Á. Nagy 7, Bero 7 (22′ st Madarász 6); Birmancevic 6.5 (41′ st Levi sv), Joseph 7.5 (22′ st Yusuf 4), Zachariassen 7 (41′ st Maïga sv). In panchina: Á. Varga, Bagi, Keïta, O. Nagy, Rommens, Z. Varga, Zohoré. Allenatore: Borbély 7
ARBITRO: Schnyder (Svizzera) 6
RETI: 7′ st Joseph, 21′ st Joseph.
NOTE: cielo coperto, campo in discrete condizioni. Al 32′ st espulso Yusuf per gioco violento. Ammoniti: Cisse, De Winter, Á. Nagi. Angoli 2-4. Recupero 0′ pt, 4′ st.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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Mezzogiorno di fuoco tra Allegri e Gattuso, esame Como per l’Inter
Pubblicato
4 ore fa-
6 Novembre 2026di
Redazione
di Enrico Currò
MILANO (ITALPRESS) – Per Allegri e Gattuso è cruciale il duello all’ora di pranzo della domenica al Maradona. Sette anni e mezzo fa, quando si affrontarono per l’ultima volta da allenatori, il 2-1 della Juventus sul Milan pareva la certificazione di un dominio: era la quinta vittoria in 5 partite per il tecnico più scafato contro il suo ex calciatore, avvolto in una specie di sortilegio. Sembra passato un secolo. Il dato di partenza è capovolto. La Lazio, prima in classifica da sola, in 10 giornate ha accumulato esattamente il doppio dei punti del Napoli: 28 contro 14. E Gattuso non solo ha in mano il destino di Allegri (assediato secondo radiomercato dalle ombre di Pioli, Thiago Motta, Montella e Conceiçao e indebolito dalle batoste in Champions League e dal malumore dei giocatori in ritiro forzato), può anche prendersi la rivincita su De Laurentiis, che non apprezzò il lavoro del mister attualmente al comando del campionato.
Il passaggio napoletano del riabilitato Ringhio Star (copyright di ADL stesso) fu assai meno negativo di quanto sia stato successivamente descritto: una Coppa Italia vinta e una qualificazione alla Champions sfumata negli ultimi minuti di un campionato giocato durante la pandemia nel San Paolo vuoto.
Per sinistra coincidenza, la Lazio in casa gioca sempre nell’Olimpico semideserto per la protesta contro il presidente Lotito e gli ultrà laziali sono più numerosi in trasferta. Ma a Napoli non saranno i tifosi a scendere in campo. Gattuso, che ha scavalcato l’ostacolo Cagliari grazie alle staffette nella ripresa, è obbligato a cambiare formazione dall’infortunio di Zaccagni. Il centravanti ritrovato Pinamonti fa traslocare Noslin all’ala sinistra, mentre i dubbi sul recupero di Tavares tengono in preallarme Pedraza come terzino sinistro. Le scelte di Allegri saranno più tormentate, a cominciare dal dubbio tattico sulla difesa a 3, protetta dalla mediana Anguissa-Gilmour-Mc Tominay.
I tormenti di Chivu, più che all’evidente necessità di schierare i migliori e la coppia di punta Thuram-Pio Esposito, sono invece legati al doppio volto dell’Inter, rianimata dall’Europa dopo il tonfo nel derby cittadino che le ha fatto smarrire il primato in serie A. La attende un altro derby – lombardo questo – con l’avversaria più fastidiosa, quarta in classifica e assai rampante: in Champions il Como ha annientato il Lens a domicilio, tamponando l’emorragia di punti che relega al momento la serie A in ottava posizione nel ranking stagionale Uefa. La squadra apparentemente più esterofila, con Nico Paz e Douvikas scatenati, difende il calcio italiano anche in Nazionale, viste le convocazioni di Mancini, con Ricci, Liberali e Cassano a compensare l’assenza di Kean.
Il masochismo della Roma di Gasperini in coppa, con la sconfitta di Manchester fotocopia di quella col Real Madrid in quanto a trama, col doppio vantaggio sperperato nel finale, impone immediata riabilitazione: il trio Soulè-Mora-Malen è pronto. L’ex romanista Aquilani è a dir poco abbacchiato: 4 sconfitte consecutive con 16 gol incassati e Berardi indisponibile. La sua panchina in teoria non traballa, ma la pratica dice che una disfatta all’Olimpico può essere fatale.
Respira Spalletti, che ha incassato la fiducia del dg Carnevali. La vittoria olandese in Europa League, con Koopmeiners profeta in patria, permette alla Juventus di giocare con maggiore autostima in casa della Fiorentina. Vanoli, rincuorato dal 4-2 di Reggio Emilia, confida che gli stimoli di un confronto classico spingano Mastantuono a mostrare il meglio del repertorio.
L’autocelebrazione di Cardinale, azionista di maggioranza americano del Milan, aveva toccato picchi hollywoodiani per il trionfo con l’Inter. Poi, nell’altalena dell’umore, la squadra ha esibito inspiegabile depressione in Europa League, lasciandosi sbeffeggiare a San Siro dagli ungheresi del Ferencvaros. La mette alla prova a Marassi il Genoa, fresco della terza vittoria di seguito: l’ex milanista El Shaarawy conta di ottenere da De Rossi l’occasione di serpeggiare tra fascia e trequarti. Amorim si affida all’usato sicuro: Modric-Rabiot-Pulisic, più Moreira per le digressioni in slalom.
Sarri è appeso all’esito dell’altro derby di Lombardia, anche se non è detto che gli eventuali 3 punti a Monza, dove non smette di segnare Varela (convocato nel Portogallo dopo l’addio di Cristiano Ronaldo), possano salvargli il posto. L’estro di De Ketelaere, che fin qui lo ha dispensato con parsimonia, è l’appiglio più concreto.
Abate s’inalbera, quando sente dire che il Torino è fragile, Di Francesco un po’ meno, se gli parlano delle recenti delusioni del Lecce. Sintesi: Adams e Simeone sono gli incubi di Falcone, N’Dri prepara il contropiede.
Parma-Bologna collauda le strategie di due allenatori che hanno fatto cambiare marcia a giocatori spaesati, prima del loro arrivo. Gilardino si coccola il neoazzurro Lontani e Keita, Palladino punta su Bernardeschi e Cambiaghi e invita a Casteldebole e al Dall’Ara il bolognese del momento, il campione della Formula Uno Kimi Antonelli.
La pole position, a Cagliari, è del Frosinone. Pisacane è confortato dai progressi con la Lazio, ma Alvini, contrariato per l’infortunio del goleador Raimondo, è esaltato dall’imprevedibile sesto posto in classifica. Da una parte Maldini, accantonato da Mancini, e dall’altra Calò, che sperava nella chiamata, vogliono convincere il ct a prenderli in considerazione.
La sosta non sarà riservata solo alla Nazionale. La campagna elettorale è nel pieno, con i programmi di Malagò e Galliani per la presidenza della Figc. Al voto la serie A avrà un peso più rilevante del solito.
-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).
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Sinner-Cahill, ora è ufficiale l’addio. Da dicembre arriva Magnus Norman nel team
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12 ore fa-
6 Novembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Anche le storie più belle alle volte finiscono. Quella fra Jannik Sinner e Darren Cahill sarebbe dovuta concludersi in realtà già lo scorso anno ma il coach australiano si era fatto convincere a prolungare ancora una collaborazione che fin lì aveva funzionato alla grande. Ma per quanto si possa cercare di rinviare un addio, alla fine quel momento arriva e il tratto di strada percorso insieme a Cahill – che nella sua carriera al di là della rete aveva già forgiato gente come Hewitt e Agassi – è giunto a destinazione.
Non è stata forse la fine che entrambi avrebbero voluto, visto che la stagione di Sinner è terminata anzitempo a metà luglio, col trionfo di Wimbledon e l’infiammazione al ginocchio che lo ha costretto ai box per il resto dell’anno, ma “questo non cambia ciò che abbiamo fatto, nè ciò che quest’anno ha significato per me – il congedo del 25enne altoatesino, che ci ha tenuto a salutare Cahill anche in un video sui social – Gran parte di ciò che sono, come giocatore e come persona, lo devo a te. Cinque stagioni, e non dimenticherò un solo giorno di esse”.
Sinner non può fare a meno di riconoscere che “Darren è stato una parte incredibilmente importante del mio percorso. Insieme a Simone e a tutto il team abbiamo raggiunto traguardi che sognavo fin da quando ero bambino”. “Aver conquistato cinque titoli del Grande Slam ed essere arrivati insieme al numero uno del mondo sono risultati che custodirò sempre con grande affetto, ma ciò che conta altrettanto per me è il rapporto che abbiamo costruito lungo il cammino”, ricordato ancora l’attuale numero 2 del mondo, che ringrazia il coach australiano “per aver creduto in me, per la sua sincerità e per la sua dedizione. Mi ha aiutato a crescere sia come giocatore sia come persona e i suoi consigli mi accompagneranno per tutta la carriera”.
Quando Cahill è arrivato nel suo staff, affiancando Vagnozzi, nel giugno 2022, “ero solo un ragazzo di vent’anni con un sacco di domande. Non mi hai mai dato tutte le risposte: mi hai aiutato a trovarle da solo. Sei arrivato come uno dei miei allenatori. Molto rapidamente, sei diventato molto più di questo. Una persona di cui fidarmi, qualcuno su cui poter contare. Un amico, un mentore”.
E se sul campo questa collaborazione si è trasformata – oltre ai già citati Slam e la prima posizione del ranking – in due Atp Finals e il Career Golden Masters, vincendo tutti e nove i Masters 1000, “i trofei non sono ciò che ricorderò di più. E’ tutto ciò che c’è attorno. Le lunghe ore sui campi di allenamento, i voli, le cene, le risate. Persino i giorni in cui tutto sembrava pesante: tu c’eri per ognuno di quei momenti. Ho sempre saputo di essere in buone mani. E non solo io: con te eravamo più di una squadra”.
“Mi hai insegnato tanto – il tributo a Cahill – che il tennis è importante, ma non è tutto, che essere un buon giocatore inizia dall’essere una brava persona, e che le cose complicate possono essere semplici”. Sentito anche il saluto del 61enne australiano, per il quale “lavorare con Jannik è stato un onore e un privilegio speciale. E’ un ragazzo straordinario e un campione umile e dedito al lavoro, di cui tutti siamo incredibilmente orgogliosi. Fiducia, sincerità e convinzione funzionano soltanto quando sono reciproche, e questa è stata la forza di Jannik come atleta. E’ anche il motivo per cui allenare un giocatore come lui rappresenta un’esperienza così memorabile”.
E adesso? Come anticipato dal “Times” qualche settimana fa, il posto di Cahill sarà preso da Magnus Norman, ex numero due del mondo e in passato allenatore di Robin Soderling e soprattutto Stan Wawrinka, che sotto la sua guida ha vinto tre Slam: entrerà a far parte dello staff tecnico di Sinner all’inizio del prossimo mese, affiancando Vagnozzi. La prima data cerchiata in rosso nel calendario è a fine dicembre, il “Six Kings Slam” che dovrebbe segnare l’atteso ritorno in campo del 25enne altoatesino.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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Golden State doma Miami, ok Phoenix: il recap della notte Nba
Pubblicato
14 ore fa-
6 Novembre 2026di
Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Prosegue la serie positiva dei Golden State Warriors (6-3), che domano Miami (3-6) sul proprio parquet e centrano la sesta vittoria consecutiva. Al Chase Center finisce 120-100 per Stephen Curry e compagni, che dopo i tre ko in fila di inizio stagione non hanno più perso una partita. Il numero 30 mette a referto 29 punti e 4 assist in 28 minuti sul parquet. Buon contributo anche del rookie Yaxel Lendeborg, alla sirena con 17 punti, 8 rimbalzi, 6 assist e 3 rubate. Sponda Heat, Giannis Antetokounmpo va in doppia doppia, 20 punti+14 rimbalzi, ma non basta per evitare a Miami la seconda sconfitta nelle ultime tre uscite. Nessun minuto in campo per Simone Fontecchio.
Phoenix (2-5) ferma l’emorragia e batte Orlando (2-6) in casa 117-104. Dopo quattro sconfitte consecutive i Suns si rialzano, trascinati da un Devin Booker da 30 punti e 8 assist. Bene anche Miles Bridges, 18 punti e 13 rimbalzi, e Dillon Brooks, 24 punti. Per i Magic doppie doppie per Franz Wagner (15 punti+15 rimbalzi) e Wendell Carter Jr (27 punti+13 rimbalzi), ma arriva il terzo ko consecutivo, il quarto nelle ultime cinque partite giocate.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).


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