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Cronaca

McDonald’s, al via la quarta edizione di “Sempre aperti a donare”

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MILANO (ITALPRESS) – Torna, per il quarto anno consecutivo, il progetto “Sempre aperti a donare”, l’iniziativa benefica frutto della collaborazione tra McDonald’s e Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald che, con il prezioso contributo di Banco Alimentare, Comunità di Sant’Egidio e centinaia di organizzazioni partner territoriali, donerà pasti caldi – fino al mese di aprile – offrendo sostegno ai più fragili in tutta Italia.
L’edizione 2024 punta a dare una risposta concreta ai bisogni delle comunità attraverso segni di attenzione come donare un pasto caldo, sfruttando la capillarità di McDonald’s sul territorio e la capacità di ascoltare le necessità di chi vive situazioni difficili. Dagli ultimi dati Istat relativi al 2022, è emerso infatti che 2,18 milioni di famiglie (8,3% del totale da 7,7% nel 2021) vivono in condizione di povertà assoluta. Numeri che evidenziano quanto possa essere importante rendere questa forma di sostegno continuativa nel tempo. Un proposito già messo in atto da diversi ristoranti che proseguono, dal lancio dell’iniziativa, con donazioni regolari a persone e famiglie in difficoltà.
La nuova edizione di “Sempre aperti a donare” si inserisce nel più ampio percorso di avvicinamento e profondo sostegno alle comunità di cui McDonald’s è parte e che, dal suo lancio nel 2020, ha permesso di donare 527mila pasti in totale. Un aiuto concreto che, solo lo scorso anno, ha visto 300 ristoranti donare pasti a 330 associazioni caritatevoli beneficiarie, in oltre 230 comuni italiani.
Anche quest’anno avrà un ruolo chiave la stretta sinergia con Banco Alimentare – fondamentale nell’individuazione delle associazioni locali convenzionate alle quali donare i pasti -, con la Comunità di Sant’Egidio, che si occupa di sostenere e supportare chi è senza dimora e con altri enti che operano sui territori. Grazie, infatti, a queste solide collaborazioni sarà possibile raggiungere un numero sempre maggiore di persone in difficoltà, duramente colpite dalla complessa situazione economica attuale.
“Questo progetto, giunto alla quarta edizione, riassume molto bene i nostri valori e il nostro modo di operare, in ascolto dei bisogni delle comunità in cui siamo presenti. Grazie all’impegno delle nostre persone e ad un sistema formato da oltre 150 imprenditori locali, abbiamo la capacità di portare delle soluzioni concrete, puntuali e capillari a emergenze del nostro Paese, come quella della povertà alimentare, supportando le associazioni locali che aiutano i più fragili – ha commentato Giorgia Favaro, Amministratrice Delegata di McDonald’s Italia -. Con la collaborazione di Banco Alimentare, Comunità di Sant’Egidio vorremmo eguagliare risultati della scorsa edizione e, se possibile, superarli per raggiungere un numero ancora maggiore di persone attraverso un pasto caldo”.
“Condividiamo con McDonald’s l’attenzione alle persone in difficoltà. Siamo orgogliosi quindi di dare il nostro contributo all’iniziativa. La nostra mission si realizza nell’offrire sostegno alle famiglie con bambini bisognosi di cure in città lontane da quella di provenienza. Da 25 anni siamo attori delle comunità dove operiamo e vogliamo continuare ad esserlo, generando valore”, ha sottolineato Nicola Antonacci, Presidente di Fondazione per l’infanzia Ronald McDonald.
“C’è attesa per la nuova edizione di Sempre Aperti a Donare, sia da parte di Banco Alimentare sia delle Organizzazioni partner Territoriali – ha commentato Giovanni Bruno, Presidente Fondazione Banco Alimentare -. Il progetto offre infatti la possibilità di condividere un momento come quello del pranzo tra e con le persone in difficoltà, di offrire un happy meal ai più piccoli, di distribuire un pasto caldo a tante persone senza fissa dimora e di rispondere a particolari esigenze alimentari legate al credo religioso (offrendo per esempio carne di pollo). La continuità di questa preziosa iniziativa ha favorito la creazione di legami tra le organizzazioni partner territoriali beneficiarie e le persone che lavorano nei ristoranti McDonald’s, ha permesso una conoscenza diretta tra donatori e riceventi che ha rafforzato una dimensione comunitaria di solidarietà. Siamo molto grati di questa rinnovata disponibilità e con gioia abbiamo accolto la notizia dell’avvio di questa edizione 2024 di Sempre Aperti a donare”.
“Quest’anno, segnato dalle conseguenze economiche e sociali delle troppe guerre in corso, dall’Ucraina alla Terra Santa, Sant’Egidio ha aumentato le sue attività a sostegno di persone fragili e vulnerabili. Ringraziamo per questa iniziativa di solidarietà, ormai alla 4° edizione, perchè costituisce una risposta concreta per chi è più in difficoltà”, ha dichiarato Roberto Zuccolini, portavoce della Comunità di Sant’Egidio.
Sempre aperti a donare è parte integrante di I’m Lovin It Italy che, attraverso progetti e iniziative concrete, esprime e riassume l’impegno di McDonald’s per il sistema paese.

– foto ufficio stampa McDonald’s Italia –
(ITALPRESS).

Cronaca

Cina, incassi del box office superano i 10 miliardi di yuan

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Quest’anno, gli incassi al box office cinese finora hanno superato i 10 miliardi di yuan (circa 1,44 miliardi di dollari USA), secondo i dati di Maoyan, una delle principali piattaforme online del Paese per la vendita di biglietti del cinema.

Secondo Maoyan, gli incassi hanno superato la soglia dei 10 miliardi di yuan intorno alle 19:00 di domenica.

Nel frattempo, sono stati venduti circa 225 milioni di biglietti, mentre il numero totale delle proiezioni ha superato i 26,1 milioni, mostrano i dati.

Il risultato è stato favorito in larga parte dalle vacanze per il Capodanno cinese, svoltesi dal 15 al 23 febbraio, che hanno registrato vendite al box office per oltre 5,75 miliardi di yuan, secondo i dati diffusi in precedenza dall’Amministrazione cinematografica cinese.

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Maoyan ha inoltre segnalato un cambiamento significativo nella composizione demografica degli spettatori quest’anno: quelli di età inferiore ai 25 anni hanno rappresentato il 27,61% del totale, rispetto al 23,53% dello stesso periodo dell’anno scorso.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

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Tg News 2/3/2026

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ROMA (ITALPRESS) – Trump “Stiamo massacrando l’Iran, presto la grande ondata”- Golfo in fiamme, attacco con droni anche a Cipro – Il Qatar blocca produzione Gnl, alle stelle il prezzo del gas – Milano, il conducente del tram indagato per disastro ferroviario – Taranto, operaio ex Ilva precipita nel vuoto e muore – Roma, auto in fuga provoca incidente, 3 morti – 5 anziani morti in ambulanza, operatore Croce Rossa di Forlì indagato – Iran, Tajani: “Servono unità, responsabilità ed equilibrio” – Previsioni 3B Meteo 3 Marzo.

L’articolo Tg News 2/3/2026 proviene da Pavia Uno TV.

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Embolia polmonare in chirurgia estetica, Skerdi Faria “Ecco come prevenire rischi”

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ROMA (ITALPRESS) – Quali sono i rischi della chirurgia estetica, qual è l’incidenza e come si prevengono? Perchè si parla anche di rischio di embolia polmonare? Lo abbiamo chiesto a Skerdi Faria, anestesista-rianimatore, dottore di Ricerca in Infezioni Ospedaliere e fondatore della clinica albanese KEIT Day Hospital.

“L’embolia polmonare è l’ostruzione improvvisa di una o più arterie polmonari, generalmente causata da un coagulo di sangue che si forma nel sistema venoso profondo, più frequentemente negli arti inferiori, e successivamente migra verso il circolo polmonare. E’ una complicanza temuta perchè può evolvere in modo rapido e imprevedibile, compromettendo la funzione respiratoria e cardiovascolare. Proprio per questo, in chirurgia si lavora su protocolli di valutazione del rischio e profilassi”, afferma Faria.

“La chirurgia estetica – spiega – resta a tutti gli effetti chirurgia, con implicazioni anestesiologiche, fisiologiche e tromboemboliche che devono essere attentamente considerate. I grandi database internazionali mostrano che gli eventi tromboembolici sono statisticamente rari, ma non inesistenti, e che il rischio tende ad aumentare in presenza di procedure combinate, interventi di lunga durata o quando si opera su determinati distretti corporei. E’ proprio questa consapevolezza che impone protocolli rigorosi e una selezione accurata dei pazienti”.

Ma qual è l’incidenza complessiva di eventi tromboembolici venosi in chirurgia estetica? “Si attesta intorno allo 0,09%. Nelle procedure combinate sale a circa 0,20%, mentre nelle procedure singole scende a circa 0,04% – risponde Faria -. Interventi su viso e seno presentano tassi più bassi; sul corpo e nelle combinazioni chirurgiche il rischio aumenta leggermente. Sono eventi rari, ma abbastanza significativi da richiedere protocolli rigorosi”. Tuttavia, rischio “‘bassò non significa mai ‘zerò. Senza conoscere i fattori individuali del paziente – come BMI, fumo, terapia ormonale, storia familiare di trombosi, durata dell’intervento e mobilità nel post-operatorio – non è possibile trarre conclusioni sul singolo caso”.

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Quali sono i fattori che più spesso portano a questi eventi nel post-operatorio? “I principali fattori di rischio includono BMI elevato, età avanzata, fumo, uso di contraccettivi o terapie ormonali, storia familiare di trombosi, durata dell’intervento, immobilizzazione prolungata e procedure combinate o su distretti corporei a rischio. La presenza di uno o più di questi elementi rende essenziale l’adozione di protocolli rigorosi di prevenzione e monitoraggio”, dice Faria.

Il rischio – è bene spiegarlo – non finisce quando si esce dalla sala operatoria… “Esatto. La letteratura scientifica e le linee guida internazionali ricordano che una quota significativa di eventi tromboembolici può manifestarsi anche dopo la dimissione. Per questo la fase di educazione del paziente e un follow-up attento rappresentano elementi fondamentali per garantire la sicurezza post-operatoria”, evidenzia ancora il medico.

Un rilievo importante assume in questo contesto la prevenzione: “Le principali misure meccaniche includono calze elastiche a compressione graduata e pompe pneumatiche intermittenti – spiega Faria -. Favoriscono il ritorno venoso e riducono il rischio di trombosi, soprattutto nelle procedure lunghe o nei pazienti a rischio, sempre secondo protocolli rigorosi. La profilassi farmacologica è uno strumento importante, ma va sempre gestita con equilibrio, bilanciando il rischio trombotico con quello di sanguinamento. Le linee guida internazionali e i principali report scientifici sottolineano l’importanza di una stratificazione del rischio personalizzata: non esiste una soluzione valida per tutti, e ogni decisione deve basarsi su una valutazione clinica attenta e individuale. Presso KEIT Day Hospital la prevenzione degli eventi tromboembolici è un elemento centrale della sicurezza dei pazienti. Adottiamo protocolli completi e aggiornati secondo gli standard europei: valutazione pre-operatoria individuale del rischio, utilizzo sistematico di calze compressive e pompe antitrombotiche, mobilizzazione precoce e, quando indicato, profilassi farmacologica. In oltre 22.000 interventi, abbiamo registrato un solo caso sospetto, identificato tempestivamente grazie all’ecodoppler e gestito con successo. Questo dimostra quanto una strategia strutturata e multidisciplinare possa ridurre significativamente le complicanze, anche negli scenari più complessi”.

– Nella foto Skerdi Faria (fonte KEIT) –

(ITALPRESS).

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