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Cronaca

Amsa, nominato Cda. Carlotta Ventura è la nuova presidente

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MILANO (ITALPRESS) – L’Assemblea degli azionisti di Amsa, riunitasi oggi, ha nominato Carlotta Ventura Presidente. Il nuovo Consiglio di Amministrazione per il triennio 2024-2026 vede Marcello Milani, confermato Amministratore Delegato. Giulia Isola, Daniela Martinazzi e Fulvio Roncari, dirigenti del Gruppo A2A, sono gli altri 4 componenti designati. Carlotta Ventura, Direttore Comunicazione, Sostenibilità e Affari Regionali di A2A dal luglio 2020, ha un consolidato background nei settori energia, mobilità, telecomunicazioni e digitale, con esperienze in Corporate come Telecom Italia, Gruppo FS, EY (Ernst & Young), ed è da sempre impegnata in progetti di sostenibilità ambientale, sociale e inclusione. Laureata in Lettere e Filosofia presso l’Università La Sapienza di Roma, a febbraio 2023 ha conseguito il SEP presso la Stanford University ed è docente universitaria alla Luiss Business School e alla Pontificia Università Gregoriana.
“Desidero innanzitutto ringraziare gli azionisti per la fiducia che mi è stata accordata e il dottor Federico d’Andrea per il lavoro svolto in questi anni alla Presidenza di Amsa. E’ per me motivo di orgoglio poter rappresentare una società storica e riconosciuta da tutti per il contributo fondamentale dato alla qualità della vita e al decoro della città di Milano” dichiara Carlotta Ventura, Presidente di Amsa. “Sono consapevole della grande responsabilità che questo nuovo incarico comporta, il mio impegno sarà al servizio dei cittadini e del territorio così come la mia esperienza sui temi della sostenibilità ambientale. Nel prossimo triennio cercherò di rappresentare al meglio il lavoro e il talento dei miei colleghi, promuovendo una cultura aziendale rispettosa del contributo di tutti e inclusiva. Il nuovo Consiglio di Amministrazione riflette certamente questi valori e una missione orientata a garantire qualità a persone e imprese grazie all’utilizzo delle tecnologie più avanzate” aggiunge.
L’incarico della nuova Presidente non prevede alcuna forma di remunerazione. Fulvio Roncari, Presidente e Consigliere Delegato di A2A Ambiente, dal 2015 è Direttore della Business Unit Ambiente del Gruppo A2A, filiera integrata nella gestione di rifiuti urbani e speciali. Daniela Martinazzi, con una vasta esperienza nel settore energetico, riveste il ruolo di responsabile della Regolazione Infrastrutture e Retail Energia e Compliance Antitrust, nel dipartimento degli Affari Regolatori del Gruppo A2A. Giulia Isola, nell’ambito della Direzione People&Trasformation di A2A è responsabile della struttura Organizzazione della BU Ambiente dove da diversi anni mette le sue competenze nel settore al servizio dello sviluppo organizzativo e di processo delle diverse aree di business della BU.(ITALPRESS).

Foto: Ufficio Stampa Amsa

Cronaca

A Webuild contratto da 803 milioni per il Tunnel Subportuale di Genova

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MILANO (ITALPRESS) – Il Gruppo Webuild rafforza il suo impegno in Liguria aggiudicandosi un contratto da 803 milioni di euro per la realizzazione della sezione centrale del Tunnel Subportuale di Genova, commissionato da Autostrade per l’Italia. L’intervento, realizzato da Webuild (con una quota del 90%) e dalla sua controllata SELI Overseas (10%), riguarda il tratto più complesso dell’opera, il Lotto B, che si sviluppa in sotterraneo sotto il bacino portuale e il tessuto urbano. L’opera rappresenta un elemento chiave per migliorare la mobilità cittadina e rendere più efficienti i collegamenti tra la città e il porto, uno dei principali hub logistici del Mediterraneo. L’intero tracciato sarà lungo circa 4,2 km, di cui 3,4 km in galleria, con due tunnel paralleli separati, uno per ogni senso di marcia. Il tunnel collegherà San Benigno, a ponente, con Viale Brigate Partigiane, nel quartiere Foce, passando sotto il bacino portuale, dove raggiungerà la quota minima di oltre 40 metri, per poi risalire al di sotto della collina di Carignano.
Lo scavo sarà affidato a una talpa meccanica (TBM) di quasi 16 metri di diametro, tra le più grandi per diametro mai impiegate in Italia, che scaverà in totale circa 7 km. Webuild dispone già oggi di una delle flotte di TBM più estese al mondo, con circa 65 macchine, tra quelle operative, in montaggio e ordinate su scala globale, di cui 40 destinate a progetti in Italia, a testimonianza di una consolidata leadership nelle opere in sotterraneo. Il nuovo tunnel permetterà di separare il traffico urbano da quello portuale e logistico, che oggi si sovrappongono, migliorando i flussi e riducendo congestione, emissioni e rumore. I benefici più evidenti si vedranno in superficie: lo spostamento di una parte significativa del traffico sottoterra consentirà di liberare spazio urbano, migliorare i collegamenti tra i quartieri e rendere più vivibili alcune delle aree oggi più congestionate della città. Per la realizzazione di questo progetto si prevede saranno creati fino a oltre 700 posti di lavoro, tra personale diretto e di terzi. Il progetto integra anche interventi di rigenerazione del territorio: dalle sistemazioni paesaggistiche previste agli imbocchi del tunnel fino alla realizzazione del Parco della Lanterna, che sarà alimentato in parte dai materiali di scavo, in un’ottica di economia circolare e riduzione delle movimentazioni di cantiere.
Dal punto di vista tecnico, l’opera presenta sfide significative: lavorazioni sotto il livello del mare, attraversamento di terreni geologicamente complessi e attività di cantiere in un contesto urbano e portuale sempre operativo. Con quest’opera, Webuild consolida un presidio industriale che a Genova negli ultimi anni ha assunto un valore strategico. Il Gruppo è infatti impegnato nella realizzazione della Nuova Diga Foranea, destinata a ridefinire la capacità e la sicurezza dello scalo, e nel Terzo Valico dei Giovi-Nodo di Genova, l’asse ferroviario ad alta capacità e alta velocità che collegherà la città a Milano. Insieme, queste tre infrastrutture contribuiscono a trasformare il ruolo della città, integrando porto, rete ferroviaria e viabilità urbana in un sistema più efficiente e connesso anche nell’ambito del Corridoio Reno-Alpi, uno dei corridoi TEN-T che collega le regioni europee più densamente popolate e a maggior vocazione industriale.

– Foto ufficio stampa Webuild –

(ITALPRESS).

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Maxi operazione antidroga in Friuli, 24 misure cautelari

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TRIESTE (ITALPRESS) – Vasta operazione di polizia giudiziaria contro il traffico di sostanze stupefacenti condotta dalla Guardia di Finanza di Udine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste. L’operazione, denominata Change the Music, ha visto l’impiego di oltre 180 militari e ha portato all’esecuzione di 24 misure restrittive della libertà personale (9 in carcere, 14 agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico e una con obbligo di dimora) emesse dal GIP del Tribunale giuliano. Altre 8 persone erano già state arrestate in precedenza.
L’organizzazione, di struttura piramidale, era capeggiata da un cittadino sloveno con gravi precedenti penali per omicidio e droga, attualmente detenuto all’estero. La gestione sul territorio nelle province di Trieste, Udine e Gorizia era affidata a tre italiani ventenni che guidavano i rispettivi gruppi, avvalendosi di giovanissimi spacciatori e di figure dedicate al taglio “chimico”, alla pesatura e alla custodia della droga. Nel corso dei controlli sono stati sequestrati circa 11 kg di hashish, 17 kg di marijuana, oltre 6 kg di cocaina (bianca, rosa e nera), sostanze sintetiche, scanner anti-intercettazione e un vero e proprio arsenale composto da revolver con silenziatori, pistole a salve, katane, machete, taser e una balestra.
Dalle intercettazioni è emerso uno smercio stimato in oltre 800 kg di sostanze stupefacenti per un giro d’affari di decine di milioni di euro. Gli indagati mantenevano un tenore di vita sproporzionato, ostentato anche con la pubblicazione di video musicali trap esplicitamente inneggianti alla violenza, all’uso delle armi e alla droga.

– Foto: Ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

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Cronaca

Furti d’auto e riciclaggio, 13 misure cautelari nel foggiano

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FOGGIA (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando Provinciale di Foggia hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari personali nei confronti di 13 persone, indagate a vario titolo per associazione per delinquere finalizzata al furto aggravato di autovetture, ricettazione, riciclaggio e autoriciclaggio. Il provvedimento, emesso dal GIP del Tribunale dauno su richiesta della locale Procura della Repubblica, prevede gli arresti domiciliari per 10 indagati, un divieto di dimora e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altri due soggetti.
L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Foggia, ha permesso di disarticolare una struttura criminale ben organizzata, divisa tra le piazze di Bitonto (BA) e Cerignola (FG). Il gruppo barese era specializzato nell’esecuzione dei furti d’auto con il metodo della “spintarella” e nel successivo smontaggio rapido dei mezzi in aree rurali isolate. La fazione cerignolana gestiva invece la logistica, lo stoccaggio dei pezzi smontati e la consegna a demolitori compiacenti per alimentare il mercato nero dei ricambi.
Dall’inchiesta è emerso inoltre che i proventi illeciti venivano in parte auto-riciclati dal promotore dell’organizzazione attraverso l’acquisto di nuove vetture destinate formalmente al noleggio, così da reintrodurre i capitali nel circuito economico legale.

Foto: repertorio ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

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