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Cronaca

Tumore prostata, con prevenzione e cure 91% dei pazienti sopravvive

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ROMA (ITALPRESS) – Il tumore della prostata è il più diffuso tra la popolazione maschile italiana: rappresenta infatti il 19,8% di tutti i tumori diagnosticati negli uomini. Solo nel 2023, secondo i dati de “I Numeri del Cancro di AIOM”, sono state stimate 41.100 diagnosi.
Nonostante il numero crescente di diagnosi, il rischio di un esito infausto è ridotto, specialmente se la malattia viene individuata e trattata tempestivamente. In Italia, gli uomini che convivono con una diagnosi di tumore della prostata sono oggi 564.000 e la sopravvivenza netta a 5 anni dalla diagnosi è del 91%.
Da queste premesse sono iniziati oggi i lavori dell’evento istituzionale “PROSpective – Qualità di vita e tumore della prostata: evoluzione terapeutico-gestionale per il paziente”, organizzato da Cencora-Pharmalex, con il patrocinio di AIRO – Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia clinica, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Europa Uomo, SIURO – Società Italiana di Uro-Oncologia e Fondazione Longevitas e con il contributo non condizionato di Astellas Pharma.
Clinici, istituzioni e Associazioni pazienti hanno discusso come le più innovative tecniche chirurgiche e trattamenti terapeutici, garantiscono oggi ottimi risultati in quasi il 100% dei casi, a condizione che la diagnosi sia tempestiva. Inoltre, i trattamenti farmacologici hanno visto significative innovazioni, migliorando il tasso di sopravvivenza e la qualità della vita dei pazienti.
“Uno dei principali fattori di rischio per il tumore della prostata è l’età. La sua incidenza aumenta con il progredire degli anni e colpisce prevalentemente la popolazione maschile over 50 con un picco intorno ai 70 anni” – spiega il Prof. Andrea Tubaro, Professore Ordinario di Urologia, Direttore UOC urologia, Azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Andrea, Roma – “Nel tumore della prostata la prevenzione, intesa come diagnosi precoce e tempestiva, riveste grande importanza. La percentuale dei pazienti che sopravvive a 5 anni dalla diagnosi è del 91%, ciò grazie a tutti gli strumenti altamente efficaci ad oggi disponibili e che possono anche essere combinati tra loro, come la chirurgia e la radioterapia, insieme a terapie di nuova generazione che ne hanno modificato il trattamento”.
Grazie alla maggiore diffusione di esami, tra cui il test PSA, è possibile una presa in carico tempestiva del paziente con tumore della prostata. Come per altre patologie oncologiche, anche il tumore della prostata richiede una corretta gestione clinico-assistenziale fondata su una piena integrazione multidisciplinare, così da garantire al paziente una presa in carico funzionale alle diverse esigenze che la patologia richiede. Nel percorso di cura è, infatti, fondamentale un approccio multidisciplinare che vede coinvolti, oltre all’urologo, anche oncologi radioterapisti, oncologi medici, anatomo-patologi, psicologi e infermieri. Nonostante le Prostate Cancer Units o Unità Prostatiche Multidisciplinari rappresentano il modello di riferimento per un’adeguata ed efficiente gestione del più diffuso tumore maschile, di cui le strutture sanitarie dispongono, in Italia esiste un bisogno di multidisciplinarietà sottolineato dai pazienti. Secondo la recente indagine di Cittadinanzattiva, emerge che l’84,5% dei pazienti con tumore della prostata chiede di essere preso in carico da un team multidisciplinare .
“Il tumore della prostata spesso è asintomatico all’esordio, è pertanto di vitale importanza una sua diagnosi quanto più precoce possibile, prestando tuttavia attenzione al rischio di diagnosticare forme clinicamente non importanti e da non trattare (sorveglianza attiva), motivo del fallimento dei programmi di screening basati sul PSA. Oggi, la disponibilità di strumenti diagnostici sempre più precisi e di innovative conoscenze biologiche, unite a nuove opzioni terapeutiche, sta cambiando il decorso di questa patologia, riuscendo ad allungare l’aspettativa di sopravvivenza e a garantire una buona qualità di vita ai pazienti.” – spiega il Prof. Sergio Bracarda, Presidente Società Italiana di Uro-Oncologia, SIUrO e Direttore della struttura complessa di Oncologia medica e traslazionale e del dipartimento di Oncologia presso l’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni – “In quest’ottica nel paziente oncologico prostatico, l’approccio multidisciplinare basato sulla sinergia e competenza di più specialisti coinvolti, tra cui oncologo, radioterapista e urologo, che collaborano fra loro, permette di porre il paziente al centro del percorso di diagnosi e cura sempre più personalizzate in tutte le fasi della malattia”.
Il nodo cruciale emerso nel trattamento dei pazienti con tumore della prostata è, ancora oggi, la necessità di definire Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali (PDTA) certificati, dove l’approccio multidisciplinare è fondamentale per garantire una presa in carico tempestiva, integrata ed efficiente del paziente.
“In una società in cui la vulnerabilità maschile non ha diritto di cittadinanza, discutere della sofferenza degli uomini diventa un atto di dolce forza per un sistema socio-sanitario sempre più equo e orientato al benessere totale del cittadino-paziente. Sotto l’ideale culturale dell’individuo sempre sano e forte, troppi uomini nascondono il proprio malessere e trascurano i segnali di malattia. Ribadisco, quindi, la necessità di una maggiore sensibilizzazione sul tema e il ruolo preponderante di percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali ben strutturati, che prevedano un approccio multidisciplinare e personalizzato, in grado di rispondere alle esigenze specifiche di ogni paziente, riconoscendo e affrontando anche gli aspetti psicologici e sociali legati alla malattia. Solo così potremo migliorare ulteriormente il tasso di sopravvivenza e la qualità della vita di chi è colpito dal cancro della prostata.” – così il Senatore Antonio Guidi, membro della commissione Affari sociali e Sanità e della commissione Cultura del Senato, già ministro alla Famiglia e neuropsichiatra.
Nel tumore alla prostata il percorso è chiaro e va dalla diagnosi precoce, attraverso programmi di screening, fino alla diagnosi tempestiva che porta al trattamento grazie a team multidisciplinari. L’innovazione terapeutica, sempre più avanzata e meno invasiva, sta contribuendo ad aumentare la durata della vita e a migliorare il benessere dei pazienti.
Fulvio Berardo, amministratore delegato di Astellas Italia, ha commentato: “Una diagnosi di tumore ha un impatto significativo sulla vita e sulle prospettive non solo del paziente, ma anche dei suoi familiari. Per garantire una gestione ottimale del tumore della prostata, è di fondamentale importanza sensibilizzare gli uomini adulti affinchè superino le barriere, i tabù e le resistenze che spesso ostacolano l’accesso alla diagnosi precoce. Riuscire a individuare il tumore in fase iniziale, anche prima che compaiano i sintomi, rappresenta un fattore determinante per aumentare le possibilità di guarigione, ridurre la mortalità e migliorare la qualità della vita dei pazienti. E’ inoltre importante che le persone con carcinoma prostatico possano poter accedere a percorsi diagnostico-terapeutici multidisciplinari che permettano una presa in carico olistica del paziente. Negli ultimi dieci anni, Astellas ha compiuto notevoli progressi nella ricerca in campo oncologico con l’obiettivo di sviluppare soluzioni che possano migliorare la salute delle persone e ridefinire gli standard di cura”.
-foto ufficio stampa Pharmalex –
(ITALPRESS).

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La vaccinazione di adulti e fragili leva strategica per la sostenibilità del SSN

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ROMA (ITALPRESS) – L’Italia ha stanziato per la prima volta risorse strutturali dedicate alla prevenzione e ai vaccini nella Legge di Bilancio 2026. Ora la sfida è trasformare questo investimento in accesso reale ed equo su tutto il territorio, soprattutto per la popolazione adulta e fragile. Un passaggio cruciale in un Paese in cui quasi un cittadino su quattro ha più di 65 anni e l’aumento della longevità si accompagna a un crescente carico di cronicità. In questo contesto, le vaccinazioni dell’adulto, a partire da quelle contro Herpes Zoster e Virus Respiratorio Sinciziale (RSV), emergono come una leva strategica per la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Il tema è stato affrontato al Ministero della Salute nell’incontro “L’Italia tra prevenzione e aspirazione alla longevità. Equità, sostenibilità e ruolo delle vaccinazioni in un Paese sempre più anziano”, organizzato da Aristea International con il contributo non condizionante di GSK, che ha riunito istituzioni, Regioni, società scientifiche e associazioni civiche.
Dopo i saluti istituzionali di Maria Rosaria Campitiello, Capo Dipartimento Prevenzione, Ricerca ed Emergenze sanitarie del Ministero della Salute, i lavori, moderati dal giornalista scientifico Daniel Della Seta, sono stati introdotti da Massimo Andreoni e Anna Odone, membri del Consiglio Superiore di Sanità, che hanno inquadrato il tema della prevenzione vaccinale nell’adulto alla luce dei cambiamenti demografici ed epidemiologici, mentre Fortunato Paolo D’Ancona del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto Superiore di Sanità ha richiamato il valore degli strumenti di sorveglianza e diagnostica per migliorare la stima dell’impatto di HZ e RSV nella popolazione adulta e fragile.
“L’Herpes Zoster è una patologia estremamente diffusa: almeno il 90% della popolazione è a rischio e una persona su tre sviluppa la malattia entro gli 80 anni, con un impatto rilevante anche sul rischio cardiovascolare e sulla qualità della vita – ha spiegato il professor Andreoni – Anche il Virus Respiratorio Sinciziale nell’adulto rappresenta un problema significativo, con decine di migliaia di ospedalizzazioni ogni anno e una mortalità che cresce con l’età e con le comorbidità. La vaccinazione può ridurre in modo sostanziale questi esiti, ed è importante che l’Italia si allinei alle esperienze europee anche su questo fronte”.
“In un Paese che invecchia, la vaccinazione dell’adulto non può più essere considerata un intervento residuale, ma deve diventare parte integrante di una strategia strutturale di prevenzione lungo tutto l’arco della vita – ha sottolineato la professoressa Odone, Presidente della Sezione III del CSS – In questo quadro, la protezione dell’adulto fragile contro Herpes Zoster e RSV è emblematica di come oggi la sfida non sia solo proteggere dal singolo evento infettivo, ma ridurre fragilità, complicanze e disuguaglianze di accesso, integrando le nuove evidenze scientifiche nella programmazione sanitaria, garantendo appropriatezza, equità e aggiornamento degli strumenti di sanità pubblica”.
La tavola rotonda istituzionale ha visto il coinvolgimento di Simona Loizzo, promotrice alla Camera del percorso di aggiornamento dei LEA, che nelle osservazioni approvate all’unanimità dalle Commissioni competenti richiama anche il rafforzamento delle vaccinazioni dell’adulto, con riferimento all’inserimento del vaccino contro il Virus Respiratorio Sinciziale per gli adulti fragili e gli over 65 e all’estensione della vaccinazione contro l’Herpes Zoster oltre i 65 anni.
Accanto a questo percorso, i deputati Gian Antonio Girelli e Ilenia Malavasi hanno richiamato il lavoro parlamentare avviato con la proposta di legge sull’aggiornamento periodico del calendario vaccinale per la popolazione anziana e fragile, che pone al centro il legame tra prevenzione, invecchiamento in salute, sostenibilità del SSN e riduzione delle disuguaglianze territoriali. Al centro del confronto, dunque, non solo il valore della prevenzione, ma soprattutto la necessità di trasformare orientamenti già emersi a livello legislativo e programmatorio in strumenti concreti di accesso uniforme sul territorio nazionale.
La senatrice Elisa Pirro ha infine approfondito il tema della sostenibilità economica e degli strumenti di bilancio necessari per sostenere investimenti strutturali nella prevenzione.
Ampio spazio è stato dedicato al ruolo delle Regioni, con gli interventi del Presidente della Conferenza Stato-Regioni Massimiliano Fedriga e dei rappresentanti di alcune regioni che si sono distinte per determinate best practice nella determinazione di percorsi vaccinali efficienti: hanno esposto i rispetti modelli Danilo Cereda (Lombardia), Federico Riboldi (Piemonte), Giancarlo Icardi (Liguria) e Francesco Bencivenga (Campania). Dal confronto è emersa l’esistenza di modelli organizzativi avanzati già attivi in alcune realtà, accanto ad alcune disomogeneità territoriali che incidono sull’accesso alle vaccinazioni dell’adulto e del paziente fragile.
“La vaccinazione in età adulta anziana, a partire da quella contro l’Herpes Zoster e il Virus Respiratorio Sinciziale, rappresenta un investimento ad alto valore pubblico – ha sottolineato Fedriga – Significa ridurre il carico di malattia, prevenire complicanze spesso invalidanti, tutelare la fascia più fragile della popolazione e al contempo rafforzare la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale. Tuttavia, la sfida principale resta quella dell’equità: garantire percorsi vaccinali omogenei, accessibili e tempestivi su tutto il territorio nazionale è una responsabilità istituzionale precisa. Superare le disuguaglianze tra territori, tra nord e sud, significa rendere effettivo il diritto alla salute e rafforzare la coesione del Paese. In questo scenario le regioni sono chiamate a svolgere un ruolo decisivo”.
La tavola rotonda scientifica ha approfondito le evidenze cliniche ed economiche a supporto della prevenzione vaccinale nell’adulto. Eugenio Di Brino, Co-founder & partner di Altems Advisory, Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, ha evidenziato gli impatti economici della mancata vaccinazione negli adulti secondo le raccomandazioni dal PNPV. Giulia Ciancarella, Macroarea SIMG della Promozione di Salute e Prevenzione, si è soffermata sul ruolo strategico della Medicina Generale. Luca Cipriani, Vicepresidente SIGOT, e Dario Leosco, Presidente SIGG, hanno indicato la priorità della popolazione anziana per accedere alle vaccinazioni. Enrico Di Rosa, Presidente SItI, ha analizzato il valore della vaccinazione nell’adulto. Cristina Mussini, Presidente SIMIT, ha ribadito la necessità di consolidare la fiducia nei vaccini per gli adulti e la funzione che questo strumento può avere anche nel contrasto all’antimicrobico resistenza. Riccardo Inchingolo, Presidente Gruppo di Studio Fisiopatologia Respiratoria/Riabilitazione SIP/IRS, e Raffaele Scala, Presidente AIPO, hanno analizzato le complicanze possibili nella popolazione affetta da patologie respiratorie.
Nell’incontro è emersa la necessità di valorizzare pienamente le risorse stanziate per la prevenzione, traducendole in azioni concrete e accessibili per i cittadini, e di rafforzare un approccio più uniforme e integrato alle vaccinazioni dell’adulto. Ad arricchire il dibattito, nella parte conclusiva un confronto tra società civile e Ministero della Salute.
Francesco Saverio Mennini, Capo del Dipartimento della programmazione, dei dispositivi medici, del farmaco e delle politiche in favore del Servizio Sanitario Nazionale, Ministero della Salute ha affrontato il tema dell’allocazione delle risorse del SSN a medio-lungo termine. Anna Caraglia, Ministero della Salute, ha spiegato il contributo pratico che possono offrire le strutture tecniche del Ministero per facilitare l’implementazione rapida di percorsi vaccinali per i fragili.
Per la società civile sono intervenuti rappresentanti delle associazioni e delle organizzazioni impegnate sui temi dell’invecchiamento e dei diritti di salute: Francesco Macchia, Direttore di HappyAgeing-Alleanza per l’Invecchiamento Attivo; Maria Eugenia Morreale, Agenzia di Valutazione Civica di Cittadinanzattiva; Eleonora Selvi, Presidente Fondazione Longevitas.
“Da oltre dieci anni, la nostra Associazione rappresenta la voce degli anziani portando le istanze della sua componente sociale e dei sindacati – ha sottolineato Macchia – La vaccinazione rappresenta un vero e proprio diritto alla tutela della salute delle persone anziane: di fronte alle evidenze esistenti circa la costo-efficacia dell’intervento, la sua negazione rappresenta un inaccettabile atto di ageismo sanitario. Ci sono grandi aspettative sul prossimo Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale, sia in termini di piena attuazione delle vaccinazioni già previste, come quella contro Herpes Zoster, Pneumococco e Influenza sia in termini di inserimento di strumenti strategici come la vaccinazione contro l’RSV e di implementazione di azioni che abbiamo sempre sostenuto, come la chiamata attiva”.
Da questa unità di intenti emergerà un executive summary condiviso, con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo di politiche sanitarie più eque e sostenibili.

– foto Studio Comunicazione Diessecom. Da sinistra Anna Odone, Consiglio Superiore di Sanità; Daniel Della Seta, giornalista scientifico; Anna Caraglia, Ministero della Salute; Massimo Andreoni, Consiglio Superiore di Sanità; Gian Antonio Girelli, membro XII Commissione, Affari Sociali; Fortunato Paolo D’ancona, ISS –

(ITALPRESS).

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Dolcenera “Con il videoclip di ‘My Lovè racconto il rapporto tra uomo e ia”

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ROMA (ITALPRESS) – “My Love” è il nuovo singolo di Dolcenera che segna il ritorno al rock moderno, istintivo e viscerale della cantante. Uscito il 10 aprile, è una riflessione sulla condizione dell’uomo contemporaneo, sospeso tra l’illusione di controllo e la consapevolezza della propria vulnerabilità. “My Love è il mio ultimo bambino a cui tengo tanto, perchè dentro di sè ha un grido di voglia di libertà e voglia di verità. Perchè noi viviamo la nostra vita filtrata attraverso uno schermo, lo schermo del cellulare. Abbiamo una doppia vita, quella reale e quella digitale. Quella digitale ha preso il sopravvento su quella reale. E molto spesso però la nostra vita digitale ci porta in uno stato di ansia, perchè in questo scrolling continuo noi continuiamo a ricevere informazioni tipo di flussi di vita degli altri, ma che non sono reali, magari sono edulcorati, sono la versione positiva, la versione vincente delle vite degli altri”, dice in un’intervista alla Italpress. “Di fronte a tutto questo c’è la mia voglia di esprimere il concetto del trovare di nuovo qualcosa di vero, in questo mondo in cui non si sa più cosa è vero e cosa è falso”, aggiunge. Il brano è accompagnato da un videoclip innovativo che mette insieme intelligenza artificiale con riprese reali, che riceverà il premio speciale alla XXIII Edizione del Premio Roma Videoclip “Il cinema incontra la musica”, videoclip tra i più visti dell’ultima settimana e in tendenza su YouTube (https://youtu.be/wgmr4X_pIag?is=TywRtffKT-eYPP_7). Dolcenera sottolinea come “è un’opera d’arte e penso che sia abbastanza innovativo, perchè non è mai stato fatto un videoclip che mette insieme intelligenza artificiale con riprese reali. E chiaramente questo è un concetto che deriva dal significato di My Love che mette in crisi questo punto focale del nostro vivere di oggi, cioè il fatto di non riuscire a capire ciò che è vero da ciò che è finto. Io sono pro futuro, per l’evoluzione dell’essere umano, ma chiaramente l’evoluzione dev’essere dominata dall’uomo. Il videoclip è molto bello perchè ha dentro un sacco di riferimenti visivi che raccontano quella distopia del sociale che però in realtà non è così futuristica ma è attuale”. Quanto al premio “ne sono veramente felice per le persone che ci hanno lavorato e che hanno creduto nella valorizzazione di questo ideale di vita: il tornare ad avere un contatto con realtà vera e non farsi trascinare dentro il vortice degli algoritmi dei digitali. Sono contenta e anche un pò emozionata perchè la fatica per riuscire a portare a casa un’opera di questo tipo non è poca, devi sognare e lottare. Non è che uno può fare qualsiasi cosa nel mercato italiano della musica. Ci devi mettere il cuore, passione, devi compensare il fatto che questo è un piccolo mercato e quindi quando riesci a fare una cosa di grande valore proprio a livello mondiale è una grande ricompensa”.
“My Love” anticipa il dodicesimo album di Dolcenera, in uscita nel 2026, che segna anche una nuova fase artistica. “Il nuovo album uscirà in autunno. Questo album probabilmente rispetto agli altri sarà più diretto? Non lo so. Sicuramente ci sono delle tematiche importanti, ma è il mio modo di fare le cose. Ho sempre avuto dentro di me l’attenzione al sociale e penso che il cantautore proprio lo debba fare, costi quel che costi, qualsiasi sia la modalità in cui si usufruisce della musica in questo momento storico, che non è esattamente una modalità in cui la musica dice tanto”.
La cantante partirà anche con un nuovo tour teatrale, “Piano Solo Recital”, una sorta di one woman show tra musica e narrazione con il pianoforte a fare da protagonista. “Il pianoforte è la mia seconda modalità espressiva che mi permette la prima, quella del canto, perchè se io non avessi suonato il pianoforte non avrei cantato così. Quindi è importantissimo saper suonare uno strumento, nel senso di governarlo. Perchè mi piace questo tipo di approccio? Perchè non c’è regola in questa forma di concerto. Non ci sono regole, non ci sono tempistiche, posso fare quello che mi piace di più, ovvero andare fuori dagli schemi, improvvisare. Dal vivo puoi regalare dei momenti particolari allo spettatore e anche te come artista, ricordarti le cose per la loro peculiarità, non per il fatto che sono tutte uguali”.
Quanto a possibili altri progetti oltre alla musica, dopo la fortunata esperienza a Pechino Express, Dolcenera chiosa: “In questo momento il mio bisogno principale è comunicare attraverso la musica. Pechino Express è stata una delle esperienze più belle della mia vita, fatta insieme al mio compagno trentennale Gigi, in un momento in cui non stavo così bene a livello proprio di equilibrio personale, nel senso stavo vivendo un momento di distacco dalla musica. Mi sono fermata per quattro anni e ho deciso di accettare la proposta di Pechino proprio perchè volevo provare a ricongiungermi con la parte più tribale di me. Pechino ti porta dentro un mondo che ti fa passeggiare attraverso culture differenti che però non sono ancora contaminate dalla parte occidentale, dall’era digitale, quella più spersonalizzante”.
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-Foto: Italpress-

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MINI e Paul Smith, creatività diventa esperienza immersiva alla Milano Design Week

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MILANO (ITALPRESS) – MINI ritorna alla Milano Design Week portando, a Palazzo Borromeo d’Adda nel centro cittadino, l’installazione immersiva “A Garden of Curiosity” frutto della collaborazione di lunga data con Paul Smith.
L’opera combina l’uso distintivo del colore di Paul Smith con la meticolosa attenzione ai dettagli tipica di MINI, invitando i visitatori a esplorare e vivere appieno il mondo giocoso del design.
“MINI ha radici britanniche, esattamente come Sir Paul Smith. Questo è il punto di partenza, ma poi si aggiungono tante altre cose in comune che hanno i due brand. Da una parte l’amore per il design, per l’aspetto più curioso e giocoso che vuole portare avanti il mondo del design e quindi da questo punto di vista ci troviamo in questa location d’eccezione dove questo concetto di vedere il design nel suo lato più giocoso prende proprio forma”, ha dichiarato Federica Manzoni, Head of MINI Italia, sottolineando come l’installazione intenda “stimolare gli appassionati del brand, ma in realtà tutti i visitatori, ad andare oltre quella che è la porta rossa per scoprire ogni giorno qualcosa di nuovo ed innovativo, che è esattamente quello che vuole offrire MINI tutti i giorni con la sua esperienza di guida”.
“A Garden of Curiosity” è accessibile tramite una passerella in legno che attraversa il cortile e conduce i visitatori a una porta rossa, che rappresenta un invito simbolico a guardare e osservare.
Oltre la soglia si apre lo spazio verde ideato da MINI e Paul Smith, composto da sentieri fiancheggiati da piante ed erbe, che conducono a piattaforme
aperte e installazioni cubiche. L’iconica Paul Smith Signature Stripe percorre il giardino come elemento ricorrente di design. Architettura, texture, colori e
suoni si fondono armoniosamente, dando vita a un’esperienza sensoriale completa.
La Colour Theory Room rappresenta un punto d’incontro visivo tra la palette cromatica distintiva di Paul Smith e i colori della nuova MINI Paul Smith Edition. I visitatori possono disporre campioni di colore su una parete interattiva, creando composizioni che cambiano costantemente nel corso della giornata con ogni nuovo intervento personale. In linea con la filosofia di Sir Paul Smith, la parete offre inoltre l’opportunità di sperimentare liberamente diverse combinazioni cromatiche. La Listening Room amplia questa esperienza attraverso registrazioni vocali di Sir Paul Smith, sottolineando l’importanza della teoria del colore. Un’ulteriore piattaforma aperta invita i visitatori a vivere lo spazio con tutti i sensi,
concedendosi un momento di pausa lontano dal ritmo frenetico di Milano.
Attraversando il cortile per raggiungere l’installazione, i visitatori si immergono nella storia di MINI e Paul Smith. Qui è possibile scoprire tre vetture nate dalla collaborazione tra i due brand, avviata nel 1998: la Paul Smith 40th Anniversary Mini, la MINI STRIP by Paul Smith e una MINI Cooper dell’ultima Edition. Tutte vetture accomunate dall’attenzione ai piccoli dettagli come elemento di innovazione e di design.
“Prendiamo ad esempio quella che è stata la prima vettura sviluppata in collaborazione con Paul Smith: la Paul Smith 40th anniversary MINI. In quel caso abbiamo 86 righe, 26 colori, quindi l’interpretazione perfetta di quello che è il pattern di Paul Smith – ha spiegato Manzoni – Arriviamo poi all’edizione in cui sono proprio i dettagli a fare la differenza. Partiamo dal colore, il colore verde Nottingham Green, che rappresenta proprio l’amore di Paul Smith per le sue origini e che è stato riprodotto sulla livrea della vettura”.
Il colore Nottingham Green impreziosisce alcuni dettagli come le calotte degli specchietti, la griglia del radiatore ottagonale e i coprimozzi delle ruote con la firma Paul Smith. Ulteriori elementi riflettono lo stile distintivo di Paul Smith, contribuendo a esprimere l’essenza di questa MINI Edition, che interpreta il concetto di “classic with a twist”.
Altra creazione visibile è la MINI STRIP by Paul Smith: presentata nel 2021 e basata sulla MINI Cooper SE, ridotta all’essenziale secondo il principio del “less is more”. Il design minimalista mette in primo piano costruzione e funzionalità, con l’obiettivo di rappresentare un approccio al design responsabile e innovativo per il suo tempo.
-foto xh7/Italpress –
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