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Cronaca

Welfare, Mundys avvia “Equilibrium” per il benessere dei dipendenti

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ROMA (ITALPRESS) – Un nuovo capitolo di welfare aziendale dedicato al benessere globale dei dipendenti: è “Equilibrium’, progetto avviato da Mundys, azienda internazionale di infrastrutture e mobilità che con 23.000 dipendenti opera in circa 30 Paesi e gestisce 5 aeroporti, circa 9.000 chilometri di autostrade e una serie di servizi digitali per la mobilità che semplificano gli spostamenti della vita quotidiana. Mundys ha da tempo intrapreso un innovativo percorso di valorizzazione delle proprie persone, costruendo una cultura organizzativa che guardi ai risultati (il “cosa”) unitamente al modo in cui questi vengono raggiunti (il “Come”).
L’approccio definito “human centric” è olistico e abbraccia ogni aspetto del vissuto aziendale, incluso il benessere organizzativo del lavorare in azienda, inteso come: modello di lavoro, sostegno alla salute psico-fisica, ricerca dell’equilibrio tra professione e vita privata.
Questo percorso si arricchisce di un nuovo capitolo: il progetto Equilibrium appunto, un’iniziativa che si aggiunge all’impianto di welfare via via sviluppato da Mundys e che mira a promuovere il benessere globale dei dipendenti. Il progetto è frutto delle sfide degli ultimi anni che invitano chi lavora in azienda a sapersi muovere nel cosiddetto “Vuca” (volatilità, incertezza, complessità, ambiguità) affrontando situazioni economiche e politiche in rapida e continua trasformazione, in cui la complessità sociale è una costante. Tutto questo richiede una capacità di continuo e naturale adattamento, competenza chiave
del vivere quotidiano e dell’abitare Mundys oggi, contando sulla contaminazione culturale, il confronto continuo tra tutti gli stakeholder e la capacità di lavorare insieme.
Un’analisi annuale attraverso la quale Mundys rileva il livello di ben-essere delle persone che lavorano in azienda, utilizzando i KHI, ovvero i Key human indicators, che, a differenza dei più noti KPI (Key performance indicators) per l’analisi dei processi aziendali, misurano la metrica umana. I risultati dell’indagine aiutano a comprendere come vengono gestite le emozioni e regolate nella relazione con l’altro, che livello di consapevolezza individuale e sociale ciascuno ha, quanto si sente parte dell’azienda, indagando le dimensioni di Relazione e Inclusione, Fiducia e Ingaggio, Responsabilità e Coraggio manageriale, Energia trasformativa, bilanciamento ed equilibrio tra agenda professionale e personale.
Per quanto alcuni interventi e strumenti professionali possano offrire le migliori condizioni nel condividere lo stesso spazio e lo stesso tempo in azienda il dipendente – in quanto individuo responsabile dei propri obiettivi, aspettative e scelte – è l’unico a poter indirizzare il suo percorso di crescita e consolidare la propria stabilità e maturità (personale e professionale). L’azienda può tuttavia affiancare il percorso di ognuno, dotandosi di strumenti in grado di promuovere il benessere psico-fisico delle proprie persone.
In particolare, Mundys ha concentrato il proprio impegno su diversi aspetti del vivere dentro fuori e l’azienda, tra cui: la
flessibilità; Mundys ha introdotto da diversi anni un modello di lavoro “ibrido” in cui si ha la possibilità di pianificare giornate di lavoro da remoto per favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Questa flessibilità, che sostiene l’equilibrio personale ma anche l’impegno all’agenda di sostenibilità, per la riduzione di emissioni di CO2, non manca di valorizzare il lavoro in presenza che rappresenta il legame più forte e costante della condivisione di idee, emozioni e della creazione di reti organizzative; un check up annuale che prevede 16 visite – tra cui una con il medico nutrizionista per definire un percorso di ri-educazione alimentare, partendo dall’analisi di alcuni indicatori (ormoni) del benessere di quel momento: melatonina: responsabile della regolazione ciclo sonno-veglia, per indicare la qualità del riposo e la regolarità del sonno; cortisolo: regolatore della pressione arteriosa e del sistema immunitario; testosterone: funzionale alla produzione di globuli rossi, per regolare l’umore, le funzioni cognitive e mantenere la massa muscolare; omocisteina: indicatore della salute cardiovascolare e/o dell’eventuale carenza di acido folico e vitamine; DHEA: responsabile del corretto funzionamento del sistema nervoso, e del mantenimento del metabolismo osseo; un monitoraggio della postura in ufficio con il supporto di uno Posturologo che analizza i “vizi posturali” e suggerisce esercizi correttivi personalizzati; integrazione, all’interno dei Food Corner (aree già esistenti negli uffici di Mundys), di alimenti che abbiano una funzione di integratori naturali, per nutrire il benessere quotidiano e allenare un’educazione alimentare; un invito “formale” attraverso la registrazione della voce “Walk out” – disponibile nel sistema presenze dell’azienda – di un intervallo della pausa pranzo dedicato a una passeggiata per rigenerare mente e corpo al di fuori dell’edificio aziendale, all’aperto e nelle città e comunità in cui l’azienda lavora.
Il piano welfare aziendale prevede una serie di misure volte a supportare i dipendenti e i loro familiari. Alcuni esempi: i rimborsi spese per la propria istruzione e quella della famiglia, dai livelli prescolari fino agli studi universitari e post-laurea, inclusi i corsi di formazione continua. In più, il piano copre le spese per l’acquisto dei libri scolastici, attività extrascolastiche quali campus estivi e vacanze studio, nonchè corsi di lingua e informatica. Sono previsti indennizzi anche per servizi di baby-sitting e assistenza agli anziani. Inoltre, il piano prevede anche buoni acquisto utilizzabili per attività culturali e sportive. Tutti i lavoratori possono usufruire anche di una polizza sanitaria, estendibile ai familiari e di una polizza vita. Tra le numerose iniziative promosse a favore della mobilità sostenibile, è garantito l’abbonamento annuale dei mezzi pubblici utilizzati per raggiungere le sedi di lavoro di Roma e Milano e di un parco auto full electric.
In ambito Formazione, negli ultimi 3 anni il Gruppo ha investito in oltre 1,6 milioni di ore di formazione per il personale con un focus sulla costruzione di quelle competenze che aiutano a restare competitivi in un mondo che evolve velocemente – ne sono un esempio le oltre 100.000 ore di formazione in materia di sostenibilità erogate al senior management del gruppo che è chiamato a guidare la transizione verde, digitale e sociale del nostro business, così come le prime sessioni pilota in ambito GenAI per formare i dipendenti su come usare questa nuova tecnologia nell’agenda di lavoro quotidiana.
Il modello di We Economy, che Mundys applica da 3 anni, è basato su equità retributiva e accessibilità a percorsi di crescita e sviluppo.
Oggi, nella Capogruppo a tutti sono riconosciute forme organizzative e retributive trasparenti, eque e inclusive.
Il modello “We Economy” – è stato pensato per creare un’organizzazione connotata dall’ampia condivisione delle responsabilità e delle opportunità, in questo modo, la retribuzione di ogni dipendente è strutturalmente formata da 3 elementi ordinari: lo stipendio, la remunerazione variabile e i piani di welfare integrativi. La Capogruppo ha completato il percorso di eliminazione di qualunque differenziale retributivo tra dipendenti di genere maschile e femminile, che ricoprono le medesime posizioni o posizioni dello stesso livello organizzativo. Questo su tutte le componenti della remunerazione, sia monetaria (fisso, variabile), sia in natura (benefits).
A livello di Gruppo, Mundys ha l’impegno di colmare entro il 2030 il divario retributivo di genere.
Fanno parte della We Economy anche gli stessi strumenti di accessibilità a percorsi di ascolto, formazione e sviluppo per il Gruppo.
Liberare il potenziale delle persone che lavorano per le aziende di Mundys è un obiettivo della strategia della Capogruppo, che intende costruire una talent factory (fabbrica di talenti), incoraggiando e sponsorizzando percorsi di carriera nazionali e internazionali tra le proprie aziende operative, favorendo una contaminazione culturale che porti valore, confronto e scambio nelle organizzazioni.
E’ oramai parte dell’azienda il modello di cittadinanza attiva per cui tutti i dipendenti di Mundys, che intendono offrire il loro impegno nell’ambito del terzo settore, possono usufruire fino a 10 giorni retribuiti per collaborare con associazioni, enti e istituti che svolgono attività benefiche caritatevoli, assistenziali, sociali, religiose, artistiche, culturali, sportive e ambientali.
L’accordo è stato sottoscritto con tutte le principali rappresentanze sindacali del settore e crea un’opportunità di azione concreta dei dipendenti e di vicinanza e integrazione tra Mundys, la società civile e le comunità in cui opera. L’iniziativa si configura, inoltre, come un’occasione per arricchire la sensibilità e le attitudini proprie del mondo non profit divenute ormai sempre più preziose e importanti, oltre che di grande rilevanza sociale: tenacia e concretezza, identità e diversità, apertura e inclusione, relazione e solidarietà, vicinanza e reciprocità, individualità e comunità.
I progetti di sostegno all’Ucraina e all’Emilia Romagna degli ultimi due anni sono le pagine più significative dei contributi umanitari dei dipendenti di Mundys.
Le linea guida sulla Diversità, Uguaglianza e Inclusione (DE&I) hanno la finalità di: favorire e promuovere una cultura della diversità, valore fondativo del concetto di uguaglianza e inclusione, che Mundys sostiene nel proprio modello di fare impresa; garantire a ciascun dipendente uguali condizioni ed opportunità, senza distinzioni di età, sesso/genere e identità di genere, orientamento sessuale, etnia/cultura, religione, condizione fisica e disabilità, condizione economica, opinione politico-sindacale e altro; informare tutti i lavoratori sui diritti e sui doveri per la prevenzione e la rimozione di ogni comportamento discriminatorio, per la promozione di un clima di lavoro che assicuri il rispetto della dignità di ciascuno; a oggi, le donne che ricoprono le circa 1700 posizioni manageriali nel gruppo sono circa il 31% e Mundys ha l’ambizione di continuare a promuovere la rappresentanza di genere a tutti i livelli nell’organizzazione, a partire da quelli manageriali dove almeno 1 manager su 3 deve sarà una donna entro il prossimo triennio.
Con le recenti emissioni di Sustainability-Linked Bond per oltre 1 miliardo di euro, Mundys ha confermato il suo forte impegno a integrare la sostenibilità nella propria strategia di finanziamento: oggi il 100% del i debito e linee di credito della capogruppo sono collegate e indicatori ESG. I tassi d’interesse aumentano o diminuiscono in base ai progressi che il Gruppo realizza sugli obiettivi ambientali e sociali, misurati da tre indicatori di performance, tra cui i progressi nella pari opportunità di genere nei ruoli manageriali, gli altri sono relativi alla decarbonizzazione delle proprie fonti energetiche e alla velocità di transizione verso l’energia elettrica verde.
“La ricerca di un equilibrio tra corpo, mente ed emozioni è possibile. Il progetto Equilibrium nasce per sostenere il benessere dei dipendenti – afferma Maria Sole Aliotta, Human Resources Director di Mundys -. Ogni anno, attraverso indagini approfondite sul benessere, raccogliamo dati preziosi per comprendere le esigenze dei lavoratori e per migliorarne la qualità di vita. Da tempo Mundys opera con un approccio che guarda al benessere della persona a 360° per offrire un ambiente di lavoro equilibrato e attento alle esigenze personali di ciascuno di noi: – salute (prevenzione con check-up annuale che include specifiche analisi su ormoni del benessere e che copre anche i famigliari del dipendente) – benessere digitale con diritto alla disconnessione – benessere psichico con piano di welfare aziendale che offre fra i vari servizi (per famiglie, educazione, assistenza, attività sportive, viaggi) anche counseling psicologico e coaching”.
“Questa iniziativa fa parte del più ampio impegno di Mundys sul fronte ESG: in questo caso, particolare attenzione è dedicata agli aspetti sociali della nostra comunità lavorativa”, conclude Aliotta.

– foto ufficio stampa Mundys –
(ITALPRESS).

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Caso Garlasco, Sempio “Il racconto finale mi sembra tirato per i capelli. C’è la paura di essere vittima di un errore”

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MILANO (ITALPRESS) – “Se ci sono dei dubbi, se c’è qualcosa che non è stato svolto al 100%, magari se sono stati anche commessi degli errori, è giusto rifare l’indagine e andare a verificare. Ovviamente, se ci sono stati degli errori in passato. Verso quello che è stato il mio coinvolgimento nel 2016, io non vedo errori nelle indagini. Il pensiero che possa esserci un errore da qualche parte è possibile, la giustizia è comunque amministrata da uomini, quindi possono sbagliare”. Così Andrea Sempio, in un’intervista che andrà in onda stasera a Porta a Porta.

Per Sempio c’è “la paura di essere vittima di un errore” e “qualora uno degli elementi che oggi vengono puntati contro di me non venisse ritenuto spiegabile, quello sarebbe un errore”. “Se uno prende il racconto finale, a me sembra un racconto tirato per i capelli – spiega Sempio -. Questa mia ossessione per Chiara, data da video che avete la conferma che non sono stati visti, a quel punto io ci provo con lei al telefono, addirittura magari minacciandola, poi qualche giorno dopo lei mi apre la porta di casa, oppure io scavalco, aspetto nel cortile che lei faccia uscire i gatti che vengono ritrovati in casa”. “Mi sembra l’aver fatto quadrare tanti elementi che però il risultato finale non regge”, conclude.

TG1: NUOVI DUBBI SUL CUCCHIAINO, VERBALE RIS DEL 2007 CONTRADDICE MARINO

Nuovi interrogativi sugli accertamenti genetici del delitto di Garlasco. Lo svela in esclusiva il TG1, aggiungendo che, come emerge dai documenti pubblicati sui social del telegiornale della rete ammiraglia del servizio pubblico, un verbale del RIS di Parma del 4 settembre 2007 attesta che era già stato acquisito un campione biologico sulla salma di Chiara Poggi, destinato ai confronti genetici. Eppure l’allora capitano Alberto Marino, sentito dai magistrati di Pavia il 10 settembre scorso, ha dichiarato di non ricordare che quel campione fosse stato trasmesso al RIS, spiegando così la scelta di utilizzare il cucchiaino ritrovato nella villetta per ricavare il DNA della vittima. Una ricostruzione che solleva nuovi interrogativi ora al vaglio degli inquirenti.

– Foto Ipa Agency –

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(ITALPRESS).

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Cina presenta piano per potenziare servizi infermieristici e di riabilitazione

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PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – La Cina ha presentato oggi un piano per ampliare e migliorare i servizi di riabilitazione medica e assistenza infermieristica, con misure volte ad aumentare le risorse destinate a tali servizi, rafforzare la formazione professionale e promuovere l’uso dell’intelligenza artificiale.
Secondo un piano di attuazione emanato dalla Commissione nazionale della sanità e dalla Commissione nazionale per lo sviluppo e la riforma, le città con un’elevata densità demografica, una popolazione in rapido invecchiamento e una crescente domanda di servizi di riabilitazione e assistenza infermieristica dovrebbero disporre, entro il 2030, di almeno un ospedale pubblico di riabilitazione e di una struttura pubblica di assistenza infermieristica.
Il piano mira inoltre a garantire, entro il 2030, circa 0,48 posti letto per la riabilitazione e l’assistenza infermieristica ogni 1.000 abitanti, nonchè 0,7 medici specializzati in riabilitazione e 1,6 terapisti della riabilitazione ogni 10.000 abitanti.
Per migliorare il sistema dei servizi, il piano chiede di rafforzare la rete dei servizi di riabilitazione e assistenza infermieristica e di potenziare le funzioni di riabilitazione e assistenza infermieristica delle strutture mediche e sanitarie.
Il piano dà priorità al sostegno alle città a livello di prefettura o superiore, con oltre un milione di residenti urbani, nell’ampliamento e nel miglioramento dei servizi di riabilitazione medica e assistenza infermieristica.
Sollecita il miglioramento delle discipline e dei programmi di riabilitazione e assistenza infermieristica nelle università e negli istituti superiori di formazione professionale, compresi un adeguato aumento delle iscrizioni e un migliore allineamento tra formazione e occupazione.
Gli sforzi si concentreranno anche sull’assicurare che i reparti chiave, tra cui terapia intensiva, ortopedia e neurologia, dispongano di professionisti sanitari con competenze specialistiche in riabilitazione e assistenza infermieristica.
Il piano sottolinea l’uso dell’IA nei servizi di riabilitazione e assistenza infermieristica, incoraggiando l’adozione di robot per la riabilitazione, dispositivi indossabili intelligenti e altre tecnologie per supportare il monitoraggio di molteplici indicatori di salute e offrire servizi intelligenti per gli esercizi riabilitativi e la gestione della salute.
A luglio, il Consiglio di Stato cinese ha presentato un piano sanitario nazionale per il periodo del 15esimo Piano quinquennale (2026-2030), con l’obiettivo di portare l’aspettativa di vita media del Paese a 80 anni entro il 2030.
Il piano individua l’ampliamento e il miglioramento dei servizi di riabilitazione e assistenza infermieristica come una parte importante dei più ampi sforzi volti a sviluppare un sistema di servizi sanitari di alta qualità, efficiente e integrato.
-foto Xinhua-
(ITALPRESS).

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RS Italia, nel Milanese nuovo hub logistico da 20 mln di euro ad alta automazione

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MILANO (ITALPRESS) – RS Italia ha presentato, nel corso di un’anteprima dedicata alla stampa, i più recenti progressi del nuovo Centro di Distribuzione di Pozzuolo Martesana, in provincia di Milano, che prevede un investimento di quasi 20 milioni di euro.
I media presenti hanno potuto sperimentare quella che sarà la vita operativa della struttura, e comprendere come la combinazione di tecnologie robotiche di ultima generazione, processi digitalizzati e le competenze del personale RS Italia daranno forma a un ecosistema in grado di gestire scorte e ordini con un livello elevatissimo di accuratezza e automazione, riducendo i costi di trasporto e migliorando l’esperienza cliente.
Con una superficie di 10.000 metri quadrati e la certificazione LEED Gold, l’hub è il progetto pilota continentale del nuovo approccio alla logistica del Gruppo multinazionale, quotato alla Borsa di Londra, ed è destinato a diventare un modello di riferimento per le future implementazioni negli altri mercati.
La struttura – strategicamente posizionata per avere accesso diretto alle principali infrastrutture logistiche della regione, tra cui le autostrade A35 e A58 – si avvia a sostituire, dopo una fase iniziale di affiancamento, quella attualmente operativa a Vimodrone (MI). L’obiettivo è accompagnare la crescita del business, e permettere di incrementare di più del doppio la capacità dei prodotti disponibili a livello locale.
Un progetto a elevato tasso di innovazione, capace di generare valore per il territorio, grazie anche alla collaborazione con partner di primo piano quali Prologis, investitore e sviluppatore immobiliare che ha realizzato e possiede la struttura nell’ambito di una strategia di investimento a lungo termine, Exotec, che fornisce le soluzioni robotiche e di automazione impiegate nel nuovo hub, e Savills, che è al fianco di RS Italia nella gestione delle relazioni con gli stakeholder coinvolti nel nuovo hub.
La partecipazione di Beta Utensili, storico marchio italiano leader nell’utensileria professionale e partner tecnico dell’evento, testimonia il valore delle collaborazioni tra RS e i fornitori del territorio. Beta ha contribuito alla sicurezza dei partecipanti all’evento fornendo i dispositivi di protezione individuale professionali – progettati per garantire elevati livelli di protezione, affidabilità e comfort, insieme a RS PRO, la linea a marchio proprietario di RS Group che assicura qualità professionale e la garanzia di prodotti rigorosamente testati secondo gli standard più esigenti del settore.
A questo si affianca un costante e proficuo dialogo con l’amministrazione comunale di Pozzuolo Martesana.
“L’arrivo di un gruppo internazionale di primo piano come RS Group e la realizzazione di un progetto di questa portata rappresentano un’importante opportunità per il nostro territorio” dichiara il sindaco di Pozzuolo Martesana Angelo Caterina. “Siamo di fronte a un investimento che guarda al futuro e che dimostra come sviluppo, innovazione e sostenibilità possano procedere insieme. Questo centro non è soltanto una nuova realtà produttiva, ma un progetto strategico capace di generare valore, attrarre nuove opportunità e rafforzare la vocazione del nostro territorio all’innovazione e alla crescita sostenibile”.
Una volta operativo, il centro assicurerà maggiore disponibilità di prodotto e flessibilità per i clienti industriali italiani ed europei, sempre più esigenti in termini di affidabilità della supply chain degli acquisti indiretti (Manutenzione, Riparazione, Operations). A rafforzare ulteriormente la prossimità al cliente sarà anche il Customer Pick-up Point, che resterà attivo presso il nuovo centro di distribuzione, consentendo di ritirare direttamente i prodotti in loco. Grazie alla maggiore disponibilità di stock sul territorio, il servizio assume un ruolo ancora più strategico nel garantire rapidità, accessibilità e continuità nell’approvvigionamento.
“Operiamo in Italia da oltre 30 anni e registriamo una domanda sempre più promettente per la proposta di valore di RS sia in Italia sia nell’area EMEA. E’ anche per questo che abbiamo scelto l’Italia e Pozzuolo Martesana per questo investimento multimilionario nel nostro Centro di Distribuzione di nuova generazione”, ha dichiarato Simon Pryce, Chief Executive Officer di RS Group plc. “Le competenze e le soluzioni sviluppate in questo sito costituiranno un modello tecnologicamente avanzato per i futuri investimenti logistici nei Centri di Distribuzione Regionali presenti nella nostra rete operativa, che si estende in 33 Paesi nel mondo. Questo investimento riflette inoltre il nostro impegno di lungo termine nel garantire a clienti e fornitori, in Italia e a livello globale, prodotti e servizi leader di mercato, supportati da un’infrastruttura sempre più flessibile ed efficiente”.
Il cuore tecnologico del sito è affidato a 58 robot Exotec, tra le soluzioni di automazione più avanzate disponibili sul mercato, che si muovono all’interno di scaffalature ad alta densità superiori ai 12 metri, prelevando ogni prodotto in meno di 2 minuti. Il sistema, integrato con un Warehouse Management System all’avanguardia, garantisce visibilità e controllo in tempo reale su ogni fase del magazzino – dalla ricezione allo stoccaggio, dal picking alla spedizione – ottimizzando percorsi, priorità e risorse e assicurando un’elevata accuratezza dello stock. Il sistema prioritizza in tempo reale gli ordini emergenziali o last-minute e tiene traccia di ogni articolo, ordine e posizione in magazzino in qualsiasi momento: una tecnologia che permette a RS Italia di adattarsi rapidamente alle variazioni della domanda, assicurando che i prodotti più richiesti siano sempre disponibili.
‘Questa infrastruttura di nuova generazione rafforza la nostra capacità di servire i clienti permettendoci di essere ancora più efficienti e affidabili. Si tratta di un tassello fondamentale nel nostro impegno a essere un partner strategico capace di trasformare gli acquisti indiretti in una potente leva per l’efficienza aziendalè, ha dichiarato Massimiliano Rottoli, Managing Director di RS Italia. ‘Qui tecnologia e persone lavoreranno fianco a fianco. L’automazione supporterà il lavoro umano e il progresso delle competenze, così da permettere ai nostri team di concentrarsi su attività di maggior valore e rispondere alle crescenti aspettative in termini di disponibilità di prodotto, rapidità e resilienza della supply chain”.
L’automazione si integra con le competenze delle persone in un modello operativo ibrido, in cui tecnologia e professionalità lavorano insieme. I robot supporteranno le attività di picking, mentre le persone continueranno a presidiare le fasi a maggiore valore aggiunto, dal controllo e confezionamento degli ordini fino alla relazione con il cliente. Un’evoluzione accompagnata da un importante percorso di formazione, con circa 60 ore dedicate agli operatori, che rafforza il ruolo delle persone e ne valorizza sempre più competenze, autonomia e responsabilità all’interno del nuovo hub.
Sul fronte sostenibilità, la struttura è stata progettata per integrare un impianto fotovoltaico da 700 kWp per l’autosufficienza energetica, sistemi di climatizzazione ad alta efficienza, illuminazione LED e infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici, in linea con il piano ESG ‘For a Better World’ 2030 di RS Group.
Saranno inoltre sperimentate soluzioni software e di intelligenza artificiale volte a prevedere l’andamento della domanda e a ottimizzare i flussi di movimento interno, per rispondere repentinamente alle esigenze dei clienti e del mercato, mirando allo stesso tempo a muovere il prodotto il meno possibile per ridurre emissioni e costi.
Il nuovo centro eliminerà inoltre la plastica a favore di scatole in cartone realizzate su misura per i singoli prodotti, così da evitare l’utilizzo di materiale riempitivo e ridurre ulteriormente le emissioni legate al trasporto.
-news in collaborazione con RS Italia –
-foto ufficio stampa RS Italia-
(ITALPRESS).

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