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Lombardia

REGIONE LOMBARDIA, INAUGURATA LA VARIANTE DI VAPRIO D’ADDA

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Cronaca

Radio Pavia Breakfast News – 11 ottobre 2026

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Le tensioni internazionali, le prospettive economiche e i risultati della Serie A dominano le prime pagine dei quotidiani di oggi, domenica 11 ottobre. Spazio anche alle notizie di Pavia e provincia.

CRONACA E ATTUALITÀ

L’apertura dei principali quotidiani è dedicata al nuovo scontro tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky. Dopo l’intesa con Vladimir Putin sul gasolio russo, il presidente americano attacca il leader ucraino e auspica un cambio alla guida di Kiev. La Stampa titola «Trump: Zelensky vada via», mentre la Repubblica parla di «L’ignobile patto di Trump». Il Corriere della Sera apre con «Trump: ora via Zelensky». Preoccupazione in Europa per le conseguenze del riavvicinamento tra Washington e Mosca.

Sul fronte interno, attenzione alle manifestazioni pro Palestina e alle tensioni registrate in diverse città. Il Giornale sceglie il titolo «Sinistra in piazza per la jihad», mentre La Stampa racconta il ritorno dei cortei a Torino.

Spazio anche alle polemiche politiche: Libero torna sul caso Ranucci e sulla trasmissione Report, mentre Il Tempo si concentra sulle nuove iniziative politiche di Gabriele Gabrielli ed Ernesto Maria Ruffini.

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ECONOMIA

Il Sole 24 Ore apre con «Ecco l’età dell’oro dei titoli di Stato, i rendimenti reali arrivano fino al 3%». L’andamento dei mercati obbligazionari torna al centro dell’attenzione dei risparmiatori, mentre inflazione e interessi continuano a incidere sui bilanci familiari.

Il quotidiano economico approfondisce anche la crisi del mercato elettrico e i ritardi nella diffusione della fibra ottica, con sette milioni di accessi ancora legati a tecnologie meno avanzate.

La Stampa guarda invece alla manovra economica del Governo, con il possibile aumento del bonus mamme e nuove misure fiscali. Sullo sfondo resta il confronto europeo sulla crescita e sulla sostenibilità dei conti pubblici.

SPORT

L’Inter conquista la vetta solitaria della Serie A travolgendo il Parma per 3-0. La Gazzetta dello Sport titola «Sprinter», Tuttosport sceglie «Inter come niente fosse» e il Corriere dello Sport celebra i nerazzurri con «Ne ha per tutti».

Sorride anche il Napoli, vittorioso per 3-0 sul Frosinone. Questa sera riflettori sulla Juventus, impegnata a Cagliari alle 20.45, con Luciano Spalletti che richiama la squadra alla mentalità vincente.

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Nel ciclismo impresa del ventenne Paul Seixas, vincitore del Giro di Lombardia, mentre in Formula 1 cresce l’attesa per il Gran Premio di Singapore.

LA PROVINCIA PAVESE

Chiudiamo con i principali titoli de La Provincia Pavese. In primo piano «La difesa di Sempio alla guerra delle consulenze», con la replica alla Procura nell’ambito dell’inchiesta sul delitto di Chiara Poggi.

Grande spazio alla protesta contro i nuovi data center: «Un’invasione. La protesta da Pavia a Milano».

A Pavia tiene banco anche il cosiddetto ponte dei sospiri, con il passaggio sul Naviglio ancora chiuso per questioni burocratiche.

In cronaca, una quattordicenne investita da uno scooter nei pressi dell’ospedale e un grave incidente a Ceranova, dove due ragazze sono state ricoverate al Niguarda.

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A Voghera allarme randagismo: in meno di un anno salvati 150 gatti.

Infine, spazio alla cultura e alla musica con il nuovo brano della giovane cantante pavese Diletta Fosso.

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Cronaca

Pavia Uno TV Radio Pavia Breaking News – 10 ottobre 2026

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Apriamo da Milano, dove resta gravissimo il giovane operaio di 21 anni rimasto schiacciato dal crollo di un muro in un cantiere di via Varesina, nel Certosa District. Il cedimento sarebbe stato provocato dall’urto della benna di un escavatore. Il ragazzo è ricoverato al San Gerardo di Monza con numerose fratture. Sulla dinamica indaga l’Ats.

Dal Sondriese arriva invece la sentenza sulla tragedia di Chiareggio del 2020, quando una colata di fango travolse un’auto causando tre morti. Il Tribunale di Sondrio ha condannato a due anni l’attuale sindaca di Chiesa in Valmalenco, la sua predecessora e l’ex responsabile dei lavori pubblici. Due gli assolti.

A Milano, un cameriere di 22 anni ha denunciato di essere stato picchiato dai buttafuori di una discoteca dopo avere scattato una foto a Fedez. Secondo il suo racconto, gli sarebbe stato intimato di cancellare l’immagine. La vicenda è ora al vaglio degli investigatori.

Passiamo alla provincia di Pavia.

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Nuovo capitolo sul delitto di Garlasco: secondo La Provincia Pavese, il Dna sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi sarebbe passato in sole tre ore da un profilo parziale a uno completo riconducibile a Chiara Poggi. La Procura sta verificando anche l’ipotesi di uno scambio di provette.

Sul fronte casa, cresce intanto la fuga da Milano verso il Pavese: dopo il Covid, la domanda di abitazioni in provincia sarebbe aumentata del 25 per cento, soprattutto tra giovani coppie con figli.

A Pavia parte invece la progettazione della nuova piscina Folperti: il Comune ha pubblicato un bando da 400 mila euro per il progetto di fattibilità tecnico-economica. Le offerte potranno essere presentate entro il 9 novembre.

Infine, resta alta l’attenzione sul Centro Minerva, dove una nuova rissa tra adolescenti dopo l’uscita da scuola ha riacceso le proteste dei commercianti della zona.

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Cronaca

Cittadinanze illecite nel Bresciano, intermediario ai domiciliari. Indagati 2 funzionari

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BRESCIA (ITALPRESS) – I Finanzieri della Tenenza di Gardone Val Trompia e del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria (PEF) di Brescia, nella giornata di ieri hanno eseguito tre misure cautelari, una personale degli arresti domiciliari nei confronti di un imprenditore e due misure interdittive della sospensione dall’esercizio di un Pubblico Ufficio nei confronti di funzionari pubblici (i due pubblici ufficiali risultano indagati per i delitti di falso e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina).

I provvedimenti sono stati emessi dal G.I.P. all’esito degli interrogatori preventivi. Le suddette misure si aggiungono alla misura degli arresti domiciliari già eseguita nel mese di settembre scorso nei confronti di un cittadino di origine brasiliana. Sono complessivamente 10 i soggetti attualmente indagati a vario titolo per corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, turbata libertà degli incanti, falso, autoriciclaggio e smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Brescia, ha preso il via da una vistosa anomalia statistica riscontrata in un Comune dell’alta Valtrompia e ha disvelato tre distinti filoni tra loro collegati.

In primo luogo, le indagini avrebbero messo in luce l’esistenza di un sistema rodato, operativo dal 2016 a oggi e gestito dall’intermediario di origine brasiliana, già destinatario, nelle scorse settimane, della misura cautelare degli arresti domiciliari, attivo in Alta Val Trompia e nella Bassa Bresciana. L’uomo avrebbe garantito il rapido ottenimento della cittadinanza italiana jure sanguinis a soggetti privi dei requisiti di legge, anche attraverso la collaborazione di taluni pubblici ufficiali, tra cui un Sindaco e personale degli Uffici Anagrafe e Stato Civile. A fronte di compensi compresi tra i 3.700 e i 10.000 euro a pratica per il conseguimento del passaporto italiano, il meccanismo illecito avrebbe permesso a cittadini brasiliani, giunti in Italia con visto turistico, di stabilire residenze fittizie presso 4 immobili di comodo. Dei 408 casi analizzati, 170 risulterebbero falsi, con documenti alterati, anche tramite scolorina, integrazioni posticce e falsi numeri di protocollo per dissimulare le incongruenze. Meno dell’1% dei beneficiari sarebbe rimasto a vivere effettivamente in Italia. L’affare avrebbe garantito un profitto illecito stimato in oltre 1,2 milioni di euro, di cui almeno 200.000 euro sarebbero stati riciclati su conti correnti nazionali ed esteri.

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Il secondo filone ha riguardato un sistema illecito che sarebbe stato finalizzato a pilotare l’assegnazione di commesse pubbliche nel comune valtrumplino a favore di imprese private, in violazione dei principi di trasparenza, imparzialità, concorrenza e rotazione e che avrebbe portato all’emersione di tre circostanze di rilievo. In un primo caso, si sarebbe registrata la presenza di accordi preventivi tra un funzionario pubblico e un imprenditore, con l’utilizzo di società che si sarebbero prestate a presentare offerte irricevibili. Nonostante le opere fossero in parte non eseguite o difformi dal progetto, il funzionario avrebbe attestato la regolarità del servizio per liquidare la somma d’appalto. Inoltre, nella procedura relativa a un intervento su un immobile, sarebbe stata falsamente affermata una carenza di personale tecnico. Tale attestazione avrebbe permesso di assegnare direttamente l’opera, tramite una società in house, a un’impresa che sarebbe stata già favorita negli ultimi cinque anni. Infine, in un ulteriore episodio relativo alla manutenzione del verde pubblico, sarebbe stato attestato lo svolgimento di una indagine di mercato che in realtà non sarebbe stata svolta, al fine di schermare l’assegnazione della commessa a un soggetto predeterminato, che si sarebbe trovato in una condizione di incompatibilità, avvalendosi sempre della medesima società in house.

Da ultimo, per quanto concerne il terzo filone investigativo, approfondendo con l’ausilio dei Carabinieri Forestali le attività del medesimo imprenditore bresciano, sarebbero altresì emersi gravi illeciti ambientali. Le risultanze investigative, supportate dalle analisi tecniche effettuate da ARPA Lombardia, avrebbero delineato plurime condotte di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi contenenti amianto o metalli pesanti. Nel dettaglio, in un caso, nel corso dei lavori di demolizione di un ex complesso industriale della Bassa Bresciana, storicamente adibito alla produzione di elettrodomestici, sarebbero stati generati almeno 300 metri cubi di rifiuti pericolosi contenenti elevate percentuali di amianto. I materiali sarebbero stati frantumati meccanicamente all’interno del cantiere in assenza di presidi di contenimento delle polveri. Successivamente, i rifiuti sarebbero stati occultati e sversati in almeno 5 differenti siti tra la Bassa Bresciana e l’Alta Val Trompia, per essere utilizzati come materiale di riempimento edile o abbandonati direttamente su suolo boschivo. In altre occasioni, in un’area agricola dell’Alta Val Trompia sarebbe emerso lo sversamento di oltre 6.800 metri cubi di terre e rocce da scavo contaminate da elevate concentrazioni di rame, piombo, zinco e nichel.

La condotta sarebbe stata dissimulata come un’opera di “livellamento del terreno per la piantumazione di un frutteto”, determinando un concreto pericolo di inquinamento del suolo e di contaminazione delle falde acquifere sottostanti.

– Foto GDF –

(ITALPRESS).

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