Cronaca
Sisma 2016, scatto in avanti della ricostruzione pubblica
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Redazione
ROMA (ITALPRESS) – Nei primi cinque mesi del 2025 la ricostruzione privata fa segnare un +22% rispetto allo stesso periodo del 2024 e, al 31 maggio 2025, le liquidazioni per i contributi concessi hanno raggiunto quota 6,1 miliardi di euro: +37,41% rispetto all’anno precedente. Sul fronte della ricostruzione pubblica, invece, su un totale di 3.542 interventi programmati, saranno avviati 1.200 nuovi cantieri. Inoltre, più del 33,8% degli interventi ha un progetto approvato o ha già avviato le procedure per affidamento dei lavori. Non solo ricostruzione, ma anche riparazione economica e sociale. Un’indagine del Cresme nei territori delle quattro regioni interessate dal programma stima che, anche grazie alle risorse messe in campo Programma Next Appennino, il Pil crescerà complessivamente di oltre 3,8 miliardi di euro e che l’occupazione vedrà un incremento di circa 15.300 unità.
Sono alcuni dei dati contenuti nel Rapporto sulla ricostruzione del Centro Italia, aggiornato ai primi cinque mesi del 2025, presentato a Roma presso la Sala Montecitorio di Palazzo Wedekind. Alla conferenza stampa hanno partecipato il Commissario Straordinario per la Riparazione e la Ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, il Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti e gli assessori alla Ricostruzione della Regione Lazio, Manuela Rinaldi e ai Lavori Pubblici e Infrastrutture della Regione Abruzzo, Umberto D’Annuntiis.
“Quelli contenuti nel Rapporto sono dati che evidenziano come il lavoro fin qui svolto stia dando luogo a risultati concreti e che la strategia che abbiamo adottato, grazie alla piena collaborazione delle Regioni e al sostegno del Governo, vada nella direzione che tutti auspicavamo – ha dichiarato il Commissario Guido Castelli -. I segnali che giungono sul fronte della crescita economica e dell’occupazione sono molto incoraggianti e di vitale importanza, dal momento che il rilancio economico è una componente essenziale per contrastare il fenomeno di quello spopolamento che colpisce le nostre comunità da lungo tempo. Il declino dei nostri territori non è inevitabile e, anzi, la loro rinascita, attraverso un nuovo sviluppo fondato sulla sicurezza e la sostenibilità, nel pieno rispetto dei principi di legalità, è possibile. Invertire la tendenza si può e lo stiamo dimostrando qui, nel Laboratorio Appennino centrale dove, grazie anche alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica, stiamo realizzando un modello basato su buone prassi che possono rappresentare un punto di riferimento anche per altre aree interne. Ciò premesso, siamo consapevoli che c’è ancora molto lavoro da fare e che nessuna distrazione è possibile. Dobbiamo insistere e continuare ad accelerare con l’obiettivo primario di riportare nelle loro case e alla normalità le tante persone che ancora non sono rientrate nelle loro abitazioni. Gli obiettivi da portare a termine sono ancora molti e complessi, ma l’unità di intenti che si è consolidata in questi anni è la migliore premessa per affrontare le sfide che ci attendono”.
L’accelerazione rilevata nella ricostruzione privata negli ultimi due anni ha riscontrato una progressione costante, segnalata soprattutto dagli incrementi dei pagamenti erogati da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) verso le imprese che operano nei cantieri. Nel 2023 le erogazioni CDP sono balzate di +37% sul 2022; nel 2024 il ritmo è ulteriormente incrementato con un +24% rispetto al 2023 e, i primi cinque mesi del quadrimestre 2025, segnano un ulteriore +22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Il buon andamento della ricostruzione privata si riflette nei dati della Cassa Depositi e Prestiti, che gestisce il plafond Sisma Centro Italia, fornendo alle banche convenzionate del territorio la provvista dei fondi da erogare sulla base dello stato di avanzamento dei lavori. Al 31 maggio 2025 i contributi concessi in seguito all’approvazione delle pratiche hanno raggiunto 10,77 miliardi di euro, con liquidazioni che superano i 6,1 miliardi (dato di Cassa depositi e prestiti), segnando un +37,41% il valore erogato al 31 maggio 2024 (4,49 miliardi): il 60% di queste liquidazioni è avvenuto dal 2023 a oggi.
Un altro segnale incoraggiante proviene dai territori più colpiti e dagli interventi per danni gravi. Le Richieste di Contributo (RCR) per danni gravi sono salite a 18.391, con un incremento di oltre 2700 domande rispetto allo scorso anno; di queste, oltre 1400 provengono dai Comuni più colpiti, a conferma che le misure di semplificazione e di accompagnamento stanno funzionando. Anche sul terreno operativo la risposta è robusta: nell’ultimo anno sono stati chiusi 944 cantieri per danni gravi e 638 cantieri per danni lievi, per un totale di oltre 1500 cantieri. Al netto dei lavori che devono ancora partire, i cantieri già conclusi sono 12.737 e quelli in corso sono 8.694. Al 31 maggio 2025 le Richieste di Contributo presentate sono arrivate a 34.148 (per un valore di oltre 15,8 miliardi di euro) con un incremento rispetto all’anno scorso vicino al 10%. Nel dettaglio nelle Marche al 31 maggio 2025 sono pervenute 19.315 domande (per un importo richiesto di quasi 10,5 miliardi), in Abruzzo 6.063 (1,38 miliardi), in Umbria 5.182 (1, 91 miliardi), nel Lazio 3.588 (2,12 miliardi).
Anche la ricostruzione pubblica sta segnando una vivacità imparagonabile al passato. Nel corso del 2025, grazie alle gare sviluppate dalle stazioni appaltanti, saranno avviati 1.200 nuovi cantieri. Nel suo complesso la programmazione pubblica della ricostruzione post-sisma 2016 comprende 3.542 interventi per un valore di investimento di oltre 4,6 miliardi di euro. Articolati in due filoni principali, gli interventi, sono distribuiti nella programmazione ordinaria (che conta 2.553 interventi per 1,9 miliardi di euro), regolata dalle Ordinanze Commissariali, e nella programmazione speciale (che prevede 989 opere per un valore di 2,6 miliardi di euro), attuata tramite Ordinanze speciali in deroga.
Il 98% delle opere programmate, sia nella programmazione ordinaria che speciale, risulta avviato con almeno la nomina del Responsabile Unico della Procedura. Solo il 2% degli interventi risulta non ancora avviato, a fronte del 5% registrato nel 2024 e di un ben più rilevante 33% nel 2023. Oltre il 33,8% degli interventi ha un progetto approvato o ha già avviato le procedure per affidamento dei lavori. Cresce anche il numero dei cantieri aperti, salendo al 18,2% e un importante passo in avanti rispetto al 2023 si evidenzia nei lavori conclusi, salendo al 16,2%.
Emergenza abitativa. Sono altri 1.115 i nuclei familiari sono rientrati nelle loro abitazioni, nel corso dell’ultimo anno. Negli ultimi tre anni sono più di 4 mila quelli che hanno ritrovato la propria dimora abituale, dal momento che nel 2025 corrispondono a 10.067 nuclei, mentre nel 2022 erano 14.211. Tuttavia, nei 138 Comuni del cratere ci sono ancora 10mila nuclei familiari, per un totale di poco più di 20mila persone, in attesa di sistemazione definitiva.
La ricostruzione degli edifici di culto dell’Appennino centrale rappresenta un capitolo particolarmente importante e delicato perchè va a intrecciarsi non solo con la ricostruzione di edifici di particolare pregio culturale, storico e architettonico, ma intercetta l’esigenza spirituale e identitaria delle comunità colpite. Gli edifici di culto, sia pubblici che privati, danneggiati dalla sequenza sismica del 2016-2017 sono stati 2.456. Tra questi – con esclusione delle chiese di proprietà pubblica – ammontano a un totale di 1270 (comprensivi degli interventi oggetto di successiva rinuncia, che sono stati 49) per un importo complessivo di circa 737,8 milioni di euro. Solo nell’ultimo biennio, e considerando solo i primi quattro mesi del 2025 sono stati approvati 121 interventi, pari al 50% del totale dei progetti definiti in conferenza permanente.
La ricostruzione degli edifici nel più grande cantiere edile d’Europa – 8 mila kmq di superficie per 28 miliardi di euro di danni da ripristinare – diventa un imponente mezzo per un fine più ampio e complesso; contrastare tre crisi che si sono sommate in tempi e modi diversi: la crisi sismica, la crisi climatica e la crisi demografica che precede e drammatizza le altre due. Nell’ultimo secolo abbiamo assistito a un progressivo indebolimento di un’area – quella del sisma 2016-2017 – in cui, 100 anni fa, si contavano circa 4500 insediamenti abitati che ora si sono ridotti a meno di 400. Questa tendenza ha modificato la struttura territoriale che oggi presenta il 70 % di superficie boscata, il 25% di superficie adibita ad attività agricole o zootecniche e il 5% di superficie urbanizzata. Fino agli anni Cinquanta questo rapporto era invertito: 70% di superficie agricola e pastorale, 25% di superfici boscate. In questo contesto la coesistenza dell’uomo con la natura, attraverso un rapporto armonico ed equilibrato, è di vitale importanza dal momento che l’abbandono del suolo ha determinato un inselvatichimento del territorio. L’avanzata di un bosco non governato, ricco di sterpaglie e non ancora di alberi di alto fusto, in presenza della crisi climatica in atto sta rendendo più fragile il territorio. In caso di evento avverso l’assenza delle attività umane di regimazione delle acque e di presidio idraulico aumenta i rischi connessi a smottamenti e frane. Tutto ciò in una realtà nazionale già molto esposta a rischio idrogeologico: in Italia si registrano due terzi delle frane attive d’Europa.
Un’analisi condotta dal Cresme documenta come Pil e occupazione siano significativamente sollecitati dagli investimenti favoriti e indirizzati da NextAppennino (il Piano complementare al Pnrr per i sismi del 2009 e 2016). La spinta determinata da NextAppennino non è episodica, ma innesca una espansione solida, in quanto determina fattori generativi di sviluppo e contribuisce a qualificare e a rafforzare l’impatto della dinamica economica positiva in corso. Dall’analisi del Cresme – le stime indicano un incremento del PIL reale pari a 1.492 milioni di euro in Abruzzo, 293 milioni di euro nel Lazio, 1.786 milioni di euro nelle Marche e 294 milioni di euro in Umbria – si può notare come, considerando nell’insieme i territori delle 4 regioni interessate dal programma, l’aumento del PIL e degli occupati stimato sia costante e in crescita. Questo conferma in modo scientifico come l’occupazione indotta sia stata determinata dalla stretta correlazione tra il contributo concesso all’investimento, il livello di innovazione promosso e la crescita economica, che determina un robusto effetto sull’occupazione, che si attesta nel tempo.
Segnali positivi giungono anche sul fronte dell’occupazione. Le due Macro-misure di NextAppennino risultano determinanti non solo per la crescita economica dell’area del cratere sismico, ma anche per il rafforzamento del mercato del lavoro. In termini occupazionali, il Cresme stima 4.631 nuovi posti di lavoro in Abruzzo, 1.233 nel Lazio, 8.521 nelle Marche e 913 in Umbria. Il miglioramento dell’efficienza nei processi produttivi, favorito dalla digitalizzazione e dal potenziamento delle infrastrutture grazie alla sinergia tra le Macro-misure A e B, è destinato a generare effetti strutturali positivi nei territori colpiti dal sisma. In realtà la dinamica occupazionale è già innescata, non è solo prevista. I dati documentano nuovi flussi in entrata, nel mercato del lavoro dei 138 Comuni del cratere, a un ritmo di incremento del 7%. I nuovi posti di lavoro, tra il 2024 e il 2022 sono aumentati del 12,4%, a un ritmo nettamente superiore alle medie di qualunque regione italiana. Basti rammentare che la media nazionale nello stesso periodo ha fatto registrare un aumento del 3,9%. Nel complesso l’occupazione è cresciuta del 6,6% (2024 versus 2022), in questo caso in linea con la tendenza nazionale, ma molto superiore ai trend delle singole regioni coinvolte dal sisma 2016, ma anche più alto di Lombardia ed Emilia-Romagna.
– Foto Italpress –
(ITALPRESS).
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Cronaca
Radio Pavia Breakfast News – 26 luglio 2026
Pubblicato
1 ora fa-
26 Luglio 2026di
Redazione
Le violenze al cantiere di Chiomonte, il caro carburanti e le incertezze sulla nomina di Andrea Pirlo alla guida della Nazionale dominano le prime pagine dei quotidiani. La cronaca è segnata dall’assalto dei manifestanti No Tav alle forze dell’ordine, con decine di agenti feriti. Sul fronte economico il governo prepara misure temporanee contro l’impennata dei prezzi alla pompa, mentre nello sport emergono nuovi ostacoli sulla strada del futuro commissario tecnico azzurro.
Cronaca: assalto No Tav a Chiomonte, decine di agenti feriti
Gli scontri in Val di Susa sono il principale tema della giornata. Il Corriere della Sera apre con l’assalto al cantiere di Chiomonte da parte di centinaia di manifestanti incappucciati. Bombe carta, pietre e altri oggetti sono stati lanciati contro le forze dell’ordine, mentre quattro mezzi di carabinieri e polizia sono stati dati alle fiamme. Il bilancio riportato è di circa sessanta feriti.
La Stampa parla apertamente di “guerriglia No Tav”, descrivendo una giornata di violenze contro il dispositivo di sicurezza schierato a protezione del cantiere. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha assicurato che lo Stato non si lascerà intimidire, mentre il governatore piemontese Alberto Cirio ha invitato tutte le forze politiche a condannare gli episodi senza esitazioni.
Il Giornale titola “L’Italia dei violenti” e sottolinea il carattere organizzato dell’assalto. Anche La Verità dedica ampio spazio alla vicenda, parlando di terrorismo No Tav e accusando la sinistra di non aver preso una posizione sufficientemente netta. Libero mette in relazione gli scontri con il più ampio dibattito sulla sicurezza e sulla responsabilità penale dei minorenni.
Repubblica racconta l’irruzione nel cantiere e riporta un bilancio di sessanta agenti feriti, sottolineando la presenza di numerosi manifestanti stranieri e incappucciati. Il quotidiano ospita anche una riflessione sul clima di crescente faziosità politica che accompagna ormai ogni episodio di ordine pubblico.
Il Fatto Quotidiano riferisce degli scontri in Val di Susa, ma concentra l’apertura su un’inchiesta relativa alle comunicazioni dal carcere di alcuni esponenti mafiosi. Secondo il giornale, cellulari e collegamenti da remoto consentirebbero ancora a boss detenuti di impartire ordini e partecipare a riunioni criminali.
Resta centrale anche il caso di Abderrahim Fakir, morto durante un intervento della polizia a Bologna. Il Corriere della Sera pubblica le immagini degli ultimi momenti e parla di tracce di sangue sul volto. Repubblica riferisce di nuove prove filmate, mentre La Stampa dedica spazio ai risultati dell’autopsia e alle ipotesi sulla presenza di sangue nei polmoni.
Le diverse ricostruzioni continuano a dividere accusa e difesa. Il Giornale segnala un nuovo video nel quale uno degli agenti sarebbe stato morso alla gamba, mentre La Verità insiste sulla necessità di chiarire il ruolo delle condizioni fisiche dell’uomo e delle sostanze rilevate dagli esami.
Sul versante politico torna il caso Sigfrido Ranucci. La Verità sostiene che all’interno della Rai sia partita una rivolta dopo la diffusione di alcune registrazioni attribuite al conduttore di Report. Il quotidiano parla di verifiche del comitato etico e delle richieste di chiarimento avanzate dalla maggioranza.
Spazio anche al caso Mario Roggero. La Stampa pubblica un’intervista al gioielliere, da pochi giorni in carcere, che chiede di poter dedicare tempo alla famiglia e rivolge un appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché valuti la sua situazione oltre le polemiche politiche.
Economia: benzina oltre i due euro e decreto in arrivo
Il caro carburanti continua a preoccupare famiglie e imprese. Il Corriere della Sera annuncia l’arrivo di un decreto con misure temporanee e la possibilità di intervenire nuovamente sulle accise mobili. In alcune aree di Milano il prezzo della benzina avrebbe raggiunto i 2,60 euro al litro.
Repubblica apre con “Caro benzina senza fondi” e sottolinea che il governo starebbe valutando soltanto provvedimenti di breve durata. Le opposizioni contestano l’assenza di una strategia strutturale, mentre la crisi nel Mar Rosso e nello Stretto di Hormuz continua a spingere verso l’alto petrolio e prodotti raffinati.
Il Sole 24 Ore quantifica il peso dei rincari. Per il mese di agosto, l’aumento del prezzo del gasolio potrebbe generare extracosti per circa 800 milioni di euro. Il quotidiano economico indica come possibile primo intervento un sostegno sul diesel, seguito da una misura più ampia sugli altri carburanti.
Il Giornale propone anche alcuni consigli pratici per contenere la spesa, come scegliere i distributori meno cari e preferire il self-service. La Verità annuncia un decreto sulle accise e parla di prezzi record alla pompa, mentre Libero evidenzia come il rialzo stia arrivando proprio nel pieno delle partenze estive.
La pressione dell’energia non riguarda soltanto i carburanti. Il Fatto Quotidiano segnala che anche il prezzo del gas sarebbe cresciuto del 55% in un mese, con il rischio di un inverno molto difficile per l’Unione europea e riserve ancora insufficienti.
Il Sole 24 Ore dedica l’apertura economica anche ai mutui. Per chi intende scegliere un finanziamento a tasso fisso potrebbe essere l’ultima finestra favorevole prima di possibili nuovi rialzi. Gli istituti continuano a proporre offerte competitive, ma lo scenario dei tassi resta incerto.
Tra gli altri temi economici trova spazio una possibile alleanza tra Monte dei Paschi di Siena e Banco Bpm, con nuovi movimenti nel settore bancario. Il quotidiano segnala inoltre il boom dei concerti: i ricavi dell’estate musicale italiana potrebbero raggiungere gli 815 milioni di euro, con un aumento del 5%.
Ampio spazio anche alla sicurezza digitale. I filtri utilizzati sui social network vengono giudicati poco efficaci nella protezione dei minori, mentre cresce il dibattito sulle responsabilità delle piattaforme e sulla verifica dell’età degli utenti.
Sport: Pirlo in bilico e Ferrari all’attacco in Ungheria
La scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale si complica. La Gazzetta Sportiva titola “Pirlo, ombre russe” e riferisce che un caso legato agli sponsor dell’allenatore potrebbe rallentare o bloccare la firma. La Figc e i legali di Andrea Pirlo starebbero cercando una soluzione per sciogliere alcuni accordi commerciali.
Il Corriere dello Sport è ancora più netto: “Pirlo spacca l’Italia”. Secondo il quotidiano, la candidatura non convincerebbe club, tifosi e parte della politica. Le perplessità avrebbero riportato in gioco altri nomi, tra cui Roberto Mancini e Antonio Conte.
Il Corriere della Sera sostiene che Pirlo sia ormai in bilico e che il rischio di un clamoroso stop sia diventato concreto. Repubblica parla di “ombre russe” sulla panchina azzurra, mentre Libero evidenzia le divisioni nel centrosinistra anche per i rapporti commerciali dell’ex centrocampista.
Tuttosport guarda invece soprattutto alla Juventus. Dopo la vittoria per 1-0 in amichevole, con gol di Fabio Miretti, Luciano Spalletti si dice soddisfatto dei giovani ma continua ad aspettare rinforzi. Il titolo “Aspetto Kolo” richiama la trattativa per Randal Kolo Muani, considerato il principale obiettivo offensivo.
Sul fronte difensivo la Juventus avrebbe bloccato Jhon Lucumí, mentre resta aperta la ricerca di un portiere. Il Corriere dello Sport segnala l’interesse per Zion Suzuki e le possibili alternative, mentre il mercato potrebbe coinvolgere anche Guglielmo Vicario.
Il Torino vive invece un momento difficile. La sconfitta contro il Cittadella alimenta la contestazione dei tifosi, che chiedono idee e rinforzi. Giovanni Simeone invita l’ambiente a ritrovare entusiasmo, ma la squadra continua a non convincere.
Il Milan pareggia 2-2 con il Celtic grazie a una doppietta di Francesco Camarda, giovane attaccante che conquista l’allenatore Ruben Amorim. L’Inter lavora al rinnovo di Yann Bisseck fino al 2031 e continua a seguire Cristian Romero per rinforzare la difesa.
In Formula 1, Lando Norris parte dalla pole position nel Gran Premio d’Ungheria. Charles Leclerc scatterà dalla prima fila, mentre Lewis Hamilton e Andrea Kimi Antonelli dovranno recuperare dopo le penalizzazioni. I quotidiani sportivi parlano comunque di una Ferrari pronta all’attacco.
Nel ciclismo Tadej Pogačar si avvia a conquistare il quinto Tour de France. Dopo aver battuto il record di Marco Pantani sull’Alpe d’Huez, lo sloveno viene celebrato come il nuovo dominatore della corsa e come uno dei più grandi della storia.
I principali titoli de La Provincia Pavese
La Provincia Pavese apre con un grave incidente avvenuto a Pavia, in via Folperti. Un uomo avrebbe rubato una bicicletta a un rider per poi schiantarsi contro un’automobile. Il conducente della vettura ha dichiarato di non essere riuscito a evitare l’impatto. Il ferito è ricoverato in condizioni gravissime.
Il titolo principale è dedicato a una nuova applicazione sviluppata nel Pavese per pianificare la spesa e ridurre i costi. Secondo le stime riportate, una famiglia potrebbe risparmiare fino a 800 euro all’anno confrontando prezzi e offerte dei supermercati.
A Voghera è in programma la realizzazione di un nuovo asilo d’infanzia moderno e tecnologico, destinato ad accogliere circa novanta bambini. Il progetto punta a migliorare l’offerta educativa e a rispondere alle esigenze delle famiglie.
Disagi in vista per i pendolari diretti a Milano. La linea ferroviaria S13 si fermerà a Rogoredo dal 3 al 30 agosto e il passante ferroviario sarà chiuso, con inevitabili ripercussioni per chi utilizza quotidianamente il collegamento.
In Val di Susa, il quotidiano richiama gli scontri tra manifestanti No Tav e forze dell’ordine. Numerosi partecipanti incappucciati hanno attaccato il cantiere, mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al ministro dell’Interno per esprimere vicinanza agli agenti feriti.
A Lardirago un’anziana è rimasta ustionata nella propria abitazione mentre cucinava. La donna è stata trasportata in elisoccorso. A Mortara, invece, una vicenda giudiziaria riguarda il ritrovamento di benzina in un esercizio di fast food: il giudice ha disposto nuove verifiche per chiarire la dinamica.
La cronaca locale segnala inoltre una scuola di Vigevano a rischio per la possibile perdita delle ore di sostegno. Preoccupazione tra le famiglie e il personale scolastico per le conseguenze sugli alunni più fragili.
Sul fronte economico e agricolo, cresce la presenza del riso sulle tavole italiane, ma il settore pavese si prepara a una nuova sfida tra costi di produzione, concorrenza e cambiamento delle abitudini alimentari.
Nello sport, il Pavia di Granoche ha affrontato l’Albinoleffe in un test significativo, mentre nella pallavolo femminile si prepara un nuovo derby tra Florens e Garlasco nel prossimo campionato di Serie A3.
L’articolo Radio Pavia Breakfast News – 26 luglio 2026 proviene da Pavia Uno TV.
Cronaca
Hamilton e Antonelli penalizzati di tre posizioni in griglia in Ungheria
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12 ore fa-
25 Luglio 2026di
Redazione
BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Cambia la griglia di partenza del Gran Premio d’Ungheria. Com’era prevedibile, Lewis Hamilton è stato retrocesso di tre posizioni. Il pilota della Ferrari è stato sanzionato per impeding nei confronti di Oscar Piastri, che era nel giro lanciato nel corso dell’ultima manche delle qualifiche. Hamilton scivola così in quinta posizione ma ci sarà comunque una Ferrari in prima fila, quella di Charles Leclerc, che passa da terzo a secondo e affiancherà Lando Norris.
Dovrà scontare tre posizioni in griglia anche Andrea Kimi Antonelli, “colpevole” di non aver rallentato sufficientemente in regime di bandiera gialla. Il pilota italiano della Mercedes, leader del Mondiale, scatterà dunque dalla settima casella.
A beneficiare delle penalizzazioni sono Oscar Piastri e Max Verstappen, che si ritrovano catapultati in seconda fila, con Hamilton in terza ci sarà George Russell mentre Antonelli scatterà con Isack Hadjar accanto.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Subito due argenti azzurri ai Mondiali di scherma, Macchi e Rizzi sul podio
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12 ore fa-
25 Luglio 2026di
Redazione
HONG KONG (CINA) (ITALPRESS) – “E’ stata un’ottima giornata, poteva essere fantastica ma siamo ugualmente felici”. Le parole del presidente della Fis Luigi Mazzone fotografano alla perfezione lo stato d’animo dell’Italscherma al termine della prima giornata di finali ai Mondiali di Hong Kong: brillano i due argenti messi al collo da Filippo Macchi nel fioretto e da Giulia Rizzi nella spada, anche se resta un pò di amaro in bocca per quel che poteva essere e non si è realizzato. In attesa del tifone Noul, la metropoli cinese fa conoscenza con il ‘ciclone azzurrò che si spegne un pò sul più bello ma che lascia decisamente il segno sulle pedane della Asia-World Arena. Macchi e Rizzi, entrambi tesserati per le Fiamme Oro, vivono poi due finali antitetiche: se il 24enne toscano cede di schianto (15-2) di fronte alla lama del ceco Alexander Choupenitch, al suo primo oro in una manifestazione internazionale dopo un bronzo olimpico e due europei, la 37enne udinese lotta con le unghie contro la quotata Song Sera, perdendo per 9-8 alla priorità. Macchi inizia la sua corsa verso la finale piegando il coreano Kim (15-13), poi eliminando il giapponese Saito (15-10) e l’altro coreano Im (15-12), che aveva estromesso Tommaso Martini. In fiducia, nell’incontro che valeva un posto sul podio il pisano accende il pubblico sconfiggendo all’ultima stoccata (15-14) il russo Kirill Borodachev. In semifinale Macchi domina il giapponese Kazuki Iimura (15-6) prima della controprestazione in finale. “Non penso di aver avuto un calo mentale o di adrenalina – l’analisi più a freddo dell’azzurro del ct Simone Vanni, argento olimpico a Parigi – Ero arrivato in finale per dare tutto come sempre ma ho trovato un avversario che mi ha annientato, ho percepito che sapeva cosa fare in ogni stoccata. Nello sport come nella vita ci sono momenti in cui trovi persone più brave e meritevoli, ed oggi lo è stato il mio avversario. Sono stato perfetto fino alla finale, c’è rammarico perchè proprio nell’ultimo assalto non sono riuscito ad esprimere il livello di scherma fatto vedere durante la giornata”. Ottima gara, chiusa ai piedi del podio, anche per Tommaso Marini. Il campione del mondo di Milano 2023 batte il portacolori di Singapore, Loo (15-13), e il francese Anas Anane (15-7), prima di far suo il derby azzurro degli ottavi contro Guillaume Bianchi per 15-7. Lo stop per l’anconetano è arrivato solo nell’assalto per la medaglia, contro il giapponese Iimura (15-11), che ha decretato il suo sesto posto di Marini; decima posizione per Guillaume Bianchi, 34esima per Tommaso Martini. Sofferto e strameritato anche l’argento nella spada di Giulia Rizzi, che inizia col brivido (15-14) contro l’indiana Lohan per poi sfoggiare in pedana una scherma di alto livello: messo in cascina l’assalto con la svizzera Favre (15-11), la friulana piega 13-12, la cinese Yu e conquista un posto nei quarti di finale contro la connazionale Alberta Santuccio. Un derby tra campionesse olimpiche con la squadra a Parigi che Rizzi si aggiudica per 15-7, mettendo così in ghiaccio la sua prima medaglia iridata a 37 anni. In semifinale Giulia Rizzi lasciato scampo alla polacca Barbara Brych (15-6), in finale sventola bandiera bianca di fronte alla coreana Song solo dopo il minuto supplementare (9-8). “Sono un pò amareggiata ma non posso che essere contenta per l’argento mondiale – le parole dell’azzurra del ct Dario Chiadò – Sono felice per la giornata in generale, sono riuscita a risolvere delle situazioni difficili. Quando ripenso all’ultima botta mi brucia tanto, perdere l’oro alla priorità è farsi sfuggire una bella occasione. A parte questo, che mi ha lasciato l’amaro in bocca, sono soddisfatta del mio Mondiale. Già entrando nelle prime quattro mi ero liberata di un peso e con l’età mi sono sentita meno bloccata. Anche se avessi vinto l’oro, però, non sarei mai stata tanto felice come per il titolo olimpico conquistato a Parigi con la squadra”, conclude la poliziotta friulana. Quinto posto per Santuccio, implacabile negli assalti che l’hanno vista battere la rumena Sont (15-11), la polacca Pawlowska (14-10) e la canadese Xiao (15-13), prima di cedere nei quarti a Giulia Rizzi. Santuccio ai piedi del podio, dunque, e prova da applausi anche per Gaia Caforio, 12esima classificata al suo primo Mondiale e protagonista di due bellissime vittorie con la statunitense Van Brummen (15-9) e l’ucraina Maksymenko (11-10), prima dello stop all’ultima stoccata (15-14) contro la cinese Tang. Termina infine 36esima Rossella Fiamingo. Domani, tifone permettendo, ai Mondiali saranno in palio le medaglie individuali di spada maschile e sciabola femminile. Per l’Italia saliranno in pedana gli spadisti Matteo Galassi, Simone Mencarelli e Davide Di Veroli e le sciabolatrici Michela Battiston, Mariella Viale e Manuela Spica. Tutti con la speranza di regalare altre soddisfazioni alla spedizione azzurra.
– Foto Ufficio Stampa Federscherma –
(ITALPRESS).


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