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Cronaca

Barak risponde a Success nel finale, Udinese-Verona 1-1

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UDINE (ITALPRESS) – L’Udinese gioca, il Verona porta a casa un punto. Alla Dacia Arena finisce 1-1 ed è un pareggio amaro per la squadra di Gotti, che passa in vantaggio dopo neanche tre minuti con l’esordiente Success e poi domina la partita, ma viene beffata da un rigore a dieci minuti dalla fine per un intervento di Becao su Barak, bravo poi a trasformare dal dischetto. Di certo in casa Verona il pesante turnover deciso da Tudor, ben sette cambi rispetto al successo di domenica contro la Lazio, non funziona. I padroni di casa trovano subito il vantaggio con Success, all’esordio da titolare, che vince il contrasto con Ceccherini sulla trequarti e batte Montipò con un preciso piatto destro. Nel primo tempo non c’è partita, l’Udinese sfiora più volte il gol: al 24′ Montipò si oppone al colpo di testa di Nuytinck, tre minuti dopo il sinistro di Walace finisce poco distante dalla porta, sul corner successivo ancora il difensore olandese manca il bersaglio da pochi passi e al 33′ ci vuole un vero miracolo del portiere del Verona per deviare sul palo il colpo di testa vincente di Beto. Il primo tempo si conclude con un tentativo in contropiede del solito Beto e la ripresa si apre allo stesso modo, con l’attaccante portoghese che spaventa la difesa ospite. Con i cambi di Tudor (dentro Dawidowicz, Lazovic e Caprari per uno spento Lasagna), il Verona prova a reagire, ma l’unico sussulto è un tiro alto di Veloso dai venti metri e allora il tecnico croato manda in campo anche Simeone, reduce dai quattro gol segnati alla Lazio, e poi Ilic. Le occasioni sono però ancora dei padroni di casa con Molina e soprattutto Pereyra, che costringe Montipò all’ennesima parata su un preciso destro a giro. Alla fine per l’Udinese arriva la beffa: Pereyra anticipa Barak, che finisce poi a contrasto con Becao. Per Marchetti è rigore, per il Verona un pareggio insperato.
(ITALPRESS).

Cronaca

La Voce Pavese – Medici di base in provincia di Pavia, la carenza è strutturale

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Non si arresta la crisi dei medici di base anche in provincia di Pavia. Oggi sono 312, contro i 420 del 2011: 108 in meno in poco più di dieci anni, con una riduzione pari a circa il 26 per cento. L’ultimo bando pubblicato a ottobre, con 215 incarichi disponibili, è andato di fatto deserto: solo uno è stato coperto. Un dato che fotografa una difficoltà nazionale, tanto che Pavia viene considerata quasi un’isola felice rispetto ad altre province dove la situazione è ancora più critica.

La scarsa attrattività della medicina generale, meno competitiva rispetto alle specializzazioni universitarie che aprono alla libera professione, ha effetti concreti sull’assistenza. Sono circa 1.654 i cittadini che oggi, in attesa di un medico titolare, fanno riferimento a due ambulatori temporanei attivati da ASST Pavia, nei territori di Marzano, Landriano e Belgioioso.

Va però precisato che con l’introduzione del cosiddetto “ruolo unico” il dato sulle carenze include anche le ore richieste ai medici nelle Case di comunità e nelle aggregazioni funzionali, con il rischio di una parziale sovrastima. Resta comunque un quadro di sofferenza: ogni medico di base segue in media 1.470 assistiti, con numerosi professionisti che superano quota 1.500.

Per far fronte alle difficoltà, l’azienda sanitaria ha messo in campo una serie di contromisure. «In una situazione di carenza nazionale, la nostra è più favorevole grazie alle strategie attivate» spiega Giancarlo Iannello, direttore sociosanitario. Tra queste, l’utilizzo degli ambulatori nelle Case di comunità, incarichi provvisori grazie alla collaborazione tra colleghi, ambulatori temporanei e il potenziamento degli infermieri di famiglia e comunità: circa 80 professionisti che affiancano i medici nella gestione di pazienti fragili e cronici.

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Le criticità restano, ma secondo ASST il sistema tiene. L’obiettivo dichiarato è evitare che anche un solo cittadino pavese resti senza medico di riferimento, in un contesto che continua a risentire più delle dinamiche del mercato del lavoro che di una reale mancanza di medici.

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Cronaca

Tg News 14/1/2026

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ROMA (ITALPRESS) – Chiara Ferragni assolta da accusa truffa per Pandoro Gate – Proteste in Iran, dura repressione in corso – Von Der Leyen “La Groenlandia è del suo popolo e nella Nato” – Al via missione in Asia, Giorgia Meloni in Oman – Morta Valeria Fedeli, sindacalista ed ex ministro Istruzione – Sicurezza, a Roma in centro storico scattano i 30 km/h – Indagine Antitrust, volano prezzi degli alimentari – Nordio “Sul referendum Anm ha paura di confrontarsi con me” – Previsioni 3B Meteo 15 Gennaio.

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Cronaca

Nordio “Sul referendum l’Anm ha paura di confrontarsi con me”

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ROMA (ITALPRESS) – La data del confronto “deve ancora essere fissata, ma solo loro che hanno esitato: io mi sono dichiarato disponibile. Ritengo che il ministro dovrebbe confrontarsi con il rappresentante dell’Anm e non con il semplice rappresentante di un comitato del ‘nò. Allora evidentemente hanno paura di confrontarsi con me perchè le loro obiezioni sono insostenibili da un punto di vista giuridico e anche da un punto di vista logico”. Così il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, a margine della presentazione del suo libro “Una nuova giustizia”. “Se l’obiezione più radicale è quella che noi vogliamo sottoporre il pm o addirittura i giudici sotto il potere esecutivo, basta leggere l’art.104 della riforma” per capire che “non solo la magistratura rimane indipendente e autonoma, ma addirittura il pubblico ministero viene elevato nella sua garanzia costituzionale a livello del giudice, cosa che oggi non è”, ha aggiunto. “Oggi la Costituzione assicura l’indipendenza e l’autonomia al giudice, non al pubblico ministero: noi eleviamo l’indipendenza e l’autonomia allo stesso pubblico ministero, quindi dovrebbero esserci grati per questo. Ma è tale evidentemente la mala interpretazione che danno di questo referendum, che secondo loro è punitivo, per cui arrivano a queste illogicità che sono incomprensibili, soprattutto se provengono da magistrati che – almeno per definizione – dovrebbero avere un fermo intelletto”, ha sottolineato Nordio.
Per il ministro “questo referendum non ha e non deve avere nulla di politico, non sta nè contro nè a favore del governo Meloni, del ministro della Giustizia o del Parlamento. Auspico che in questo si mantenga una discussione pacata, razionale e giuridica su una riforma che secondo noi è la logica conclusione di una iniziativa partita da Giuliano Vassalli, eroe della resistenza, più di 40 anni fa”.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

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