Lombardia
PAVIA UNO TV INFORMAZIONE – CONCORSOPOLI IN ASM, INDAGATO ANCHE PAOLO AFFRONTI
Pubblicato
4 anni fa-
di
Redazione
Novità nell’ambito dell’inchiesta “concorsopoli” che ha travolto gli ex vertici di Asm Voghera Vendita e Servizi. Secondo quanto pubblicato dalla Provincia Pavese nell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero, Paolo Mazza, ancora in corso, sarebbe finito sotto indagine anche Paolo Affronti, storico esponente dell’Unione di Centro di Voghera e già senatore dell’Udeur di Clemente Mastella. Affronti è stato per anni dirigente di Asm Voghera fino a ricoprire l’incarico di vice presidente. Guardia di Finanza e polizia giudiziaria stanno esaminando la vasta documentazione, email e il contenuto di computer e cellulari sequestrati durante le perquisizioni. Il nuovo indagato è dunque Affronti, che si va dunque ad aggiungere agli ex componenti del consiglio di amministrazione di Asm Ves (l’ex presidente Monica Sissinio, l’allora vice presidente Laura Anselmi e il consigliere Edoardo Lazzati), insieme ai componenti della commissione chiamata a valutare i candidati al concorso per 13 impiegati tecnico-amministrativi (il presidente della commissione Stefano Spagoni con i membri Daniela Bruni e Laura Quaini).
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Cronaca
Trapianti, in Lombardia più innovazione e solidarietà per ridurre le liste di attesa
Pubblicato
49 minuti fa-
10 Aprile 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – Rafforzare la cultura della donazione, investire sull’innovazione tecnologica e aumentare il numero dei trapianti per ridurre le liste di attesa: sono queste le priorità emerse dal convegno ‘Donazione e trapianti d’organo, verso una nuova stagione. Cultura della solidarietà e tecnologie acceleratori dell’innovazione: dalla Lombardia, all’Italia, all’Europa’, che si è svolto a Palazzo Lombardia, confermando il ruolo della Regione come laboratorio di eccellenza e innovazione nel panorama nazionale ed europeo. Promosso dalla rivista Italian Health Policy Brief (IHPB) in collaborazione con Regione Lombardia e con il patrocinio dei Ministeri della Salute e dell’Economia, l’incontro ha rappresentato un momento di confronto ad ampio raggio tra istituzioni centrali e regionali, IRCCS, università, società scientifiche, enti regolatori, associazioni di pazienti e mondo dell’innovazione, configurandosi come un vero e proprio ‘tagliando’ di uno dei settori più delicati e strategici del Servizio sanitario nazionale.
Dal confronto è emersa con chiarezza una priorità condivisa: nonostante l’Italia si collochi ai vertici europei per numero di trapianti effettuati, è necessario incrementare ulteriormente i volumi per rispondere a una domanda ancora elevata e salvare un numero crescente di vite. Le liste di attesa restano infatti molto consistenti, caratterizzate da tempi spesso incompatibili con le condizioni cliniche dei pazienti, che in molti casi si trovano in situazioni di grave rischio.
In questo contesto, la Lombardia si conferma non solo per i risultati raggiunti, ma anche per la capacità di investire in ricerca, organizzazione e diffusione della cultura della donazione, ponendosi come punto di riferimento per l’intero sistema. Nel corso del convegno è stata inoltre evidenziata la necessità di un aggiornamento del quadro normativo nazionale, a partire dalla legge 91/1999, che disciplina il sistema della donazione e dei trapianti e che appare oggi in parte superata rispetto alle nuove esigenze organizzative e alle sfide poste dall’innovazione scientifica. “I recenti dati – ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana – confermano il primato della Lombardia nei trapianti, grazie a una rete sanitaria diffusa e multidisciplinare che si impone come modello d’eccellenza internazionale. La reattività del sistema, dimostrata anche dalla Banca dei Tessuti del Niguarda, garantisce autosufficienza e sicurezza clinica. L’obiettivo ora è consolidare questa leadership regionale aumentando il numero di donatori entro il 2026. Per farlo, la Lombardia punterà sulla cultura del dono e su campagne informative efficaci, trasformando l’efficienza clinica in un successo di partecipazione civile”.
“Gli straordinari risultati raggiunti, faccio riferimento anche alle 9 donazioni destinate a 16 pazienti in 72 ore lo scorso mese di marzo in Lombardia – ha commentato l’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso intervenuto con un video messaggio – non sono frutto del caso, ma di una programmazione rigorosa e di una rete di professionisti che non ha eguali, capace di esprimere l’eccellenza in modo capillare su tutto il territorio regionale, non solo nei grandi centri. Per ridurre concretamente le liste d’attesa dobbiamo però lavorare su più leve: potenziare l’organizzazione, rendere accessibili le tecnologie più avanzate e contrastare il tasso di opposizione alle donazioni, ancora troppo elevato. Il mio ringraziamento più profondo va alle famiglie e ai donatori: la loro generosità è il motore che permette alla nostra sanità di compiere questi miracoli quotidiani”. “Ricerca e innovazione sono asset decisivi per il futuro della medicina“, ha dichiarato l’assessore regionale a Università, Ricerca e Innovazione, Alessandro Fermi, sottolineando “come il progresso tecnologico stia trasformando radicalmente la donazione di organi. L’integrazione di sistemi di intelligenza artificiale permette oggi di ottimizzare ogni fase del processo: non solo migliorando la compatibilità clinica, ma garantendo standard più elevati nella conservazione e nel monitoraggio post-operatorio delle complicanze”. Un contributo determinante al raggiungimento di questi obiettivi potrà arrivare dall’innovazione tecnologica, in particolare dalle più recenti tecniche di perfusione degli organi, che stanno aprendo scenari inediti nella gestione di cuore, fegato e polmoni destinati al trapianto.
“Le tecnologie di perfusione rappresentano una rivoluzione – ha evidenziato Claudio Francesco Russo, direttore della Struttura complessa di Cardiochirurgia e del Trapianto di cuore dell’Ospedale Niguarda di Milano – consentono di prolungare i tempi tra prelievo di organo e trapianto, di valutare e ottimizzare la qualità degli organi mantenendoli in condizioni parafisiologiche e, in molti casi, di rendere utilizzabili organi che prima non lo sarebbero stati. Questo significa aumentare concretamente il numero dei trapianti possibili”. “L’innovazione è una leva fondamentale per ampliare le possibilità di trapianto, soprattutto in ambiti complessi come il polmone – ha aggiunto Andrea Dell’Amore, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Toracica, Azienda Ospedaliera Universitaria degli Studi di Padova – ma le nuove opportunità offerte dal progresso tecnologico devono trovare corrispondenza nel rafforzamento della cultura della donazione”.
Nel corso dei lavori è stato sottolineato che l’Italia, con 4.572 trapianti d’organo realizzati nel 2025, si colloca stabilmente ai vertici in Europa per numero di interventi effettuati.
Parallelamente, è stata posta in evidenza la necessità di garantire un accesso equo e diffuso alle innovazioni tecnologiche su tutto il territorio nazionale, individuando nuove risorse economiche dedicate e rafforzando i modelli organizzativi, anche in un’ottica di integrazione europea. Accanto agli aspetti tecnologici e organizzativi, resta centrale il tema della cultura della donazione. I dati più recenti indicano infatti un incremento delle opposizioni, sia nei Pronto Soccorso e nelle rianimazioni, sia nelle dichiarazioni di volontà presso gli uffici comunali, segnale di una possibile regressione culturale che rischia di compromettere i progressi compiuti negli ultimi anni. “È fondamentale continuare a investire in modo strutturato nella cultura della donazione – ha aggiunto Flavia Petrin, presidente AIDO – solo rafforzando la consapevolezza e la fiducia nel sistema possiamo trasformare la volontà di donare in una scelta diffusa e responsabile, capace di salvare sempre più vite”.
– foto ufficio stampa Regione Lombardia –
(ITALPRESS).
Cronaca
Premio Arbasino 2026, sabato 11 aprile al Teatro Valentino Garavani di Voghera la consegna al vincitore della 3^ edizione:l’autore e sceneggiatore Damiano Michieletto
Pubblicato
8 ore fa-
10 Aprile 2026di
Redazione
Al Teatro Valentino Garavani di Voghera la terza edizione del riconoscimento letterario nazionale intitolato al grande scrittore vogherese
C’è un insegnamento di Alberto Arbasino che sembra descrivere il lavoro di Damiano Michieletto: quella capacità di guardare i grandi testi del passato come se fossero appena nati, di restituire profondità e urgenza a ciò che il tempo rischiava di rendere monumento. Non è un caso, allora, che il Premio Letterario Nazionale Alberto Arbasino 2026 (3^ edizione) vada proprio a lui — autore e sceneggiatore tra le voci più originali della scena culturale europea.
La cerimonia è domani, sabato 11 aprile, alle ore 18, al Teatro Valentino Garavani di Voghera. Una città che non si limita a celebrare il proprio figlio più illustre, ma che con questo premio ha scelto di fare della sua eredità intellettuale un progetto vivo, capace di interrogare il presente.
Perché Michieletto
La giuria — presieduta dallo scrittore Giorgio Montefoschi e composta da Andrea Cortellessa, Alessandro Masi, Raffaele Manica, Michele Masneri ed Elisabetta Rasy — ha premiato Michieletto per la sua scrittura scenica e narrativa, e in particolare per la raffinata trasposizione cinematografica di Stabat Mater di Tiziano Scarpa. Un lavoro che ha saputo muoversi tra letteratura e immagine con la stessa libertà e precisione che Arbasino esercitò, per decenni, tra romanzo, teatro e giornalismo.
«Abbiamo assegnato il Premio a Damiano Michieletto, sicuri di testimoniare in questo modo la grande passione per l’Opera e la letteratura del grande scrittore vogherese», ha spiegato Montefoschi.
Il motto di questa edizione
«Tutto intensamente scritto»: tre parole che sintetizzano il cuore di questa terza edizione. Non soltanto un omaggio stilistico ad Arbasino, ma una riflessione più ampia sulla scrittura come strumento di interpretazione del reale — capace di attraversare linguaggi diversi, di abitare il teatro come il cinema, la pagina come il palcoscenico.
È esattamente questa trasversalità che il Premio intende valorizzare, anno dopo anno. «Non è soltanto un riconoscimento», ha detto il sindaco di Voghera Paola Garlaschelli, ideatrice del Premio insieme a Montefoschi, «ma un progetto culturale che mette al centro il valore della parola, della qualità e del pensiero critico».
La serata
Accanto alla premiazione principale, la serata ospiterà anche l’assegnazione del Premio Arbasino Scuole, che quest’anno ha chiamato gli studenti a confrontarsi con L’anonimo lombardo, uno dei testi più rappresentativi della produzione arbasiniana. Il direttore artistico Massimiliano Finazzer Flory ha anticipato uno spettacolo che mescola immagini, musica e parola: due violinisti, la voce narrante dello stesso Finazzer Flory, e il libro che diventa palcoscenico. «Arbasino rivive nei ragazzi di oggi», ha detto. «Un’opera si fa spettacolo solo con le note, con le sue citazioni, e si rappresenta dalla carta al carme».
Il Premio è ideato e promosso dal Comune di Voghera con il contributo di Fondazione Cariplo e il sostegno di Asm Voghera e Gulliver.

L’articolo Premio Arbasino 2026, sabato 11 aprile al Teatro Valentino Garavani di Voghera la consegna al vincitore della 3^ edizione:l’autore e sceneggiatore Damiano Michieletto proviene da Pavia Uno TV.
Cronaca
Premio Arbasino 2026, sabato 11 aprile al Teatro Valentino Garavani di Voghera la consegna al vincitore della 3^ edizione:l’autore e sceneggiatore Damiano Michieletto
Pubblicato
8 ore fa-
10 Aprile 2026di
Redazione
Al Teatro Valentino Garavani di Voghera la terza edizione del riconoscimento letterario nazionale intitolato al grande scrittore vogherese
C’è un insegnamento di Alberto Arbasino che sembra descrivere il lavoro di Damiano Michieletto: quella capacità di guardare i grandi testi del passato come se fossero appena nati, di restituire profondità e urgenza a ciò che il tempo rischiava di rendere monumento. Non è un caso, allora, che il Premio Letterario Nazionale Alberto Arbasino 2026 (3^ edizione) vada proprio a lui — autore e sceneggiatore tra le voci più originali della scena culturale europea.
La cerimonia è domani, sabato 11 aprile, alle ore 18, al Teatro Valentino Garavani di Voghera. Una città che non si limita a celebrare il proprio figlio più illustre, ma che con questo premio ha scelto di fare della sua eredità intellettuale un progetto vivo, capace di interrogare il presente.
Perché Michieletto
La giuria — presieduta dallo scrittore Giorgio Montefoschi e composta da Andrea Cortellessa, Alessandro Masi, Raffaele Manica, Michele Masneri ed Elisabetta Rasy — ha premiato Michieletto per la sua scrittura scenica e narrativa, e in particolare per la raffinata trasposizione cinematografica di Stabat Mater di Tiziano Scarpa. Un lavoro che ha saputo muoversi tra letteratura e immagine con la stessa libertà e precisione che Arbasino esercitò, per decenni, tra romanzo, teatro e giornalismo.
«Abbiamo assegnato il Premio a Damiano Michieletto, sicuri di testimoniare in questo modo la grande passione per l’Opera e la letteratura del grande scrittore vogherese», ha spiegato Montefoschi.
Il motto di questa edizione
«Tutto intensamente scritto»: tre parole che sintetizzano il cuore di questa terza edizione. Non soltanto un omaggio stilistico ad Arbasino, ma una riflessione più ampia sulla scrittura come strumento di interpretazione del reale — capace di attraversare linguaggi diversi, di abitare il teatro come il cinema, la pagina come il palcoscenico.
È esattamente questa trasversalità che il Premio intende valorizzare, anno dopo anno. «Non è soltanto un riconoscimento», ha detto il sindaco di Voghera Paola Garlaschelli, ideatrice del Premio insieme a Montefoschi, «ma un progetto culturale che mette al centro il valore della parola, della qualità e del pensiero critico».
La serata
Accanto alla premiazione principale, la serata ospiterà anche l’assegnazione del Premio Arbasino Scuole, che quest’anno ha chiamato gli studenti a confrontarsi con L’anonimo lombardo, uno dei testi più rappresentativi della produzione arbasiniana. Il direttore artistico Massimiliano Finazzer Flory ha anticipato uno spettacolo che mescola immagini, musica e parola: due violinisti, la voce narrante dello stesso Finazzer Flory, e il libro che diventa palcoscenico. «Arbasino rivive nei ragazzi di oggi», ha detto. «Un’opera si fa spettacolo solo con le note, con le sue citazioni, e si rappresenta dalla carta al carme».
Il Premio è ideato e promosso dal Comune di Voghera con il contributo di Fondazione Cariplo e il sostegno di Asm Voghera e Gulliver.

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