Lombardia
PAVIA UNO TV INFORMAZIONE – CONCORSOPOLI IN ASM, INDAGATO ANCHE PAOLO AFFRONTI
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4 anni fa-
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Redazione
Novità nell’ambito dell’inchiesta “concorsopoli” che ha travolto gli ex vertici di Asm Voghera Vendita e Servizi. Secondo quanto pubblicato dalla Provincia Pavese nell’inchiesta coordinata dal pubblico ministero, Paolo Mazza, ancora in corso, sarebbe finito sotto indagine anche Paolo Affronti, storico esponente dell’Unione di Centro di Voghera e già senatore dell’Udeur di Clemente Mastella. Affronti è stato per anni dirigente di Asm Voghera fino a ricoprire l’incarico di vice presidente. Guardia di Finanza e polizia giudiziaria stanno esaminando la vasta documentazione, email e il contenuto di computer e cellulari sequestrati durante le perquisizioni. Il nuovo indagato è dunque Affronti, che si va dunque ad aggiungere agli ex componenti del consiglio di amministrazione di Asm Ves (l’ex presidente Monica Sissinio, l’allora vice presidente Laura Anselmi e il consigliere Edoardo Lazzati), insieme ai componenti della commissione chiamata a valutare i candidati al concorso per 13 impiegati tecnico-amministrativi (il presidente della commissione Stefano Spagoni con i membri Daniela Bruni e Laura Quaini).
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Cronaca
TAGLI ALLE FERMATE TRENI DI LUNGAVILLA E BRESSANA, SINDACI E PENDOLARI: “SE TRENORD E REGIONE NON CI ASCOLTANO MANIFESTIAMO DAVANTI AL PIRELLONE”
Pubblicato
4 ore fa-
14 Febbraio 2026di
Redazione
I pendolari dell’Oltrepo orientale si sentono presi in giro da Trenord e Regione Lombardia: presso la sala polifunzionale del municipio di Bressana Bottarone, si sono riuniti in un’assemblea pubblica con i sindaci del territorio, gli studenti e diversi rappresentanti di associazioni, per un serio confronto sui disagi del trasporto ferroviario. L’obiettivo è quello di ripristinare anzitutto le fermate dei treni a Lungavilla e a Bressana, che con l’avvio dell’orario invernale di Dicembre sta provocando forti penalizzazioni per chi deve raggiungere ogni giorno Pavia o Milano per studio o per lavoro. I lavori al Ponte sul Po di Bressana infatti stanno penalizzando enormemente la vita quotidiana di migliaia di persone e sembra che le istituzioni facciano orecchie da mercante, dato che non sono state neppure prese in considerazione le richieste fatte da sindaci del territorio e pendolari nel corso dell’incontro di Dicembre con l’assessore regionale Franco Lucente, l’amministratore delegato di Trenord Andrea Severini e alcuni tecnici al Pirellone. “Per portare l’alta velocità anche tra Milano e Genova stanno lavorando al Ponte sul Po dalla scorsa estate e già in vista della prossima estate i disagi torneranno ancora, tra chiusure notturne e poi chiusure totali tra fine Luglio e fine Agosto. E anziché aumentare i pullman sostitutivi li tolgono. Ma uno studente, un lavoratore o un pensionato come fa a raggiungere Pavia o Milano e soprattutto a tornare nel pomeriggio o la sera se tagliano anche le fermate dei treni a Bressana e a Lungavilla, quando gli stessi treni regionali e regionali veloci sono rimasti sulla linea ma fermano solo a Voghera per poi proseguire verso Novi Ligure, Asti o Genova? Cosa costa una fermata in più? Un minuto, che per noi è essenziale, perché così anziché incentivare all’uso dei mezzi pubblici fanno esattamente il contrario, uno è costretto a muoversi in auto”, spiegano sindaci e pendolari.
Se al mattino, l’introduzione da parte di Trenord dei bus sostitutivi ha ridotto almeno parzialmente i disagi per gli studenti, i problemi maggiori sono per i treni del pomeriggio e della sera, che sono stati mantenuti, ma non fermano più a Bressana Bottarone e a Lungavilla, ma solo a Voghera. Gli studenti, uscendo da scuola, chiedendo anche permessi anticipati, non riescono per esempio a raggiungere la stazione di Pavia in tempo per tornare in Oltrepo, dato che le corse sono state anticipate dal 26esimo minuto al nono. Per non parlare della sera, dove non esiste più un treno che dalle 20 in poi faccia una fermata intermedia tra Pavia e Voghera. “E da fine Giugno, se il traffico su strada tornerà alla normalità, si prospettano ulteriori disagi per lo stop su rete ferroviaria e ulteriori tagli, specie per i treni che fermano a Lungavilla, i cui abitanti per andare a Pavia o a Milano debbono prima andare a Voghera. Non possiamo neppure prendere in considerazione una ipotesi del genere per i nostri residenti” spiegano il sindaco di Pizzale Gaetano De Angelis e la vicesindaca di Lungavilla Carla Beccaria, che stanno seguendo da vicino il calvario dei pendolari.
“C’è la richiesta di farci sentire tutti quanti anche presso i parlamentari del nostro territorio, affinchè prendano a cuore i nostri problemi, e poi in Commissione Trasporti in Regione, non soltanto presso l’assessore regionale Franco Lucente. Se neppure questi incontri produrranno alcun effetto e non si verrà incontro alle nostre esigenze, i pendolari sono pronti a manifestare il martedì sotto al Pirellone in occasione del consiglio regionale, che si svolge di Martedì” sottolinea l’assessore del Comune di Bressana Gianfranco Ursino. Sulla vicenda ha già promesso un interessamento il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, che da pavese è vicino alle problematiche territoriali: “Mi farò carico di portare avanti presso le sedi competenti le istanze di studenti, lavoratori e sindaci del territorio, fortemente penalizzati da inizio Dicembre”.
Per tutti i cittadini c’è un sito (pontesulpo.it) che aggiorna periodicamente sullo stato dei lavori e degli incontri istituzionali.


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Cronaca
Caruso “18 milioni per recupero, restauro e valorizzazione dei beni culturali lombardi”
Pubblicato
5 ore fa-
14 Febbraio 2026di
Redazione
MILANO (ITALPRESS) – La Giunta regionale, su proposta dell’assessore alla Cultura Francesca Caruso, ha approvato i criteri per la pubblicazione del bando relativo ai ‘Progetti Integrati della Cultura 2026-2029’, una misura strategica che sostiene interventi di recupero, restauro e valorizzazione di immobili pubblici destinati a funzioni culturali. “Si tratta di una misura importante – ha spiegato Caruso – che punta a lasciare un segnale concreto nella trasformazione dei nostri territori, offrendo agli enti pubblici, in collaborazione con le realtà locali, la possibilità di creare veri e propri presìdi culturali duraturi e di qualità al servizio delle comunità. Intendiamo riqualificare e rendere accessibili edifici oggi inutilizzati o sottoutilizzati, in modo da potenziare ulteriormente l’offerta di cultura della regione. Vogliamo favorire la nascita e lo sviluppo di hub capaci di diventare opportunità di crescita, soprattutto per i più giovani, ma non solo”. “Disporre di uno spazio dedicato alla cultura sul proprio territorio – ha concluso – significa sviluppare una nuova consapevolezza della bellezza, che non deve essere cercata altrove, ma può essere riconosciuta e vissuta nel luogo in cui si abita. Mi auguro che questi interventi possano rafforzare ancora una volta il prezioso patrimonio lombardo”.
L’iniziativa mette in campo una dotazione complessiva di 18 milioni di euro distribuiti nel quadriennio 2026-2029 per sostenere investimenti strutturali su beni culturali e immobili pubblici, migliorandone l’accessibilità e la fruizione e favorendo l’attivazione o il potenziamento di funzioni culturali. Nel dettaglio, i fondi previsti supporteranno progetti riferiti a beni localizzati sul territorio lombardo e ammontano a 7,2 milioni per il 2026 e 3,6 milioni per le annualità 2027, 2028 e 2029. Il contributo regionale, concesso a fondo perduto, potrà coprire fino al 50% del costo complessivo di ciascun progetto, con un importo compreso tra 500.000 euro e un milione di euro. La misura è rivolta a enti e amministrazioni pubbliche proprietari di immobili appartenenti al patrimonio culturale o destinati a ospitare attività culturali. I contributi finanzieranno interventi di recupero, riqualificazione e valorizzazione degli edifici, oltre all’acquisto, all’allestimento e all’adeguamento degli spazi, con l’obiettivo di trasformarli in presidi culturali permanenti, capaci di rafforzare l’offerta culturale e contribuire allo sviluppo dei territori. La delibera approva anche lo schema di accordo di collaborazione con Fondazione Cariplo, partner strategico dell’iniziativa, che affiancherà Regione Lombardia nel sostenere i progetti selezionati attraverso ulteriori risorse e servizi di accompagnamento. Alla misura regionale si affiancherà infatti un sostegno fino a 3,5 milioni di euro destinato allo sviluppo dei Piani di valorizzazione, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità e l’attivazione culturale degli immobili oggetto degli interventi.
“La valorizzazione del patrimonio culturale – ha sottolineato Giovanni Azzone, presidente di Fondazione Cariplo – rappresenta per noi una leva strategica per lo sviluppo dei territori e il benessere delle comunità. Su questa visione strategica condivisa, Regione Lombardia e Fondazione Cariplo collaborano per sostenere progetti culturali integrati, mettendo a disposizione del territorio strumenti complementari. Fondazione promuoverà, di concerto con Regione, un bando a sostegno della buona gestione e della valorizzazione dei beni culturali”. Le domande di partecipazione al bando regionale, in apertura nelle prossime settimane, dovranno essere presentate sulla piattaforma informatica ‘Bandi e Servizi’. Tutti gli interventi relativi agli investimenti dovranno essere avviati entro il 2027 si concluderanno nel 2029.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
Cronaca
Crans-Montana. Dal lutto alla coscienza, la lezione dei ragazzi del Galilei di Voghera
Pubblicato
7 ore fa-
14 Febbraio 2026di
Redazione
Articolo scritto dagli alunni delle classi 2 BL, 2A SUM e 2B SUM dell’Istituto di Istruzione Superiore “Galileo Galilei” di Voghera
Siamo studenti dell’istituto Galileo Galilei di Voghera e come molti abbiamo assistito in questi giorni alla vicenda di Crans-Montana e a quanto vi gravita attorno. Usando le ore di educazione civica e religione abbiamo colto la provocazione di don Pietro: una mattina si è presentato in classe spiegandoci la sua posizione critica e reticente riguardo al minuto di silenzio, chiarendo che avrebbe preferito fare un’altra cosa, in cui la memoria del lutto non restasse il bel gesto egoriferito con autoassoluzione di coscienza, ma ci compromettesse nella relazione con loro… quindi, dopo aver scritto alla lavagna i nomi delle vittime italiane morte tra le fiamme nel Constellation ed aver consegnato a ciascuno un foglio bianco, ci ha proposto di sceglierne uno o tutti e scrivere una lettera che veniva dal cuore, con un accordo preciso: fare tutte le ricerche necessarie usando i nostri smartphone per raccogliere notizie riguardanti le loro vite attraverso i social, loro e dei loro amici, ed evitare il più possibile le notizie dei media che in modo stereotipato tendono allo stile “giallo di Garlasco”.
Dopo questo esperimento si è trovato sufficiente materiale per comprendere che in quelle lettere, pur rivolte a giovani che “non ci sono più”, abbiamo detto molto a loro parlando di noi. Il vero evento è risultato essere quello della reciprocità, dove come dice ogni tanto il prof. citando qualche filosofo: “il volto dell’altro rivela il mio” (cf. E. Lévinas).
Da qui un altro esperimento, quindi: scrivere un articolo frutto di una prima esperienza di “redazione interna”: in ogni classe tre di noi, Caterina, …, … si sono trasformati in cronisti ed hanno intervistato i propri compagni a rotazione, per accompagnare le parole alle emozioni vive. Ci siamo accorti, guardandoci da fuori insieme al prof, di non esser stati dei cronisti che narrano fatti di cronaca, ma di aver messo in campo reciprocità, empatia e identificazione…
Di aver usato la scrittura per dire a tutti, soprattutto agli adulti, chi siamo e cosa sentiamo, con un evento-specchio che ci ha prepotentemente tirato fuori cose che da soli raramente riusciamo a dire e ad esprimere con così forte chiarezza.
La prima domanda che ci siamo fatti è stata: “Che impatto ha avuto su di te quest’evento?”
Abbiamo raccontato come il senso di imprevedibilità abbia destabilizzato molto il senso di sicurezza: immaginarsi in una gabbia in fiamme senza via di uscita ti fa pensare a tutte quelle uscite del sabato sera in un locale, che può essere una pizzeria o un bar o un cinema, dove tu non penseresti mai possa succedere qualcosa. Quindi l’imprevedibilità della vita si trasforma nell’inaspettata certezza della morte. Siamo abituati a relazioni veloci, siamo fisicamente insieme ogni tanto, ma più che altro sui social, ed emozioni così forti invece ci fanno entrare in contatto con un’altra dimensione delle relazioni; parlarne adesso in gruppo e dire a tutti che abbiamo pianto per loro e per i loro genitori ci fa condividere un lato di noi difficile da tirare fuori, di cui di solito ti vergogni o che lasci agli spazi più riservati che neanche in casa si condividono.
La seconda domanda ha puntato un occhio di bue sulla nostra vita: “Guardando alla tua vita, che riflessione suscita in te questa notizia?”
Subito sono arrivate le riflessioni di tipo morale, ovvero ci è venuto da dire più che altro che occorre prestare attenzione alle regole, comportarsi bene, che non bisogna mai dare nulla per scontato, poiché la vita è preziosa… poi ci è venuto in mente che la preziosità della vita parte proprio dal fatto che è caratterizzata dal tempo, di cui la morte è una lancetta. Quindi come fare a vivere meglio? Spostando l’attenzione solo sull’argomento sicurezza, prevenzione, norme da rispettare, laddove la notizia ossessiva punta a riprodurre il caso mediatico, o forse dicendoci e chiedendoci quanto valiamo veramente, quanto stiamo investendo nel tempo che abbiamo e quanto lo riempiamo veramente di noi?
La terza domanda è stata: “Cosa diresti agli altri?”
Non è emerso in noi il bisogno di dispensare consigli, piuttosto di fare domande… chiedere, interpellare, muovere le teste e i cuori di coetanei e adulti verso nuove consapevolezze che attivano in noi responsabilità nel dare risposte e proporre atteggiamenti in un mondo di corsa e troppo distratto.
Agli adulti diremmo di insegnarci l’importanza di vivere con attenzione ogni giorno, perché tutto può cambiare in un istante e che parlare, spiegarsi e fidarsi aiuta nel rapporto tra noi e loro più di mille divieti, poiché ci rende più consapevoli e responsabili. Sarebbe bello che ci ascoltassero davvero, non solo quando va tutto bene o facciamo qualcosa di esemplare, ma anche quando facciamo domande scomode: dateci fiducia, spazio e possibilità concrete. Le decisioni che prendete sul futuro, sull’ambiente e sulla società riguardano anche noi e ci interpellano tanto quanto voi.
Ai nostri coetanei diremmo invece di apprezzare le persone che hanno vicino e che questi eventi drammatici non sono solo eventi che passano a cui tristemente abituarsi, ma, se lo vogliamo, possono cambiarci: informiamoci, partecipiamo e prendiamo posizione affinché la nostra voce venga ascoltata, anche se sembra che conti poco, in realtà conta, eccome…
Domenica 15 febbraio 2026, alle ore 20, su Pavia Uno TV una puntata speciale de “La Voce Pavese” con don Pietro Sacchi e gli alunni dell’Istituto d’Istruzione Superiore “Galileo Galilei” di Voghera. Seguitela su www.paviaunotv.it e sui nostri canali social.
L’articolo Crans-Montana. Dal lutto alla coscienza, la lezione dei ragazzi del Galilei di Voghera proviene da Pavia Uno TV.

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